{"id":166064,"date":"2026-08-31T18:59:54","date_gmt":"2026-08-31T16:59:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=166064"},"modified":"2026-08-31T18:59:54","modified_gmt":"2026-08-31T16:59:54","slug":"mostre-a-prato-entrata-gratuita-inaugurazione-18-settembre-centro-luigi-pecci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=166064","title":{"rendered":"Mostre a Prato entrata gratuita inaugurazione 18 settembre Centro Luigi Pecci"},"content":{"rendered":"<p><strong>Entrata gratuita per tutta la cittadinanza &#8211; <\/strong><strong>venerd\u00ec 18 settembre 2026, 18.00 &#8211; 21.00 + Dj Set fino a mezzanotte<\/strong><\/p>\n<p>Centro per l\u2019arte contemporanea Luigi Pecci<br \/>\ninvita<\/p>\n<p><strong>Lorenza Longhi<\/strong><br \/>\n<strong>Villa Delizia<\/strong><br \/>\n<strong>A cura di Michele Bertolino<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>19 settembre 2026 \u2013 10 gennaio 2027<\/strong><br \/>\n<strong>Centro per l\u2019arte contemporanea Luigi Pecci<\/strong><br \/>\nPrato &#8211;\u00a0 Viale della Repubblica 277<\/p>\n<p><strong>Opening a entrata gratuita per tutta la cittadinanza:<\/strong><br \/>\n<strong>venerd\u00ec 18 settembre 2026, 18.00 &#8211; 21.00 + Dj Set fino a mezzanotte<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_164426\" aria-describedby=\"caption-attachment-164426\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1a-lm.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-164426\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1a-lm-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1a-lm-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1a-lm.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-164426\" class=\"wp-caption-text\">Lorenza Longhi, Rammendo Sentimentale, 2026Courtesy l\u2019artista; Fanta-MLN, Milano e Galerie Oskar Weiss,Zurich.Photo credit: Agnese Bedini, DSL StudioLorenza Longhi,\u00a0<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Centro per l\u2019arte contemporanea Luigi Pecci presenta Lorenza Longhi. Villa Delizia, prima mostra personale di Lorenza Longhi (Lecco, 1991)<\/strong> in un\u2019istituzione italiana. L\u2019opera di Longhi esplora<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la costruzione del desiderio e la circolazione degli oggetti nella societ\u00e0 contemporanea europea e statunitens<\/strong>e. La mostra prosegue il focus che il Centro Pecci dedica all\u2019arte italiana con mostre dedicate ad artiste e artisti prominenti nel contesto internazionale e nazionale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019artista osserva il quotidiano e attraverso beni di consumo<\/strong> \u2013 arredi di design, tessuti, passamanerie \u2013 smaschera le modalit\u00e0 con cui gli oggetti vengono mostrati e consumati.<br \/>\nLe opere spesso giocano con l\u2019ornamento, il kitsch, il glam, e mettono in scena i codici del gusto collettivo, con l\u2019obiettivo di mostrare le forme del desiderio e, al contempo, renderle ambigue, aprendo uno spazio di consapevolezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella sua pratica, Longhi ricorre al fai-da-te<\/strong>: giustappone <strong>materiali trovati o utilizza una serigrafia senza matrice, applicando stencil e frammenti di recupero<\/strong> direttamente sulla superficie di stampa. L\u2019artista d\u00e0 nuova vita ai materiali, includendo nel suo linguaggio errori, incidenti e variazioni impreviste. Il fallimento, cos\u00ec, diventa una presa di distanza dalla retorica dell\u2019efficienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Allestita nell\u2019Ala Nio con il sostegno di Cellerese, Villa Delizia, trasforma lo spazio espositivo<\/strong>, intervenendo su alcuni elementi architettonici: Longhi <strong>opera sulle finestre circolari del soffitto, traveste i divani storici del Centro Pecci<\/strong> e cita alcune soluzioni allestitive pensate da Formafantasma per la collezione permanente dell\u2019istituzione. <strong>Passamanerie, sedute, cuscini, un portale e alcune vetrofanie<\/strong> costruiscono uno spazio avvolgente che modella l\u2019architettura per accogliere le opere, portando in primo piano le strategie di allestimento e il loro ruolo nel condizionare e orientare lo sguardo del pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alcune ampie tele, tutte prodotte per l\u2019occasione, l\u2019artista ha selezionato e accostato tessuti provenienti da manifatture e aziende del territorio pratese, come Cangioli 1859 e Tessilfibre, su cui \u00e8 intervenuta con stampe serigrafiche e floccature, grazie alla collaborazione con Floccatura Balmar. Sottraendo i materiali alla loro funzione originaria, l\u2019artista compone opere di grande raffinatezza formale, capaci di rendere visibili le dinamiche economiche, simboliche e culturali che attraversano la produzione contemporanea. In questo modo, la ricontestualizzazione diventa uno strumento critico in grado di mettere in luce ci\u00f2 che normalmente rimane invisibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 accompagnata da un volume, pubblicato da Mousse Publishing. Nel libro, la storica della moda e curatrice Marta Franceschini, la curatrice Alice Motard e lo storico dell\u2019arte Giorgio Motisi, insieme al curatore Michele Bertolino, riflettono con contributi originali sull\u2019opera di Longhi, arricchendone la lettura. Intitolata Opera d\u2019arte nella Villa Delizia, la pubblicazione \u00e8 pensata dall\u2019artista come un catalogo delle opere esposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sponsor: Cellerese<br \/>\nSponsor tecnici: Floccatura Balmar, Cangioli 1859, Tessilfibre<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Centro per l\u2019arte contemporanea Luigi Pecci<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Centro per l\u2019arte contemporanea Luigi Pecci di Prato apre nel 1988, primo museo di arte contemporanea in Italia a essere costruito appositamente.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Progettato dall\u2019architetto Italo Gamberini, dal 2016 grazie alla nuova ala costruita dall\u2019architetto Maurice Nio ha aumentato i propri spazi. Il Centro Pecci dal 2023 ha parte delle sue collezioni esposte in modo permanente grazie al progetto di display firmato da Formafantasma. Il complesso ospita 3000 metri quadri di spazio espositivo; il cinema; l\u2019arena esterna; la biblioteca; l\u2019archivio; l\u2019urban center; il bookshop; Cargo bistrot; il ristorante MYO; tre laboratori educativi e un playground. Negli anni, Centro Pecci ha organizzato mostre monografiche di artisti come Robert Mapplethorpe, Gerhard Richter, Lucio Fontana, Alberto Burri, e Yves Klein. Di recente, ha ospitato la pi\u00f9 grande mostra istituzionale di Diego Marcon pensata appositamente per gli spazi del Centro, la mostra monografica dedicata a Chiara Fumai, la mostra di Massimo Bartolini, artista del Padiglione Italia alla 60. Biennale d\u2019arte di Venezia e la prima mostra italiana di Yu Ji. Un programma di incontri live che spaziano dalle presentazioni di libri, alle Centro Pecci School e alle Centro Pecci Night, consentono insieme alle mostre e ai progetti del dipartimento educativo di creare un ambiente inclusivo e accogliente, per sviluppare nuove idee e presentare pratiche di avanguardia. Centro per l&#8217;arte contemporanea Luigi Pecci<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione per le arti contemporanee in Toscana<br \/>\nIstituzione fondata da Comune di Prato e sostenuta da Regione Toscana<br \/>\nCentropecci.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Entrata gratuita per tutta la cittadinanza &#8211; venerd\u00ec 18 settembre 2026, 18.00 &#8211; 21.00 + Dj Set fino a mezzanotte Centro per l\u2019arte contemporanea Luigi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":34990,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15,9411,15896],"tags":[33924],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166064"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=166064"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166064\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":166067,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166064\/revisions\/166067"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34990"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=166064"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=166064"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=166064"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}