{"id":166317,"date":"2026-09-05T18:53:00","date_gmt":"2026-09-05T16:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=166317"},"modified":"2026-09-05T18:53:00","modified_gmt":"2026-09-05T16:53:00","slug":"mostre-ad-ascona-ch-charlotte-bara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=166317","title":{"rendered":"Mostre ad Ascona CH &#8211; Charlotte Bara &#8211;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In un periodo, come quello<strong> tra le due guerre mondiali &#8211; segnato da una grande crisi economica e sociale<\/strong> &#8211; le vicende di intellettuali &#8211; artisti &#8211; industriali e economisti che hanno trovato rifugio nella regione del locarnese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il destino di numerose famiglie ebraiche tedesche costrette ad abbandonare la propria terra e a cercare rifugio in Svizzera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In esposizione anche opere di <strong>Christian Rohlfs (1849-1938) &#8211; uno dei principali esponenti dell\u2019espressionismo tedesco &#8211;<\/strong> i cui lavori\u00a0&#8211; furono classificati come <strong>\u201carte degenerata\u201d dal regime nazista<\/strong><\/p>\n<p>ASCONA (Svizzera)<\/p>\n<p>MUSEO CASTELLO SAN MATERNO<\/p>\n<figure id=\"attachment_166320\" aria-describedby=\"caption-attachment-166320\" style=\"width: 229px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-3_Jawlensky_Testa-astratta-fiaba-araba-1464x1920-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-166320\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-3_Jawlensky_Testa-astratta-fiaba-araba-1464x1920-1-229x300.jpg\" alt=\"Ascona, Museo Castello\" width=\"229\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-3_Jawlensky_Testa-astratta-fiaba-araba-1464x1920-1-229x300.jpg 229w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-3_Jawlensky_Testa-astratta-fiaba-araba-1464x1920-1.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 229px) 100vw, 229px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-166320\" class=\"wp-caption-text\">_Jawlensky_Testa-astratta-fiaba-araba-<\/figcaption><\/figure>\n<p>5 SETTEMBRE | 20 DICEMBRE 2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CHARLOTTE BARA.<\/p>\n<p>LEGAMI DI FAMIGLIA TRA ASCONA, WILLINGEN E WORPSWEDE.<\/p>\n<figure id=\"attachment_166321\" aria-describedby=\"caption-attachment-166321\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-CH-7_Charlotte-Bara-danza-egizia-1920x1787-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-166321\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-CH-7_Charlotte-Bara-danza-egizia-1920x1787-1-300x279.jpg\" alt=\"Ascona, Museo Castello\" width=\"300\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-CH-7_Charlotte-Bara-danza-egizia-1920x1787-1-300x279.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-CH-7_Charlotte-Bara-danza-egizia-1920x1787-1-323x300.jpg 323w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-CH-7_Charlotte-Bara-danza-egizia-1920x1787-1.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-166321\" class=\"wp-caption-text\">Charlotte Bara, danza egizia nel parco del Castello San Materno, 1933-35, Foto: Richard Katz, Collezione Comune di Ascona<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto composto da una mostra e da un volume, offre<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una visione inedita del clima sociopolitico e culturale in Germania e<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nella regione del locarnese nei primi decenni del Novecento,<\/strong> valorizzando il Fondo Charlotte Bara che riunisce<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un numero importante di fotografie, disegni, dipinti, lettere e oggetti personali<\/strong> della<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>danzatrice espressionista Charlotte Bara e della sua famiglia.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna propone<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un dialogo tra documenti, lettere, fotografie d\u2019epoca e una trentina di opere d\u2019arte<\/strong> di autori quali Carl Weidemeyer, Heinrich Vogeler, Paula Modersohn-B\u00e4cker, Alexej Jawlensky, Christian Rohlfs, Henri Lempereur, Ehrart e Marianne L\u00f6nberg,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>per ricostruire le vicende di intellettuali, artisti, industriali e economisti che hanno trovato rifugio nella regione del locarnese,<\/strong> in un periodo, come quello<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>tra le due guerre mondiali,<\/strong> segnato da una grande crisi economica e sociale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A cura di Michela Zucconi-Poncini e Andrej Seuss.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 5 settembre al 20 dicembre 2026, il Museo Castello San Materno ad Ascona (Svizzera) ospita il progetto espositivo Charlotte Bara. Legami di famiglia tra Ascona, Willingen e Worpswede, composto da una mostra e da un volume, che offre una visione inedita del clima sociopolitico e culturale in Germania e nella regione del locarnese nei primi decenni del Novecento<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019iniziativa, curata da Michela Zucconi-Poncini e Andrej Seuss, nasce da un\u2019approfondita ricerca condotta sul Fondo Charlotte Bara, giunto ai Musei d\u2019Arte di Ascona grazie alla generosa donazione di Eliane e Nelly Bachrach. Il Fondo riunisce un importante nucleo di fotografie, disegni, dipinti, lettere e oggetti personali della loro zia, la danzatrice espressionista<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Charlotte Bara (Bruxelles, 1901 \u2013 Locarno, 1986), <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>figura significativa delle avanguardie artistiche e delle sperimentazioni sul corpo e sul movimento nella prima met\u00e0 del Novecento<\/strong>.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Proprio al Castello San Materno Bara visse e lavor\u00f2<\/strong>, eleggendolo a luogo privilegiato per la sua attivit\u00e0 artistica e per la danza.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michela Zucconi-Poncini ricorda come il progetto sia nato dal ritrovamento di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cuna valigia, oltre ottocento documenti che da quasi ottant\u2019anni giacevano nell\u2019ombra, tra le mura del Castello San Materno di Ascona.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> Una sorprendente scoperta a cui \u00e8 seguito un meticoloso riordino e una ricerca storica<\/strong>, che ci ha rivelato gli intensi legami famigliari e di amicizia che circondavano Charlotte Bara, ad Ascona e in Germania, in un periodo storico segnato da conflitti e disuguaglianze come erano gli anni Venti e Trenta del Novecento\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al centro della mostra \u00e8 un ricco epistolario di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>oltre ottocento tra lettere e cartoline, attraverso il quale la ricerca ricostruisce le vicende della famiglia Bachrach e il percorso di vita dei suoi componenti<\/strong> nei primi decenni del XX secolo, un periodo segnato da una grande crisi economica e sociale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle lettere emerge, tra l\u2019altro,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il destino di numerose famiglie ebraiche tedesche costrette ad abbandonare la propria terra e a cercare rifugio in Svizzera,<\/strong> cos\u00ec come l\u2019evoluzione di una societ\u00e0 attraversata da dibattiti, paure e pregiudizi. I temi della parit\u00e0 di genere e dell\u2019omosessualit\u00e0 affiorano nella corrispondenza come espressione delle tensioni di un\u2019epoca alle prese con nuovi modelli sociali e culturali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna, costruita come un ideale dialogo tra storia e arte, presenta documenti, tracce audio, lettere e fotografie d\u2019epoca,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>accostati a una trentina di dipinti, disegni e opere grafiche di artisti quali<\/strong> Carl Weidemeyer, Heinrich Vogeler, Paula Modersohn-Becker, Henri Lempereur, Christian Rohlfs e Alexej Jawlensky.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra questi, spiccano le figure di Heinrich Vogeler (1872-1942),<\/strong> <strong>artista poliedrico e personaggio chiave della colonia di Worpswede, la cui produzione riflette un\u2019evoluzione profonda: da una fase inizialmente romantica, a un\u2019arte sempre pi\u00f9 impegnata sul piano sociale e politico<\/strong>, maturata dopo l\u2019esperienza della guerra, <strong>o di Christian Rohlfs (1849-1938), uno dei principali esponenti dell\u2019espressionismo tedesco,<\/strong> le cui opere,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>classificate come \u201carte degenerata\u201d dal regime nazista,<\/strong> sono caratterizzate da colori intensi e da una forte carica emotiva, ed esprimono il disagio di una societ\u00e0 in crisi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto a essi emerge la figura di <strong>Paula Modersohn-Becker (1876-1907), artista fondamentale per lo sviluppo dell\u2019arte moderna che, dopo essersi formata tra Germania, Inghilterra e Francia, entra a far parte della colonia artistica di Worpswede.<\/strong> I suoi soggiorni a Parigi, a contatto con artisti come Paul C\u00e9zanne e Paul Gauguin, hanno contribuito a definire uno stile pittorico di grande intensit\u00e0 espressiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione si completa con un volume (Armando Dad\u00f2 Editore), dal titolo Una valigia piena di storie. Charlotte Bara e la sua famiglia, con una prefazione di Mara Folini, direttrice dei Musei Comunali d\u2019Arte di Ascona, i saggi dei due curatori &#8211; Michela Zucconi-Poncini e Andrej Seuss \u2013 che ricostruiscono l\u2019ambiente culturale asconese e le vicende di quegli intellettuali, artisti, industriali, che hanno trovato rifugio nella regione, in un periodo tra le due guerre mondiali, avendo la possibilit\u00e0 di sviluppare il loro impegno nell\u2019arte, nella politica e nella societ\u00e0. Uno scritto di Marino Vigan\u00f2 approfondisce la tematica connessa all\u2019accoglienza degli esuli nella regione del di Locarno, tra il 1920 e il 1937.<\/p>\n<p>CHARLOTTE BARA. Legami di famiglia tra Ascona, Willingen e Worpswede<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ascona, Museo Castello San Materno (via Losone 10)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5 settembre \u2013 20 dicembre 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">da gioved\u00ec a sabato, 10.00 \u2014 12.00; 14.00 \u2014 17.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">domenica e festivi, 14.00 \u2014 16.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ingresso:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>intero: 10 Franchi svizzeri;<\/strong> ridotto: 7 Franchi svizzeri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Informazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">+41 91 7598160\/40; E. museosanmaterno@ascona.ch<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sito internet: www.museoascona.ch<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un periodo, come quello tra le due guerre mondiali &#8211; segnato da una grande crisi economica e sociale &#8211; le vicende di intellettuali &#8211;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":166319,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896,17619],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166317"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=166317"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166317\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":166325,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166317\/revisions\/166325"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/166319"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=166317"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=166317"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=166317"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}