{"id":168223,"date":"2026-10-12T18:49:27","date_gmt":"2026-10-12T16:49:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168223"},"modified":"2026-10-12T18:52:04","modified_gmt":"2026-10-12T16:52:04","slug":"ricerca-universita-di-padova-perche-il-cuore-batte-forte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168223","title":{"rendered":"Ricerca Universit\u00e0 di Padova &#8211; Perch\u00e9 il cuore batte forte?"},"content":{"rendered":"<p>Un nuovo modo di guardare alla salute emotiva<\/p>\n<p><strong>PERCH\u00c9 IL CUORE MI BATTE FORTE?<\/strong><\/p>\n<p><strong>COS\u00cc LA MENTE D\u00c0 UN SENSO AI SEGNALI DEL CORPO<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Pubblicato su \u00abTrends in Cognitive Sciences\u00bb <\/b>un contributo teorico delle Universit\u00e0 di Padova e Aarhus propone<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">un nuovo modo di guardare alla <strong>salute emotiva: <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>non conta soltanto quanto bene percepiamo i segnali del corpo<\/strong>, ma anche<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il modo in cui li interpretiamo.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avete presente quella <strong>sensazione improvvisa di cuore in gola,<\/strong> il respiro che si fa corto o i <strong>\u201ccrampi\u201d allo stomaco<\/strong> prima di un colloquio importante? Oppure il cuore che accelera per l\u2019emozione durante un matrimonio o prima di una gara?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sono segnali corporei reali<\/strong>, ma il loro<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>significato non \u00e8 scritto nel segnale stesso. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa accelerazione del battito pu\u00f2 essere vissuta come energia e preparazione all\u2019azione oppure come un segnale di pericolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 proprio su questa intuizione che si basa il contributo teorico pubblicato su \u00abTrends in Cognitive Sciences\u00bb con il titolo \u201c<em>Beyond accuracy: interoceptive self-appraisal and the meaning of bodily signals<\/em>\u201d, che vede tra gli autori Fiorella Del Popolo Cristaldi e Gioia Bottesi del dipartimento di Psicologia Generale dell\u2019Universit\u00e0 di Padova unitamente ai ricercatori dell\u2019ateneo danese Aarhus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi decenni, una parte importante della ricerca sull\u2019<em>enterocezione, <\/em>ossia<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la capacit\u00e0 con cui il cervello percepisce e interpreta i segnali provenienti dall&#8217;interno del nostro corpo<\/strong>, si \u00e8<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>concentrata sull\u2019accuratezza<\/strong> <strong>con cui le persone rilevano i segnali<\/strong> provenienti dall\u2019interno del corpo,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>spesso studiando un singolo segnale<\/strong>, come<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il battito cardiaco, in condizioni di riposo.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa capacit\u00e0 \u00e8 certamente rilevante, ma<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>non dice da sola come una persona vivr\u00e0 o interpreter\u00e0 ci\u00f2 che sente<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essere pi\u00f9 o meno accurati nel <strong>percepire il proprio battito, infatti, non equivale automaticamente a essere pi\u00f9 o meno capaci di gestire le proprie emozioni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per chiarire questo punto, si pu\u00f2 pensare all\u2019accuratezza enterocettiva come all\u2019acuit\u00e0 visiva: vedere con chiarezza i contorni di una sagoma non ci dice se stiamo guardando un orso o un animale innocuo, n\u00e9 quindi come reagiremo. Allo stesso modo, percepire con accuratezza un segnale corporeo<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>non stabilisce se quel segnale verr\u00e0 vissuto come rassicurante, eccitante o minaccioso.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il limite di studiare il corpo a riposo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca enterocettiva, osservano le autrici, rischia di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>concentrarsi troppo su ci\u00f2 che \u00e8 facile misurare in laboratorio<\/strong>: persone sedute e a riposo, spesso impegnate a rilevare un singolo segnale corporeo, il cuore.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma i segnali corporei acquistano <strong>significato nei contesti in cui viviamo: durante uno sforzo, sotto stress, davanti a una situazione nuova o impegnativa,<\/strong> ma anche in momenti positivi di <strong>forte coinvolgimento emotivo.<\/strong> Inoltre,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il corpo non parla soltanto attraverso il cuore:<\/strong> anche il respiro, lo stomaco e altri segnali interni contribuiscono all\u2019esperienza corporea.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una possibile via d\u2019uscita:<strong> dare significato ai segnali del corpo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per superare questo limite, le autrici propongono di affiancare alla domanda \u201cQuanto bene percepiamo un segnale corporeo?\u201d una domanda diversa<strong>: \u201c<em>Che cosa significa per me quel segnale?<\/em>\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 da questa prospettiva che nasce ci\u00f2 che definiscono<strong> Interoceptive Self-Appraisal (ISA), ovvero il processo con cui attribuiamo un significato ai segnali provenienti dal nostro corpo e li valutiamo,<\/strong> anche implicitamente, in relazione alla minacciosit\u00e0 della situazione e alla nostra capacit\u00e0 di affrontarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un aumento della frequenza cardiaca, per esempio, pu\u00f2 essere percepito con la stessa accuratezza da <strong>un atleta prima di una gara e da una persona che sta vivendo un attacco di panico<\/strong>. Ma il segnale pu\u00f2 assumere significati molto diversi: nel primo caso pu\u00f2 essere letto come una normale risposta del corpo allo sforzo imminente, nel secondo come un segnale di pericolo o di perdita di controllo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl punto non \u00e8 quindi &#8211; spiega Fiorella Del Popolo Cristaldi del dipartimento di Psicologia Generale dell\u2019Universit\u00e0 di Padova &#8211; soltanto quanto accuratamente rileviamo ci\u00f2 che accade nel nostro corpo, ma che cosa pensiamo che quel segnale significhi per noi\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Adolescenza e vulnerabilit\u00e0 psicologica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa capacit\u00e0 di attribuire significato ai segnali corporei si sviluppa nel tempo e l\u2019adolescenza pu\u00f2 rappresentare una fase particolarmente importante. I cambiamenti corporei legati alla pubert\u00e0 si intrecciano con nuove richieste sociali e con esperienze emotive spesso intense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Imparare a leggere i segnali del corpo in modo flessibile pu\u00f2 <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>contribuire a gestire meglio l\u2019incertezza e le variazioni dello stato emotivo;<\/strong> al contrario,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> interpretare sensazioni corporee ambigue come segnali di minaccia pu\u00f2 favorire modalit\u00e0 di risposta pi\u00f9 rigide<\/strong> e associate a maggiore sofferenza psicologica.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019adolescenza \u00e8 una fase in cui il corpo cambia rapidamente e, allo stesso tempo, aumentano le richieste sociali ed emotive &#8211; osserva Gioia Bottesi del dipartimento di Psicologia Generale dell\u2019Universit\u00e0 di Padova -. Questo rende particolarmente importante il modo in cui le persone imparano a dare significato a ci\u00f2 che sentono nel proprio corpo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dalla ricerca alla prevenzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa prospettiva apre nuove possibilit\u00e0 per la ricerca e la prevenzione. <strong>Sensori indossabili potrebbero essere utilizzati per rilevare nella vita quotidiana<\/strong> i momenti in cui il corpo entra in uno stato di maggiore attivazione, per esempio durante una situazione stressante. Brevi domande poste nello stesso momento attraverso app per smartphone potrebbero aiutare a <strong>capire come la persona interpreta quella sensazione: come una normale risposta a ci\u00f2 che sta accadendo, oppure come un segnale di pericolo o di perdita di controllo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel tempo, osservare insieme ci\u00f2 che accade nel corpo e il significato che la persona gli attribuisce potrebbe aiutare a riconoscere precocemente <strong>interpretazioni rigide<\/strong> (per es.<strong> <em>\u201cMi batte forte il cuore, quindi sono in pericolo\u201d<\/em>).<\/strong> Questo potrebbe aprire la strada a interventi preventivi mirati, volti ad aiutare la persona a sviluppare<strong> interpretazioni pi\u00f9 flessibili dei propri segnali corporei (per es. <em>\u201cMi batte forte il cuore: potrebbe essere perch\u00e9 sono in ansia, perch\u00e9 ho fatto uno sforzo, o perch\u00e9 sto vivendo qualcosa di emozionante\u201d<\/em><\/strong>), prima che queste modalit\u00e0 si consolidino e contribuiscano a generare disagio o sofferenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Link alla ricerca: 10.1016\/j.tics.2026.09.010<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Titolo: \u201c<em>Beyond accuracy: interoceptive self-appraisal and the meaning of bodily signals<\/em>\u201d &#8211; \u00abTrends in Cognitive Sciences\u00bb &#8211; 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Autori: Fiorella Del Popolo Cristaldi, Leah Banellis, Gioia Bottesi, Micah G. Allen<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo modo di guardare alla salute emotiva PERCH\u00c9 IL CUORE MI BATTE FORTE? 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