{"id":166634,"date":"2026-09-11T19:33:09","date_gmt":"2026-09-11T17:33:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=166634"},"modified":"2026-09-12T19:30:56","modified_gmt":"2026-09-12T17:30:56","slug":"mostre-a-milano-pac-sheila-hicks-doris-salcedo-e-platform","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=166634","title":{"rendered":"Mostre a Milano &#8211; PAC &#8211; Sheila Hicks &#8211; Doris Salcedo e Platform"},"content":{"rendered":"<p>PAC PADIGLIONE D\u2019ARTE CONTEMPORANEA<\/p>\n<p>presenta<\/p>\n<p>SHEILA HICKS, DORIS SALCEDO E FLATFORM<br \/>\nLA NUOVA PROGRAMMAZIONE ESPOSITIVA DEL PAC<\/p>\n<figure id=\"attachment_166636\" aria-describedby=\"caption-attachment-166636\" style=\"width: 228px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1A-H.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-166636\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1A-H-228x300.jpg\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1A-H-228x300.jpg 228w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1A-H.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-166636\" class=\"wp-caption-text\">2.Flatform<br \/>Movimenti di un tempo impossibile (Movements of an impossibile time), backstage,<br \/>courtesy Raffaele Ingegno<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tre grandi monografiche al PAC di Milano:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la prima retrospettiva italiana di Sheila Hicks<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la prima ampia personale in Italia di Doris Salcedo<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">e il<strong> progetto multidisciplinare di Flatform.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre mostre monografiche, tutte a cura di Diego Sileo, compongono la nuova programmazione del PAC Padiglione d\u2019Arte Contemporanea di Milano: la prima retrospettiva italiana dedicata a Sheila Hicks, la prima ampia personale in Italia di Doris Salcedo e una grande mostra di Flatform, collettivo artistico con sede a Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le mostre annunciate confermano il ruolo del PAC come unico spazio pubblico a Milano dedicato all\u2019arte contemporanea, la sua vocazione internazionale e l\u2019attenzione agli aspetti sociali e politici della nostra attualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La programmazione 2026-2027 tesse un filo invisibile ma solidissimo tra la consolidata monumentalit\u00e0 della scena internazionale e la ricerca sperimentale italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un lato, Sheila Hicks e Doris Salcedo, due artiste che \u2013 pur avendo un linguaggio espressivo molto differente \u2013<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>utilizzano la materia (la fibra tessile e l\u2019oggetto quotidiano)<\/strong> per dare corpo a storie e memorie universali attraverso un impatto visivo radicale e al contempo emotivamente dirompente.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altro, il progetto dedicato a<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Flatform si inserisce nel percorso di studio e analisi dell\u2019arte contemporanea italiana che il PAC persegue da tempo,<\/strong> tracciando una linea di indagine dagli anni Novanta a oggi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sheila Hicks. Photo Cara McCarty.<br \/>\nSHEILA HICKS. IN THE THREAD OF LOVE<br \/>\na cura di Diego Sileo<br \/>\n17 NOVEMBRE 2026 \u2013 14 FEBBRAIO 2027<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con oltre 200 opere<\/strong> provenienti da collezioni internazionali, Sheila Hicks. In the Thread of Love \u00e8 la prima retrospettiva italiana dedicata all\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra attraversa l\u2019intera ricerca di Hicks, dalle opere pi\u00f9 intime agli interventi di dimensione monumentale.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Per l\u2019artista il filo non \u00e8 soltanto materia,<\/strong> ma linguaggio: uno strumento capace di trasformare lo spazio e di dare forma a questioni legate all\u2019identit\u00e0, all\u2019emarginazione, al sincretismo e al femminismo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Materia, colore e tattilit\u00e0 diventano cos\u00ec elementi di una pratica radicale, attraverso la quale Hicks ha ridefinito le possibilit\u00e0 espressive del tessuto e costruito nuove forme di relazione tra l\u2019opera, lo spazio e il pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DORIS SALCEDO<br \/>\na cura di Diego Sileo<br \/>\n25 MARZO 2027 \u2013 29 AGOSTO 2027<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso una precisa e radicale trasformazione dei materiali quotidiani,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Doris Salcedo d\u00e0 forma alle esperienze delle vittime della violenza politica, spesso anonime o dimenticate.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera diventa uno spazio di testimonianza e di confronto con ci\u00f2 che la memoria collettiva rischia di rimuovere. Al centro della sua ricerca sono il lutto, l\u2019assenza e le conseguenze durature della violenza, affrontati in una dimensione insieme politica e universale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, prima ampia personale dell\u2019artista in Italia, restituisce la forza di una pratica nella quale la memoria e l\u2019empatia si oppongono alla rimozione e all\u2019oblio collettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Flatform portrait<br \/>\nFLATFORM<br \/>\na cura di Diego Sileo<br \/>\nNOVEMBRE 2027 \u2013 FEBBRAIO 2028<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiude la programmazione la prima ampia mostra monografica dedicata da un\u2019istituzione italiana a Flatform, collettivo artistico con sede a Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione riunisce<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>opere filmiche e<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>installative<\/strong> nelle quali il confine tra possibile e impossibile, movimento e immobilit\u00e0,<strong> controllo e caso diventa materia dell\u2019opera.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Flatform <strong>mette in discussione il modo in cui percepiamo il tempo, lo spazio e il paesaggio,<\/strong> costruendo immagini nelle quali l\u2019equilibrio tra ci\u00f2 che \u00e8 previsto e ci\u00f2 che accade genera una realt\u00e0 instabile e continuamente trasformabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nBIOGRAFIE<br \/>\nDORIS SALCEDO<br \/>\nDoris Salcedo \u00e8 nata nel 1958 a Bogot\u00e1, in Colombia, dove vive e lavora tuttora. Ha studiato pittura e storia dell\u2019arte all\u2019Universidad de Bogot\u00e1 Jorge Tadeo Lozano, poi scultura alla New York University. Nel 1985, \u00e8 tornata in Colombia, intraprendendo numerosi viaggi di ricerca sul campo in tutto il Paese per incontrare i sopravvissuti e i parenti delle vittime di brutalit\u00e0 e violenza. La consapevolezza e la sensibilit\u00e0 che ne sono scaturite nei confronti dei temi della guerra, dell\u2019alienazione, del dislocamento e del disorientamento hanno influenzato il suo lavoro da allora in poi. Le opere di Salcedo hanno ripetutamente catturato l\u2019attenzione del grande pubblico. In Shibboleth, alla Tate Modern di Londra nel 2007, una profonda fessura nel pavimento attraversava per tutta la lunghezza la grande Turbine Hall, consentendo di sperimentare la segregazione sociale e l\u2019esclusione in termini spaziali. All\u20198\u00aa Biennale Internazionale di Istanbul del 2003, Salcedo ha presentato Untitled, impilando circa 1.500 sedie di legno per riempire uno spazio rimasto vuoto tra due edifici della citt\u00e0 a seguito dell\u2019espulsione di famiglie armene ed ebree. La sua opera pi\u00f9 recente, Uprooted (2020\u20132022), che affronta il tema del cambiamento climatico e dei flussi migratori ad esso correlati, \u00e8 stata recentemente insignita del Premio della 15\u00aa Biennale di Sharjah. Doris Salcedo \u00e8 anche vincitrice del primo Nomura Art Award e del Possehl Prize for International Art (entrambi nel 2019), del Rolf Schock per le arti visive (2017) e del Premio Nasher (2015). Le sue opere fanno parte delle collezioni di prestigiosi musei quali la Tate di Londra, il MoMA di New York e il Museum of Chicago.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SHEILA HICKS<br \/>\nSheila Hicks \u00e8 nata a Hastings, in Nebraska, e ha conseguito il Bachelor of Fine Arts (BFA) e il Master of Fine Arts (MFA) presso la Yale University. Tra il 1957 e il 1598 ha beneficiato di una borsa di studio Fulbright per dedicarsi alla pittura in Cile; \u00e8 stato proprio durante il soggiorno in Sud America che ha sviluppato l\u2019interesse per la lavorazione delle fibre. Dopo aver fondato laboratori in Messico, Cile e Sudafrica, e aver lavorato in Marocco e in India, oggi divide il suo tempo tra lo studio di Parigi e New York. Hicks ha esposto a livello internazionale in numerose mostre personali e collettive. Ha preso parte alla Biennale di Venezia nel 2017, alla Whitney Biennial di New York nel 2014 e alla Biennale di San Paolo in Brasile nel 2012. Tra le sue recenti mostre personali si annoverano Lignes de Vie al Centre Pompidou di Parigi nel 2018, Free Threads 1954-2017 al Museo Amparo in Messico, e P\u00eacher dans La Rivi\u00e8re presso la Alison Jacques Gallery di Londra (2013). La grande retrospettiva Sheila Hicks: 50 Years ha debuttato alla Addison Gallery of American Art, per poi fare tappa all\u2019Institute of Contemporary Art di Philadelphia e al Mint Museum di Charlotte, in Carolina del Nord. Le opere di Hicks sono incluse nelle collezioni permanenti di prestigiose istituzioni, tra cui il Metropolitan Museum of Art e il MoMA (Museum of Modern Art) di New York; il Museum of Fine Arts di Boston; l\u2019Art Institute of Chicago; il Victoria &amp; Albert Museum di Londra; lo Stedelijk Museum di Amsterdam; il Centre Pompidou di Parigi; il National Museum of Modern Art di Tokyo; il Museo de Bellas Artes di Santiago. Ha inoltre tenuto mostre personali presso il Seoul Arts Center in Corea e l\u2019Israel Museum di Gerusalemme.<\/p>\n<p>FLATFORM<br \/>\nFlatform \u00e8 un artista collettivo con base a Milano. Il lavoro di Flatform si muove lungo un\u2019ideale linea di confine, quella del senso, che articola la differenza tra possibile e impossibile, tra movimento e posa. Punto focale del suo lavoro \u00e8 l\u2019equilibrio instabile entro controllo e caso, prevedibile e inatteso. Opere di Flatform sono state presentate in numerosi musei e istituzioni tra cui il Centre Pompidou di Parigi, Hirshhorn Museum di Washington, Wexner Center di Columbus, MAXXI di Roma, Fondazione Prada di Milano, EMPAC di Troy NY, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, Argos di Bruxelles, Palazzo Grassi di Venezia, Haus der Kulturen der Welt di Berlino, PAC di Milano, Yerba Buena di San Francisco, Eye Filmmuseum di Amsterdam, Museu da Imagem e do Som di San Paolo. Film di Flatform sono stati invitati nei pi\u00f9 importanti festival cinematografici tra i quali la Quinzaine des Realisateurs di Cannes, la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, IFFR di Rotterdam, BFI Film Festival di Londra, LOOP di Barcellona, Festival du Nouveau Cinema di Montreal, Lo Schermo dell&#8217;Arte di Firenze, IFF di Melbourne. Vincitore dell&#8217;Italian Council nel 2019 e 2024, le sue opere sono state premiate in numerosi film festival e una di esse ha ottenuto la candidatura per la nomination agli Academy Awards nel 2021 per la categoria Documentary \u2013 short subject.<\/p>\n<p>INFORMAZIONI<br \/>\nT 02 88446359<br \/>\npacmilano.it<br \/>\n@pacmilano<br \/>\nvia Palestro 14 \u2013 Milano<\/p>\n<p>Orari:<br \/>\nmarted\u00ec &#8211; domenica 10 \u2013 19.30<br \/>\ngioved\u00ec 10\u201322:30<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PAC PADIGLIONE D\u2019ARTE CONTEMPORANEA presenta SHEILA HICKS, DORIS SALCEDO E FLATFORM LA NUOVA PROGRAMMAZIONE ESPOSITIVA DEL PAC Tre grandi monografiche al PAC di Milano: la<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":166635,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[33987],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166634"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=166634"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166634\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":166640,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166634\/revisions\/166640"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/166635"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=166634"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=166634"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=166634"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}