{"id":168118,"date":"2026-10-09T17:37:45","date_gmt":"2026-10-09T15:37:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168118"},"modified":"2026-10-09T17:37:45","modified_gmt":"2026-10-09T15:37:45","slug":"mostre-a-milano-pac-ingresso-gratuito-ri-scatti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168118","title":{"rendered":"Mostre a Milano &#8211; PAC ingresso gratuito &#8211; RI-SCATTI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">RI-SCATTI attraverso la specificit\u00e0 dell\u2019esperienza femminile.<\/p>\n<p>PAC Milano<\/p>\n<p>RI-SCATTI. Prima che sia notte<\/p>\n<p>Project room. Le femme qui marche<\/p>\n<p>10 &#8211; 25 ottobre 2026<\/p>\n<figure id=\"attachment_168121\" aria-describedby=\"caption-attachment-168121\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1A-MOSTRA-kk.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-168121\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1A-MOSTRA-kk-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1A-MOSTRA-kk-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1A-MOSTRA-kk-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1A-MOSTRA-kk.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-168121\" class=\"wp-caption-text\">Foto: Tenara Onali<br \/>Liyansa Amarasinha<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un\u2019offerta per gli scatti in mostra si potr\u00e0 contribuire a sostenere i progetti di accoglienza e inclusione del sistema cittadino Milano Welcome dedicati a donne migranti e rifugiate \u201cRI-SCATTI. PRIMA CHE SIA NOTTE\u201d. DONNE MIGRANTI E RIFUGIATE SI RACCONTANO ATTRAVERSO LA FOTOGRAFIA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO &#8211; Sabato 10 ottobre i 28 musei associati ad AMACI, insieme a musei, fondazioni, gallerie, spazi indipendenti, associazioni culturali, accademie, collezioni private<\/strong> e altri soggetti attivi nel settore, apriranno gratuitamente le proprie sedi<\/p>\n<figure id=\"attachment_168122\" aria-describedby=\"caption-attachment-168122\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-mostra-la-femme-qui-marche-05.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-168122\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-mostra-la-femme-qui-marche-05-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-mostra-la-femme-qui-marche-05-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-mostra-la-femme-qui-marche-05-535x300.jpg 535w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-mostra-la-femme-qui-marche-05.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-168122\" class=\"wp-caption-text\">Francesco Clerici, La femme qui marche, 2025<br \/>In collaborazione con Khaoula Matri<br \/>Still da video<br \/>Courtesy l\u2019artista e Keele University<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u201cRI-SCATTI. Prima che sia notte\u201d \u00e8 il titolo della mostra in programma dal 10 al 25 ottobre al PAC Padiglione d\u2019Arte Contemporanea di Milano, la dodicesima ideata e organizzata insieme a RI-SCATTI ODV &#8211; l\u2019associazione di volontariato che dal 2014 realizza progetti di riscatto sociale attraverso la fotografia &#8211; e promossa dal Comune di Milano con il sostegno di Tod\u2019s, a cura di Diego Sileo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019edizione di quest\u2019anno porta <strong>al centro lo sguardo di donne migranti e rifugiate, accompagnate dal Milano Welcome Center*<\/strong>, che attraverso la fotografia<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>raccontano il proprio percorso, i legami, la maternit\u00e0, i diritti e la ricerca di un nuovo futuro. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto nasce dalla volont\u00e0 di sottrarre queste esperienze a una narrazione spesso semplificata e stereotipata, <strong>restituendo invece alle protagoniste la possibilit\u00e0 di scegliere cosa raccontare, cosa mostrare<\/strong> e <strong>cosa lasciare fuori dall\u2019inquadratura<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La fotografia<\/strong> diventa cos\u00ec <strong>uno strumento per prendere parola e consapevolezza,<\/strong> trasformando la citt\u00e0 da luogo estraneo a spazio di relazione, osservazione e cittadinanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abGli sguardi e gli scatti di queste donne, pur partendo da un background difficile e lontano dalla nostra realt\u00e0 contingente, ci raccontano una quotidianit\u00e0 in cui tutte e tutti possiamo riconoscerci \u2013 dichiarano gli assessori Lamberto Bertol\u00e9 (Welfare e Salute) e Tommaso Sacchi (Cultura)<br \/>\n-.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo smart working, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la difficolt\u00e0 di organizzare il proprio tempo con la famiglia, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la voglia di reinventarsi<\/strong> sono azioni e sensazioni che ritroviamo nelle foto e che ci accomunano e ci confermano, una volta per tutte, che, pur nelle differenze, siamo comunit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il progetto \u201cPrima che sia notte\u201d accende un faro su queste vite<\/strong> e, dall\u2019importante palcoscenico del PAC,<strong> restituisce valore al lavoro che ogni giorno il sistema dell\u2019accoglienza milanese porta avanti per una Milano sempre pi\u00f9 aperta, solidale e internazionale,<\/strong> accompagnando le donne protagoniste di questa mostra a uscire da una narrazione fatta spesso di luoghi comuni a e riconoscere finalmente questa citt\u00e0 come la loro casa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo \u201c<strong>Prima che sia notte\u201d \u00e8 tratto dall\u2019omonimo romanzo autobiografico dello scrittore cubano Reinaldo Arenas, pubblicato nel 1992<\/strong> che racconta la vita dell\u2019autore, gli anni trascorsi in prigione e la fuga negli Stati Uniti. Un testo sulla migrazione e sulla ricerca della libert\u00e0 metafora universale e contemporanea, riletta in questa nuova edizione di RI-SCATTI attraverso<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la specificit\u00e0 dell\u2019esperienza femminile. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Migrare, infatti, non significa soltanto attraversare un confine geografico, ma <strong>affrontare una profonda trasformazione delle relazioni, del ruolo sociale, della propria identit\u00e0<\/strong> e in alcuni casi del proprio corpo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per alcune delle protagoniste<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il viaggio nasce dalla fuga da guerre, persecuzioni o violenze<\/strong>;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">per altre dal desiderio di <strong>ricongiungersi con i propri familiari e ricostruire una vita altrove.<\/strong> In entrambi i casi, il percorso migratorio porta con s\u00e9 la necessit\u00e0 di ritrovare uno spazio di appartenenza e una nuova consapevolezza di s\u00e9.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il percorso,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>le 23 partecipanti,<\/strong> accompagnate da alcune operatrici del Milano Welcome Center e provenienti da Paesi diversi e con storie personali e migratorie differenti,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>hanno seguito un laboratorio di fotografia supervisionato dai fotografi professionisti volontari<\/strong> di RI-SCATTI.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso lezioni teoriche e momenti di pratica,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>hanno imparato a utilizzare la macchina fotografica come uno strumento di osservazione<\/strong> e<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>di espressione,<\/strong> trasformando esperienze, emozioni, relazioni e quotidianit\u00e0 in immagini.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli scatti raccontano cos\u00ec una pluralit\u00e0 di vissuti che sfuggono a qualsiasi definizione univoca. Amal Kanita, palestinese, dopo l\u2019esperienza vissuta a Gaza, ha trovato<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nella fotografia uno strumento concreto di espressione, relazione e possibile riscatto personale. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arina, arrivata dall\u2019Ucraina, ha scelto invece di fotografare i momenti pi\u00f9 luminosi della vita delle persone,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">concentrandosi sulle emozioni autentiche degli amici durante feste e momenti di condivisione.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Clo\u00e9 Villar de Souza, brasiliana, ha trasformato la propria quotidianit\u00e0 &#8211; trascorsa <strong>prevalentemente in casa, a causa del lavoro da remoto con il fuso orario brasiliano, in <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una riflessione sulla luce naturale e artificiale e sul proprio rapporto con lo spazio domestico.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Yasmine Fatih, marocchina, racconta attraverso strade, volti e piccoli dettagli<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la propria ricerca di una \u201ccasa\u201d, facendo della macchina fotografica una vera e propria lingua personale. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fatima Samir, palestinese, ha vissuto il corso come <strong>un primo passo verso l\u2019integrazione e la comunicazione dopo una drammatica esperienza legata alla guerra a Gaza.<\/strong> Hajar Lamkhanter, marocchina, ha invece scoperto nella fotografia <strong>un nuovo modo di guardare il mondo<\/strong>, imparando che le immagini pi\u00f9 autentiche non si vedono soltanto con gli occhi, ma si sentono anche con il cuore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 poi Maya K., siriana, arrivata in Italia dal Canada dopo aver costruito per anni la propria identit\u00e0 professionale come avvocata: nel suo progetto<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un blazer diventa il simbolo di una carriera lasciata alle spalle, ma non ancora completamente abbandonata,<\/strong> accompagnandola nella costruzione di una nuova identit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Moran e Valeria, <strong>madre e figlia, originarie di El Salvador, hanno condiviso il percorso fotografico trasformandolo in un\u2019occasione per ritagliarsi tempo insieme,<\/strong> mentre Cynthia Oruama, dalla Nigeria, ha trovato nel corso l\u2019opportunit\u00e0 di acquisire nuove competenze tecniche e una maggiore sicurezza, con<strong> l\u2019obiettivo di continuare a crescere fino a diventare una fotografa professionista.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste esperienze, diverse per origine, et\u00e0 e vissuto, compongono un mosaico nel quale<strong> la migrazione non \u00e8 raccontata come un fenomeno astratto, ma attraverso la concretezza di vite individuali: il rapporto con i figli, il ricordo del Paese d\u2019origine, il desiderio di costruire un futuro, la nostalgia, la solitudine, le relazioni, il lavoro, la scoperta di una nuova citt\u00e0 e la ricerca di una nuova identit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra invita cos\u00ec il pubblico a<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>incontrare queste donne non attraverso categorie o definizioni, ma attraverso il loro sguardo, le loro scelte<\/strong> e le immagini con cui hanno deciso di raccontarsi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cRI-SCATTI. Prima che sia notte\u201d sar\u00e0 <strong>visitabile gratuitamente fino al 25 ottobre al PAC Padiglione d\u2019Arte Contemporanea di Milano ad ingresso libero<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fotografie e il catalogo sono in vendita e l\u2019intero ricavato sar\u00e0 devoluto a sostegno dei progetti di accoglienza e inclusione del sistema cittadino Milano Welcome, con particolare attenzione alle donne che hanno partecipato a Ri-scatti, accompagnandole in un percorso di crescita e supportandole nella realizzazione dei propri desideri e progetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle stesse date, il PAC presenta inoltre<strong> nella Project Room un video dell\u2019artista Francesco Clerici realizzato in collaborazione con l\u2019antropologa Khaoula Matri.<\/strong> Strettamente connessa ai temi della mostra, l\u2019opera \u00e8<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dedicata alle rotte migratorie delle donne subsahariane nel Nord Africa<\/strong> ed \u00e8 inserita nel programma della Giornata del Contemporaneo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">*<strong>Il Milano Welcome Center, attivo dal 2024 in via Sammartini 75,<\/strong> \u00e8 il punto unico che riunisce<strong> tutti i servizi cittadini dedicati alle persone migranti e rifugiate, con una particolare attenzione a quelle neoarrivate<\/strong>. Nel 2025 ha registrato oltre 12mila accessi e, nei primi sette mesi del 2026, ha gi\u00e0 superato i 13mila.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Al suo interno, \u00e8 possibile usufruire di consulenze sociali, giuridiche e amministrative, counselling in tema di riconoscimento dei titoli di studio e formazione professionale, supporto per l\u2019inserimento nel mondo del lavoro, ricongiungimento familiare e per l\u2019apprendimento della lingua italiana<\/strong>, l\u2019accesso e la presa in carico integrata nell\u2019ambito del sistema di accoglienza cittadino per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, speciale e temporanea e della rete SAI (Sistema Accoglienza e Integrazione), orientamento per il ritorno volontario assistito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione della 22\u00aa edizione della Giornata del Contemporaneo, dedicata quest\u2019anno alle \u201cGeografie della contemporaneit\u00e0\u201d, il PAC Padiglione d\u2019Arte Contemporanea di Milano presenta <strong>nella Project Room La femme qui marche, progetto di Francesco Clerici realizzato in collaborazione con l\u2019antropologa Khaoula Matri.<\/strong> Nato dall\u2019incontro tra <strong>pratica artistica e ricerca antropologica,<\/strong> il progetto sviluppa un\u2019indagine sulle esperienze migratorie delle donne subsahariane in Tunisia, interrogando la loro condizione in bilico tra mobilit\u00e0 e immobilit\u00e0 determinata dalle politiche contemporanee di controllo delle frontiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro si inserisce nella ricerca di Francesco Clerici, regista e artista audiovisivo, la cui pratica attraversa documentario, videoarte, film sperimentale e realt\u00e0 aumentata. Docente presso diverse istituzioni universitarie italiane e internazionali, Clerici ha presentato i suoi lavori in importanti festival cinematografici e istituzioni culturali di tutto il mondo. La femme qui marche nasce dalla collaborazione tra la pratica audiovisiva di Clerici e la ricerca antropologica di Khaoula Matri, docente presso il Dipartimento di Antropologia della Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia di Sousse e ricercatrice associata presso l\u2019Institut de Recherche sur le Maghreb Contemporain (IRMC). La ricerca di Matrisi concentra sulle rappresentazioni del corpo, sulle forme di violenza e sulle esperienze delle popolazioni marginalizzate, con particolare attenzione alle dinamiche del razzismo, della vulnerabilit\u00e0 e alle strategie di resistenza delle comunit\u00e0 migranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso un linguaggio che intreccia fotografia, video, registrazioni sonore e testimonianze, La femme qui marche costruisce una forma di antropologia visiva che sceglie di non mostrare direttamente i corpi e i volti delle donne incontrate. Il lavoro prende avvio da una riflessione sul viaggio come diritto e sulla sua distribuzione profondamente diseguale. Per chi pu\u00f2 esercitarlo, spostarsi attraverso confini e territori costituisce un\u2019esperienza ordinaria; per chine \u00e8 privato, il movimento pu\u00f2 trasformarsi in una condizione di sospensione permanente. \u00c8 proprio questa dimensione dell\u2019essere \u201cen suspens\u201d, individuata da Khaoula Matri nella sua ricerca, a diventare il fulcro del progetto: donne che hanno intrapreso un viaggio ma che, nella realt\u00e0, vengono continuamentericondotte a una condizione di immobilit\u00e0, invisibilit\u00e0 e precariet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo La femme qui marche richiama cos\u00ec una figura solo apparentemente paradossale: quella di una persona che cammina senza riuscire realmente a muoversi. La tensione tra movimento e immobilit\u00e0 attraversa l\u2019intero progetto e si riflette nella costruzione delle immagini, dove paesaggi, oggetti, gesti quotidiani e spazi di passaggio prendono il posto di una rappresentazione diretta delle protagoniste. Il viaggio non viene quindi restituito come racconto di una partenza o di un arrivo, ma come esperienza sospesa, fatta di attese, spostamenti interrotti, presenze temporanee e sparizioni.<br \/>\nIn questo dispositivo visivo e narrativo, le voci femminili assumono un ruolo centrale. Sono le testimonianze a restituire la complessit\u00e0 di esperienze spesso ridotte a categorie amministrative e politiche &#8211; migrante, rifugiata, clandestina- mettendo in discussione le definizioni attraverso cui la contemporaneit\u00e0 stabilisce chi abbia il diritto di attraversare un confine e chi, invece, sia costretto a fermarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro \u00e8 prodotto da MADAR &#8211; Maghreb Action on Displacement and Rights e dall\u2019IRMC &#8211; Institut de Recherche sur le Maghreb Contemporain. MADAR \u00e8 un programma di ricerca interdisciplinare dedicato alle condizioni di vulnerabilit\u00e0 e sfollamento nel Maghreb centrale, che promuove la collaborazione tra ricerca accademica, societ\u00e0 civile e pratiche artistiche, valorizzando metodologie partecipative e le voci delle comunit\u00e0 marginalizzate e sottorappresentate. Con sede a Tunisi, l\u2019IRMC \u00e8 un\u2019Unit\u00e0 degli Istituti Francesi di Ricerca all\u2019Estero(UMIFRE), specializzata nelle scienze umane e sociali e nello studio delle trasformazioni contemporanee del Maghreb e delle sue relazioni con il resto del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle stesse date, il PAC presenta \u201cRI-SCATTI. PRIMA CHE SIA NOTTE\u201d,il progetto di fotografia sociale ideata e organizzata insieme a RI-SCATTIODV che quest\u2019anno mette al centro lo sguardo di donne migranti e rifugiateaccompagnate dal Milano Welcome Center ed \u00e8 inserita nel programma dellaGiornata del Contemporaneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO<\/strong><br \/>\n<strong>Sabato 10 ottobre 2026 torna la Giornata del Contemporaneo, l\u2019appuntamento annuale promosso da AMAC<\/strong>I \u2013 Associazione dei Musei d\u2019Arte Contemporanea Italiani con il sostegno della Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea, nell\u2019ambito del Dipartimento per le Attivit\u00e0 Culturali del Ministero della Cultura e la collaborazione della Direzione Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giunta alla ventiduesima edizione, la manifestazione rinnova il proprio impegno nel raccontare<strong> la vitalit\u00e0 dell\u2019arte contemporanea italiana attraverso un programma diffuso che coinvolge l\u2019intero territorio nazionale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sabato 10 ottobre i 28 musei associati ad AMACI, insieme a musei, fondazioni, gallerie, spazi indipendenti, associazioni culturali, accademie, collezioni private<\/strong> e altri soggetti attivi nel settore, apriranno gratuitamente le proprie sedi proponendo mostre, incontri, laboratori, visite guidate, performance e iniziative speciali, in presenza e online, rivolte a un pubblico sempre pi\u00f9 ampio ed eterogeneo.<\/p>\n<p>RI-SCATTI. PRIMA CHE SIA NOTTE<br \/>\n10 \u2013 25 ottobre 2026<br \/>\nPAC Padiglione d\u2019Arte Contemporanea<br \/>\nVia Palestro 14 \u2013 Milano<br \/>\nwww.pacmilano.it<br \/>\nwww.ri-scatti.it<br \/>\nOrari mostra: marted\u00ec \u2013 domenica ore 10 \u2013 19:30, gioved\u00ec ore 10 \u2013 22:30<br \/>\n<strong>Luned\u00ec chiuso<\/strong><br \/>\nIngresso libero<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La femme qui marche<br \/>\n10 \u2013 25 ottobre 2026<br \/>\nPAC Padiglione d\u2019Arte Contemporanea, via Palestro 14 \u2013 Milano<br \/>\nwww.pacmilano.it<br \/>\nOrari mostra: marted\u00ec \u2013 domenica ore 10 \u2013 19:30, gioved\u00ec ore 10 \u2013 22:30<br \/>\n<strong>Luned\u00ec chiuso<\/strong><br \/>\n<strong>Ingresso libero<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RI-SCATTI attraverso la specificit\u00e0 dell\u2019esperienza femminile. PAC Milano RI-SCATTI. Prima che sia notte Project room. 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