{"id":165468,"date":"2026-08-10T13:38:22","date_gmt":"2026-08-10T11:38:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=165468"},"modified":"2026-08-10T13:38:22","modified_gmt":"2026-08-10T11:38:22","slug":"mostre-a-torino-vitae-il-sentimento-della-natura-jessica-r-carroll","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=165468","title":{"rendered":"Mostre a Torino &#8211; VITAE. Il sentimento della natura &#8211; Jessica R. Carroll"},"content":{"rendered":"<p>Un&#8217;occasione anche per visitare un castello non lontano da Torino con: biblioteca, teatro e giardini.<\/p>\n<p>Torino &#8211; Agli\u00e8 &#8211; Castello Ducale<\/p>\n<h3 class=\"francois-one editor-title\">VITAE. Il sentimento della natura. Opere di Jessica R. Carroll<\/h3>\n<p>Opere gioiose &#8211; dove arte e scienza condividono la natura<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museipiemonte.cultura.gov\">www.museipiemonte.cultura.gov<\/a><\/p>\n<figure id=\"attachment_165471\" aria-describedby=\"caption-attachment-165471\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1a-Afelio-e-perelio-2022-ceramica-con-patina-color-miele-.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-165471\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1a-Afelio-e-perelio-2022-ceramica-con-patina-color-miele--300x255.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1a-Afelio-e-perelio-2022-ceramica-con-patina-color-miele--300x255.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1a-Afelio-e-perelio-2022-ceramica-con-patina-color-miele--353x300.jpg 353w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1a-Afelio-e-perelio-2022-ceramica-con-patina-color-miele-.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-165471\" class=\"wp-caption-text\">Afelio-e-perelio-2022-ceramica-con-patina-color-miele<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La natura \u00e8 un sistema in azione: nelle opere di Jessica R. Carroll prende forma tra sciami, flussi e relazioni, diventando struttura visibile, comportamento, organizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nelle sale del Castello di Agli\u00e8,\u00a0<em>VITAE. Il sentimento della natura<\/em>\u00a0riunisce la pi\u00f9 ampia selezione di lavori mai dedicata all\u2019artista.<\/strong>\u00a0Dal 18 aprile al 27 settembre 2026, il progetto espositivo, <strong>curato da Alessandra Gallo Orsi, Elisabetta Silvello e Lorenza Salamon<\/strong>, attraversa in modo esteso la ricerca di Carroll, che da anni osserva il mondo naturale come un insieme di dinamiche condivise pi\u00f9 che come repertorio di forme. Non una rappresentazione, ma una costruzione: sistemi, comportamenti, modalit\u00e0 di relazione tradotti in scultura e in dialogo continuo con la storia del luogo.\u00a0<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il percorso si apre nel Salone delle Guardie d\u2019Onore con\u00a0<em>Tredici modi di vedere un merlo<\/em>,\u00a0<\/strong>scultura ispirata alla poesia omonima\u00a0<em>Thirteen Ways of Looking at a Blackbird<\/em>\u00a0di Wallace Stevens. Al centro \u00e8\u00a0<strong>la relativit\u00e0 della percezione<\/strong>: la natura e ci\u00f2 che osserviamo non sono dati oggettivi, ma dipendono dallo sguardo che li interpreta. Carroll traduce questa struttura in una sequenza di variazioni visive, in cui forme e punti di vista si moltiplicano. L\u2019opera introduce cos\u00ec una modalit\u00e0 di osservazione che invita a sospendere preconcetti e ad accogliere una visione pi\u00f9 aperta e mobile del mondo naturale.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le prime sezioni, tra Sala dei Valletti, Biblioteca e Teatrino, sono dedicate alla natura visibile, dell\u2019aria e della terra<\/strong>, e costruiscono un primo attraversamento che si estende fino alla Sala d\u2019Angolo, dove inizia ad affiorare la dimensione acquatica che trover\u00e0 pieno sviluppo nel Salone di Arduino. In questo passaggio, il lavoro di Jessica R. Carroll si concentra su sistemi di relazione e forme di organizzazione collettiva: api, acciughe, anguille, specie diverse accomunate da dinamiche condivise, tradotte in strutture leggere ed essenziali. Nel contesto del Castello di Agli\u00e8, esito di una lunga stratificazione di saperi e maestranze tra Seicento e Ottocento, la presenza delle api assume una risonanza ulteriore. Nell\u2019iconografia barocca sono simbolo di operosit\u00e0 e dedizione, e qui diventano elemento centrale di un nucleo scultoreo nella Sala dei Valletti. Nei dieci altorilievi in marmo bianco della serie\u00a0<em>La vie des Abeilles<\/em>, le api tracciano percorsi, costruiscono cellette, articolano funzioni diverse \u2013 dalla pulitrice alla bottinatrice \u2013 dando forma a un sistema organizzato fondato sulla ripetizione e sulla cooperazione. Il processo diventa immagine: il gesto dell\u2019insetto si riflette in quello dell\u2019artista, dove disegno, incisione e pensiero coincidono nella costruzione dello spazio. In\u00a0<em>L\u2019ape che dorme<\/em>, l\u2019insetto posato sul marmo bardiglio introduce una sospensione: il tempo del riposo entra a far parte dello stesso ordine, come momento necessario all\u2019equilibrio dell\u2019insieme.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella Biblioteca, l\u2019installazione\u00a0<em>Verde Pisello<\/em>\u00a0introduce uno spazio monocromatico<\/strong>\u00a0in cui il colore diventa simbolo di vita e movimento, modificando la percezione e il tempo della visione. Il riferimento al pensiero del teologo tedesco Meister Eckhart \u2013 secondo cui tutte le cose nascono verdi e perdono intensit\u00e0 nel tempo \u2013 resta sullo sfondo e orienta una riflessione sulla trasformazione e sulla memoria. Non \u00e8 casuale la collocazione dell\u2019opera: la Biblioteca diventa qui il luogo in cui la conoscenza si sedimenta e si trasmette. In questa prospettiva si inserisce anche l\u2019attenzione di Carroll per la memoria, intesa come esercizio attivo: imparare testi, canzoni, poesie, parole che, interiorizzate, continuano a riaffiorare e orientare anche nei momenti di buio e di spaesamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel Teatrino, con palco e palcoscenico,\u00a0<em>L\u2019ottovolante<\/em>\u00a0prende forma come una struttura leggera in ottone composta da fili sospesi che disegnano nello spazio un otto,<\/strong>\u00a0figura continua che rimanda all\u2019infinito. Sui fili si posano le api, e la forma richiama direttamente la loro danza, attraverso cui comunicano la posizione delle fonti di nutrimento. Carroll traduce questo sistema di orientamento in una costruzione visiva che \u00e8 insieme segno, movimento e relazione. Il riferimento alla Chanukkiah, il candelabro ebraico a nove bracci, resta implicito nella struttura e introduce un\u2019idea di luce come elemento di trasmissione e continuit\u00e0. L\u2019opera attiva lo spazio del teatro attraverso riflessi, ombre e suoni, invitando a una fruizione che mette in relazione corpo, percezione e architettura. Nello stesso ambiente trova posto\u00a0<em><strong>Concerto di rane e grilli<\/strong><\/em><strong>, una scultura in marmo bianco e rosa composta da sottili piedistalli cilindrici di altezze diverse<\/strong>, sui quali sono disposti rane e grilli. La configurazione richiama le canne di un organo e costruisce un vero e proprio dispositivo visivo, in cui ogni elemento mantiene la propria identit\u00e0 ma contribuisce a un insieme unitario. La pluralit\u00e0 non viene ridotta ma organizzata, e l\u2019opera restituisce l\u2019idea di una coralit\u00e0 costruita per differenze, dove\u00a0<strong>l\u2019equilibrio nasce dalla coesistenza<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella\u00a0<strong>Sala d\u2019Angolo la dimensione aerea e terrestre delle api e della vegetazione<\/strong>\u00a0\u00e8 ancora presente nei piatti esagonali color miele, disposti a ricreare la struttura del favo. La forma richiama il processo stesso di costruzione della cella: da un nucleo inizialmente cilindrico che, per tensione del materiale e calore, si trasforma in esagono, dando origine a un sistema ad incastro preciso, fondato sulla ripetizione e sulla cooperazione. In questa stessa stanza inizia ad affiorare anche la dimensione acquatica, come un passaggio graduale che introduce il tema del flusso. Un primo segnale \u00e8 l\u2019equiseto, pianta antichissima, spesso definita \u201cfossile vivente\u201d, che cresce per slancio verticale e segna il passaggio tra terra e acqua.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel Salone di Arduino<\/strong>, affrescato nel 1665 da Giovan Paolo Recchi e dalla sua bottega con i\u00a0<em>Fasti del re d\u2019Ivrea<\/em>,\u00a0<strong>la dimensione acquatica diventa centrale<\/strong>. Al centro dello spazio\u00a0<strong>l\u2019installazione delle anguille costruisce un flusso continuo<\/strong>: centinaia di elementi in plexiglas, trasparenti e opachi, scorrono come in un sistema di canali, richiamando le rogge che attraversano il parco del Castello. Le anguille, inizialmente isolate e trasparenti, entrano progressivamente in relazione diventando opache, in un passaggio che rende visibile la costruzione di una dimensione collettiva. Accanto,\u00a0<em>Fase opaca<\/em>, una sfera in marmo nero del Belgio incisa come un bassorilievo, restituisce il ciclo delle anguille in una forma compatta e continua. La superficie levigata \u00e8 attraversata da presenze che emergono e si ritirano, suggerendo un movimento circolare, essenziale. Nella stessa sezione,\u00a0<em><strong>Fuga<\/strong><\/em><strong>\u00a0traduce in bronzo il comportamento delle acciughe<\/strong>, che si aggregano in una massa compatta per confondere i predatori. Il movimento collettivo diventa struttura dinamica: una forma unica costruita dalla relazione tra elementi, dove coesione e orientamento coincidono.<br \/>\nCompleta il percorso all\u2019interno del Castello\u00a0<em><strong>Terra Promessa<\/strong><\/em><strong>, scultura in bronzo che introduce un gioco ottico<\/strong>: l\u2019occhio del pesce ingrandisce un paesaggio idilliaco, simile a una miniatura persiana, restituendo una visione sospesa tra realt\u00e0 e immaginazione. Il titolo apre a una lettura pi\u00f9 ampia, che attraversa i temi gi\u00e0 emersi lungo il percorso \u2014 natura, relazione, convivenza \u2014 senza chiuderli in un\u2019unica interpretazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal Salone di Arduino\u00a0<strong>il percorso prosegue nei giardini, dove le opere entrano in relazione diretta con il paesaggio.<\/strong>\u00a0La\u00a0<em>Panchina Alveare<\/em>, in bronzo, introduce una dimensione di sosta, mentre\u00a0<em>I love you to<\/em>\u00a0lavora sul suono come percezione diffusa, un ronzio continuo di tutti i rumori della natura che attraversa lo spazio. Le due opere della serie\u00a0<em>Wheels<\/em>\u00a0sospendono nell\u2019aria forme leggere in plexiglass: anguille trasparenti appese come forme organiche che sembrano nuotare nell\u2019aria evocando un flusso continuo di relazioni e migrazioni. Il contesto naturale del Castello, con il parco che si estende a nord-est a partire dalla Fontana dei Fiumi progettata nel Settecento da Ignazio Birago di Borgaro, entra cos\u00ec nel percorso come parte attiva. Acqua e vegetazione non fanno da sfondo, ma definiscono un sistema che risuona con le opere.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019allestimento<\/strong>\u00a0<strong>costruisce un dialogo misurato con gli ambienti storici<\/strong>,\u00a0<strong>lavorando per corrispondenze pi\u00f9 che per contrasti e mantenendo leggibile la stratificazione degli spazi.<\/strong>\u00a0<strong><em>VITAE. Il sentimento della natura<\/em><\/strong>\u00a0restituisce un attraversamento ampio della ricerca di Jessica R. Carroll, dove la natura emerge come sistema di organizzazione e convivenza, osservato attraverso forme, comportamenti e trasformazioni.<br \/>\nLa mostra \u00e8 allestita lungo il percorso di visita dell\u2019Appartamento di Rappresentanza del Castello di Agli\u00e8 (Salone delle Guardie d\u2019Onore, Sala dei Valletti, Biblioteca, Teatrino, Sala d\u2019Angolo, Salone di Arduino, Terrazza antistante lo Scalone San Massimo) ed \u00e8 inclusa nella bigliettazione ordinaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il palinsesto di eventi collaterali e attivit\u00e0 didattiche<\/strong>\u00a0<strong>accompagna la mostra con un programma che intreccia linguaggi e pubblici diversi<\/strong>. Accanto a visite tematiche e attivit\u00e0 per famiglie, il progetto si sviluppa attraverso laboratori, incontri e momenti performativi che mettono in relazione arte, natura e pratiche educative. Sono previsti percorsi di disegno e osservazione dal vero, workshop di illustrazione naturalistica e sessioni di urban sketching, oltre ad attivit\u00e0 dedicate alla lettura, alla narrazione e all\u2019esplorazione del paesaggio. Il programma include anche appuntamenti che attraversano altri linguaggi, come incursioni di danza contemporanea negli spazi del Castello e proiezioni cinematografiche all\u2019aperto, costruendo un dialogo tra la ricerca di Jessica R. Carroll e forme diverse di espressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Particolare attenzione \u00e8 rivolta ai temi della biodiversit\u00e0, dell\u2019educazione ambientale e delle pratiche di condivisione<\/strong>, con incontri e attivit\u00e0 che coinvolgono associazioni, artisti, educatori e ricercatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra questi, un workshop dedicato al ruolo dell\u2019arte grafica nella diffusione della conoscenza scientifica con il sostegno della Fondazione Federica Galli e un approfondimento sul mondo delle api e sul loro ruolo negli ecosistemi e nella societ\u00e0 contemporanea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;occasione anche per visitare un castello non lontano da Torino con: biblioteca, teatro e giardini. Torino &#8211; Agli\u00e8 &#8211; Castello Ducale VITAE. 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