{"id":166868,"date":"2026-09-16T17:30:53","date_gmt":"2026-09-16T15:30:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=166868"},"modified":"2026-09-16T17:30:53","modified_gmt":"2026-09-16T15:30:53","slug":"mostra-a-milano-ingresso-gratuito-il-ritmo-della-vita-cmc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=166868","title":{"rendered":"Mostra a Milano ingresso gratuito &#8211; Il ritmo della vita &#8211; CMC"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIL RITMO DELLA VITA\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vecchi e bambini nella fotografia umanista del XX e XXI secolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">24 settembre \u2013 16 ottobre 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CMC &#8211; Centro Culturale di Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un grande viaggio transgenerazionale attraverso<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>85 capolavori di <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>45 maestri della fotografia, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dagli anni Quaranta a oggi.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_166871\" aria-describedby=\"caption-attachment-166871\" style=\"width: 201px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-4.-Boubat-3.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-166871\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-4.-Boubat-3-201x300.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-4.-Boubat-3-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-4.-Boubat-3.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 201px) 100vw, 201px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-166871\" class=\"wp-caption-text\">Edouard Boubat, Two Old Women Massif Auverge, anni Cinquanta, 20,5\u00d729,5 cm, stampa alla gelatina ai sali d\u2019argento su carta baritata mat vintage, Collezione Rita e Riccardo Marone.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ad<br \/>\n\u00ad<br \/>\nDal 24 settembre al 16 ottobre 2026, le sale del CMC, Centro Culturale di Milano, ospitano la mostra fotografica &#8220;Il ritmo della vita. Vecchi e bambini nella fotografia umanista del XX e XXI secolo&#8221;, una straordinaria mostra collettiva curata dalla storica dell&#8217;arte e curatrice Angela Madesani.<\/p>\n<figure id=\"attachment_166870\" aria-describedby=\"caption-attachment-166870\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-1.-Baccetti.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-166870\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-1.-Baccetti-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-1.-Baccetti-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-1.-Baccetti.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-166870\" class=\"wp-caption-text\">Max Baccetti, Felicit\u00e0 rivelata, 1993, Namche Bazar, Nepal, \u00a9 Max Baccetti 1993 &#8211; 2026.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esposizione indaga i<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>due estremi dell&#8217;esistenza, l\u2019infanzia e la vecchiaia, mettendone in luce <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>fragilit\u00e0, purezza e mutamenti antropologici.<\/strong> Il percorso nasce da un\u2019intuizione della curatrice a seguito di <strong>una ricerca sulle opere del fotografo toscano Max Baccetti,<\/strong> e si sviluppa intrecciando il suo lavoro con tre sensibili interpreti della fotografia contemporanea &#8211; Paolo Simonazzi, Enzo Obiso e Paola Mongelli- in dialogo con una colta selezione di capolavori storici vintage, dagli anni Quaranta ai primi anni Duemila, provenienti dalla prestigiosa Collezione di Rita e Riccardo Marone.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra si propone come un\u2019indagine sui<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>profondi mutamenti sociologici che, negli ultimi quarant\u2019anni<\/strong>, hanno ridefinito i confini e le rappresentazioni della prima e dell\u2019ultima et\u00e0 della vita.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nello scenario occidentale contemporaneo, <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>l\u2019infanzia appare spesso iper-protetta ma isolata dietro gli schermi tecnologici e precocemente mercificata. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la vecchiaia sembra aver smarrito lo status di &#8220;et\u00e0 della saggezza&#8221; per inseguire miti globalizzanti di eterna giovinezza. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per preservare l&#8217;autenticit\u00e0 del racconto,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la curatrice ha scelto deliberatamente di escludere gli scatti degli ultimissimi anni,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>aggirando cos\u00ec le rigidit\u00e0 burocratiche del presente<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> per concentrarsi su mondi in cui il tempo \u00e8 sospeso o in cui resiste un dialogo intergenerazionale diretto.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fulcro della sezione contemporanea \u00e8 composto dagli scatti di Max Baccetti, fotografo che pone l\u2019essere umano al centro della propria fotografia di viaggio.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>La sua non \u00e8 una fotografia di denuncia, ma di narrazione e comprensione<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le foto scattate da Baccetti in Nepal nel 1993 ce n\u2019\u00e8 una che potrebbe rappresentare il pensiero poetico che sta dietro questa mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vi sono ritratte un\u2019anziana signora e una bambina. Entrambe sorridenti, presumibilmente felic<\/strong>i. Tra loro c\u2019\u00e8 quasi sicuramente un rapporto di parentela, ma quello che si evince \u00e8 un intenso dialogo tra generazioni. Nei suoi reportage in Nepal, in Mali e in Amazzonia, Baccetti non cerca la denuncia, ma la comprensione e la complicit\u00e0: le sue immagini raccontano la maestosa e metafisica spiritualit\u00e0 dei vecchi saggi Dogon o l&#8217;affettuosa ingenuit\u00e0 dei bambini della foresta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Accanto a lui, il medico e fotografo Paolo Simonazzi porta in mostra quattro opere realizzate a Cuba.<\/strong> Ispirandosi alla massima terenziana \u00abHomo sum, humani nihil a me alienum puto\u00bb, Simonazzi indaga la dimensione dell&#8217;eventuale, l&#8217;improbabile, <strong>il provvisorio: il riferimento \u00e8 alla vita, alla sua condizione di precariet\u00e0. Sei vecchi sono i protagonisti<\/strong> delle sue foto presenti in mostra, sono anziani che resistono alla miseria circondati da simboli ironici e potenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Enzo Obiso \u00e8 un autore raffinatissimo<\/strong>, che nel corso degli anni ha realizzato lavori significativi, importanti, in cui la figura dell\u2019uomo nelle sue diverse et\u00e0 \u00e8 determinante. Nei suoi scatti propone un elegante contrasto temporale: dalle storiche fotografie degli anni Settanta, che immortalano la socialit\u00e0 spontanea delle vecchie piole torinesi e i giochi di strada dei bambini, liberi dalle future schiavit\u00f9 digitali, fino ai reportage di fine millennio tra l&#8217;India del Kumbh Mela e una Mongolia appena uscita dall&#8217;orbita sovietica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Infine, Paola Mongelli, allieva di Obiso, espone due opere scattate in Benin<\/strong> nel 2004. I suoi piccoli soggetti, definiti &#8220;piccole divinit\u00e0&#8221;, affiorano in composizioni morbide dall&#8217;atmosfera onirica, traducendo l&#8217;essere umano in una spiritualit\u00e0 laica in cui l&#8217;uomo \u00e8 solo parte del tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda anima della mostra attinge allo straordinario patrimonio della <strong>collezione napoletana di Rita e Riccardo Marone, si tratta di fotografia umanistica di alto livello, realizzata da autori europei e americani,<\/strong> che ritraggono<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un&#8217;Italia e un&#8217;Europa di mestieri arrangiati, povert\u00e0 e fiera autenticit\u00e0<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Numerose sono le immagini che raccontano un mondo che non esiste pi\u00f9, come quello dei vecchi bottegai che si affacciano dai loro negozi bui, immagini che rimandano a quelle protonovecentesche del parigino Eug\u00e8ne Atget. Un\u2019immagine simbolo in tal senso \u00e8 quella del bolognese Giovanni Bartoli, ragioniere appassionato di fotografia. In una toccante foto di \u00c9douard Boubat, un vecchio ingobbito spinge un carretto, strumento imprescindibile della sua povera attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La narrazione del dopoguerra italiano si sviluppa attraverso i vicoli di Napoli delle foto dell\u2019Agenzia Tullio Farabola. Sempre la strada napoletana e la figura dello &#8220;scugnizzo&#8221; emergono nelle opere di Aldo Bonasia, Mario Cattaneo, Aldo Roveri e Antonio Sansone, autore anche di un memorabile scatto a due sacerdoti in tonaca e cappello che richiamano certi personaggi del romanzo e del film Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Luciano D\u2019Alessandro si spinge oltre l&#8217;apparenza della miseria cogliendo la profondit\u00e0 psicologica di bambini che assumono pose da adulti, mentre Giuseppe Leone indaga il contatto tra generazioni attraverso un anziano dalla pelle rugosa che intrattiene alcuni bambini incuriositi. Fausto Giaccone ferma il tempo mostrando un gruppo di anziani seduti davanti ai manifesti per i 30 anni dell&#8217;eccidio di Portella della Ginestra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello tra anziani e bambini \u00e8 un rapporto assai indagato dalla fotografia, cos\u00ec per Helen Levitt, nella cui foto in mostra una donna tiene per mano una bambina, che la guarda affettuosa, mentre la chiacchiera per strada e il pettegolezzo bonario sono il soggetto di una bella immagine dello svizzero Peter Moeschlin. Intorno \u00e8 un mondo distrutto, ma i rapporti umani vanno avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bambini, uomini, vecchi e giovani sono nella bella foto di Giulia Niccolai, mentre una vecchia giornalaia imbacuccata sta seduta nel suo botteghino, in una strada nevosa, \u00e8 la protagonista della foto di Federico Patellani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spiccano inoltre, la celebre bambina-suora di Ferdinando Scianna, tratta dal fondamentale progetto Feste religiose in Sicilia, realizzato con Leonardo Sciascia, gli sguardi poetici di Nino Migliori e i bambini milanesi in grembiule nero e calzoncini corti sulla via della scuola ritratti da Mario De Biasi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo \u00e8 arricchito dagli scatti di Henri Cartier-Bresson, con l&#8217;ironico ritratto di una vecchia signora carica di medaglie patriottiche, e Robert Doisneau, che osserva con tenerezza i bambini parigini che fanno la verticale in strada. In mostra anche gli scatti dell\u2019americano John Vachon, lo svizzero Peter Moeschlin, che ritrae i rapporti umani tra le macerie della guerra, Raynor Darka a Honfleur, Ren\u00e9 Jacques e l\u2019agenzia Roger-Viollet con la stanchezza millenaria di una anziana parigina alla fontanella. Una nota di colore contemporaneo \u00e8 offerta da Monica Biancardi, con i suoi bambini sorridenti che giocano con una rete a Ebron, in Palestina.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra, inoltre, documenta il ruolo della fotografia nel mutare le leggi sul lavoro minorile,<\/strong> a partire dagli storici scatti americani di Lewis Hine, passando per la partecipazione sociale dei bambini di Jack Delano e Mary Ellen Mark,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>fino alla sensibilizzazione in Italia guidata dalle immagini<\/strong> di Gabriella Mercadini, Enrico Pasquali, Barry Thumma e Tony Spina.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per informazioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIL RITMO DELLA VITA\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vecchi e bambini nella fotografia umanista del XX e XXI secolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">24 settembre &#8211; 16 ottobre 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CMC \u2013 Centro Culturale di Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Largo Corsia dei Servi, 4<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">20122 Milano MI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tel. 02 86455162<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">segreteria@cmc.milano.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari: Luned\u00ec-Venerdi 10,30 -13,00 \/ 14,30 \u2013 18,00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sabato e domenica 15,00 \u2013 18,00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ingresso gratuito<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Catalogo in mostra gratuito<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIL RITMO DELLA VITA\u201d Vecchi e bambini nella fotografia umanista del XX e XXI secolo 24 settembre \u2013 16 ottobre 2026 CMC &#8211; Centro Culturale<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":166872,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896,17619],"tags":[34015],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166868"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=166868"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166868\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":166873,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166868\/revisions\/166873"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/166872"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=166868"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=166868"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=166868"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}