{"id":168025,"date":"2026-10-07T07:24:43","date_gmt":"2026-10-07T05:24:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168025"},"modified":"2026-10-07T19:28:57","modified_gmt":"2026-10-07T17:28:57","slug":"mostre-a-roma-inaugura-il-9-ottobre-i-fiori-del-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168025","title":{"rendered":"Mostre a Roma &#8211; inaugura il 9 ottobre &#8211; I fiori del male"},"content":{"rendered":"<p>Chiara Camoni<br \/>\n<strong>I fiori del male<\/strong><br \/>\nA cura di Alice Motard<br \/>\nCon Fantine Andr\u00e8s, Maria Loboda, Marianne Mari\u0107, Vibeke Mascini, Lionel Sabatt\u00e9, Adrianna Wallis, Yuyan Wang<\/p>\n<figure id=\"attachment_168029\" aria-describedby=\"caption-attachment-168029\" style=\"width: 240px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Chiara-Camoni-.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-168029\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Chiara-Camoni--240x300.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Chiara-Camoni--240x300.jpg 240w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Chiara-Camoni-.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-168029\" class=\"wp-caption-text\">Chiara Camoni, La Cenere di Montelupo #6, 2017, Terracotta bianca, smalto di cenere, vegetazione secca, Ph credit: Camilla Maria Santini<\/figcaption><\/figure>\n<p>9 ottobre 2026 \u2013 26 gennaio 2027<br \/>\nvia Gregoriana 40 &#8211;\u00a0 Roma<\/p>\n<p><strong>Opening: venerd\u00ec 9 ottobre 2026, ore 17.00 \u2013 20.00<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiara Camoni, La Cenere di Montelupo #6, 2017, Terracotta bianca, smalto di cenere, vegetazione secca, Photo credit: Camilla Maria Santini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Societ\u00e0 delle Api presenta, dal 9 ottobre 2026 al 26 gennaio 2027, I fiori del male, progetto dedicato al lavoro di Chiara Camoni, a cura di Alice Motard. Seconda esposizione organizzata negli spazi romani di via Gregoriana 40 dopo l\u2019apertura al pubblico nel febbraio 2026, la mostra prende avvio<strong> da un nucleo significativo di opere della collezione di Silvia Fiorucci,<\/strong> che segue il lavoro dell\u2019artista fin dagli esordi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il progetto isola uno degli elementi ricorrenti nella pratica di Camoni \u2013 il fiore, insieme motivo e materia<\/strong> \u2013 per interrogarne la natura meno pacificata. Che cosa accade quando smettiamo di considerarlo esclusivamente come simbolo condiviso di vita, delicatezza e bellezza?<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>I fiori del male ne porta alla luce un altro volto: ctonio, criptico, distruttivo, artificiale, spirituale.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra non intende negare la dimensione fondamentalmente positiva del lavoro di Camoni, radicata nel rispetto per la natura, nei processi manuali e nel fare collettivo, quanto piuttosto complicarla, facendo emergere il suo lato pi\u00f9 oscuro, le zone d\u2019ombra e ci\u00f2 che rimane oltre la cornice. Il riferimento \u00e8 all\u2019omonima raccolta poetica di Charles Baudelaire, Les Fleurs du Mal, e a un\u2019idea di bellezza che, per usare le parole del poeta, \u00ab\u00e8 sempre bizzarra\u00bb: attraversata anche dal sordido, dal desiderio e dalla violenza, da ci\u00f2 che abitualmente viene rimosso, celato o tenuto a distanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo riunisce una selezione di opere di Chiara Camoni, affiancate da nuove produzioni site-specific. Ad aprire la mostra sono due disegni a matita di gigli, fiori noti per le loro propriet\u00e0 tossiche, appartenenti a una serie pi\u00f9 ampia realizzata dall\u2019artista durante la pandemia. Nel corso del primo lockdown Camoni inviava ogni giorno l\u2019immagine di uno dei suoi disegni a una cerchia di amici, tra cui Silvia Fiorucci.<br \/>\nDi foglio in foglio, il fiore compie una metamorfosi per cui abbandona sempre di pi\u00f9 la sua forma originaria, assumendo sembianze di corpi lascivi, organi sessuali, animali, volti e altri segni mimetici, in immagini quasi allucinatorie che<strong> riecheggiano i fiori \u201cmalati\u201d di Baudelaire.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le diverse sale esplorano altrettante manifestazioni di questa forza sovversiva: il fiore come veleno, come linguaggio, come gioiello, come minaccia o come apparizione. A scandire il percorso sono i versi di Baudelaire, che accompagnano le opere e ne orientano la lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coerentemente con l\u2019attitudine di Camoni ad accogliere altre voci all\u2019interno della propria pratica, la mostra riunisce anche opere di Fantine Andr\u00e8s, Maria Loboda, Marianne Mari\u0107, Vibeke Mascini, Lionel Sabatt\u00e9, Adrianna Wallis e Yuyan Wang. Pensate come contrappunti, queste presenze ampliano e acuiscono le riflessioni avviate dai lavori di Camoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere entrano infine in dialogo con gli ambienti storici di via Gregoriana 40: le grottesche rinascimentali che ornano i compartimenti voltati, i soffitti a cassettoni, gli intarsi dei pavimenti in parquet e i marmi presenti nell\u2019edificio.<\/p>\n<p>Tra vegetale, animale e architettonico, I fiori del male costruisce cos\u00ec una lettura non manichea, inquieta e ambigua del lavoro di Chiara Camoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante l\u2019inaugurazione verr\u00e0 attivato CircoTornio, il progetto performativo di Camoni e dei suoi collaboratori del Centro di Sperimentazione, che invita il pubblico a lavorare simultaneamente al tornio, dando vita a un processo collettivo che trasforma la pratica della ceramica in un\u2019esperienza condivisa e in continua evoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto espositivo sar\u00e0 approfondito attraverso tre appuntamenti del Public Program, che, attraverso modalit\u00e0 differenti, amplieranno le tematiche della mostra, mettendo in relazione pratiche artistiche, ricerca, materia e forme di immaginazione collettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ringrazia San Leonardo per il supporto al progetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">INFORMAZIONI AL PUBBLICO<br \/>\nSociet\u00e0 delle Api<br \/>\nVia Gregoriana 40 | 00187 Roma<br \/>\ninfo@societadelleapi.org<br \/>\nIG: @societadelleapi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Solo su appuntamento<\/strong> dal luned\u00ec al venerd\u00ec, dalle 11:00 alle 18:00<br \/>\nvisit@societadelleapi.org<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>BIOGRAFIE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chiara Camoni (Piacenza, 1974 vive e lavora nelle Alpi Apuane, in Toscana<\/strong>). <strong>Lavora con il disegno, stampa vegetale, video e, soprattutto, scultura, con una particolare attenzione alla ceramica<\/strong>. Il suo lavoro nasce spesso da processi collaborativi e pratiche di autorialit\u00e0 condivisa, che negli ultimi anni hanno preso forma ne Il Centro di Sperimentazione.<br \/>\nNel 2026 rappresenta l&#8217;Italia al Padiglione Italia della 61\u00aa Esposizione Internazionale d\u2019Arte \u2013 La Biennale di Venezia, con il progetto Con te con tutto, a cura di Cecilia Canziani. Le sue opere sono state presentate in importanti istituzioni italiane e internazionali, tra cui Pirelli HangarBicocca, Milano; CAPC Mus\u00e9e d&#8217;art contemporain de Bordeaux; MIMA \u2013 Middlesbrough Institute of Modern Art; Museo Patio Herreriano, Valladolid; GAM, Torino; Palazzo Collicola, Spoleto e molte altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alice Motard \u00e8 curatrice e scrittrice. Dal 2025<\/strong> \u00e8 membro del comitato per il sostegno all\u2019editoria e alla ricerca nell\u2019ambito della teoria e della critica d\u2019arte presso il Centre national des arts plastiques (Cnap). Nel corso degli ultimi vent\u2019anni ha ricoperto incarichi curatoriali e istituzionali nel Regno Unito e in Francia, tra cui quelli di Vice Direttrice e Exhibition Organiser presso Raven Row, Londra (2008\u20132013), Curatrice presso Spike Island, Bristol (2014\u20132016), Capo Curatrice presso il CAPC Mus\u00e9e d\u2019art contemporain de Bordeaux (2016\u20132021) e Direttrice del CEAAC, centro d\u2019arte contemporanea di Strasburgo (2021\u20132026). Ha conseguito un Master in Curating Contemporary Art presso il Royal College of Art di Londra e un Master in Storia dell\u2019arte presso l\u2019Universit\u00e9 Paris 1 Panth\u00e9on-Sorbonne e la Freie Universit\u00e4t Berlin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fantine Andr\u00e8s (nata nel 1983, vive e lavora a Strasburgo)<\/strong> ha conseguito il DNSEP presso l\u2019\u00c9cole sup\u00e9rieure d\u2019art et design de Saint-\u00c9tienne (ESADSE) nel 2009. <strong>La sua pratica affonda le radici nel disegno a grafite,<\/strong> che sviluppa ulteriormente attraverso installazioni che integrano ceramica, legno e vetro. Il suo lavoro esplora la mostruosit\u00e0 attraverso il genere della natura morta. A partire da forme ambigue, spesso non identificabili, l\u2019artista altera i codici visivi familiari e indaga le norme estetiche che influenzano la nostra percezione della bellezza. In equilibrio tra attrazione e repulsione, le sue opere interrogano lo sguardo collettivo di fronte a forme che oscillano tra fascinazione e rifiuto.<br \/>\nAndr\u00e8s ha partecipato a programmi di residenza in Argentina, Polonia e Messico e ha recentemente concluso una residenza presso Le Bel Ordinaire di Pau. Il suo lavoro \u00e8 stato presentato a livello internazionale in mostre collettive, tra cui presso la Kunsthalle Basel e Piedras Galer\u00eda di Buenos Aires, nonch\u00e9 in mostre personali a Strasburgo e presso il \u0141a\u017ania Centre for Contemporary Art di Danzica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Maria Loboda (nata nel 1979, vive e lavora tra Berlino, Norimberga e Cracovia) realizza installazioni e sculture<\/strong> che indagano i codici culturali attraverso segni pittorici, materiali e oggetti. Il suo lavoro esamina le narrazioni storiche legate agli oggetti e le mette in relazione con interpretazioni contemporanee, tracciando il modo in cui i significati cambiano al variare dei contesti. Attingendo alla poesia, alla storia, alla semiotica e alla cultura materiale, Loboda esplora il rapporto tra linguaggio e materialit\u00e0, interrogandosi su ci\u00f2 che forme e simboli possono esprimere al di l\u00e0 delle loro letture convenzionali. Attraverso processi di decostruzione e riorganizzazione, la sua pratica \u00e8 stata descritta come una forma di archeologia contemporanea, spesso rivolta alle strutture di potere attraverso una prospettiva sovversiva e critica.<br \/>\nLoboda ha studiato alla St\u00e4delschule di Francoforte con Mark Leckey dal 2003 al 2008 e dal 2025 \u00e8 Professoressa di Scultura presso l\u2019Academy of Fine Arts di Norimberga. Il suo lavoro \u00e8 stato presentato a documenta 13 (2012), alla Taipei Biennial (2014), alla 58\u00aa Biennale di Venezia (2019) e ad Art Basel Parcours (2022). Tra le principali mostre personali si annoverano quelle presso il Senckenberg Museum di Francoforte (2023), l\u2019Ujazdowski Castle Centre for Contemporary Art di Varsavia (2019), la Schirn Kunsthalle di Francoforte (2018\u20132019), la Kunsthalle Basel (2017) e The Power Plant di Toronto (2016).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marianne Mari\u0107 (nata nel 1982 vive e lavora tra Parigi e Strasburgo<\/strong>) diplomata all\u2019\u00c9cole nationale sup\u00e9rieure d\u2019art et de design di Nancy (2007) e al National College of Art and Design di Dublino (2009). Si \u00e8 formata al fianco di fotografi documentaristi e di moda e presso il laboratorio parigino Imaginoir. La sua pratica, incentrata principalmente sulla fotografia analogica, trae ispirazione dalla pittura ed \u00e8 caratterizzata da un approccio fortemente performativo.<br \/>\nIl lavoro di Mari\u0107 \u00e8 stato presentato in mostre personali e collettive in Francia e a livello internazionale, con recenti esposizioni presso la Kunsthalle Mulhouse (2025), il CEAAC di Strasburgo (2024\u20132025), il Palais de Tokyo di Parigi e il Museum of Modern Art di Varsavia (entrambi nel 2024), nonch\u00e9 a Photo London (2022) e Paris Photo (2021). Nel 2019 \u00e8 stata ospite d\u2019onore del Festival Internacional de Fotograf\u00eda de Valpara\u00edso, in Cile.<br \/>\nHa svolto residenze presso la Cit\u00e9 internationale des arts di Parigi (2026), Tirana \u2013 Vila 31 x Art Explora, in Albania (2025), e a Sarajevo, in collaborazione con la galleria Duplex100m2, in diverse occasioni tra il 2012 e il 2022. Le sue fotografie sono state pubblicate, tra gli altri, su Reporters sans fronti\u00e8res, artpress e The New York Times.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vibeke Mascini (nata nel 1989 vive e lavora tra L\u2019Aia e Citt\u00e0 del Messico<\/strong>) diplomata alla Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam (2013). Attraverso scultura, installazione, video e testo, esplora il modo in cui fenomeni astratti possono essere tradotti in una dimensione sensoriale, ricercando forme di agency radicate nell\u2019intimit\u00e0. Attraverso collaborazioni a lungo termine con scienziati, ingegneri, funzionari pubblici e musicisti, indaga l\u2019energia elettrica come strumento per comprendere l\u2019interconnessione e l\u2019intreccio \u2013 tra specie, media e natura, cos\u00ec come tra materia ed energia.<br \/>\n\u00c8 stata residente presso la Rijksakademie van beeldende kunsten di Amsterdam (2021\u20132023) e la Delfina Foundation di Londra (2020). Tra le recenti mostre personali figurano Hammer Projects: Vibeke Mascini, Hammer Museum, Los Angeles, Gust, Z33, Hasselt, Paesi Bassi, e Daisychain, Kasteel Wijlre Estate, Paesi Bassi (tutte nel 2026); Le monde est un verbe, CAPC Mus\u00e9e d\u2019art contemporain de Bordeaux, e Digits, Kunstenlab, Deventer, Paesi Bassi (entrambe nel 2025); e Alchemy of Aches, Proyectos Ultravioleta, Citt\u00e0 del Guatemala (2023). Tra le mostre collettive: A World of Water, The Sainsbury Centre, Norwich, e Gaia Should Be Safe, MACA, Pechino (entrambe nel 2025); e Songs for Tomorrowland, Biennial of Land and Environmental Art, Valle di Safien (2024).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lionel Sabatt\u00e9 (nato nel 1975 vive e lavora tra Parigi e Pont-Audemer)<\/strong> diplomato all\u2019\u00c9cole nationale sup\u00e9rieure des beaux-arts di Parigi (2003). Attraverso pittura, disegno, scultura e fotografia, l\u2019artista esplora le forme e le trasformazioni della materia vivente, traendo spesso ispirazione dal mondo naturale e dalla fragilit\u00e0 della vita. La sua pratica oscilla tra una figurazione sensibile e forme che si avvicinano all\u2019astrazione tellurica, attraverso l\u2019utilizzo di materiali non convenzionali come polvere, ossidazione, pigmenti naturali e pelle morta.<br \/>\nNel 2025 Lionel Sabatt\u00e9 \u00e8 stato selezionato tra i finalisti del prestigioso Prix Marcel Duchamp. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Luxembourg Art Prize (2020), il Prix des Amis de la Maison Rouge e il Drawing Now Prize (entrambi nel 2017), e lo Yishu 8 Prize di Pechino (2011). Il suo lavoro \u00e8 stato presentato in numerose mostre personali in Francia e a livello internazionale, pi\u00f9 recentemente presso la Maison des arts Georges &amp; Claude Pompidou di Cajarc (2026), il Ch\u00e2teau de Chambord (2023) e il MAMC+ Saint-\u00c9tienne M\u00e9tropole (2021). \u00c8 attualmente protagonista di una mostra personale al Mus\u00e9e de la Chasse et de la Nature di Parigi. Lionel Sabatt\u00e9 \u00e8 rappresentato dalla galleria Ceysson &amp; B\u00e9n\u00e9ti\u00e8re.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Adrianna Wallis (nata nel 1981 vive e lavora nel Vercors ),<\/strong> diplomata alla Barcelona School of Fine Arts, nel 2020 ha co-fondato la residenza Villa Glovettes). La sua pratica, basata sull\u2019archivio, comprende performance, scultura, installazione sonora e fotografia. Raccoglie e riattiva le storie delle persone, siano esse condivise direttamente con lei o custodite negli oggetti, mettendole in dialogo con le esperienze intime di altri. Attraverso semplici atti poetici di manipolazione e messa in scena, porta l\u2019attenzione su ci\u00f2 che passa inosservato, sull\u2019ordinario, sul dimenticato e sul nascosto, trasformandoli in spazi di memoria e riflessione.<br \/>\nTra le sue recenti mostre personali e performance figurano Il restera la gravit\u00e9, Galerie Anne-Laure Buffard, Parigi, e Les liseurs, Mus\u00e9e Carnavalet, Parigi (entrambe nel 2026); 11 petites soucoupes, Mus\u00e9e d\u2019art et d\u2019histoire du Juda\u00efsme, Parigi (2024); e Les lettres ordinaires, Mus\u00e9e des Archives nationales, Parigi (2020). \u00c8 attualmente presente nella mostra collettiva Vies minuscules, presentata dal Centre Pompidou al Panth\u00e9on di Parigi. Le sue opere sono conservate in collezioni pubbliche in Francia, tra cui quelle del FRAC Nouvelle-Aquitaine M\u00c9CA e del FRAC Grand Large, e in Spagna presso La Panera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Yuyan Wang (nata nel 1989 vive e lavora a Parigi)<\/strong> \u00e8 filmmaker e videoartista. I suoi lavori utilizzano materiali riciclati provenienti dal settore industriale della produzione di immagini, seguendone le trasformazioni e la proliferazione all\u2019interno degli ambienti e delle rappresentazioni digitali. Attraverso il processo di montaggio, Wang decostruisce e ricontestualizza le complesse gerarchie e i significati intrinseci dei materiali \u2013 siano essi trovati, elaborati o prodotti \u2013 sottraendo i simboli ai loro consueti percorsi percettivi e trasformandoli in esperienze sensoriali immersive.<br \/>\nWang ha completato gli studi presso l\u2019\u00c9cole des Beaux-Arts de Paris nel 2016 e successivamente presso Le Fresnoy \u2013 Studio national des arts contemporains nel 2022. Il suo lavoro \u00e8 stato presentato, tra gli altri, alla Tate Modern, al Palais de Tokyo, all\u2019UCCA Beijing, alla 12\u00aa Berlin Biennale e in diversi festival, tra cui il Festival Internazionale del Cinema di Berlino (Berlinale), l\u2019International Film Festival Rotterdam, MoMA Doc Fortnight, CPH e l\u2019European Media Art Festival, ricevendo numerosi premi. Tra le recenti mostre personali: Glowing, flaring, lurid, loud (2026) al CRAC Alsace di Altkirch, Weather al 3 bis f \u2013 Centre d\u2019arts contemporains di Aix-en-Provence e #1616d alla The Douglas Hyde Gallery di Dublino (entrambe nel 2025).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiara Camoni I fiori del male A cura di Alice Motard Con Fantine Andr\u00e8s, Maria Loboda, Marianne Mari\u0107, Vibeke Mascini, Lionel Sabatt\u00e9, Adrianna Wallis, Yuyan<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":168028,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[34142],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/168025"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=168025"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/168025\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":168030,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/168025\/revisions\/168030"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/168028"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=168025"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=168025"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=168025"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}