{"id":167598,"date":"2026-09-27T07:39:42","date_gmt":"2026-09-27T05:39:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=167598"},"modified":"2026-09-28T20:03:42","modified_gmt":"2026-09-28T18:03:42","slug":"salute-tumore-al-seno-triplo-negativo-nuova-classe-a-rischio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=167598","title":{"rendered":"Salute &#8211; Tumore al seno triplo negativo &#8211; nuova classe a rischio?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">RICERCA <strong>UNIPD Universit\u00e0 di Padova<\/strong> &#8211; TUMORE AL SENO TRIPLO NEGATIVO &#8211; La rete internazionale GAMBIT ha individuato una nuova classe a rischio di recidiva<\/p>\n<p>TUMORE AL SENO TRIPLO NEGATIVO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rete internazionale GAMBIT ha individuato una<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nuova classe a rischio di recidiva<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pubblicati sulla rivista Nature Communications i risultati dello studio guidato da ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Padova:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>due marcatori accessibili possono essere utilizzati per individualizzare il monitoraggio delle pazienti con tumore al seno triplo negativo<\/strong> dopo i trattamenti e per indirizzare le ricerche future.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il network GAMBIT<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il carcinoma mammario triplo negativo rappresenta il 10-15% circa dei tumori della mammella.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Studiare i sottogruppi pi\u00f9 rari di pazienti richiede volumi di dati che una singola struttura ospedaliera non \u00e8 in grado di garantire. <strong>GAMBIT \u00e8 una rete internazionale di ricerca sul carcinoma mammario triplo negativo, promossa e coordinata dal Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Oncologiche e Gastroenterologiche dell\u2019Universit\u00e0 di Padova,<\/strong> sotto la guida della professoressa Maria Vittoria Dieci, nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 di ricerca del gruppo di Oncologia<strong> diretto dalla professoressa Valentina Guarneri.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca, sostenuta da Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro per quanto <strong>riguarda gli studi della professoressa Diec<\/strong>i, \u00e8 nata proprio per superare questo limite e <strong>creare le basi per nuovi progetti di ricerca.<\/strong> A<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>GAMBIT collaborano 42 istituzioni in Italia, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Svezia, Polonia, Austria, e Giappone<\/strong> e raccoglie dati relativi ad oltre 3.000 pazienti, mettendo in comune evidenze della pratica clinica e competenze multidisciplinari.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla rivista Nature Communications \u00e8 stato pubblicato il primo articolo del network, con come primo autore il dottor Davide Massa del gruppo di ricerca dell\u2019Universit\u00e0 di Padova. Nello studio,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>i ricercatori hanno analizzato retrospettivamente i casi di 2.457 pazienti trattate in 18 centri europei appartenenti alla rete GAMBIT,<\/strong> identificando un sottogruppo di pazienti finora ritenuto guarito, ma che ha dimostrato invece di avere un rischio residuo di recidiva clinicamente rilevante.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel carcinoma mammario triplo negativo <strong>in stadio precoce<\/strong>, l<strong>a terapia viene generalmente iniziata prima dell\u2019intervento chirurgico<\/strong>. Quando al momento dell\u2019operazione non si trova pi\u00f9 malattia invasiva residua n\u00e9 nella mammella n\u00e9 nei linfonodi, si parla di risposta patologica completa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le pazienti che la ottengono hanno tassi di recidiva molto bassi,<\/strong> il che significa che, con <strong>ottima probabilit\u00e0, il tumore non si ripresenter\u00e0 pi\u00f9<\/strong>. Per questa ragione l\u2019ottenimento di una risposta patologica completa \u00e8 a oggi uno dei principali criteri utilizzati nella progettazione di sperimentazioni cliniche in cui si valutano nuove strategie terapeutiche e di monitoraggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una quota minoritaria di queste pazienti pu\u00f2 sviluppare una recidiva anche dopo una risposta completa. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello studio svolto dal gruppo si \u00e8 dunque cercato di capire se, in questa casistica, fosse possibile<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>riconoscere le pazienti a maggiore rischio di recidiva studiando due marcatori:<\/strong> il coinvolgimento dei linfonodi ascellari e la quantit\u00e0 di linfociti infiltranti il tumore.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Combinando queste due informazioni<\/strong> <strong>disponibili alla diagnosi,<\/strong> i ricercatori, guidati dalla <strong>professoressa Maria Vittoria Dieci,<\/strong> hanno identificato <strong>differenze di rischio finora non descritte<\/strong> all\u2019interno del gruppo di pazienti con risposta patologica completa. In particolare, <strong>le pazienti con linfonodi ascellari coinvolti dal tumore e una bassa quantit\u00e0 di linfociti infiltranti presentavano un rischio di recidiva pi\u00f9 alto delle altre pazienti con caratteristiche diverse.<\/strong> In questo sottogruppo,<strong> la sopravvivenza libera da recidiva a distanza a cinque anni \u00e8 infatti risultata pari all\u201983,4%, mentre negli altri superava il 95%<\/strong>.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando questa recidiva si manifestava, poi, la sede preferenziale era una: il sistema nervoso centrale.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa forza di GAMBIT non sta soltanto nei numeri \u2013 dice la professoressa Maria Vittoria Dieci dell\u2019Universit\u00e0 di Padova e Principal Investigator di GAMBIT \u2013 ma nella capacit\u00e0 di far lavorare insieme centri e competenze diverse intorno a domande cliniche concrete. In questo studio abbiamo osservato che la risposta patologica completa, pur rimanendo un risultato fortemente favorevole, non \u00e8 sufficiente a identificare una popolazione completamente uniforme e prognosi favorevole\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Importanza dello studio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I risultati dello studio hanno permesso di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>identificare una popolazione di pazienti nella quale potrebbero essere valutate prospetticamente strategie terapeutiche o di sorveglianza<\/strong> adattate al rischio di recidiva, aprendo strade per ricerche future.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati raccolti hanno inoltre mostrato il valore della rete GAMBIT nel generare, attraverso la collaborazione tra molti centri,<strong> dati sufficientemente solidi per studiare sottogruppi di pazienti altrimenti difficili da analizzare per la scarsa numerosit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul piano pratico, i due parametri utilizzati \u2013 <strong>lo stato dei linfonodi e la quantit\u00e0 di linfociti che infiltrano il tumore \u2013 non richiedono tecnologie avanzate o costose<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il coinvolgimento linfonodale viene infatti definito durante il normale percorso diagnostico, dopo la biopsia e l\u2019intervento chirurgico, mentre la quantit\u00e0 di linfociti infiltranti pu\u00f2 essere valutata sui vetrini istologici della biopsia stessa, senza costi aggiuntivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abQuesto studio dimostra che la ricerca clinica nata dalla collaborazione tra centri pu\u00f2 tradursi in strumenti concreti e gi\u00e0 disponibili nella pratica clinica quotidiana \u2013 sottolinea la professoressa Valentina Guarneri, Ordinario di Oncologia Medica dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova e Direttrice del Dipartimento di Oncologia dell\u2019Istituto Oncologico Veneto \u2013.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo risultato non cambia oggi la cura delle pazienti, ma ci indica con maggiore precisione dove concentrare le ricerche future,<\/strong> lavorando affinch\u00e9 resti sempre al servizio dei pazienti\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che cosa \u201cnon\u201d dice lo studio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio \u00e8 retrospettivo e osservazionale: sono infatti stati analizzati dati clinici gi\u00e0 esistenti \u2013 raccolti in passato \u2013 senza intervenire sul trattamento delle pazienti. I risultati a oggi<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>non dimostrano che un trattamento aggiuntivo, esami pi\u00f9 frequenti o una diversa strategia di sorveglianza possa migliorare gli esiti del gruppo identificato a rischio di recidiva<\/strong>.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Non comportano quindi, al momento, cambiamenti nella gestione clinica,<\/strong> n\u00e9 la necessit\u00e0 di esami aggiuntivi per le pazienti gi\u00e0 trattate.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sviluppi futuri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il passo successivo sar\u00e0 confermare con studi prospettici i dati ottenuti,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>soprattutto nelle popolazioni trattate con i pi\u00f9 recenti regimi comprendenti l\u2019immunoterapia,<\/strong> e quindi utilizzarli per progettare studi clinici pi\u00f9 precisi e mirati, con cui<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>valutare strategie realmente proporzionate al rischio di recidiva<\/strong>, cos\u00ec da somministrare i trattamenti giusti, alle giuste pazienti, nel momento giusto.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RICERCA UNIPD Universit\u00e0 di Padova &#8211; TUMORE AL SENO TRIPLO NEGATIVO &#8211; La rete internazionale GAMBIT ha individuato una nuova classe a rischio di recidiva<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":164664,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[27,7425,26],"tags":[34093],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/167598"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=167598"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/167598\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":167602,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/167598\/revisions\/167602"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/164664"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=167598"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=167598"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=167598"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}