{"id":166267,"date":"2026-09-04T20:16:56","date_gmt":"2026-09-04T18:16:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=166267"},"modified":"2026-09-05T19:21:23","modified_gmt":"2026-09-05T17:21:23","slug":"in-mostra-a-perugia-4-6-settembre-un-capolavoro-il-san-rocco-di-bartolomeo-caporali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=166267","title":{"rendered":"In mostra a Perugia 4 &#8211; 6 settembre un capolavoro il San Rocco di Bartolomeo Caporali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Perugia &#8211; Galleria Nazionale dell\u2019Umbria<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un nuovo capolavoro: il San Rocco di Bartolomeo Caporali<\/p>\n<p>LA GALLERIA CHE CRESCE<\/p>\n<p>10 anni di acquisizioni nella collezione della Galleria Nazionale dell\u2019Umbria<\/p>\n<figure id=\"attachment_166270\" aria-describedby=\"caption-attachment-166270\" style=\"width: 237px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-San-Rocco-capolavoro-Perugia.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-166270\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-San-Rocco-capolavoro-Perugia-237x300.jpg\" alt=\"\" width=\"237\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-San-Rocco-capolavoro-Perugia-237x300.jpg 237w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-San-Rocco-capolavoro-Perugia.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 237px) 100vw, 237px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-166270\" class=\"wp-caption-text\">Bartolomeo Caporali &#8211; Frammento della pala dei cacciatori di Castiglion del Lago -San-Rocco<\/figcaption><\/figure>\n<p>DAL 4 SETTEMBRE 2026<\/p>\n<p>LA GALLERIA NAZIONALE DELL\u2019UMBRIA<\/p>\n<p>SI ARRICCHISCE DI UN NUOVO CAPOLAVORO:<\/p>\n<p>IL SAN ROCCO DI BARTOLOMEO CAPORALI<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera dell\u2019<strong>artista quattrocentesco,<\/strong> <strong>parte della Pala dei Cacciatori di Castiglion del Lago,<\/strong> torna in Umbria, grazie al contributo Art Bonus di AgriEuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il San Rocco sar\u00e0 eccezionalmente esposto nella sala 18 della Galleria Nazionale dell\u2019Umbria, da venerd\u00ec 4 a domenica 6 settembre 2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bartolomeo Caporali, San Rocco, Frammento della Pala dei Cacciatori di Castiglione del Lago, 1487, Tempera su tavola<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 4 settembre 2026,<\/strong> la Galleria Nazionale dell\u2019Umbria a Perugia si arricchisce di un nuovo capolavoro. Si tratta del San Rocco, <strong>realizzato intorno al 1487 dall\u2019artista umbro Bartolomeo Caporali (1420-1505),<\/strong> un tempo parte della cosiddetta Pala dei Cacciatori di Castiglion del Lago,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>smembrata negli anni settanta del Settecento e ridotta in frammenti,<\/strong> due dei quali gi\u00e0 conservati dal museo perugino.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera sar\u00e0 eccezionalmente esposta,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dalle ore 15.00 di venerd\u00ec 4 a domenica 6 settembre 2026,<\/strong> all\u2019interno della sala 18 della Galleria Nazionale dell\u2019Umbria.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dipinto sar\u00e0 poi sistemato in deposito in attesa di essere oggetto della ricomposizione &#8211; sinora mai avvenuta &#8211; dei frammenti superstiti della Pala dei Cacciatori, in occasione della mostra dedicata alle nuove acquisizioni del museo, in programma nella prossima primavera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019acquisto del San Rocco, per l\u2019importo di \u20ac. 60.000,00, \u00e8 frutto del generoso contributo Art Bonus di AgriEuro azienda e-commerce con sede a Spoleto (PG), e da tempo impegnata attivamente nel sostegno alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale del territorio Proprio l\u2019anno scorso si \u00e8 concluso l\u2019intervento di restauro del Sipario Storico del Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto, finanziato attraverso l\u2019Art Bonus, in collaborazione con il Comune di Spoleto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ritenuto disperso,<\/strong> il dipinto di Bartolomeo Caporali ritorna in Umbria grazie all\u2019identificazione dell\u2019opera sul mercato antiquario da parte del professor Emanuele Zappasodi (Universit\u00e0 per Stranieri di Siena), e al positivo rapporto instaurato con la galleria Moretti Fine Art di Londra, che ha agevolato in maniera importante le trattative e si \u00e8 fatta carico dell\u2019intervento di restauro del dipinto, eseguito a Firenze da Loredana Gallo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutta l\u2019operazione documenta come il museo rappresenti il fulcro di attivit\u00e0 diverse ma interconnesse: da un lato, lo studio specialistico altamente qualificato si intreccia con occasionali attivit\u00e0 legate al mondo antiquariale; dall\u2019altro, i valori aziendali della ditta donatrice dialogano con il ruolo identitario che l\u2019istituzione riveste per il territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La valorizzazione delle acquisizioni della Galleria Nazionale dell\u2019Umbria<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre all\u2019ingresso del San Rocco di Bartolomeo Caporali, la Galleria Nazionale dell\u2019Umbria proporr\u00e0<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una serie di attivit\u00e0 mirate a valorizzare tutte le recenti acquisizioni del museo<\/strong>, che comporr\u00e0 una<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>gran parte della programmazione espositiva dei prossimi mesi.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>DAL 18 SETTEMBRE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In particolare, dal 18 settembre 2026, la Sala Podiani ospiter\u00e0, fino al 1\u00b0novembre 2026, la mostra della collezione fotografica ottenuta grazie a due edizioni del bando Strategia per la Fotografia<\/strong> emanato annualmente dalla Direzione generale Creativit\u00e0 Contemporanea del MiC: quella del 2024 ha consentito a Luigi Spina di realizzare su commissione dei Musei nazionali di Perugia \u2013 Direzione regionale Musei nazionali Umbria una vasta campagna fotografica ispirata all\u2019Umbria di san Francesco; quella del 2025 ha permesso di acquistare le stampe del ciclo realizzato in Umbria da Fulvio Roiter nel 1957 e alcune fotografie originali di Mario Giacomelli che ritraggono, insolitamente a colori, la Piana di Castelluccio di Norcia in fiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella primavera 2027<\/strong> saranno, invece,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>presentate le opere pittoriche entrate nella raccolta della Galleria Nazionale dell\u2019Umbria negli ultimi dieci anni,<\/strong> ovvero dal conseguimento dello status di istituto ad autonomia speciale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fulcro dell\u2019iniziativa sar\u00e0 proprio il San Rocco di Bartolomeo Caporali, eccezionalmente affiancato dai frammenti superstiti della Pala dei Cacciatori, ovvero i due appartenenti alla collezione della GNU e i due provenienti dai Musei Civici di Udine e dalla Fondazione Federico Zeri. A questi, si aggiungeranno altre acquisizioni di straordinaria qualit\u00e0, profondamente connesse con l\u2019identit\u00e0 del museo e con il percorso artistico del suo territorio, che saranno esposte in un suggestivo allestimento volto a contestualizzarle e a raccontarne meglio le peculiarit\u00e0, tramite una selezione di altri importanti lavori, evocativi di tratti specifici della loro vicenda storica e dei loro valori formali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Pala dei Cacciatori di Castiglion del Lago.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il frammento con la figura di San Rocco<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>apparteneva in origine a una tabula quadrata raffigurante una Sacra conversazione, commissionata a Bartolomeo Caporali nel 1487 dai cacciatori di Castiglion del Lago per la pieve extra muros di Santa Maria Maddalena.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tavola originale, a causa dell\u2019irrecuperabile ammaloramento, venne suddivisa in pi\u00f9 parti nel 1774 per ordine del reverendo don Giuseppe Bernardi e collocata nella casa parrocchiale, dove Giovan Battista Cavalcaselle nel 1864 vide e disegn\u00f2 i singoli frammenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie a questa preziosa documentazione <strong>si \u00e8 potuto ricostruire la composizione originale dell\u2019opera che prevedeva, al centro, una Vergine col Bambino<\/strong> assisa in trono e, ai lati, due coppie di santi: a sinistra santa Maria Maddalena e san Sebastiano, a destra sant\u2019Antonio Abate e san Rocco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni immediatamente successivi alla ricognizione di Cavalcaselle,<strong> questi dipinti finirono, come tanti in quell\u2019epoca, nel flusso della diaspora antiquaria postunitaria; una testa d\u2019Angelo e il volto di Maria Maddalena, tuttavia, furono recuperati dalla Prefettura di Venezia e assegnati alla Civica Pinacoteca Vannucci gi\u00e0 nel 1870 per diventare parte della collezione della Galleria Nazionale dell\u2019Umbria.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri <strong>due frammenti, quello raffigurante Antonio abate e un altro Angelo, furono acquisiti, dopo un passaggio in collezione privata, dai Musei Civici di Udine<\/strong> e pubblicati da Umberto Gnoli nel 1916 assieme ai due frammenti perugini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dopo circa mezzo secolo, nel 1969, Elizabeth Gardner,<\/strong> curatrice al Metropolitan Museum di New York, <strong>individu\u00f2 nella collezione di Federico Zeri la tavola con la figura del San Sebastiano,<\/strong> acquistata tempo prima dal grande studioso e collezionista sul mercato antiquario fiorentino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il San Rocco \u00e8 rimasto invece nascosto fino a tempi recenti,<\/strong> quando \u00e8<strong> transitato nel mercato antiquario francese, dove \u00e8 ricomparso con attribuzioni fantasiose<\/strong> e per nulla pertinenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Individuata e riportata in Italia,<\/strong> al termine di un accurato restauro, la piccola tavola ha recuperato pienamente l\u2019aggrottata ma elegante espressivit\u00e0 del volto del giovane santo-pellegrino, incorniciato da una cascata di riccioli biondi ricadenti fin sulle spalle ed esaltato dallo scuro cappello a larga falda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua interazione con il corpus di elementi gi\u00e0 in possesso della Galleria Nazionale dell\u2019Umbria rappresenta <strong>un recupero di grande significato sia per la ricostruzione di un\u2019opera fondamentale del Rinascimento umbro,<\/strong> sia per lo studio della piena maturit\u00e0 artistica di un pittore di talento e riconosciuto come Bartolomeo Caporali, che ha svolto un determinante ruolo di cerniera tra la tradizione bonfigliesca e la nuova lingua fiorentina importata dal giovane Pietro Vannucci nella Perugia del Quattrocento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo arrivo, la Galleria Nazionale dell\u2019Umbria testimonia la vivacit\u00e0 del museo perugino, nelle cui missioni essenziali vi \u00e8 quella di accrescere, custodire e studiare il patrimonio artistico e di diffonderne sempre pi\u00f9 efficacemente la conoscenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso di oltre 10 anni di \u201cautonomia\u201d &#8211; a partire dal DPCM 171 del 29 agosto 2014, fino alle pi\u00f9 recenti modifiche normative &#8211; la Galleria Nazionale dell\u2019Umbria, che dal 2024 si \u00e8 fusa sotto il profilo amministrativo con gli altri 14 musei statali dell\u2019Umbria dando vita a un unico Istituto autonomo, ha ampliato notevolmente la sua collezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie ad acquisti e donazioni effettuati direttamente dal Ministero della Cultura, dal museo stesso o da donatori privati, per lascito o attraverso lo strumento dell\u2019Art Bonus, la raccolta del principale museo della regione si \u00e8 notevolmente incrementata, soprattutto negli ultimi anni, andando a colmare alcuni \u2018vuoti\u2019 nella lunga teoria di artisti che hanno segnato la storia dell\u2019arte umbra ma anche, come nel caso della collezione fotografica, aprendo filoni di raccolta finora inediti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">AgriEuro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">AgriEuro \u00e8 il principale e-commerce europeo specializzato nella vendita online di macchine per l\u2019agricoltura e il giardinaggio. Fondata in Italia nel 2008 con sede a Spoleto (PG), opera nei principali mercati europei attraverso cinque siti dedicati, raggiungendo oltre 4 milioni di visite al mese. L\u2019azienda conta attualmente 190 collaboratori, con un\u2019et\u00e0 media di 33 anni, e nel 2025 ha registrato un fatturato di 162 milioni di euro, di cui circa il 50% generato dall\u2019export. Accanto alla crescita internazionale, AgriEuro mantiene un forte legame con il territorio e sostiene iniziative dedicate alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale. La donazione di 130.000 euro attraverso Art Bonus, per il restauro del Sipario Storico del Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto ne \u00e8 un esempio. L\u2019intervento ha vinto il Concorso Art Bonus 2025, e ha visto l\u2019opera tornare in scena dopo 25 anni di assenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">AGRIEURO SRL<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facebook @GalleriaUmbriaPerugia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Instagram @gallerianazionaledellumbria<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ALTRE PRECISAZIONI:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL\u2019acquisizione di questo dipinto di Bartolomeo Caporali &#8211; afferma Veruska Picchiarelli, delegata alla direzione dei Musei Nazionali dell\u2019Umbria &#8211; rappresenta un momento di grande importanza per la Galleria Nazionale dell\u2019Umbria. Accogliere nelle nostre collezioni un\u2019opera di tale rilievo, che va oltretutto a reintegrare un complesso smembrato e in parte disperso, significa non solo restituire la giusta attenzione a uno dei protagonisti della pittura umbra del Quattrocento, ma anche riappropriarsi di una parte importante della nostra identit\u00e0 culturale. L\u2019ingresso del San Rocco si inserisce infatti nel percorso di studio e valorizzazione che il museo dedica alla cultura figurativa del territorio, offrendo al pubblico una nuova occasione per approfondire la ricchezza e la qualit\u00e0 dell\u2019arte umbra del Rinascimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un particolare ringraziamento va ad Alessia Settimi e ad AgriEuro, azienda umbra di respiro internazionale che ha scelto di sostenere i Musei Nazionali dell\u2019Umbria attraverso il contributo Art Bonus, che per la prima volta viene destinato all\u2019incremento della collezione della Galleria. Questo significativo gesto di mecenatismo sposa la visione lungimirante di una realt\u00e0 imprenditoriale attenta e sensibile alla valorizzazione del contesto in cui opera alla missione di creare sinergie con il territorio, che \u00e8 propria delle istituzioni culturali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cCrediamo che il mecenatismo d\u2019impresa possa contribuire a rafforzare il legame tra patrimonio culturale e comunit\u00e0, custodendo ci\u00f2 che abbiamo ricevuto e rendendolo fruibile alle generazioni future. Le aziende cambiano e si trasformano nel tempo; un\u2019opera d\u2019arte, invece, attraversa i secoli\u201d, ha dichiarato Alessia Settimi, Chief Operating Officer di AgriEuro. \u201cAver contribuito all\u2019acquisizione del San Rocco di Bartolomeo Caporali \u00e8 per noi motivo di grande orgoglio e rappresenta la prosecuzione di un percorso di valorizzazione culturale che sentiamo parte del nostro modo di fare impresa. Ci hanno affascinato molto anche i valori rappresentati dalla figura di San Rocco, pellegrino dedito alla cura degli altri, cos\u00ec come il viaggio stesso dell\u2019opera, dispersa fuori dall\u2019Italia e oggi finalmente tornata in Umbria.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perugia &#8211; Galleria Nazionale dell\u2019Umbria Un nuovo capolavoro: il San Rocco di Bartolomeo Caporali LA GALLERIA CHE CRESCE 10 anni di acquisizioni nella collezione della<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":166271,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[33951],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166267"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=166267"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166267\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":166273,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166267\/revisions\/166273"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/166271"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=166267"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=166267"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=166267"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}