{"id":167839,"date":"2026-10-02T07:26:13","date_gmt":"2026-10-02T05:26:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=167839"},"modified":"2026-10-02T19:27:55","modified_gmt":"2026-10-02T17:27:55","slug":"mostre-a-lecce-parabita-inaugura-10-ottobre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=167839","title":{"rendered":"Mostre a Lecce Parabita &#8211; inaugura 10 ottobre"},"content":{"rendered":"<p>Il Comune di Parabita &#8211; Lecce<br \/>\nnell\u2019ambito del programma Parabita per il contemporaneo<br \/>\npresenta<\/p>\n<p><strong>IPOGEA #03<\/strong><br \/>\n<strong>EX-POSTER<\/strong><br \/>\n<strong>Della morte, dell\u2019amore e di altri racconti<\/strong><br \/>\n<strong>di R\u00e4 di Martino<\/strong><\/p>\n<p>A cura di Davide Giannella<br \/>\nDirezione artistica di Giovanni Lamorgese<\/p>\n<p>Un progetto del Comune di Parabita<br \/>\nDa un\u2019idea del Sindaco Stefano Prete<\/p>\n<figure id=\"attachment_167844\" aria-describedby=\"caption-attachment-167844\" style=\"width: 169px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1A-ex-poster-matrimonio.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-167844\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1A-ex-poster-matrimonio-169x300.png\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1A-ex-poster-matrimonio-169x300.png 169w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1A-ex-poster-matrimonio-576x1024.png 576w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1A-ex-poster-matrimonio.png 672w\" sizes=\"(max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-167844\" class=\"wp-caption-text\">-ex-poster-matrimonio<\/figcaption><\/figure>\n<p>PRESENTAZIONE DELL\u2019OPERA<br \/>\nSabato 10 ottobre 2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Talk di presentazione dell\u2019opera e sua inaugurazione ufficiale, ore 18.00<\/strong><br \/>\n<strong>Via Giovanni Vinci 6 | Parabita, Lecce<\/strong><br \/>\nNelle immediate vicinanze dell\u2019opera<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sabato 10 ottobre 2026 Parabita presenta EX-POSTER. Della morte, dell\u2019amore e di altri racconti, il nuovo intervento di R\u00e4 di Martino, a cura di Davide Giannella e con la direzione artistica di Giovanni Lamorgese, realizzato nell\u2019ambito di Ipogea, progetto che assume il territorio come campo di ricerca e spazio di produzione artistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La giornata di sabato<strong> 10 ottobre, alle ore 18.00, in via Giovanni Vinci 6, nelle immediate vicinanze dell\u2019opera, si terr\u00e0 il talk pubblico<\/strong> dedicato alla genesi e ai temi di EX-POSTER. Della morte, dell\u2019amore e di altri racconti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In concomitanza, <strong>a Palazzo Ferrari, dal 9 al 25 ottobre 2026, viene allestita la mostra<\/strong> che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>racconta il processo progettuale e produttivo dell&#8217;iniziativa,<\/strong> rendendo visibili materiali, scarti di lavorazione, semilavorati e tecniche che hanno portato alla realizzazione dei manufatti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concepita per lo spazio pubblico,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>l\u2019opera intreccia storia, memoria collettiva e immaginario cinematografico,<\/strong> mettendo in relazione luoghi e tempi differenti.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Un video HD installato sulla facciata del Cineteatro Moderno d<\/strong>iventa i<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>punto d\u2019incontro tra archivi, tracce archeologiche e narrazioni possibili,<\/strong> restituendo alla citt\u00e0 un nuovo dispositivo di visione.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca di R\u00e4 di Martino nasce dal dialogo tra due patrimoni di Parabita:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il Museo del Manifesto di Rocco Coronese, con il suo straordinario archivio di locandine cinematografiche,<\/strong> e<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la Grotta delle Veneri, uno dei luoghi pi\u00f9 antichi della memoria del territorio, sito archeologico<\/strong> che conserva testimonianze della presenza umana risalenti al<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Paleolitico.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A connettere queste due dimensioni \u00e8<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il cinema, inteso come macchina narrativa capace di attraversare epoche,<\/strong> tradurre le memorie e proiettare nuovi mondi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le locandine conservate nell\u2019archivio vengono reinterpretate dall\u2019artista e poste in relazione con<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>immagini entrate nella storia del cinema e con <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>manifesti creati per film mai realizzati<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Prende forma cos\u00ec un archivio immaginario<\/strong>: una possibile filmografia di Parabita nella quale documenti, reminiscenze e invenzioni convivono, rendendo mobile il <strong>confine tra memoria e finzione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le storie evocate dall\u2019opera emerge quella dei due scheletri rinvenuti nella Grotta delle Veneri, conosciuti come gli \u201camanti\u201d o gli \u201cinnamorati\u201d per la posizione assunta nella sepoltura. L\u2019interpretazione sentimentale di questa presenza non costituisce un dato scientificamente accertato, ma appartiene alla forza generativa del racconto: una traccia reale diventa l\u2019origine di una storia capace di attraversare il tempo e di accendere l\u2019immaginazione di generazioni diverse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questa forte suggestione, EX-POSTER. Della morte, dell\u2019amore e di altri racconti costruisce un racconto che unisce il Paleolitico, la storia delle sale cinematografiche e la proiezione di futuri possibili. <strong>La scoperta archeologica e la costruzione fantastica, la memoria personale e quella condivisa<\/strong>, compongono una sequenza aperta, affidata allo sguardo di chi attraversa lo spazio urbano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La collocazione dell\u2019opera \u00e8 parte essenziale del progetto.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il video occupa infatti la nicchia della facciata del Cineteatro Moderno un tempo destinata alle locandine.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Chiuso da diversi anni e oggi interessato da <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un intervento di restauro<\/strong> che <strong>lo trasformer\u00e0 in un centro culturale polifunzionale<\/strong>, il Cineteatro torna cos\u00ec ad accogliere immagini e racconti. Il luogo conserva la memoria della propria funzione e la rinnova attraverso un\u2019opera contemporanea, accessibile alla comunit\u00e0 e pienamente inserita nella vita della citt\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il video, le locandine, l\u2019archivio e le storie legate alla Grotta delle Veneri confluiscono in un unico dispositivo narrativo. Lo spazio pubblico diventa il luogo nel quale Parabita pu\u00f2 tornare a raccontarsi, generando nuove immagini a partire dalle proprie tracce, dai propri patrimoni e dalla capacit\u00e0 di immaginare ci\u00f2 che ancora non esiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intervento interpreta la prospettiva di Ipogea, attivando una circolazione tra memorie, luoghi e immaginari e contribuendo a restituire allo spazio urbano una funzione culturale e collettiva. Il territorio si presenta cos\u00ec come un archivio vivo: una materia da osservare, interrogare e trasformare continuamente attraverso l\u2019arte.<\/p>\n<p>In contemporanea alle attivit\u00e0 di Parabita per il contemporaneo, prende vita anche BEYOND THE WALL. Indizi dell&#8217;ordinario, progetto a cura di Porzia Bergamasco e Ilaria Bona, su invito del Sindaco Stefano Prete, che esplora il ruolo del design nella costruzione della citt\u00e0 contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo appuntamento del progetto coinvolge Andrea Mancuso, Giacomo Moor e Studio Gisto, chiamati a interpretare gli spazi quotidiani di Parabita attraverso tre interventi permanenti, progettati in dialogo con sei artigiani del territorio: i fabbri Antonio Giaffreda, Antonio e Fedele Marra, l&#8217;ebanista Carlo Nicoletti, l&#8217;artigiano del marmo e della pietra Giuseppe Cal\u00f2 e l&#8217;azienda di luminarie Parisi 1876. Il risultato \u00e8 un insieme di arredi urbani pensati per entrare nella vita della citt\u00e0 e trasformare luoghi di attraversamento in spazi di sosta, incontro e relazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tre interventi \u2013 tre tavoli e sette sedute in pietra, un sistema di tavoli e sedute in alluminio per interni ed esterni, completato da una panchina in alluminio e legno, e una luminaria permanente in ferro \u2013 sono collocati nel Parco comunale Aldo Moro e nel centro storico. La loro installazione viene svelata il 9 ottobre 2026 alle ore 18.30 attraverso una passeggiata pubblica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un progetto del Comune di Parabita Progetto grafico di Walter Santomauro<br \/>\nPartner di comunicazione PCM Studio di Paola C. Manfredi<br \/>\nA cura di Davide Giannella<br \/>\nCon la direzione artistica di Giovanni Lamorgese<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parabita per il contemporaneo<br \/>\nParabita per il contemporaneo \u00e8 il programma promosso dal Comune di Parabita, nato nel 2024 da un\u2019idea del Sindaco Stefano Prete e sotto la direzione artistica di Giovanni Lamorgese, con l\u2019obiettivo di restituire centralit\u00e0 culturale, simbolica e civile al territorio attraverso il linguaggio dell\u2019arte contemporanea. Il progetto interpreta l\u2019arte pubblica come strumento di conoscenza, partecipazione e valorizzazione del patrimonio, mettendo in relazione artisti, comunit\u00e0 e luoghi della citt\u00e0 e trasformando le stratificazioni storiche e culturali di Parabita in occasioni di confronto sul presente.<br \/>\nIl programma ha preso avvio con Votiva, che, attraverso la riattivazione delle storiche edicole votive, ha dato vita a una collezione permanente e diffusa, coinvolgendo alcuni dei nomi pi\u00f9 rilevanti della scena artistica italiana e internazionale: Francesco Arena, Chiara Camoni, Ludovica Carbotta, Claire Fontaine, Gianni Dess\u00ec, ektor garcia, Helena Hladilov\u00e1, Felice Levini, Claudia Losi, K.R.M. Mooney, Liliana Moro, Adrian Paci, Mimmo Paladino, Luigi Presicce, Michelangelo Pistoletto e Namsal Siedlecki.<br \/>\nDal 2025 Votiva si affianca a Ipogea, il percorso dedicato al patrimonio sotterraneo di Parabita, agli antichi frantoi ipogei, alle cavit\u00e0 e alle architetture scavate nella pietra. Il progetto si \u00e8 aperto con La Grotta di Francesco Arena e si \u00e8 ampliato nel 2026 con L\u2019uomo che cammina all\u2019indietro di Rossella Biscotti.<br \/>\nCon Votiva e Ipogea, Parabita per il contemporaneo costruisce un percorso permanente di arte pubblica che attraversa la citt\u00e0, mettendo in relazione ci\u00f2 che \u00e8 visibile con ci\u00f2 che \u00e8 nascosto, la superficie con il sottosuolo, il patrimonio materiale e immateriale con la contemporaneit\u00e0. Una progettualit\u00e0 in continua evoluzione, destinata a crescere nel tempo attraverso nuovi interventi artistici e nuove occasioni di incontro tra arte, territorio e comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Biografia dell\u2019artista | R\u00e4 di Martino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R\u00e4 di Martino (Roma, 1975) vive e lavora a Roma. Ha studiato al Chelsea College of Arts e alla Slade School of Art di Londra, prima di trasferirsi a New York, dove ha vissuto dal 2005 al 2010. La sua ricerca attraversa fotografia, video, cinema e installazione, concentrandosi sul rapporto tra immaginario, memoria e narrazione e sulle discrepanze tra le grandi costruzioni del racconto e l&#8217;esperienza individuale. Il suo lavoro mette spesso in discussione il confine tra realt\u00e0 e finzione, intervenendo su immagini, archivi e forme della cultura popolare per riattivarne significati e possibilit\u00e0 narrative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue opere sono state presentate in istituzioni internazionali tra cui Tate Modern, MoMA PS1, MCA Chicago, Palazzo Grassi, Museion, Magasin e Artists Space, e in manifestazioni quali Manifesta, Biennale di Busan e Transmediale. Nel 2014 ha presentato alla Mostra del Cinema di Venezia The Show MAS Go On, ottenendo il Premio Gillo Pontecorvo e il Premio SIAE. Nel 2018 il suo primo lungometraggio, Controfigura, \u00e8 stato presentato alla Mostra di Venezia. Tra i progetti pi\u00f9 recenti figurano Play It Again al Forte Belvedere di Firenze e Kant Can&#8217;t alla Fondazione Giuliani di Roma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Comune di Parabita &#8211; Lecce nell\u2019ambito del programma Parabita per il contemporaneo presenta IPOGEA #03 EX-POSTER Della morte, dell\u2019amore e di altri racconti di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":167843,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,9411,2730,15896],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/167839"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=167839"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/167839\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":167845,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/167839\/revisions\/167845"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/167843"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=167839"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=167839"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=167839"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}