{"id":167372,"date":"2026-09-24T19:31:28","date_gmt":"2026-09-24T17:31:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=167372"},"modified":"2026-09-24T19:42:48","modified_gmt":"2026-09-24T17:42:48","slug":"mostre-a-torino-programma-nuove-mostre-al-castello-di-rivoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=167372","title":{"rendered":"Mostre a Torino &#8211; programma nuove mostre al Castello di Rivoli"},"content":{"rendered":"<p>CASTELLO DI RIVOLI | Nuove mostre dal 25.09.2026<\/p>\n<p><strong>Piazza Mafalda di Savoia<\/strong><br \/>\n<strong>10098 Rivoli \u2013 Torino<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_108732\" aria-describedby=\"caption-attachment-108732\" style=\"width: 232px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Mostre-1200-Manica-Lunga-Castello-di-Rivoli-ago-22-2.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-108732\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Mostre-1200-Manica-Lunga-Castello-di-Rivoli-ago-22-2-232x300.gif\" alt=\"\" width=\"232\" height=\"300\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-108732\" class=\"wp-caption-text\">Castello di Rivoli &#8211; Manica Lunga<\/figcaption><\/figure>\n<p>Inserzioni<br \/>\nA cura di Francesco Manacorda<br \/>\nHaris Epaminonda, Sung Tieu, Christelle Oyiri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Edificio Castello, I e II piano<br \/>\nDal 25 settembre 2026<\/p>\n<figure id=\"attachment_167374\" aria-describedby=\"caption-attachment-167374\" style=\"width: 223px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1A-GIUSEPPE-PENONE-Albero-di-11-metri-1969-1989.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-167374\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1A-GIUSEPPE-PENONE-Albero-di-11-metri-1969-1989-223x300.jpg\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1A-GIUSEPPE-PENONE-Albero-di-11-metri-1969-1989-223x300.jpg 223w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1A-GIUSEPPE-PENONE-Albero-di-11-metri-1969-1989.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-167374\" class=\"wp-caption-text\">Giuseppe Penone(Garessio, Cuneo, Italy, 1947)Albero di 11 metri(11meter Tree), 1969\u201389<br \/>legno di abete\/2 elementi \/<br \/>Courtesy Castello di Rivoli Museo<br \/>PH:Sebastiano Pellion di Persan<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giunta alla sua terza edizione, Inserzioni conferma il proprio ruolo di laboratorio permanente del Castello di Rivoli. Pensato per <strong>invitare artisti contemporanei a confrontarsi con l&#8217;architettura incompiuta del Castello e con il percorso della Collezione, i<\/strong>l progetto trasforma periodicamente le sale del Museo in una mostra in costante evoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno spazio liminare, una porta al confine tra due diverse dimensioni; un lungo corridoio che sfocia in un\u2019ampia stanza, memoria di una condizione abitativa marginale e marginalizzante; un ambiente in cui si ripropongono diverse realt\u00e0 monumentali in luoghi, contesti e situazioni le pi\u00f9 disparate, frutto di una esistenza in cui il concetto stesso di citt\u00e0 si \u00e8 scomposto, frammentato e divenuto fluido.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono queste le riflessioni attorno a un tema \u2013 con ogni evidenza al centro del pensiero contemporaneo \u2013 a cui sono indipendentemente e autonomamente arrivate<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Haris Epaminonda, Sung Tieu e Christelle Oyiri, le tre artiste protagoniste della terza edizione di Inserzioni a cura di Francesco Manacorda (dal 25 settembre 2026),<\/strong> il programma di committenze del Castello di Rivoli con cui il Museo invita a realizzare nuove opere in dialogo con gli ambienti del Castello e con la Collezione permanente.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un\u2019epoca in cui sempre di pi\u00f9 i monumenti e gli spazi urbani sono divenuti un luogo contestato di riscrittura della storia \u2013 sull\u2019onda di una dinamica identitaria come anche dai fenomeni migratori e altri agenti di divisione \u2013<strong> il pensiero creativo si confronta cos\u00ec con una delle urgenze che sempre pi\u00f9 si affaccia nelle diverse societ\u00e0: trovare una risposta alla domanda \u201cDove abiti?<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Francesco Manacorda, \u201cle tre artiste \u2013 appartenenti a generazioni e contesti differenti \u2013 chiamate a <strong>sviluppare progetti site-specific in un dialogo diretto con alcune sale del Castello di Rivoli, hanno ognuna elaborato un gesto creativo che risponde a tale interrogativo, sorto in loro spontaneamente senza alcun stimolo dalla committenza<\/strong>. Le tre artiste non si sono mai confrontate tra loro nel processo di sviluppo delle rispettive commissioni, e tuttavia le opere si collocano in uno stesso orizzonte di urgenze che attraversano il presente in maniera diffusa e non lineare: l\u2019abitare, la migrazione, il rapporto tra passato e presente, le forme invisibili ma strutturanti della vita sociale nel mondo globalizzato. Questo orizzonte, in un certo qual senso, \u00e8 stato determinato dal luogo per cui le artiste sono state invitate a lavorare: l\u2019architettura incompiuta del Castello di Rivoli, esso stesso monumento e dimora abitata e pi\u00f9 avanti destinata a guarnigione militare fino al suo recupero in chiave museale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nato per trasformare il museo in un luogo di produzione<\/strong> oltre che di conservazione, Inserzioni muta periodicamente il percorso espositivo attraverso interventi che prendono forma a partire dagli spazi del Castello.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Le nuove opere non occupano semplicemente le sale del Museo, ma instaurano relazioni con la loro storia,<\/strong> con la loro funzione originaria e con le opere della Collezione, modificando il modo in cui questi ambienti vengono attraversati e letti.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Distribuite in diversi punti del percorso espositivo,<\/strong> in discontinuit\u00e0 spaziale tra loro, le nuove opere <strong>instaurano relazioni differenti con gli ambienti che le ospitano e con le opere della Collezione permanente, in una sorta di amplificazione di armonia e risonanza.<\/strong> Ciascuna nasce da un\u2019indagine autonoma e da un rapporto specifico con una sala del Castello; \u00e8 il percorso del visitatore a mettere progressivamente in relazione queste presenze, restituendo un museo che continua a produrre nuove letture del proprio patrimonio e del tempo presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per Haris Epaminonda (Nicosia, Cipro, 1980),<\/strong> la ricerca prende avvio dalla Sala di Bacco e Arianna, originariamente concepita come spazio di passaggio tra gli appartamenti reali. Da qui nasce un collegamento ideale con Casa Mollino, altra architettura costruita come luogo segreto di soglia e di attraversamento. Separate da oltre due secoli, le visioni di Filippo Juvarra e Carlo Mollino vengono accostate dall\u2019artista attraverso una comune attenzione alla dimensione teatrale dello spazio, al mito \u2013 greco da una parte, egizio dall\u2019altra \u2013 e alla costruzione di ambienti nei quali architettura, decorazione e corpo concorrono a generare un\u2019esperienza percettiva. L\u2019intervento immagina un portale tra questi due luoghi, lasciando affiorare corrispondenze inattese tra ci\u00f2 che \u00e8 fisicamente presente e ci\u00f2 a cui la mente allude, facendole diventare sostanza stessa dell\u2019esperienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La commissione di Sung Tieu (H\u1ea3i D\u01b0\u01a1ng, Vietnam, 1987)<\/strong> si inserisce nel percorso di ricerca sviluppato dall\u2019artista per il Padiglione della Germania alla Biennale Arte 2026, dove la mostra Ruin ha trasformato l\u2019architettura che dal 1905 ospita la partecipazione tedesca ai Giardini in una rovina modernista attraverso il rivestimento della facciata con milioni di tessere di mosaico ispirate ai Plattenbauten, gli edifici prefabbricati della Germania Est destinati, tra gli altri, ai cosiddetti \u201clavoratori a contratto\u201d, in larga parte provenienti dal Vietnam.<br \/>\nQuesta ricerca trova una nuova declinazione nella Sala 18 del Castello di Rivoli, alla quale si accede attraverso un corridoio concepito come spazio di transito. Un ambiente rivestito di mosaici introduce il visitatore a un\u2019installazione composta da fotografie, frammenti architettonici provenienti da un edificio demolito e una luce monocromatica ispirata all\u2019illuminazione delle Autobahn tedesche, che altera radicalmente la percezione del colore. Attraverso elementi appartenenti tanto alla memoria personale quanto alla storia urbana, Tieu costruisce un\u2019esperienza in cui l\u2019architettura diventa il luogo in cui si manifestano dinamiche di controllo, marginalizzazione e appartenenza. Lo spazio espositivo non \u00e8 soltanto contenitore dell\u2019opera, ma un dispositivo percettivo che rende visibili le forme, spesso invisibili, attraverso cui la societ\u00e0 contemporanea stabilisce chi pu\u00f2 abitare un luogo, a quali condizioni e secondo quali rapporti di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per l\u2019artista e dj Christelle Oyiri (Valle della Marna, Francia, 1992),<\/strong> il punto di partenza \u00e8 il concetto di monumento, inteso come schermo su cui proiettare immaginari storici e ideologici che possono essere continuamente ridefiniti. Il nuovo progetto nasce da un\u2019indagine che attraversa diversi spazi urbani per riflettere su come la storia sia spesso il risultato di relazioni, possibilit\u00e0 e condizioni mutevoli. Attraverso una pratica che intreccia racconto personale, immagini, video e materiali d\u2019archivio, Oyiri osserva lo spazio della citt\u00e0 di Memphis come luogo nel quale si manifestano identit\u00e0, appartenenze e forme di negoziazione quotidiana. Nel confronto con il Castello di Rivoli, un monumento rimasto incompiuto, oggi trasformato in museo e, proprio per questo, ancora in qualche modo dimora impossibile, queste riflessioni trovano un ulteriore livello di risonanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questa terza edizione, Inserzioni conferma il ruolo del Castello di Rivoli come luogo nel quale la committenza contemporanea diventa parte integrante della vita del museo. Se la Collezione custodisce la storia dell\u2019arte contemporanea, le nuove commissioni ne estendono il racconto, facendo del Castello uno spazio in cui il presente continua a essere costruito attraverso la pratica degli artisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ringrazia il Radical Commissioning Circle per il sostegno a Inserzioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>ARTE POVERA | Capolavori dalla Collezione<\/strong><br \/>\n<strong>Primo e secondo piano, Edificio Castello<\/strong><br \/>\n<strong>Da luglio 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto alle nuove commissioni, il Museo presenta<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un importante riallestimento di opere di Arte povera in Collezione<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Arte povera costituisce una delle identit\u00e0 fondative del Castello di Rivoli, la cui Collezione ospita una serie di importanti lavori dei protagonisti del gruppo<\/strong>, secondo un ampio arco cronologico che, dalle opere storiche, arriva a testimoniare i successivi percorsi intrapresi negli anni dagli artisti. Il nuovo percorso assegna intenzionalmente a ognuno degli artisti uno spazio autonomo, valorizzando capolavori della Collezione, inclusi quelli in comodato da Fondazione Arte CRT. Dopo aver incontrato all\u2019esterno l\u2019installazione permanente di Luciano Fabro, al primo piano sono presentate Sale dedicate a Alighiero Boetti, Piero Gilardi e Michelangelo Pistoletto, con nuovi allestimenti al secondo piano incentrati su Giovanni Anselmo, Pier Paolo Calzolari, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giuseppe Penone, Gilberto Zorio, e, da ottobre 2026, una sala monografica dedicata a Emilio Prini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il riallestimento riafferma il ruolo del Museo come garante della conservazione, dello studio e della piena accessibilit\u00e0 di un patrimonio pubblico che continua a parlare al presente<\/strong>. Nell\u2019ambito dei riallestimenti che valorizzano il ruolo di Torino quale fucina creativa, da ottobre 2026, per la prima volta al Castello di Rivoli una sala sar\u00e0 inoltre dedicata a Carol Rama, tra le pi\u00f9 grandi artiste del Novecento.<br \/>\nScarica il comunicato stampa e le immagini<br \/>\nIL CASTELLO INCANTATO | Il museo come palestra pedagogica<br \/>\nCon la collaborazione curatoriale di<br \/>\nMarcella Beccaria, Francesco Manacorda, Paola Zanini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Terzo piano, Edificio Castello<\/strong><br \/>\n<strong>Da settembre 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Castello Incantato e\u0300 un progetto non solo espositivo, ma anche educativo, <strong>ideato e allestito con non-adulti coinvolti nel processo di avvicinamento all\u2019arte contemporanea.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il progetto individua nei pi\u00f9 giovani i visitatori ideali del museo presente e di quello futuro<\/strong>. Il Castello Incantato si ispira all\u2019idea di agora\u0300, la principale piazza pubblica nelle citta\u0300 dell\u2019antica Grecia, promuovendo l\u2019idea di museo quale luogo di incontro e confronto, palestra pedagogica, esperienziale, inclusiva e scuola di cittadinanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la nuova edizione 2026, Il Castello Incantato <strong>propone un percorso espositivo incentrato su importanti artiste e artisti, le cui opere hanno contribuito in maniera fondamentale alla storia della collezione e delle mostre del Castello di Rivoli.<\/strong> Il progetto presenta lavori di John Baldessari, William Kentridge, Otobong Nkanga e Paola Pivi. Ospiti speciali dell\u2019edizione 2026 sono Peter Friedl con No prey, no pay, grande installazione ispirata ai pirati e alle loro storie dimenticate e Rivane Neuenschwander con dream.lab. Il progetto di Neuenschwander prende spunto dalle creature e dai mostri che abitano i sogni dei bambini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questa nuova versione dell\u2019opera prodotta dal Museo si ispira anche a disegni dei bambini del territorio,<\/strong> che hanno partecipato a laboratori e workshop del Dipartimento Educazione su indicazione dell\u2019artista.<\/p>\n<p><strong>CONTINUO INFINITO PRESENTE | Omaggio a Remo Salvadori<\/strong><br \/>\n<strong>In collaborazione con Archivio Remo Salvadori<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Terzo Piano, Edificio Castello, Sala 35<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contesto di Il Castello Incantato, <strong>una sala e\u0300 dedicata a Remo Salvadori, recentemente scomparso durante la preparazione del progetto. \u201cRicercando la dimensione spirituale nel reale,\u201d<\/strong> dichiara Marcella Beccaria <strong>\u201cRemo Salvadori ha tracciato un percorso di rara profondit\u00e0 etica e coerenza. Gi\u00e0 avviata in stretto dialogo con l\u2019artista e sviluppata poi in collaborazione con il suo Archivio insieme a Sally Benjamin Salvadori,<\/strong> questa sala e\u0300 un omaggio a un grande protagonista la cui visione continuer\u00e0 a risplendere\u201d. Il nuovo allestimento include <strong>La stanza delle tazze, 1985-86, importante lavoro sul colore e le forme ispirato ai principi antroposofici di Rudolf Steiner<\/strong>. Insieme a quest\u2019opera appartenente alla Collezione del Castello e di grande rilevanza nella produzione dell\u2019artista, sono presentati altri due importanti lavori di Salvadori, <strong>Continuo infinito presente, 1985-2007, una serie di cerchi concentrici ciascuno generato dalla torsione senza interruzione di fili di metallo intrecciati tra loro, e L\u2019osservatore non l\u2019oggetto osservato, 1981-2017.<\/strong> Quest\u2019ultimo appartiene a una tipologia di opere anche allestite personalmente da Salvadori in occasione di Ouverture II Sul museo, la seconda grande mostra organizzata nei primi anni di vita del Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Premio Piero Siena 2026 | Stefano Bernardi e Samira Mosca<\/strong><br \/>\n<strong>A cura di Federica Lamedica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Primo Piano, Edificio Castello, Sale 7 e 9<br \/>\nDal 25 settembre<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In collaborazione con la Provincia Autonoma di Bolzano \u2013 Alto Adige, Ripartizione Cultura italiana e Museion \u2013 Museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano, il Castello di Rivoli collabora all\u2019edizione 2026 del <strong>Premio Piero Siena, nell\u2019ambito di un accordo attraverso il quale la Provincia acquisisce e dona ai musei partner opere di artiste e artisti operanti in Alto Adige,<\/strong> dopo un processo di selezione condotto con i musei stessi. Gli artisti vincitori sono Stefano Bernardi (Bolzano, 1970) per il Castello di Rivoli e Samira Mosca (Bolzano, 1995) per il Museion.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca di Stefano Bernardi si sviluppa attorno al suono inteso come fenomeno fisico, esperienza percettiva e strumento di relazione.<strong> Al Castello \u00e8 allestita M\u00e9lissa 4, installazione realizzata a partire dalla registrazione delle vibrazioni emesse da api che attraversano tubi di differenti dimensioni e materiali, canne d\u2019organo e palloni in lattice.<\/strong> Il progetto riflette sul <strong>rapporto tra esseri umani e altre forme di vita,<\/strong> riconoscendo le api non come oggetto di osservazione, ma come presenza attiva nella costruzione dell\u2019opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Attraverso fotografia, ceramica, installazione e performance, Samira Mosca indaga il corpo<\/strong> come spazio attraversato da memorie, desideri, traumi e costruzioni culturali e sociali. La sua ricerca esplora il modo in cui norme, patologie e forme di controllo influenzano la percezione del s\u00e9 e il rapporto con la propria fisicit\u00e0, intesa come luogo in cui si sedimentano esperienze individuali e collettive. <strong>Parte di una serie di opere che l\u2019artista realizza dal 2017, Interspace \u2013 Capitolo III riflette sui disturbi alimentari<\/strong> e su come questi scalfiscano i corpi attraverso l\u2019inganno della mente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo una prima presentazione al pubblico presso il Centro Trevi di Bolzano nell\u2019estate 2026, le opere premiate sono esposte nelle Sale storiche del Castello di Rivoli, la cui Collezione permanente acquisisce l\u2019opera di Bernardi esposta, oltre al lavoro video M\u00e9lissa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le attivita\u0300 del Castello di Rivoli sono realizzate primariamente grazie al contributo della Regione Piemonte. \/ Il CRRI \u00e8 sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo \/La Collezione permanente \u00e8 sostenuta dalla Fondazione Arte CRT<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Piazza Mafalda di Savoia<\/strong><br \/>\n<strong>10098 Rivoli \u2013 Torino<\/strong><br \/>\n<strong>mailing@castellodirivoli.org<\/strong><br \/>\n<strong>Info +39 011 9565222<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CASTELLO DI RIVOLI | Nuove mostre dal 25.09.2026 Piazza Mafalda di Savoia 10098 Rivoli \u2013 Torino Inserzioni A cura di Francesco Manacorda Haris Epaminonda, Sung<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":167376,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[34071],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/167372"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=167372"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/167372\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":167377,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/167372\/revisions\/167377"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/167376"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=167372"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=167372"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=167372"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}