{"id":164902,"date":"2026-07-31T15:50:26","date_gmt":"2026-07-31T13:50:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=164902"},"modified":"2026-07-31T15:50:26","modified_gmt":"2026-07-31T13:50:26","slug":"salute-e-peste-suina-che-avanza-nei-nostri-territori-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=164902","title":{"rendered":"Salute e peste suina che avanza nei nostri territori &#8211; perch\u00e8?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il virus <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>non si trasmette in alcun modo alle persone, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>n\u00e9 per contatto diretto n\u00e9 tramite l&#8217;alimentazione<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>La peste suina africana non \u00e8 pericolosa per l&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Purtroppo \u00e8 un grave rischio per la salute dei suini e per <strong>l&#8217;economia degli allevamenti<\/strong>.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Non ci si ammala mangiando carne o salumi, anche se da animali infetti.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;attuale peste suina, colpisce i medi e piccoli allevatori (alcuni dei quali portano ancora gli animali all&#8217;alpeggio) <strong>proprio quegli allevatori in estensivo, quei custodi di biodiversit\u00e0, che\u00a0 sono ancora capaci di contrastare le cause dei contagi.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong style=\"text-align: justify; font-size: 1.0625rem;\">In poche settimane<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>abbattuto il 10% dei capi della storica razza Cinta Senese<\/strong>. In una lettera 15 organizzazioni chiedono un confronto urgente e orientato a soluzioni eque ed efficaci in tutto il territorio nazionale<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Avanza la peste suina<\/strong>, le associazioni dei produttori estensivi, biologici e dei Pres\u00ecdi Slow Food chiedono al commissario Filippini di <strong>rivedere la strategia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle ultime settimane,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dopo lo sconfinamento nel sud del Piemont<\/strong>e, il virus della peste suina \u00e8 stato<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>rinvenuto in allevamenti toscani<\/strong> dove ha colpito anche la razza Cinta Senese, della quale risulta essere gi\u00e0 stato macellato circa il 10% dei circa tremiladuecento capi totali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gestione dell&#8217;emergenza<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ha assunto proporzioni devastanti sotto il profilo economico <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>per gli allevamenti estensivi e di piccola dimensione<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">l\u2019attuale gestione dell&#8217;emergenza rischia di compromettere anche il patrimonio di biodiversit\u00e0 zootecnica suinicola, ambientale e culturale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le criticit\u00e0 note da tempo, derivanti dalle norme che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>mettono sullo stesso piano i grandi allevamenti industriali e le realt\u00e0 di piccola scala<\/strong> per quanto riguarda le<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>costose misure di biosicurezza da adottare e i piani di abbattimento a tappeto,<\/strong> sono state ulteriormente aggravate dalla<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>recente ordinanza commissariale<\/strong> 4\/2026, che<strong> ha esteso da uno a tre chilometri il raggio di applicazione delle misure<\/strong> conseguenti al rinvenimento di un animale selvatico infetto<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>unicamente per le aziende di piccola scala o familiari e semibrade<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le razze autoctone che,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>come la Cinta Senese, rappresentano un patrimonio di biodiversit\u00e0 e di qualit\u00e0<\/strong> \u2013 in termini di allevamento ma<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>anche di produzioni norcine \u2013 in tempi brevi potrebbero essere annullat<\/strong>e !!!<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale ordinanza crea inoltre<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>notevoli difficolt\u00e0 a chi pratica la transumanza, l\u2019alpeggio o il pascolo di ovicaprini<\/strong> in aree di restrizione: chi scender\u00e0 dagli alpeggi a settembre, ad esempio, se passer\u00e0 in aree di restrizione dovr\u00e0 tosare i propri animali e disinfettare automezzi e animali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, mentre<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>i risarcimenti stentano ad arrivare,<\/strong> agli allevatori che<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>hanno dovuto macellare i propri capi nei mesi scorsi,<\/strong> portando alla<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>chiusure molte piccole realt\u00e0,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>si stanziano ulteriori risorse per il depopolamento dei cinghiali<\/strong> e per la realizzazione di barriere fisiche; misure che, come dimostrano i fatti,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>non hanno funzionato nel contenere il contagio. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paradossalmente, Regioni e Province autonome continuano a finanziare, attraverso le risorse della Politica Agricola Comune (PAC), bandi destinati a sostenere investimenti finalizzati all&#8217;adeguamento delle misure di biosicurezza: interventi di questo tipo richiedono investimenti e rilevanti impegni economici alle stesse aziende, che finiscono per esporsi finanziariamente<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>senza alcuna certezza sulla possibilit\u00e0 di proseguire l&#8217;attivit\u00e0 in caso di rinvenimento di capi infetti nei paraggi del proprio allevamento.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La diffusione cos\u00ec pervasiva del virus della peste suina africana \u00e8 una<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>conseguenza dell\u2019abbandono delle aree interne<\/strong>, della<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>mancata cura da parte dell\u2019uomo degli ecosistemi fragili e della biodiversit\u00e0,<\/strong> della<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>scarsa gestione del patrimonio forestale:<\/strong> un segnale potente che ci richiama alla necessit\u00e0 di adoperarsi per ritrovare un rapporto equilibrato e rispettoso con la natura.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gestione attuale della peste suina<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>colpisce invece proprio quegli allevatori in estensivo, quei custodi di biodiversit\u00e0, che ne sono ancora capaci. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo vanno tutelati e lasciati ad esercitare con gli opportuni strumenti di difesa, sui loro territori, il loro prezioso lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidenze scientifiche dimostrano che il rischio di introduzione e diffusione della peste suina africana non dipende esclusivamente dalla dimensione dell&#8217;allevamento, ma da un insieme di fattori:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il livello di biosicurezza applicato, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la densit\u00e0 suinicola del territorio<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>le movimentazioni di animali, persone e mezzi,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>i contatti con la fauna selvatica e l&#8217;efficacia della sorveglianza. <\/strong>Per questo<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>le misure di prevenzione e controllo dovrebbero essere calibrate sulla reale valutazione del rischio delle singole aziende,<\/strong> evitando l&#8217;applicazione di disposizioni uniformi a sistemi produttivi profondamente diversi tra loro.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Slow Food Italia, FederBio, Legambiente, AssoBio, AIAB, AIAB Emilia-Romagna, AIAB Toscana, AIAB Liguria, La Buona Terra, Veterinari Senza Frontiere Italia, ARI (Associazione Rurale Italiana), RARE (Associazione Razze autoctone a rischio di estinzione), ONAS (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Salumi), UCI (Unione Coltivatori Italiani), insieme al Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP, hanno scritto una lettera al Commissario straordinario alla peste suina africana, Giovanni Filippini, chiedendo un incontro urgente per rivedere le misure previste per contrastare l\u2019emergenza sul territorio nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggi qui la lettera inviata al Commissario <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/allevare-rispettando-gli-animali-e-la-terra\/lettera-sulla-peste-suina-africana\/\">https:\/\/www.slowfood.it\/allevare-rispettando-gli-animali-e-la-terra\/lettera-sulla-peste-suina-africana\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le associazioni firmatarie che rappresentano il settore del bio, dei Pres\u00ecdi Slow Food e i tanti piccoli allevatori suinicoli italiani custodi di razze autoctone, chiedono al Commissario un confronto costruttivo e tempestivo, sottolineando l&#8217;urgenza della situazione e la necessit\u00e0 di un dialogo orientato all&#8217;individuazione di soluzioni proporzionate, efficaci e rispettose delle diverse realt\u00e0 produttive, che coinvolga tutte le autorit\u00e0, nazionali e regionali, che concorrono alla definizione delle politiche e delle misure di gestione dell&#8217;emergenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il virus non si trasmette in alcun modo alle persone, n\u00e9 per contatto diretto n\u00e9 tramite l&#8217;alimentazione La peste suina africana non \u00e8 pericolosa 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