{"id":167994,"date":"2026-10-07T18:20:38","date_gmt":"2026-10-07T16:20:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=167994"},"modified":"2026-10-07T19:30:58","modified_gmt":"2026-10-07T17:30:58","slug":"mostre-a-lecco-dal-9-ottobre-vedere-lo-spazio-e-misurare-il-vuoto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=167994","title":{"rendered":"Mostre a Lecco &#8211; dal 9 ottobre &#8211; Vedere lo spazio e misurare il vuoto"},"content":{"rendered":"<p>Palazzo delle Paure &#8211; Lecco<br \/>\n9 ottobre \u2013 22 novembre 2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>PAOLO SCHIAVOCAMPO<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vedere lo spazio e misurare il vuoto<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Mostra a cura di Simona Bartolena<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_167998\" aria-describedby=\"caption-attachment-167998\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-1.Paolo-Schiavocampo-Il-viaggio-di-Telemaco-1988-materico-su-laminato-coll.-privata-1920x1611-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-167998\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-1.Paolo-Schiavocampo-Il-viaggio-di-Telemaco-1988-materico-su-laminato-coll.-privata-1920x1611-1-300x252.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-1.Paolo-Schiavocampo-Il-viaggio-di-Telemaco-1988-materico-su-laminato-coll.-privata-1920x1611-1-300x252.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-1.Paolo-Schiavocampo-Il-viaggio-di-Telemaco-1988-materico-su-laminato-coll.-privata-1920x1611-1-357x300.jpg 357w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-1.Paolo-Schiavocampo-Il-viaggio-di-Telemaco-1988-materico-su-laminato-coll.-privata-1920x1611-1.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-167998\" class=\"wp-caption-text\">Paolo Schiavocampo, Il viaggio di Telemaco, 1988, materico su laminato, coll. privata<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La serie di mostre &#8211; organizzate da ViDi cultural e Ponte43, in collaborazione con il Sistema Museale Urbano del Comune di Lecco &#8211; dedicate da Palazzo delle Paure a Lecco alla vita e all\u2019opera di artisti che hanno lavorato nella seconda met\u00e0 del Novecento nel territorio lecchese e brianteo, prosegue dal 9 ottobre al 22 novembre 2026 con una nuova esposizione dedicata a Paolo Schiavocampo, scultore e pittore tra gli autori pi\u00f9 originali e autonomi della ricerca artistica italiana del secondo Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nato a Palermo nel 1924 e scomparso a Milano nel 2022<\/strong>, Schiavocampo ha attraversato quasi un secolo di storia italiana, partecipando alla <strong>vivace stagione culturale che dal secondo dopoguerra<\/strong> ha accompagnato la ricostruzione del Paese e le profonde trasformazioni sociali, politiche e artistiche dei decenni successivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vicino, nel corso della sua lunga carriera, ad alcuni dei <strong>principali movimenti e gruppi della cultura italiana \u2013 da Forma 1 al Realismo esistenziale, dall\u2019Informale alle esperienze della Milano degli anni Sessanta<\/strong> \u2013 Schiavocampo ha sempre mantenuto una posizione indipendente, senza aderire pienamente a linguaggi o teorie codificate. La sua \u00e8 stata una ricerca libera, curiosa e continuamente aperta alla sperimentazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 proprio questa libert\u00e0 uno degli aspetti pi\u00f9 caratteristici della sua opera. Schiavocampo<strong> ha attraversato<\/strong> <strong>correnti, tecniche e linguaggi differenti,<\/strong> costruendo nel tempo un percorso personale nel quale pittura, scultura e disegno appartengono a un unico universo espressivo. Anche il rapporto tra figurazione e astrazione viene affrontato senza contrapposizioni rigide: la realt\u00e0 viene osservata, indagata e progressivamente sintetizzata attraverso un segno capace di costruire lo spazio anzich\u00e9 dissolverlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo della mostra, Vedere lo spazio e misurare il vuoto restituisce uno dei nuclei fondamentali della poetica dell\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo, curato da Simona Bartolena, presenta infatti oltre settanta opere tra sculture, dipinti e disegni, attraverso alcune delle tappe basilari della sua ricerca, dagli straordinari disegni degli anni Quaranta fino alle opere dell\u2019ultimo periodo. Il racconto per immagini permette di seguire l\u2019evoluzione di un artista che non ha mai smesso di interrogarsi sulla natura dell\u2019immagine, della materia e dello spazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spazio non \u00e8 mai, per Schiavocampo, un semplice contenitore, ma una materia da esplorare e organizzare; il vuoto diventa elemento attivo della composizione, luogo di tensione, relazione e possibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Particolarmente significativa \u00e8 la presenza dei disegni giovanili, nei quali un segno deciso ed espressivo racconta fabbriche, scorci urbani, il mondo operaio e i volti delle persone vicine all\u2019artista. Sono lavori nati tra la fine degli anni Quaranta e l\u2019inizio degli anni Cinquanta, in una Milano e in un\u2019Italia attraversate dalla necessit\u00e0 della ricostruzione. Progressivamente il segno si libera dalla descrizione e tende verso una maggiore sintesi, anticipando alcune delle direzioni che caratterizzeranno la ricerca successiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La formazione di Schiavocampo,<strong> dapprima come architetto e poi nelle Accademie di Belle Arti di Venezia, con Bruno Saetti, e di Milano, con Giacomo Manz\u00f9,<\/strong> contribuisce alla sua particolare attenzione per la struttura, la costruzione e lo spazio. <strong>Trasferitosi a Roma nel 1945, entra in contatto con gli ambienti artistici pi\u00f9 avanzati e si avvicina al gruppo Forma 1. Alla fine del 1948 si trasferisce a Milano, dove frequenta artisti come Vermi, Guenzi, Piciotti, Bionda, Piero Manzoni e Lucio Fontana.<\/strong> Nel 1957 incontra Nanni Valentini, con il quale nascer\u00e0 una profonda amicizia e una lunga condivisione di esperienze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il confronto con il <strong>Realismo esistenziale e con l\u2019Informale, cos\u00ec come le frequentazioni dell\u2019ambiente artistico milanese,<\/strong> non si traducono mai in un\u2019adesione a un linguaggio di gruppo. Schiavocampo preferisce attraversare le esperienze del proprio tempo mantenendo una sostanziale autonomia. Anche di fronte all\u2019Informale, la sua ricerca segue una direzione personale: il segno non deve distruggere la struttura, ma contribuire a costruirla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l&#8217;arte americana era stata imposta all&#8217;Europa e quasi nessun artista famoso poteva ignorarla;<\/strong> un viaggio a New York era &#8220;d&#8217;obbligo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un momento decisivo \u00e8 il viaggio a New York nel 1964<\/strong>, dove l\u2019artista ritrova Salvatore Scarpitta e conosce da vicino la vitalit\u00e0 del sistema artistico americano. L\u2019esperienza statunitense apre nuove prospettive e viene rielaborata, tra l\u2019altro, attraverso una serie di collage caratterizzati da superfici frammentate e ritmi compositivi nei quali lo sguardo sembra perdersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al ritorno in Italia, nel 1966, Schiavocampo avvia una nuova stagione della propria ricerca scultorea. Nascono le prime opere in legno, cui seguiranno lavori in ferro e poliestere. \u00c8 un periodo di grande sperimentazione, vissuto anche attraverso il dialogo con Nanni Valentini e Giuseppe Spagnulo. Negli anni successivi l\u2019artista si trasferisce a Rapolano, vicino a Siena, dove fonda una scuola di scultura e si impegna nella tutela del patrimonio artistico e dell\u2019artigianato locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dimensione scultorea di Schiavocampo si estende inoltre allo spazio pubblico. Tra gli anni Ottanta e Novanta realizza numerosi interventi in Italia e all\u2019estero: dalla sistemazione della piazza di Rapolano agli interventi di Gibellina, dai giardini di Cassano d\u2019Adda alla fontana di Sesto San Giovanni, fino alle opere di Vada, Santo Stefano di Camastra, della Fiumara d\u2019Arte di Antonio Presti e alla progettazione della Kunstzone del Parco di Hattingen, in Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle soglie del nuovo millennio la pittura torna al centro della sua ricerca. Schiavocampo riprende alcune questioni gi\u00e0 affrontate nelle opere giovanili e le sviluppa in una direzione nuova, concentrandosi soprattutto sul colore inteso come luce. Anche qui l\u2019artista conserva quella libert\u00e0 che ha contraddistinto l\u2019intero suo percorso, sperimentando materiali, tecniche e modalit\u00e0 compositive senza mai rinunciare alla centralit\u00e0 dello spazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo ultimo capitolo della sua ricerca assumono particolare rilievo anche gli Arazzi, nei quali materia, colore e casualit\u00e0 del segno concorrono alla costruzione di immagini sospese tra controllo e imprevedibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra restituisce cos\u00ec il ritratto di un artista difficilmente riconducibile a una sola definizione: pittore e scultore, disegnatore e progettista dello spazio, testimone e protagonista della cultura italiana del secondo Novecento. Un autore che ha fatto della curiosit\u00e0, dell\u2019indipendenza e della continua sperimentazione gli strumenti per attraversare il proprio tempo senza lasciarsene imprigionare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere esposte provengono dalla famiglia dell\u2019artista, dalle raccolte di alcuni dei suoi pi\u00f9 appassionati collezionisti e dalle Raccolte d\u2019Arte Banco BPM, cui appartiene una straordinaria serie di disegni giovanili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Completa idealmente il percorso espositivo la testimonianza scritta dello stesso Schiavocampo, la cui autobiografia 1927-2012, una curva alle spalle del tempo (Milano, 2014) rappresenta una preziosa fonte di memoria e riflessione sulla storia artistica, sociale e politica dell\u2019Italia attraversata dall\u2019artista nel corso della sua lunga vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec l\u2019assessore alla Cultura del Comune di Lecco Cinzia Bettega: \u201cUna mostra di alto profilo, come da tradizione nella sede museale di Palazzo delle Paure, che si conferma un polo culturale attento alla variet\u00e0 e alla qualit\u00e0 delle iniziative artistiche proposte. Con l\u2019esposizione dedicata alle opere di Paolo Schiavocampo, il Comune di Lecco omaggia la straordinaria carriera di un artista del territorio che ha sviluppato il suo percorso creativo in ambito internazionale. Un grande maestro del Novecento la cui ricerca \u00e8 presentata in una rassegna che stimola la riflessione del visitatore: rigore geometrico e spessore poetico. Un\u2019occasione di conoscenza e arricchimento per tutti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PAOLO SCHIAVOCAMPO. VEDERE LO SPAZIO E MISURARE IL VUOTO<br \/>\nLecco &#8211; Palazzo delle Paure (piazza XX Settembre 22)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9 ottobre \u2013 22 novembre 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di Simona Bartolena<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">marted\u00ec 10.00 &#8211; 14.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">da mercoled\u00ec a domenica 10.00 &#8211; 18.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>luned\u00ec chiuso<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(La biglietteria chiude un\u2019ora prima)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Informazioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tel. 0341 286729<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">palazzopaure@comune.lecco.it | www.vidicultural.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palazzo delle Paure &#8211; Lecco 9 ottobre \u2013 22 novembre 2026 &nbsp; PAOLO SCHIAVOCAMPO Vedere lo spazio e misurare il vuoto &nbsp; Mostra a cura<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":167999,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15,9411,15896],"tags":[34139],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/167994"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=167994"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/167994\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":168000,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/167994\/revisions\/168000"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/167999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=167994"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=167994"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=167994"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}