{"id":165906,"date":"2026-08-27T18:49:45","date_gmt":"2026-08-27T16:49:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=165906"},"modified":"2026-08-27T18:49:45","modified_gmt":"2026-08-27T16:49:45","slug":"mostre-a-torino-castello-di-rivoli-inserzioni-il-castello-incantato-riallestimenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=165906","title":{"rendered":"Mostre a Torino Castello di Rivoli &#8211; Inserzioni &#8211; Il Castello Incantato &#8211; riallestimenti"},"content":{"rendered":"<p><strong>La stagione autunnale del Castello di Rivoli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Collezione pubblica raccontata e aumentata<br \/>\nNuove commissioni, acquisizioni e riallestimenti di Collezione ridisegnano il Museo<\/p>\n<figure id=\"attachment_165908\" aria-describedby=\"caption-attachment-165908\" style=\"width: 296px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1A-15_Giuseppe-Penone-Photo-by-Renato-Ghiazza.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-165908\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1A-15_Giuseppe-Penone-Photo-by-Renato-Ghiazza-296x300.jpg\" alt=\"\" width=\"296\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1A-15_Giuseppe-Penone-Photo-by-Renato-Ghiazza-296x300.jpg 296w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1A-15_Giuseppe-Penone-Photo-by-Renato-Ghiazza.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-165908\" class=\"wp-caption-text\">Giuseppe Penone,<br \/>Albero di 11 metri<br \/>,1969-89 Courtesy Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea,Rivoli-Torino Ph Renato Ghiazza<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">INSERZIONI | Il museo come luogo di produzione<br \/>\nARTE POVERA | Conservare significa continuare ad attivare<br \/>\nGIULIO PAOLINI: IN DUE ATTI<br \/>\nIL CASTELLO INCANTATO | Il museo come palestra pedagogica<br \/>\nCONTINUO INFINITO PRESENTE | Omaggio a Remo Salvadori<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea<br \/>\nPiazza Mafalda di Savoia &#8211; Rivoli, Torino<\/p>\n<figure id=\"attachment_165911\" aria-describedby=\"caption-attachment-165911\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1A-Zorio_5-copia.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-165911\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1A-Zorio_5-copia-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1A-Zorio_5-copia-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1A-Zorio_5-copia-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1A-Zorio_5-copia.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-165911\" class=\"wp-caption-text\">Gilberto Zorio,Barca nuragica<br \/>,2020Courtesy Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea,Rivoli-TorinoPH Paolo Pellion<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La stagione autunnale del Castello di Rivoli<\/strong> si sviluppa proprio lungo questa idea, intrecciando pi\u00f9 interventi complementari che definiscono una nuova fase del percorso espositivo: la terza edizione di Inserzioni, il programma di commissioni ideato da Francesco Manacorda; il nuovo riallestimento della Collezione dedicato all\u2019Arte povera; una sala di Giulio Paolini in memoria del collezionista Gino Viliani; una nuova edizione di Il Castello Incantato con una sala in omaggio a Remo Salvadori; e la presentazione delle opere vincitrici del Premio Piero Siena 2026. Progetti differenti che condividono un\u2019unica visione: quella di un museo nel quale la Collezione non rappresenta un punto di arrivo, ma uno spazio di ricerca in continua trasformazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sung Tieu. Photo Vitali Gelwich.<\/strong><br \/>\n<strong>INSERZIONI | Il museo come luogo di produzione<\/strong><br \/>\nPrimo e secondo piano, Edificio Castello<br \/>\n<strong>dal 25 settembre<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giunta alla sua terza edizione, Inserzioni conferma<strong> il proprio ruolo di laboratorio permanente del Castello di Rivoli.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Pensato per invitare artisti contemporanei a confrontarsi con l&#8217;architettura incompiuta del Castello<\/strong> <strong>e con il percorso della Collezione<\/strong>, il progetto trasforma periodicamente le sale del Museo in una mostra in costante evoluzione.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le nuove commissioni di Haris Epaminonda, Christelle Oyiri e Sung Tieu<\/strong> affrontano alcune delle<strong> questioni pi\u00f9 urgenti della contemporaneit\u00e0<\/strong>: la <strong>migrazione delle persone e delle forme culturali, il rapporto tra architettura e costruzione dell&#8217;identit\u00e0, la memoria<\/strong> come materia attiva del presente e le strutture invisibili che regolano la societ\u00e0 globalizzata. Pur attraverso linguaggi profondamente differenti, le tre artiste condividono una riflessione sullo spazio come dispositivo culturale e politico. La casa, il museo, l&#8217;architettura diventano luoghi nei quali si sedimentano appartenenze, gerarchie, ricordi e forme di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per Haris Epaminonda, il Castello diventa un portale che mette in dialogo la sala sontuosamente decorata di Juvarra con Casa Mollino<\/strong>, rivelando corrispondenze inaspettate tra due modi radicalmente diversi di costruire lo spazio come rappresentazione dell\u2019identit\u00e0 e, attraverso la frammentazione, aprendolo a molteplici letture e narrazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova opera commissionata a <strong>Sung Tieu, un\u2019installazione site-specific realizzata per il Castello di Rivoli, indaga sulle forze che plasmano la memoria collettiva e il senso di appartenenza<\/strong>. Attraverso un intervento architettonico, l\u2019opera riflette su come le storie siano radicate negli spazi, nelle strutture e nell\u2019esperienza vissuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Utilizzando la Piramide di Memphis sia come protagonista che come monumento, Christelle Oyiri ripercorre il destino dei simboli nel cinema, nella scultura e nelle installazioni. Il suo lavoro segue la trasformazione delle architetture sacre in spettacolo commerciale, interrogandosi su come la fede riesca a sopravvivere alle fratture storiche mutando continuamente attraverso la musica, la cultura popolare e gli immaginari della diaspora nera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ARTE POVERA | Conservare significa continuare ad attivare<\/strong><br \/>\n<strong>Primo e secondo piano, Edificio Castello<\/strong><br \/>\n<strong>Da luglio 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto alle nuove commissioni, il Museo presenta un importante riallestimento di opere di Arte povera in Collezione.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il nucleo storico dell\u2019Arte povera costituisce una delle identit\u00e0 fondative del Castello di Rivoli.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non soltanto perch\u00e9 il Museo conserva una delle raccolte pi\u00f9 importanti dedicate ai pionieri del gruppo, ma anche perch\u00e9 fu proprio l\u2019importanza internazionale di questo movimento a dare una forte spinta all\u2019istituzione del Museo aperto nel 1984. \u00f9<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il nuovo percorso assegna a ognuno degli artisti uno spazio autonomo,<\/strong> valorizzando capolavori della Collezione, incluse quelle in comodato da Fondazione Arte CRT. Accanto alle opere di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Alighiero Boetti, Piero Gilardi e Michelangelo Pistoletto, tutti al primo piano, i nuovi allestimenti al secondo piano presentano opere di<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Giovanni Anselmo, Pier Paolo Calzolari, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giuseppe Penone, Gilberto Zorio, oltre a una sala dedicata a Emilio Prini (da ottobre 2026) costituendo una vera e propria mostra del gruppo artistico.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il riallestimento riafferma il ruolo del Museo come garante della conservazione, dello studio e della piena accessibilit\u00e0 di un patrimonio pubblico che continua a parlare al presente. Nell\u2019ambito dei riallestimenti che valorizzano il ruolo di Torino quale fucina creativa, da ottobre 2026, per la prima volta al Castello di Rivoli <strong>una sala sar\u00e0 inoltre dedicata a Carol Rama, tra le pi\u00f9 grandi artiste del Novecento.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GIULIO PAOLINI: IN DUE ATTI<br \/>\nIn memoria di Gino Viliani<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A cura di Marcella Beccaria e Andrea Viliani<\/strong><br \/>\n<strong>Secondo piano, Edificio Castello, Sala 22<\/strong><br \/>\n<strong>Atto I: da luglio 2026<\/strong><br \/>\n<strong>Atto II: da ottobre 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contesto dei riallestimenti della Collezione, il Castello di Rivoli dedica una sala a Giulio Paolini che si sviluppa in due atti.<strong> Per il primo atto del progetto, gi\u00e0 in corso dall\u2019estate, l\u2019artista ha individuato Contemplator enim e In esilio, installazioni pre-esistenti che diventano dispositivi ambientali per esporre altre sue opere<\/strong>. Nel secondo atto del progetto, da ottobre 2026, queste installazioni accoglieranno un gruppo di opere appartenute a Gino Viliani, suo appassionato collezionista, promesse in dono al Museo. \u201cPaolini trasforma cos\u00ec la sala \u2013 dichiarano i curatori Beccaria e Viliani \u2013 in un meccanismo allestitivo e narrativo in cui riunire, come se fossero su un unico palcoscenico, luoghi, persone e ruoli diversi, quali lo studio dell\u2019artista, la stanza della casa, la sala del museo, o l\u2019autore, il collezionista, il curatore e il pubblico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL CASTELLO INCANTATO | Il museo come palestra pedagogica<\/strong><br \/>\nCon la collaborazione curatoriale di Marcella Beccaria, Francesco Manacorda, Paola Zanini<br \/>\nTerzo piano, Edificio Castello<br \/>\n<strong>Da settembre 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Castello Incantato \u00e8 un progetto non solo espositivo, ma <strong>anche educativo, ideato e allestito con non-adulti coinvolti nel processo di avvicinamento all\u2019arte contemporanea<\/strong>. Il progetto individua nei pi\u00f9 giovani i visitatori ideali del museo presente e di quello futuro. Il Castello Incantato<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>si ispira all\u2019idea di agor\u00e0, la principale piazza pubblica nelle citt\u00e0 dell\u2019antica Grecia<\/strong>, promuovendo l\u2019idea di museo quale luogo di incontro e confronto, <strong>palestra pedagogica, esperienziale,<\/strong> <strong>inclusiva e scuola di cittadinanza.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la nuova edizione 2026, Il Castello Incantato propone <strong>un percorso espositivo incentrato su importanti artiste e artisti, le cui opere hanno contribuito in maniera fondamentale alla storia della collezione e delle mostre del Castello di Rivoli<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto presenta lavori di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">John Baldessari, William Kentridge, Otobong Nkanga e Paola Pivi. Ospiti speciali dell\u2019edizione 2026 sono Peter Friedl con No prey, no pay, grande installazione ispirata ai pirati e alle loro storie dimenticate e Rivane Neuenschwander con dream.lab. Il progetto di Neuenschwander prende spunto dalle creature e dai mostri che abitano i sogni dei bambini. Questa nuova versione dell\u2019opera prodotta dal Museo si ispira anche a disegni dei bambini del territorio, che hanno partecipato a laboratori e workshop del Dipartimento Educazione su indicazione dell\u2019artista.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CONTINUO INFINITO PRESENTE | Omaggio a Remo Salvadori<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>In collaborazione con Archivio Remo Salvadori<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Terzo Piano, Edificio Castello, Sala 35<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contesto di Il Castello Incantato, una sala \u00e8 dedicata a Remo Salvadori, purtroppo scomparso durante la preparazione del progetto. <strong>\u201cRicercando la dimensione spirituale nel reale,\u201d dichiara Marcella Beccaria \u201cSalvadori ha tracciato un percorso di rara profondit\u00e0 etica e coerenza.<\/strong> Gi\u00e0 avviata in stretto dialogo con Remo e sviluppata poi in collaborazione con il suo Archivio <strong>grazie a Sally Benjamin Salvadori, questa sala \u00e8 un omaggio a un grande artista la cui visione continuer\u00e0 a risplendere\u201d.<\/strong> Il nuovo allestimento include La stanza delle tazze, 1985-86, importante lavoro sul colore e le forme ispirato ai principi antroposofici di Rudolf Steiner. Insieme a quest\u2019opera appartenente alla Collezione del Castello e di grande rilevanza nella produzione dell\u2019artista, sono presentate lavori in prestito dall\u2019Archivio Salvadori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premio Piero Siena 2026 \u2014 Stefano Bernardi e Samira Mosca<br \/>\n<strong>A cura di Federica Lamedica<\/strong><br \/>\n<strong>Primo Piano, Edificio Castello, Sale 15 e 16<\/strong><br \/>\n<strong>Dal 25 settembre<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In collaborazione con la Provincia Autonoma di Bolzano \u2013 Alto Adige, Ripartizione Cultura italiana, e Museion \u2013 Museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano, il Castello di Rivoli collabora all\u2019edizione<strong> 2026 del Premio Piero Siena,<\/strong> nell\u2019ambito di un accordo attraverso il quale la Provincia <strong>acquisisce e dona ai musei partner opere di artiste e artisti operanti in Alto Adige<\/strong>, dopo un processo di selezione condotto con i musei stessi. Gli artisti vincitori sono Stefano Bernardi (Bolzano, 1970) per il Castello di Rivoli e Samira Mosca (Bolzano, 1995) per il Museion. Dopo una prima presentazione al pubblico presso il Centro Trevi di Bolzano nell\u2019estate 2026, le opere premiate sono esposte nelle Sale storiche del Castello di Rivoli, la cui collezione permanente acquisisce l\u2019opera di Bernardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cCostruire una collezione pubblica oggi significa molto pi\u00f9 che custodire un patrimonio. Significa mantenerlo vivo, rinnovarne continuamente il racconto e metterlo in relazione con le domande del presente attraverso nuove produzioni, riallestimenti e acquisizioni, ma anche saper far nascere una collezione, facendo da garante tra artista e istituzione, assumendosi la responsabilit\u00e0 di un bene pubblico e continuando, al tempo stesso, a disegnare nuovi percorsi.\u201d<br \/>\nFrancesca Lavazza, Presidente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cCommissionare nuove opere e conservare il patrimonio sono due espressioni della stessa responsabilit\u00e0 pubblica, non due attivit\u00e0 distinte. Da una parte il Museo produce il presente; dall\u2019altra custodisce la memoria affinch\u00e9 continui a generare futuro.\u201d<br \/>\nFrancesco Manacorda, Direttore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La stagione autunnale del Castello di Rivoli La Collezione pubblica raccontata e aumentata Nuove commissioni, acquisizioni e riallestimenti di Collezione ridisegnano il Museo INSERZIONI |<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":165909,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[33902],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/165906"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=165906"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/165906\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":165915,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/165906\/revisions\/165915"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/165909"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=165906"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=165906"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=165906"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}