{"id":166362,"date":"2026-09-06T17:21:42","date_gmt":"2026-09-06T15:21:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=166362"},"modified":"2026-09-06T17:32:40","modified_gmt":"2026-09-06T15:32:40","slug":"mostre-a-lugano-umberto-boccioni-masi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=166362","title":{"rendered":"Mostre a Lugano &#8211; Umberto Boccioni &#8211; MASI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In esposizione le opere che<strong> prefigurano la nascita del Futurismo &#8211;<\/strong> movimento artistico che rappresenta lo spirito dell&#8217;epoca e le sue contraddizioni che porteranno alla<strong> Prima Guerra Mondiale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cCerco, cerco, cerco, e non trovo. Trover\u00f2?\u201d<\/strong>&#8211;\u00a0 annota l\u2019artista in una pagina del suo diario nel marzo <strong>1907:<\/strong> questo interrogativo, che <strong>racchiude tutta l\u2019<span style=\"text-decoration: underline;\">inquietudine<\/span> di quel periodo<\/strong>, attraversa l\u2019intera mostra come un filo conduttore.<\/p>\n<h3 class=\"francois-one editor-title\">Umberto Boccioni verso la liberazione futurista<\/h3>\n<div class=\"primary-half-column primary-half-column-600 primary-column-600\">\n<div class=\"mostra-cnt\">\n<div class=\"content\">\n<div class=\"carousel\">\n<div class=\"cont_img_art cont_img_art_news\"><img decoding=\"async\" title=\"Umberto Boccioni, Visioni simultanee, 1911, olio su tela. Von der Heydt-Museums Wuppertal\" src=\"https:\/\/www.arte.it\/foto\/600x450\/2e\/160814-unnamed.jpg\" alt=\"Umberto Boccioni, Visioni simultanee, 1911, olio su tela. Von der Heydt-Museums Wuppertal\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"content_black\">\n<div class=\"caption\"><span class=\"didascalia\">Umberto Boccioni, <strong>Visioni simultanee, 1911<\/strong>, olio su tela. Von der Heydt-Museums Wuppertal<\/span><\/div>\n<p><strong style=\"font-size: 1.0625rem;\">Dal 7 Agosto 2026 al 24 Gennaio 2027<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>Lugano<\/strong>\u00a0|\u00a0<a href=\"https:\/\/www.arte.it\/calendario-arte\/lugano\">Visualizza tutte le mostre a Lugano<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">MASI Lugano &#8211; Via Canova 10<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><strong><span class=\"lato\">Curatore:<\/span>\u00a0Cristina Sonderegger<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_166367\" aria-describedby=\"caption-attachment-166367\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Boccioni-Ritratto-di-scultore-Valerio-Brocchi-1907-olio-su-tela-particolare.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-166367\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Boccioni-Ritratto-di-scultore-Valerio-Brocchi-1907-olio-su-tela-particolare-300x275.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"275\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Boccioni-Ritratto-di-scultore-Valerio-Brocchi-1907-olio-su-tela-particolare-300x275.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Boccioni-Ritratto-di-scultore-Valerio-Brocchi-1907-olio-su-tela-particolare-328x300.jpg 328w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Boccioni-Ritratto-di-scultore-Valerio-Brocchi-1907-olio-su-tela-particolare.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-166367\" class=\"wp-caption-text\">Boccioni-Ritratto-di-<strong>Cecilia Forlani &#8211; particolare<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Tel.:<\/span>\u00a0+41 (0)58 866 42 40<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><a href=\"mailto:comunicazione@masilugano.ch?subject=Richiesta%20informazioni.\">comunicazione@masilugano.ch<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.masilugano.ch\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.masilugano.ch<\/a><\/p>\n<figure id=\"attachment_166368\" aria-describedby=\"caption-attachment-166368\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Boccioni-Treno-che-passa-1908-olio-su-tela-particolare.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-166368\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Boccioni-Treno-che-passa-1908-olio-su-tela-particolare-300x117.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"117\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Boccioni-Treno-che-passa-1908-olio-su-tela-particolare-300x117.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Boccioni-Treno-che-passa-1908-olio-su-tela-particolare-768x300.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Boccioni-Treno-che-passa-1908-olio-su-tela-particolare-650x254.jpg 650w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Boccioni-Treno-che-passa-1908-olio-su-tela-particolare.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-166368\" class=\"wp-caption-text\">Boccioni-Treno-che-passa-1908-olio-su-tela-particolare.j<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>Il MASI Lugano <\/strong>Museo d\u2019arte della Svizzera italiana prosegue il ciclo di approfondimenti sulla storia dell\u2019arte del Ticino e delle sue collezioni con un focus dedicato a<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Umberto Boccioni (Reggio Calabria 1882 \u2013 Verona 1916). <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>La mostra offre una sintesi ravvicinata e intensa su una fase decisiva dell\u2019evoluzione artistica di Boccioni, r<\/p>\n<ul>\n<li><strong>estituendo le tensioni, le incertezze e le contraddizioni immediatamente <\/strong><\/li>\n<li><strong>precedenti alla sua adesione al movimento futurista,<\/strong><\/li>\n<li><strong>di cui fu tra i principali fondatori e teorici.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Dalle prime prove del 1903-1904 al difficile triennio 1907-1909 fino alle soluzioni formali e compositive del 1911,<\/p>\n<ul>\n<li><strong>il progetto espositivo <\/strong><\/li>\n<li><strong>cristallizza quindi la traiettoria artistica di Boccioni,<\/strong> dal progressivo<\/li>\n<li><strong>superamento della lezione divisionista con i temi paesaggistici e rurali,<\/strong><\/li>\n<li><strong>alla definizione di un linguaggio nuovo,<\/strong> in grado di dare forma<\/li>\n<li>alla <strong>modernit\u00e0 e al dinamismo della vita contemporanea<\/strong>. I diversi momenti di questa ricerca sono testimoniati, nella mostra al MASI, da<\/li>\n<li><strong>un corpus di quindici lavori: a un nucleo di dipinti prefuturisti, donati alla Citt\u00e0 di Lugano dagli eredi di Gabriele Chiattone, sostenitore e committente dell\u2019artista durante gli anni milanesi,<\/strong> \u00e8 accostata una puntuale selezione di<\/li>\n<li><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">o<\/span>pere cardine dei primi anni futuristi provenienti da importanti collezioni pubbliche e private.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Quello dedicato a Umberto Boccioni \u00e8 il terzo e conclusivo appuntamento di un ciclo di mostre-dossier che ha visto come protagonisti, negli anni passati, figure chiave della storia dell\u2019arte del Novecento, quali Alexej von Jawlensky (2023) e Ernst Ludwig Kirchner (2024) e che sono ospitate all\u2019interno della presentazione della Collezione museale.<\/p>\n<p><strong>\u201cCerco, cerco, cerco, e non trovo. Trover\u00f2?\u201d \u2013 il percorso espositivo<\/strong><\/p>\n<p>Il nucleo centrale della mostra al MASI \u00e8 contraddistinto da <strong>una serie di paesaggi divisionisti datati 1908, provenienti dalle collezioni del Museo<\/strong> e inizialmente acquistati da Gabriele Chiattone direttamente dall\u2019artista. <strong>Per il luganese Chiattone<\/strong>, titolare di una stamperia a Milano, Boccioni realizza infatti <strong>diversi progetti grafici tra il 1907 e il 1909,<\/strong> anni cruciali del suo percorso, segnati da <strong>incertezze economiche e dalla difficile ricerca di un nuovo linguaggio<\/strong> pittorico, a cui avrebbe posto termine solo la svolta futurista nel 1910. Dalle annotazioni del suo<\/p>\n<ul>\n<li><strong>diario del 1907 emerge un giovane artista nauseato da quel \u00absentimentalismo moderno\u00bb<\/strong> <strong>con i suoi temi rurali \u2013 campi, quiete, casette e boschi<\/strong> \u2013 desideroso invece di dipingere \u00abil nuovo\u00bb e<\/li>\n<li><strong>il \u00abtempo industriale\u00bb. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Eppure, \u00e8 proprio attraverso quei soggetti che Boccioni cerca inizialmente ancora l&#8217;approvazione del pubblico e della critica.<\/p>\n<p>Esemplare, in questo senso, \u00e8 una delle sue prime prove a olio,\u00a0<strong><em>Campagna romana\u00a0<\/em>o<em>\u00a0Meriggio<\/em>, del 1903. Presentata alla LXXIV Esposizione Internazionale di Belle Arti della Societ\u00e0 Amatori e Cultori delle Belle Arti di Roma,<\/strong> l\u2019opera <strong>nasce nel solco del<span style=\"text-decoration: underline;\"> divisionismo<\/span><\/strong> <strong>e risente ancora della lezione di Giacomo Balla, maestro di Boccioni<\/strong> in quegli anni romani, durante i quali frequenta anche l\u2019Accademia di Belle Arti. Prima della vendita a Chiattone nel 1908, Boccioni interviene per\u00f2 nuovamente sul dipinto con una pennellata pi\u00f9 rapida e decisa, che esalta la brillantezza del colore e sembra segnare un primo, significativo allontanamento dal divisionismo realista del maestro. Nonostante la produzione di questo periodo sia variegata e altalenante, dal profilo dell\u2019utilizzo del colore emerge per\u00f2 un primo cambiamento.<\/p>\n<p>Se nel dipinto\u00a0<strong><em>Campagna lombarda<\/em>\u00a0o\u00a0<em>Sinfonia campestre<\/em>\u00a0del 1908 pennellate di colore puro riproducono in maniera meticolosa e attenta le diverse tipologie di piante e insetti,<\/strong> in altri lavori si insinua infatti una visione diversa dello scorcio paesaggistico.<strong> In\u00a0<em>Casolare<\/em>\u00a0(1908), la pennellata filamentosa e vibrante<\/strong> restituisce una visione in movimento del paesaggio, forse colto dal finestrino di un treno. Una sensibilit\u00e0 analoga emerge in\u00a0<strong><em>Contadini al lavoro<\/em>\u00a0o\u00a0<em>Risaiole<\/em>,<\/strong> che presenta un formato disteso e l\u2019orizzonte alto, soluzione cara a Boccioni in quegli anni.<\/p>\n<p><strong>La stessa struttura compositiva si ritrova in\u00a0<em>Treno che passa<\/em>\u00a0(1908)<\/strong>: qui <strong>la sagoma di un convoglio a vapore irrompe nella scena come un\u2019ombra fuggevole<\/strong> e<\/p>\n<ul>\n<li><strong>imprime un forte senso di dinamismo, che sembra preludere a successivi temi futuristi<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00c8 una ricerca formale, quella di Boccioni, che inizia ad aderire a nuovi temi e soggetti e alle tensioni da cui scaturiscono: \u00e8 la velocit\u00e0 della modernit\u00e0 nascente contro l\u2019immobilit\u00e0 del passato rurale, la pittura della sintesi e dell\u2019idea contro la pittura dal vero. La percezione contro la visione. In questo senso, all\u2019interno del nucleo <strong>Chiattone,\u00a0<em>Sera d&#8217;Aprile<\/em>\u00a0(1908) merita uno sguardo particolare. Il dipinto, un paesaggio brumoso \u201cfatto di memoria\u201d<\/strong>, come scrive l\u2019artista, \u00e8 una <strong>precoce veduta della periferia urbana<\/strong>, in cui Boccioni si allontana dall\u2019en plein air per avvicinarsi a una pittura fatta di suggestioni.<\/p>\n<p>Contiene poi gi\u00e0 le premesse di un\u2019energia nuova, anticipatrice delle prime ricerche di impronta futurista lo straordinario\u00a0<strong><em>Nudo di spalle<\/em>\u00a0<em>(Controluce)<\/em>\u00a0del 1909, in cui l\u2019artista ritrae la madre Cecilia Forlani<\/strong> di spalle, in un\u2019inquadratura fortemente fotografica. L\u2019ansia compositiva di Boccioni si risolve qui nella totale eliminazione dell\u2019ambientazione di sfondo attraverso la luce, che non solo costruisce e illumina, ma trasfigura il dato visivo in senso poetico.<\/p>\n<p><strong>Nel\u00a0<em>Ritratto femminile<\/em>\u00a0(1911) l\u2019integrazione tra figura e sfondo \u00e8 messa invece in atto attraverso il colore:<\/strong> ancora orientato a una pittura fatta di suggestioni pi\u00f9 che di restituzione puntuale del reale, Boccioni ne abbandona per\u00f2 l\u2019uso naturalistico, <strong>risolvendo la componente cromatica e gestuale<\/strong> del ritratto in una potente vibrazione dinamica,<strong> seppur ancorata al linguaggio divisionista.<\/strong><\/p>\n<p>Il passaggio da<strong> una riflessione sul colore e sulla luce a quella <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>sulla forma e sulle linee di forza<\/strong> <strong>\u2013 <\/strong><\/li>\n<li><strong>elementi cardine del vocabolario futurista- \u00e8 evidente nel dipinto\u00a0<em>Visioni simultanee<\/em><\/strong>\u00a0dello stesso anno.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Qui Boccioni si misura con la possibilit\u00e0 di rappresentare simultaneamente <strong>\u201cle forme dell\u2019ambiente esterno intessute all\u2019estensione temporale della realt\u00e0 interiore\u201d. <\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 una visione che<\/p>\n<ul>\n<li><strong>nasce dal confronto con la lezione cubista, scoperta dall\u2019artista durante il soggiorno parigino dell\u2019autunno 1911,<\/strong> e che<\/li>\n<li><strong>riflette il clima culturale del tempo, segnato dal progresso scientifico e dalla nuova coscienza della quarta dimensione elaborata da Einstein.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong> I dipinti delle campagne lombarde sono ormai lontani:<\/strong> \u201ca partire dalla fine del 1911 (fino a esaurimento nel 1914), la svolta al Futurismo di Boccioni appare definitivamente compiuta. Con il prosieguo delle ricerche apre nuovi orizzonti trovando, forse, soprattutto in ambito plastico gli esiti pi\u00f9 originali e unici\u201d sottolinea la curatrice Cristina Sonderegger.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In esposizione le opere che prefigurano la nascita del Futurismo &#8211; movimento artistico che rappresenta lo spirito dell&#8217;epoca e le sue contraddizioni che porteranno alla<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":166366,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[33959],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166362"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=166362"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166362\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":166373,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166362\/revisions\/166373"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/166366"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=166362"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=166362"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=166362"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}