{"id":167939,"date":"2026-10-05T17:34:36","date_gmt":"2026-10-05T15:34:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=167939"},"modified":"2026-10-05T17:34:57","modified_gmt":"2026-10-05T15:34:57","slug":"mostre-ed-eventi-a-milano-ica-appuntamenti-cinema-e-performance","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=167939","title":{"rendered":"Mostre ed eventi a Milano &#8211; ICA &#8211; appuntamenti cinema e performance"},"content":{"rendered":"<p>Appuntamenti tra arti visive &#8211;\u00a0 editoria &#8211; cinema &#8211; musica e performance.<\/p>\n<p>Fondazione ICA Milano prosegue con la programmazione culturale dell&#8217;autunno 2026<\/p>\n<figure id=\"attachment_167945\" aria-describedby=\"caption-attachment-167945\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Francesco-Bertocco-O-homem-no-pelourihno-video-4k-colore-23-min-2026.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-167945\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Francesco-Bertocco-O-homem-no-pelourihno-video-4k-colore-23-min-2026-300x158.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Francesco-Bertocco-O-homem-no-pelourihno-video-4k-colore-23-min-2026-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Francesco-Bertocco-O-homem-no-pelourihno-video-4k-colore-23-min-2026-569x300.jpg 569w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Francesco-Bertocco-O-homem-no-pelourihno-video-4k-colore-23-min-2026.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-167945\" class=\"wp-caption-text\">-Francesco-Bertocco-O-homem-no-pelourihno-video-4k-colore-23-min-2026.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dall&#8217;8 ottobre 2026 &#8211; Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In attesa delle mostre di fine ottobre<\/strong><br \/>\nFondazione ICA Milano prosegue con un programma di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">appuntamenti tra arti visive, editoria, cinema, musica e performance.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per oltre un mese gli spazi della Fondazione diventano fucina culturale di dialoghi, conversazioni e immaginari attraverso installazioni, presentazioni editoriali, proiezioni, lecture performance, concerti e incontri pubblici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8 ottobre 2026 | 19.30 &#8211; 21.30<\/strong><br \/>\nDanza gentile sull\u2019orlo di una tempesta | <strong>Concerto disegnato<\/strong> a cura di Arianna Pasini e Arianna Zama<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9 ottobre 2026 | 19.00 &#8211; 21.30<\/strong><br \/>\nHigh Tide | <strong>Performance<\/strong> di Emma Dotti, Chiara Sibilla, Sabrina Zanolini | A cura di Cloe Piccoli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>15 ottobre 2026 | 18.30 &#8211; 21.00<\/strong><br \/>\nPresentazione di Breaking the Circuit of Control. On the Traces of Franco Basaglia in Brazil<br \/>\ndi Francesco Bertocco, con la curatrice Gabi Scardi e in dialogo con Giovanna Silva e Luca Mosso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;8 ottobre, il programma prosegue con la presentazione del nuovo album di Arianna Pasini<\/strong> con il live painting di Arianna Zama,<strong> il 9 ottobre una serata dedicata alle performance a cura di Cloe Piccoli,<\/strong> docente dell\u2019Accademia di Brera con interventi di tre ex studentesse e <strong>il 15 ottobre, una giornata dedicata alla recente ricerca filmica ed editoriale di Francesco Bertocco<\/strong> sul lavoro di Franco Basaglia in Brasile, arricchita da una tavola rotonda con la curatrice Gabi Scardi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_167944\" aria-describedby=\"caption-attachment-167944\" style=\"width: 237px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Arianna-Zama-La-storia-dei-cinesi-convertiti-dagli-sputi-Foto-di-Lorenzo-Pasini.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-167944\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Arianna-Zama-La-storia-dei-cinesi-convertiti-dagli-sputi-Foto-di-Lorenzo-Pasini-237x300.jpg\" alt=\"\" width=\"237\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Arianna-Zama-La-storia-dei-cinesi-convertiti-dagli-sputi-Foto-di-Lorenzo-Pasini-237x300.jpg 237w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Arianna-Zama-La-storia-dei-cinesi-convertiti-dagli-sputi-Foto-di-Lorenzo-Pasini.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 237px) 100vw, 237px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-167944\" class=\"wp-caption-text\">Arianna-Zama-La-storia-dei-cinesi-convertiti-dagli-sputi-Foto-di-Lorenzo-Pasini<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Danza gentile sull\u2019orlo di una tempesta<br \/>\nConcerto disegnato a cura di Arianna Pasini e Arianna Zama<br \/>\n8 ottobre 2026 | 19.30 &#8211; 21.30<br \/>\nLa programmazione prosegue<strong> l\u20198 ottobre con la presentazione di Danza gentile sull\u2019orlo di una tempesta,<\/strong> secondo album di Arianna Pasini. Il concerto, eseguito con una formazione speciale completa di archi, sar\u00e0 accompagnato dal live painting di Arianna Zama, autrice dell\u2019immagine di copertina del disco, mentre il produttore dell\u2019album Marco Giudici incider\u00e0 in presa diretta la performance, trasformando l\u2019evento in un momento di produzione condivisa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">High Tide<br \/>\n<strong>Performance<\/strong> di Emma Dotti, Chiara Sibilla, Sabrina Zanolini<br \/>\nA cura di Cloe Piccoli<br \/>\n<strong>9 ottobre 2026 | 19.00 &#8211; 21.30<\/strong><br \/>\nIl 9 ottobre \u00e8 in programma High Tide, una serata dedicata alle performance di Emma Dotti, Chiara Sibilla e Sabrina Zanolini a cura della critica e curatrice Cloe Piccoli. High Tide riflette sull\u2019idea di trasformazione, adattamento, resistenza e resilienza del genere umano sottoposto a sollecitazioni, tensioni e sfide per la sopravvivenza della fine dell\u2019era dell\u2019antropocene. Le tre artiste, che hanno studiato all\u2019Accademia di Belle Arti di Brera, indagano le criticit\u00e0 dell\u2019anatomia umana attraverso le loro pratiche performative. Una prospettiva scientifica apre il discorso, mettendo in questione la pretesa di imporsi sul mondo in posizione eretta. In sottofondo, un combattimento assordante evidenzia i rischi di una locomozione fin troppo efficiente. Nella penombra, una trasformazione del corpo si traduce in un goffo tentativo di ribellione, che cerca invano di interferire con il processo evolutivo. Muovendosi attraverso una dinamica di causa-effetto, si costruisce una struttura in cui emergono forme di resistenza, instabilit\u00e0 e inadeguatezza. I lavori ideati per Fondazione ICA Milano instaurano una relazione importante con il luogo in senso fisico e metaforico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presentazione di Breaking the Circuit of Control. On the Traces of Franco Basaglia in Brazil di Francesco Bertocco, con la curatrice Gabi Scardi e in dialogo con Giovanna Silva e Luca Mosso<br \/>\n<strong>15 ottobre 2026 | 18.30 &#8211; 21.00<\/strong><br \/>\nIl 15 ottobre l\u2019artista Francesco Bertocco presenta la sua <strong>recente ricerca sul lavoro di Franco Basaglia in Brasile<\/strong> attraverso il volume Breaking the Circuit of Control. On the Traces of Franco Basaglia in Brazil, pubblicato da Humboldt Books, con la curatrice Gabi Scardi. A seguire la proiezione del film O Homem no Pelourinho e una tavola rotonda con Giovanna Silva e Luca Mosso. Il progetto \u00e8 realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura nell\u2019ambito del programma Italian Council (13 edizione, 2024), finalizzato alla promozione internazionale dell\u2019arte contemporanea italiana.<br \/>\nFondazione ICA Milano ringrazia Banca Intesa Sanpaolo, sponsor ufficiale della Fondazione, Valsoia ed Enel per il supporto alla programmazione e alle attivit\u00e0 di ICA Milano.<\/p>\n<h3><strong>LE MOSTRE<\/strong><\/h3>\n<h3>WHEN THERE IS NO MORE MUSIC TO WRITE<br \/>\n\u00c9ric Baudelaire<br \/>\n26 ottobre &#8211; 19 dicembre 2026<br \/>\nA cura di Chiara Nuzzi e Alberto Salvadori<\/h3>\n<p>L\u2019Addio<br \/>\nLeonardo Devito<br \/>\n\u00c9ric Baudelaire<br \/>\n26 ottobre &#8211; 19 dicembre 2026<br \/>\nA cura di Chiara Nuzzi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI<br \/>\n8 ottobre 2026 | Piano terra | 19.30 &#8211; 21.30<br \/>\nDanza gentile sull\u2019orlo di una tempesta<br \/>\nConcerto disegnato a cura di Arianna Pasini e Arianna Zama<\/p>\n<p>9 ottobre 2026 | 19.00 &#8211; 21.30<br \/>\nHigh Tide<br \/>\nPerformance di Emma Dotti, Chiara Sibilla, Sabrina Zanolini<br \/>\nA cura di Cloe Piccoli<\/p>\n<p>15 ottobre 2026 | 18.30 &#8211; 21.00<br \/>\nFrancesco Bertocco<br \/>\nPresentazione del volume Breaking the Circuit of Control. On the Traces of Franco Basaglia in Brazil, proiezione del film O Homem no Pelourinho e tavola rotonda con Gabi Scardi, Giovanna Silva e Luca Mosso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione ICA Milano | Istituto Contemporaneo per le Arti<br \/>\nVia Orobia 26, 20139 Milano<br \/>\nOrari: gioved\u00ec 14-18; venerd\u00ec e sabato 12-19<br \/>\nIngresso libero<br \/>\noffice@icamilano.it | www.icamilano.it<\/p>\n<p>PARTICLE<br \/>\nPer scoprire le nuove mostre di Fondazione ICA Milano \u00e8 a disposizione l&#8217;app Particle grazie alla quale \u00e8 possibile accedere a contenuti esclusivi e approfondimenti inediti. Disponibile in italiano e inglese, l&#8217;esperienza digitale offre un viaggio coinvolgente attraverso le opere, i temi e le figure chiave di ogni mostra, con interviste, dietro le quinte e molto altro.<br \/>\nhttps:\/\/www.particle.art\/x\/Fondazione-ICA-Milano\/Digital-Level<\/p>\n<p>CENNI BIOGRAFICI<br \/>\nMichela Alessandrini<br \/>\nMichela Alessandrini, PhD (Tivoli, 1987) \u00e8 una curatrice, scrittrice e ricercatrice italiana con sede a Parigi. La sua ricerca si concentra sulla storia delle esposizioni e sulle pratiche curatoriali e allestitive, all&#8217;intersezione tra arte, design, architettura e storytelling.<br \/>\nDal 2020, \u00e8 curatrice presso la Fondation Cartier pour l&#8217;art contemporain, in particolare per i programmi strategici e i progetti internazionali, come la partnership culturale con Triennale Milano &#8211; dove ha curato e co-curato diversi progetti \u2013 il pi\u00f9 recente dei quali \u00e8 la mostra monografica &#8220;Andrea Branzi by Toyo Ito&#8221;.<br \/>\nIn precedenza, \u00e8 stata consulente per la ricerca sulla collezione del Mathaf: Arab Museum of Modern Art a Doha, in Qatar. Nel 2020, ha conseguito un dottorato di ricerca presso l&#8217;Universit\u00e9 Bordeaux Montaigne con una tesi sugli archivi curatoriali personali e istituzionali; nel 2011, ha conseguito un Master in Storia dell&#8217;Arte Contemporanea presso l&#8217;Universit\u00e0 Sapienza di Roma e l&#8217;Universit\u00e0 di Parigi I Panth\u00e9on-Sorbonne; e ha partecipato al Programma Curatoriale Internazionale \u00c9cole du Magasin a Grenoble.<br \/>\nCome ricercatrice, \u00e8 stata invitata dal MACBA di Barcellona, dall\u2019Appartement 22 a Rabat e dal Van Abbemuseum di Eindhoven. Dal 2014, \u00e8 curatrice freelance in Svizzera, Francia, Belgio, Europa dell&#8217;Est e MENA. \u00c8 la fondatrice della piattaforma editoriale e di ricerca &#8220;Curatorial Archives in Curatorial Practices&#8221; (www.curatorialpractices.com) e autrice di numerose pubblicazioni sull&#8217;argomento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c9ric Baudelaire<br \/>\n\u00c9ric Baudelaire \u00e8 un artista e regista che vive a Parigi, in Francia. Dopo aver iniziato la carriera come ricercatore in scienze politiche, si \u00e8 dedicato alle arti visive e al cinema, sviluppando una pratica ibrida che fonde documentario, finzione, ricerca e formati espositivi.<br \/>\nIl suo lavoro indaga una realt\u00e0 plasmata dai sistemi di rappresentazione che strutturano le societ\u00e0 contemporanee: costrutti politici, giudiziari, economici e informativi.<br \/>\nI suoi lungometraggi vengono proiettati nei festival e presentati in mostre, dove sono inseriti all\u2019interno di installazioni pi\u00f9 ampie che includono altre opere, documenti d\u2019archivio e ricchi programmi di accompagnamento. Attualmente partecipa alla 61\u00aa Esposizione Internazionale d\u2019Arte \u2013 La Biennale di Venezia (2026). Negli ultimi anni, le sue opere sono state esposte al Centre Pompidou, al MMK di Francoforte, alla Kunsthalle di San Gallo, al Museo Reina Sofia, alla Bergen Kunsthall, al Kunstinstituut Melly (ex Witte de With), al B\u00e9tonsalon, al Fridericianum, al Beirut Art Center, al Gasworks, nonch\u00e9 alla Biennale del Whitney, alla Biennale di Sharjah, alla Triennale di Yokohama, al Mediacity di Seul e alla Biennale di Taipei. \u00c8 stato insignito del Premio Marcel Duchamp 2019 e ha recentemente pubblicato una monografia intitolata Make, Do, With con Paraguay Press.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Bertocco<br \/>\nFrancesco Bertocco (1983) \u00e8 un artista e docente. La sua ricerca si sviluppa attraverso il video, la fotografia e l&#8217;installazione, indagando la politica della cura e le relazioni tra medicina, psichiatria e pratiche terapeutiche, per esplorare come le istituzioni e i loro dispositivi modellino il rapporto tra individuo, memoria e potere.<br \/>\nNel 2009 consegue una laurea triennale in Lettere Moderne all&#8217;Universit\u00e0 Statale di Milano. Nel 2011 si laurea in Cinema e Video all&#8217;Accademia di Belle Arti di Brera. Il suo lavoro \u00e8 stato presentato in diverse istituzioni come PAC, Milano; MAMbo, Bologna; Mart, Rovereto; Museo del Novecento, Milano; Viafarini DOCVA, Milano; Villa Romana, Firenze; MA*GA, Gallarate; OCAT, Shanghai; Fondazione Merz, Torino; la rada \u2013 spazio per l&#8217;arte contemporanea, Locarno; Museo de Arte Contempor\u00e1neo, Santiago del Cile; Galerija Fotografija, Ljubljana; Istituto Italiano di Cultura, Zurigo; MAN, Nuoro; GGM \u2013 Gda\u0144sk City Gallery, Danzica; Kunsthalle Winterthur; Fondazione Adolfo Pini, Milano; MAC, San Paolo (Brasile). Ha partecipato inoltre a diversi festival e manifestazioni internazionali come Lo Schermo dell&#8217;Arte; Visions du R\u00e9el \u2013 International Documentary Festival, Nyon; Stuttgarter Filmwinter \u2013 Festival for Expanded Media, Stoccarda; 13\u00aa Bienal de Artes Mediales, Museo Nacional de Bellas Artes, Santiago del Cile; Bienal Internacional de Arte SIART, La Paz.<br \/>\nNel 2019 e nel 2024 \u00e8 tra i vincitori di Italian Council (VII e XIII edizione), promosso dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del MiC. Nel 2020 \u00e8 tra i vincitori di Cantica21, promosso da MAECI e MiC, e del premio NCTM &#8220;Essenziale&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fabio Cherstich<br \/>\nFabio Cherstich (1984) \u00e8 regista e scenografo per il teatro e l\u2019opera. La sua pratica indaga il rapporto tra arti visive, performance e cultura contemporanea, sviluppando un linguaggio caratterizzato da un forte rigore formale e da un approccio multidisciplinare che intreccia teatro, opera, arti visive e pratiche espositive.<br \/>\nHa firmato regie e scenografie per importanti istituzioni internazionali, tra cui il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro dell\u2019Opera di Roma, l\u2019Op\u00e9ra d\u2019Avignon, l\u2019Op\u00e9ra de Marseille, il Th\u00e9\u00e2tre Maillon di Strasburgo, il Teatro Argentina di Roma e i Teatri di Reggio Emilia. I suoi lavori sono stati presentati in festival internazionali quali il Festival d\u2019Avignon, il Napoli Teatro Festival, Premi\u00e8res Strasbourg, STUK Arts Centre di Lovanio e la Biennale Teatro di Venezia.<br \/>\n\u00c8 ideatore e direttore artistico di Operacamion, il progetto itinerante dedicato alla diffusione dell\u2019opera lirica, definito dal New York Times \u00abun progetto unico, capace di riportare l\u2019opera alle proprie origini\u00bb. Operacamion<br \/>\n\u00e8 inoltre oggetto di un Case for Culture presso la Harvard University, dove viene studiato come modello innovativo di accesso alla cultura e di diffusione dell\u2019opera nello spazio pubblico. Parallelamente all\u2019attivit\u00e0 teatrale, realizza progetti performativi per i settori della moda, del lusso e del design collaborando con Saint Laurent, Miu Miu, Herm\u00e8s, Cassina, Gufram, Memphis Milano, Fay, Off-White e Acne Studios. La sua ricerca si concentra sulle comunit\u00e0 artistiche dell\u2019East Village di New York tra gli anni Ottanta e Novanta. Dal 2019 cura L\u2019estate di Larry Stanton \u2013 NYC, progetto di ricerca ed esposizione dedicato alla riscoperta dell\u2019opera e del contesto culturale dell\u2019artista americano Larry Stanton.<\/p>\n<p>Leonardo Devito<br \/>\nLeonardo Devito (nato nel 1997 a Firenze) vive e lavora a Torino. Ha studiato all\u2019Accademia di Belle Arti di Firenze, all\u2019Akademie der Bildenden K\u00fcnste di Vienna e ha conseguito il Master in Belle Arti presso l\u2019Accademia Albertina di Torino.<br \/>\nTra le sue recenti mostre personali figurano Scary Monsters, Hauder &amp; Wirth, Parigi; Candide (con Domenico Gnoli), Drawing Week Milano, Ciaccia Levi, Milano, 2024; Teatrino, Ciaccia Levi, Parigi, 2024 e una presentazione personale alla LISTE di Basilea con la galleria Ciaccia Levi nel giugno 2025. Tra le mostre collettive: Last Night I Dreamt of Manderley, Alison Jacques, Londra, 2025 e X Collection 202: Portrait of a Man, X Museum, Pechino, 2024.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allison Grimaldi Donahue<br \/>\nAllison Grimaldi Donahue lavora con il testo e la performance, esplorando i modi in cui il linguaggio e il testo possono muoversi tra l\u2019esperienza individuale e quella collettiva. Ricorre spesso a metodi di scrittura partecipativa per creare comunit\u00e0 improvvisate di scrittori e traduttori, indagando i modi in cui il linguaggio \u00e8 utile e inutile, significativo e ricettacolo. \u00c8 autrice di Body to Mineral (Publication Studio Vancouver 2016) e On Endings (Delere Press 2019) e traduttrice di Blown Away di vito m. bonito (Fomite 2021) e Self-portrait di Carla Lonzi (Divided 2021). Di recente ha presentato il suo lavoro presso Short Theatre, Almanac di Torino, MACRO, MAMbo, la Fondazione Giuliani, la Kunsthalle di Berna, l\u2019Hangar Biccoca e Flip di Napoli. Attualmente sta lavorando a un progetto presso la Sonnenstube di Lugano incentrato sull\u2019opera della scrittrice Alice Ceresa. \u00c8 stata borsista 2021\/22 alla Sommerakademie Paul Klee di Berna. Vive a Bologna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emma Dotti<br \/>\nEmma Dotti (Parma, 2000). Artista visiva con base instabile a Milano, ha concluso il master in Scultura presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Brera, studiando prima per un anno all\u2019Accademia di Belle Arti di Karlsruhe. Il suo lavoro, influenzato dal circo e dal teatro, esplora le intersezioni tra comunit\u00e0, spazi e corpi muovendosi tra installazione, scultura, video e performance. Ha esposto in spazi istituzionali e non, tra cui Museo Novecento (Let&#8217;s share a few dirty habits (oh)), Fondazione Clerici (La Parabola del Calabrone, 2025), Fabbrica del Vapore (Parthenogenesis, Milano, 2023), Centre d\u2019Art Contemporaines 3 bisf (Un jeu de cles, Aixen Provence, 2023), Fondazione Ica (Shame is a revolutionary Feeling, Milano, 2024), Luis Leu Gallery (Febreeze, unadorned, Karlsruhe, 2024), Orgelfabrik (Skinless Symphony, Karlsruhe, 2025). \u00c8 membro della redazione di fuori registro, una rivista di arte, studi femministi e teorie pedagogiche ed \u00e8 tra le co-fondatrici di Paltacr\u00e9a Aps, associazione culturale che si occupa di residenze artistiche multidisciplinari in aree interne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elisa Giardina Papa<br \/>\nLa pratica artistica di Elisa Giardina Papa esplora storie dimenticate e nascoste, luoghi periferici e miti della femminilit\u00e0. Le sue opere indagano meticolosamente archivi storici e sociali per poi rielaborare i materiali trovati in installazioni video e film sperimentali che mettono in discussione le letture date sulla storia, i confini e i costrutti socioculturali come il genere e la sessualit\u00e0.<br \/>\nLe sue opere sono state esposte alla 59\u00aa Biennale di Venezia (The Milk of Dreams), al Museum of Modern Art (MoMA&#8217;s Modern Mondays), al Whitney Museum (Sunrise\/Sunset Commission), al Martin-Gropius-Bau, all&#8217;ICA London, alla Secession di Vienna, all&#8217;HKW (Haus Der Kulturen Der Welt) di Berlino, alla 6\u00aa Bienal de la Imagen en Movimiento di Buenos Aires, alla Seoul Mediacity Biennale 2018, tra molti altri.<br \/>\nGiardina Papa ha conseguito un Master of Fine Arts presso la Rhode Island School of Design e un dottorato in Film, Media and Gender Studies presso la University of California, Berkeley. Attualmente insegna alla Brown University negli Stati Uniti. Vive e lavora tra New York e Sant&#8217;Ignazio in Sicilia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arianna Pasini<br \/>\nArianna Pasini (Lugo, 1993) \u00e8 una musicista e cantautrice.<br \/>\nTra i nonni collezionisti e lo zio batterista degli Skiantos, Arianna cresce circondata da arte e musica. Si laurea in Conservazione dei Beni Culturali e consegue la magistrale in Arti Visive presso l\u2019Universit\u00e0 di Bologna. Dal 2021 lavora principalmente come musicista polistrumentista in studio e live comparendo in diverse formazioni tra le quali Generic Animal, Maria Antonietta e Colombre, Any Other e Soviet Soviet, con cui ha suonato su palchi italiani e internazionali. Nel marzo 2024 pubblica Verso una Casa, il suo primo album solista, ben accolto dalla critica ed inserito da Rockit.it tra i 50 dischi pi\u00f9 belli del 2024. Nel marzo 2025 pubblica il<br \/>\nsingolo Lontano, seguito il mese successivo da una versione valzer eseguita dal vivo al Teatro Galli di Rimini con strumenti Wandr\u00e8, artigiano visionario di Reggio Emilia attivo negli anni \u201960. Nel giugno 2026 pubblica il suo secondo album Danza gentile sull\u2019orlo di una tempesta via Factory Flaws e con il contributo di Nuovo Imaie. Si \u00e8 esibita in festival e locali di pregio tra cui MI AMI Festival, Covo Club di Bologna, Arci Bellezza di Milano, Diluvio Festival di Brescia, Hana-Bi di Ravenna, Triennale di Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lucia Pescador<br \/>\nLucia Pescador (Voghera, 9 febbraio 1943) si \u00e8 diplomata in Decorazione con Giovanni Usellini all\u2019Accademia di Brera, iniziando la propria carriera artistica negli anni Sessanta. Ipotesi astronomiche, Ipotesi d\u2019identit\u00e0, Lo schedario del colore del cielo, Reliquiario botanico, Raccolta d\u2019ombre sono alcune serie degli anni Settanta in cui l\u2019artista utilizza un metodo \u2018scientifico\u2019 per visualizzare irrazionali proiezioni del futuro.<br \/>\nLa dialettica tra cultura e natura \u00e8 il tema d\u2019interesse anche negli anni successivi quando, dal 1977 all\u201989, Lucia Pescador fa parte del Gruppo Metamorfosi, con Alessandra Bonelli, Lucia Sterlocchi e Gabriella Benedini, esponendo insieme la prima volta nel \u201977 alla mostra Dalla natura alla ragione a Palazzo dei Diamanti di Ferrara, con presentazione di Anty Pansera.<br \/>\nDall\u2019inizio degli anni Novanta l\u2019artista avvia un ampio ciclo di opere entro cui va letta anche la sua produzione attuale: l\u2019Inventario di fine secolo con la mano sinistra dove l\u2019artista copia frammenti dell\u2019arte del Novecento organizzandoli per voci (Arte, Artefice, Natura, Hotel du Nord, Enigmistica, Geometrie, Decorazione).<br \/>\nL\u2019utilizzo della mano sinistra (nonostante non sia mancina) esalta l\u2019aspetto espressivo e interpretativo e si adatta bene a evocare il processo di destrutturazione della rappresentazione accademica avvenuto durante il Novecento: \u201cricopio per rimpadronirmi con la mano sbagliata delle immagini che mi commuovono e mi appartengono. (&#8230;) cerco di fermare, ricopiando le immagini che volano su vecchi fogli di carta e inchiodandoli sul muro cerco di ricostruire un mio senso di vita\u201d. Il suo interesse per la cultura e la memoria, \u00e8 ascrivibile a un atteggiamento postmodernista, anche se in chiave poetica che privilegia sempre il disegno.<br \/>\nDalla met\u00e0 degli anni Settanta ha esposto alla Galleria Arte Centro (poi Lattuada) presentata da Anty Pansera, Elena Pontiggia, Rossana Bossaglia, Francesco Bartoli, Bernard Cathonnet, Alberto Veca. Nel 1992 si \u00e8 tenuta una sua prima antologica a cura di Lea Vergine (Milano, Galleria Credito Valtellinese, Refettorio delle Stelline), seguita dalla mostra a cura di Martina Corgnati che nel 2000 presenta Inventario di fine secolo con la mano sinistra (presso l\u2019Abbazia Olivetana di Rodengo Saiano, Brescia). Nel 2010 Gabriella Belli presenta la sua Wundernachtkammer a Palazzo Te di Mantova. All\u2019estero ha esposto soprattutto in Olanda e Belgio, ma a Londra, New York, Los Angeles, Mumbai e Shanghai. Nell\u2019autunno 2020 espone a APALAZZOGALLERY in occasione della mostra collettiva Il Volto Sinistro dell\u2019Arte. Romana Loda e l\u2019arte delle donne, curata da Raffaella Perna. Dal 2021 Lucia Pescador \u00e8 rappresentata da APALAZZOGALLERY dove ha tenuto le due personali: Geometrie per Sonia Delaunay e Joseph Beuys (2021), e Africa per sentito dire e varia umanit\u00e0 (2023).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiara Sibilla<br \/>\nChiara Sibilla, nata a Milano il 17 febbraio 2003, giovane artista formatasi tral\u2019Accademia di Belle Arti di Brera, dove consegue il diploma di primo livello in Scultura, e la Staatliche Akademie der Bildenden K\u00fcnste di Karlsruhe, presso cui conclude il proprio percorso di studi. La sua ricerca si concentra sulla modellazione del suono come materia fisica con un\u2019autonomia propria, svincolata dalla funzione originaria.<br \/>\nAttraverso la sua pratica, attiva dinamiche relazionali e identitarie che mettono indiscussione strutture linguistiche, gerarchie e codici espressivi.<br \/>\nIl suono, privato della sua utilit\u00e0 convenzionale, si apre cos\u00ec a nuove possibilit\u00e0 formali e narrative, diventando spazio di relazione tra elementi differenti e luogo di emersione di potenzialit\u00e0 latenti. Ha esposto in vari spazi istituzionali e non quali: festival \u201cCinema &amp; Arti\u201d (Palazzo del cinema Anteo, Milano 2026), Fondazione Clerici (Spazio Contemporanea, Brescia 2025), Residenza Contenuto Rimosso (Lorenzago di Cadore, Belluno 2025), Fabbrica del Vapore (Moto a luogo, Careof, Milano 2024).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arianna Zama<br \/>\nArianna Zama (Lugo, 1998) \u00e8 un\u2019artista visiva italiana. Si \u00e8 formata presso le Accademie di Belle Arti di Ravenna e Bologna. La sua ricerca, attraverso i linguaggi della pittura e del disegno, sviluppa un immaginario fatto da figure magiche, piante spontanee e volti che sembrano comporre una sorta di giardino selvatico o atlante impossibile dove si intrecciano suggestioni che vengono da romanzi, memorie e visioni. Il suo lavoro \u00e8 stato presentato all\u2019interno di diverse mostre e fiere, tra cui: Collezioni in Collezione, promossa da Anna Grazia Stefani e Francesco Tampieri, MAMbo (Bologna, 2026); The Odyssey of Recollection, Patrizia Pepe HQ (Capalle, FI, 2026); Artissima, Galleria Fuocherello (Torino, 2025); Il giardino delle risonanze. La Pinacoteca di Bologna incontra il MAMbo (Bologna, 2025); Artefiera, sezione Pittura XXI, a cura di Davide Ferri, Galleria Fuocherello (Bologna, 2025); Non ci sono fantasmi, Galleria Fuocherello (Volvera, TO, 2023); Avvicinare le distanze, Galleria P420, a cura di Cecilia Canziani e Davide Ferri (Bologna, 2022). Vive e lavora a Bologna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sabrina Zanolini<br \/>\nSabrina Zanolini (Brescia, 2000) vive e lavora tra Milano e Francoforte sul Meno, dove attualmente studiaalla St\u00e4delschule. La sua pratica si muove tra performance e scultura, costruendo ambienti in cui i ritualiquotidiani diventano copioni da cui prendono forma scenari instabili e vagamente inquietanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FONDAZIONE ICA MILANO<br \/>\nFondazione ICA Milano \u2013 Istituto Contemporaneo per le Arti \u00e8 una fondazione privata non profit dedicata alle arti e alla cultura contemporanea, alla ricerca e alla sperimentazione, nella quale convergono diverse forze e tipologie di protagonisti del mondo dell\u2019arte: artisti, collezionisti, professionisti del settore, appassionati.<br \/>\nDiretto da Alberto Salvadori, ICA \u00e8 il primo Istituto Contemporaneo per le Arti che sorge al di fuori del mondo anglosassone, situato nell\u2019ex area industriale di via Orobia a Milano.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Istituto si sostanzia in un\u2019offerta alla citt\u00e0 e al pubblico, dove condivisione e partecipazione sono le parole chiave per comprenderne l\u2019attitudine. Mostre, editoria d\u2019arte, ceramica, cinema, performance, musica, letteratura, attivit\u00e0 seminariali di divulgazione, formazione, educazione e molto altro ancora costruiranno un percorso improntato su interdisciplinarit\u00e0 e transmedialit\u00e0.<br \/>\nEspressione di una precisa identit\u00e0 istituzionale che storicamente mette in relazione l\u2019iniziativa privata con la dimensione pubblica, ICA trova ispirazione nella cultura del give back, ossia restituire per condividere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Appuntamenti tra arti visive &#8211;\u00a0 editoria &#8211; cinema &#8211; musica e performance. 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