{"id":167257,"date":"2026-09-22T17:19:36","date_gmt":"2026-09-22T15:19:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=167257"},"modified":"2026-09-22T17:25:28","modified_gmt":"2026-09-22T15:25:28","slug":"mostre-a-venezia-dal-14-novembre-fucina-degli-angeli-e-vetro-artistico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=167257","title":{"rendered":"Mostre a Venezia dal 14 novembre &#8211; Fucina degli Angeli e vetro artistico"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il vetro artistico del Novecento<\/strong><\/p>\n<p>Fucina degli Angeli.<\/p>\n<p>Peggy Guggenheim e il vetro artistico del Novecento<\/p>\n<p>Venezia &#8211; Collezione Peggy Guggenheim<\/p>\n<p>14 novembre 2026 &#8211; 29 marzo 2027<\/p>\n<figure id=\"attachment_167259\" aria-describedby=\"caption-attachment-167259\" style=\"width: 298px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-Guggenheim-novembre-26-01_MaxErnst.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-167259\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-Guggenheim-novembre-26-01_MaxErnst-298x300.jpg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-Guggenheim-novembre-26-01_MaxErnst-298x300.jpg 298w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-Guggenheim-novembre-26-01_MaxErnst-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-Guggenheim-novembre-26-01_MaxErnst.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 298px) 100vw, 298px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-167259\" class=\"wp-caption-text\">Ph. Max Ernst, Re e Regina, 1964. Vetro cristallo con sommersione di vetro verde, modellato a caldo, base in vetro massiccio nero molato e vetro rosso soffiato e modellato a caldo.Losanna, Mudac,Collection de laVille de Lausanne\u00a9MAX ERNST, by SIAE 2026<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_167260\" aria-describedby=\"caption-attachment-167260\" style=\"width: 298px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-Guggenheim-novembre-2603_JeanCocteau.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-167260\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-Guggenheim-novembre-2603_JeanCocteau-298x300.jpg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-Guggenheim-novembre-2603_JeanCocteau-298x300.jpg 298w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-Guggenheim-novembre-2603_JeanCocteau-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1a-Mostra-Guggenheim-novembre-2603_JeanCocteau.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 298px) 100vw, 298px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-167260\" class=\"wp-caption-text\">Jean Cocteau,Caprone (o Lucifero),1962. Vetro ametista soffiato e modellato a caldo, particolari in vetro nero, supporto in metallo.Losanna, Mudac,Collection de la Villede Lausanne\u00a9JEAN CLEMENT EUGENE MAR COCTEAU,by SIAE<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una mostra, che \u00e8 la prova di quanta influenza ebbe il nome di Guggenheim nell&#8217;arte del periodo subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. A partire dalla prima Biennale di Venezia del dopoguerra, dove gli Stati Uniti misero <strong>in mostra tutta la loro potenza di vincitori,<\/strong> anche nel campo culturale per l&#8217;influenza e<strong> gli altissimi finanziamenti che oggi sono ben documentati.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SAVE THE DATE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla Collezione Peggy Guggenheim tornano le sculture della Fucina degli Angeli, straordinaria avventura del vetro artistico del Novecento, di cui Peggy Guggenehim fu \u201cmadrina\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cFui felice quando <strong>Egidio Costantini venne da me e mi chiese di aiutarlo a creare degli oggetti di vetro tratti dai disegni di artisti contemporanei<\/strong>.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dalle prime realizzazioni in vetro del Costantini;\u00a0 liberamente <strong>ispirate alle ceramiche di Georges Braque e Pablo Picasso.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 14 novembre 2026 al 29 marzo 2027<\/strong> la Collezione Peggy Guggenheim presenta<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Fucina degli Angeli<\/strong><\/span>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Peggy Guggenheim e <strong>il vetro artistico del Novecento<\/strong>, una mostra di ampio respiro che rilegge alla luce di un\u2019accurata ricostruzione storica una delle vicende pi\u00f9 visionarie del vetro muranese del secondo dopoguerra, restituendo la ricchezza delle sperimentazioni, delle collaborazioni e delle relazioni che hanno lasciato tout court una traccia nella storia dell\u2019arte del secolo scorso. Curata da Cristina Beltrami, la mostra ripercorre l\u2019avventura creativa della Fucina degli Angeli, nata dall\u2019intuizione di Egidio Costantini alla met\u00e0 degli anni cinquanta. In questa vicenda fu centrale il ruolo di Peggy Guggenheim, che sostenne Costantini nei momenti cruciali e contribu\u00ec all\u2019affermazione internazionale del progetto, non solo acquistando numerosi pezzi per la sua collezione, ma ampliando i contatti di Costantini ai maggiori protagonisti dell\u2019arte del Novecento e indicandogli una strategia espositiva frutto della sua ampia esperienza di gallerista e mecenate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Brindisino di nascita ma veneziano d\u2019elezione, Egidio Costantini (1912\u20132007) vive la fervente stagione muranese degli anni cinquanta,<\/strong> segnata dall\u2019incontro tra artisti di fama internazionale e alcuni tra i pi\u00f9 talentuosi maestri vetrai.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Murano, con la sua straordinaria capacit\u00e0 di coniugare tradizione, innovazione e apertura internazionale,<\/strong> diventa terreno fertile per il dialogo tra artisti e maestri, dando vita a sperimentazioni che spingono il vetro al limite delle sue possibilit\u00e0 tecniche ed espressive.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo l\u2019esperienza del Centro Studio Pittori nell\u2019Arte del Vetro (1953\u201355), nel 1955 Costantini inaugura a Venezia, in campo Santi Filippo e Giacomo, una galleria specializzata in vetro artistico che, su suggerimento di Jean Cocteau, prende il nome di Fucina degli Angeli. Costantini segue ogni fase del processo creativo:<strong> dall\u2019ideazione, spesso elaborata attraverso il disegno degli artisti,<\/strong> alla traduzione in vetro nelle fornaci di Murano, fino alla presentazione al pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contributo di Peggy Guggenheim si concretizza soprattutto a partire dagli anni sessanta, quando ampia il raggio d\u2019azione di Costantini agli artisti della scena internazionale e lo sprona a delineare <strong>una strategia espositiva capace di affermare la Fucina anche oltre i confini italiani.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1964 le opere della Fucina sono <strong>presentate in gallerie di primo piano della scena artistica<\/strong> come la Galleria del Naviglio a Milano (1964\u20131965), la Galleria dell\u2019Obelisco a Roma (1965) per arrivare a conquistare il Museum of Modern Art di New York (1965) con Sculpture in Glass, prima esposizione di scultura in vetro ospitata dal museo statunitense.<strong> \u00c8 in quest\u2019occasione che la rivista \u201cTime\u201d definisce Costantini \u201cun visionario contemporaneo veneziano,<\/strong> dedito a restituire al vetro la magnificenza dei secoli precedenti\u201d (17 settembre 1965), consacrandone la fama oltreoceano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione riunisce oltre cento opere provenienti da importanti istituzioni internazionali, tra cui la Fondation Marguerite Arp di Locarno, l\u2019Historisches Museum di Basilea, l&#8217;Augsburg, Kunstmuseum Walter, il MUDAC di Losanna e il Museum of Fine Arts di Boston, a cui si aggiungono opere del Museo del Vetro di Murano, dell\u2019Archivio Fucina degli Angeli e della Collezione Peggy Guggenheim, oltre che da gallerie e collezioni private.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A partire dalle prime realizzazioni in vetro liberamente ispirate alle ceramiche di Georges Braque e Pablo Picasso<\/strong>, la mostra racconta le collaborazioni tra Egidio Costantini e<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>alcuni protagonisti della scena artistica internazionale, tra cui Oskar Kokoschka, Jean Cocteau, Jean (Hans) Arp, Max Ernst, Dorothea Tanning, Arman, Mark Tobey, Paul Jenkins e Matta.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Particolare rilievo assume la collaborazione con <strong>artisti astratti come Remo Bianco, Giuseppe Capogrossi e Luigi Veronesi, nonch\u00e9 con Lucio Fontana, con il quale Costantini sperimenta<\/strong> le possibilit\u00e0 espressive del vetro nella realizzazione di alcuni Concetti spaziali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le opere in mostra figura Concetto Spaziale \u2013 Construction (1964), donato a Peggy Guggenheim e oggi conservato al Museum of Fine Arts di Boston. Una sezione approfondisce inoltre il rapporto con alcuni protagonisti della scena artistica giapponese attivi a Venezia tra gli anni sessanta e settanta, tra cui Mikuni Omura, Tomio Miki, Katsuhiko Narita e Tadanori Yokoo, mentre l\u2019ultima sala \u00e8 dedicata alle collaborazioni pi\u00f9 tarde con artisti gi\u00e0 noti alla Fucina come James Coignard, Pino Mucchiut, ai quali si aggiunge l\u2019architetto statunitense John C. Portman.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accostando le opere in vetro ai disegni, ai dipinti e alle sculture dei medesimi artisti nonch\u00e9 ai materiali d\u2019archivio, il percorso rivela come a partire dagli anni cinquanta Costantini abbia concretamente contribuito ad affrancare il vetro dal dominio delle arti decorative, proponendolo come un materiale del contemporaneo e aprendo le porte delle fornaci muranesi ai protagonisti del panorama artistico del Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra sar\u00e0 accompagnata da un ricco catalogo illustrato pubblicato da Marsilio Arte, a cura di Cristina Beltrami, con i contributi di Marianna Rossi e Stefano Turina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vetro artistico del Novecento Fucina degli Angeli. 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