{"id":166998,"date":"2026-09-18T18:06:41","date_gmt":"2026-09-18T16:06:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=166998"},"modified":"2026-09-18T18:07:30","modified_gmt":"2026-09-18T16:07:30","slug":"166998","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=166998","title":{"rendered":"Mostre ad Ascona &#8211; Fotografia al femminile &#8211; Dorothy Bohm"},"content":{"rendered":"<p>ASCONA (Svizzera)<\/p>\n<p>MUSEO COMUNALE D&#8217;ARTE MODERNA<\/p>\n<figure id=\"attachment_167002\" aria-describedby=\"caption-attachment-167002\" style=\"width: 237px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1A-FOTO.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-167002\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1A-FOTO-237x300.jpg\" alt=\"\" width=\"237\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1A-FOTO-237x300.jpg 237w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1A-FOTO.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 237px) 100vw, 237px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-167002\" class=\"wp-caption-text\">Dorothy Bohm, Ascona, Svizzera, 1948; \u00a9 Estate of Dorothy Bohm<\/figcaption><\/figure>\n<p>DAL 20 SETTEMBRE 2026 AL 10 GENNAIO 2027<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>DOROTHY BOHM. FOTOGRAFIE<\/p>\n<p>IL RIVELARSI DELLA LUCE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La retrospettiva, la prima antologica in Svizzera, presenta<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">una selezione di <strong>90 immagini che ripercorrono la carriera della fotografa britannica di origine tedesca, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dai ritratti in studio, alle foto in bianco e nero \u201cneorealiste\u201d en plein air, a quelle \u201cartistiche\u201d a colori, sia in formato analogico che polaroid.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019ampia sezione \u00e8 dedicata alla sua <strong>produzione in bianco e nero<\/strong> realizzata durante i suoi<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>soggiorni ad Ascona dal 1947 fino alla fine degli anni 1950, in gran parte inedita<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A cura di Monica Bohm-Duchen e Mara Folini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 20 settembre 2026 al 10 gennaio 2027, il Museo Comunale d\u2019Arte Moderna di Ascona (Svizzera) ospita la prima grande antologica in Svizzera dedicata a Dorothy Bohm (1924-2023), una delle figure pi\u00f9 importanti della fotografia britannica del secondo Novecento e tra i pionieri della fotografia umanista e della street photography.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Curata da Monica Bohm-Duchen, figlia dell\u2019artista, e Mara Folini,<\/strong> direttrice del Museo d\u2019Arte Moderna di Ascona, la mostra ripercorre, attraverso 90 immagini, le principali fasi della carriera di Dorothy Bohm, dai ritratti in studio, alle foto in bianco e nero \u201cneorealiste\u201d en plein air, a quelle \u201cartistiche\u201d a colori, sia in formato analogico che polaroid.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019arte di Dorothy Bohm s\u2019intreccia indissolubilmente alla sua vicenda biografica;<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nata in una famiglia ebrea dell\u2019Europa orientale<\/strong>, fu<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>costretta ancora adolescente a lasciare la Lituania e a rifugiarsi in Inghilterra<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>per sfuggire alle persecuzioni antisemite. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La lunga separazione dalla famiglia,<\/strong> che rimase coinvolta negli <strong>sconvolgimenti della guerra e nelle restrizioni del regime sovietico,<\/strong> segn\u00f2 profondamente la sua sensibilit\u00e0, alimentando quello <strong>sguardo attento alla fragilit\u00e0 dell\u2019esistenza<\/strong> e al <strong>desiderio di preservare, attraverso la fotografia, ci\u00f2 che il tempo rischia di cancellare.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, il filo conduttore della sua produzione risiede<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nell\u2019attenzione per gli incontri, le persone e i momenti fugaci<\/strong> che la fotografia pu\u00f2 sottrarre all\u2019oblio.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo sguardo sul quotidiano,<\/strong> che l\u2019avvicina a <strong>una poetica modernista e umanista, tipica di maestri quali Robert Doisneau o Henri Cartier-Bresson,<\/strong> si rivela gi\u00e0 durante il suo periodo inglese, con<strong> l\u2019apertura nel 1946 del suo spazio professionale, lo Studio Alexander<\/strong>. Qui Dorothy non solo mette a frutto una solida padronanza tecnica, affinando il controllo della luce e della composizione nei ritratti, ma rivela una profonda sensibilit\u00e0 empatica verso i soggetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una svolta fondamentale nella sua carriera la si ha proprio ad Ascona,<\/strong> dove Dorothy Bohm venuta per una vacanza, venne regolarmente dal 1947 fino agli inizi dei sessanta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 qui che <strong>scopre quella luce naturale, quasi mediterranea<\/strong> che avrebbe profondamente trasformato il suo modo di fotografare.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Abituata all\u2019illuminazione controllata dello studio e al grigiore della citt\u00e0 industriale<\/strong> di Manchester,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>si trova improvvisamente immersa in un mondo di riflessi, trasparenze,<\/strong> contrasti atmosferici e variazioni luminose che la inducono a guardare la realt\u00e0 in un modo diverso.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua dichiarazione<strong> \u201cI saw Daylight\u201d (Ho visto la luce del giorno)<\/strong>, non testimonia solo una scoperta visiva, ma anche l\u2019origine di <strong>una fiducia interiore per esprimere la sua visione profondamente umanista e distintiva,<\/strong> capace di dialogare con la grande fotografia europea del secondo dopoguerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le sue immagini poetiche, empatiche e talvolta umoristiche<\/strong> colgono sempre momenti di vita autentici della <strong>vita quotidiana<\/strong>. I soggetti umani al centro delle sue immagini non appartengono alla nascente mondanit\u00e0 internazionale, quanto alla cerchia di artisti che frequentava ad Ascona e soprattutto alla popolazione locale, ai contadini, alle persone comuni ancora legate a ritmi di vita tradizionali e a un\u2019economia prevalentemente agricola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nasce cos\u00ec uno sguardo destinato ad attraversare tutta la sua opera fino agli <strong>anni 1980, quando il passaggio dal bianco e nero al colore (attraverso la tecnica della Polaroid) non interrompe questo percorso, ma lo apre a nuove possibilit\u00e0 formali.<\/strong> La realt\u00e0 diventa pi\u00f9 allusiva, ironica e ambigua; forme e colori acquisiscono un\u2019autonomia che conduce verso una poesia sempre pi\u00f9 suggestiva ma strutturata formalmente. <strong>Spesso incentrate su dettagli di muri urbani, riflessi e manifesti, le sue opere dialogano con l\u2019arte astratta e le neoavanguardie.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Catalogo Allemandi Editore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accompagna la mostra un programma di attivit\u00e0 didattiche per bambini e ragazzi, realizzato in collaborazione con il Museo in Erba, e un ciclo di incontri rivolti al pubblico dedicati alla figura di Dorothy Bohm, alla sua tecnica fotografica e alle fotocamere da lei utilizzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ascona (Svizzera), 18 settembre 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DOROTHY BOHM<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fotografie. Il rivelarsi della luce<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ascona (Svizzera), Museo Comunale d\u2019Arte Moderna<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">20 settembre 2026 \u2013 10 gennaio 2027<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inaugurazione: sabato 19 settembre, ore 17.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">marted\u00ec \u2013 sabato, 10.00-12.00; 14.00-17.00; domenica, 10.30-12.30<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ingresso:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>intero 15.<\/strong>&#8211; chf\/eur; ridotto 10.- chf\/eur<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Informazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">tel. +41 (0)91 759 81 40; museo@ascona.ch<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sito internet: www.museoascona.ch<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Canali social:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facebook @museoascona<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Instagram @museocomunaleascona<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">TikTok museocomunaleascona<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ASCONA (Svizzera) MUSEO COMUNALE D&#8217;ARTE MODERNA DAL 20 SETTEMBRE 2026 AL 10 GENNAIO 2027 &nbsp; DOROTHY BOHM. 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