{"id":168303,"date":"2026-10-14T15:23:17","date_gmt":"2026-10-14T13:23:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168303"},"modified":"2026-10-14T19:23:48","modified_gmt":"2026-10-14T17:23:48","slug":"milano-a-brera-15-ottobre-convegno-internazionale-alik-cavaliere-e-la-milano-che-invento-il-contemporaneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168303","title":{"rendered":"Milano a Brera 15 ottobre convegno internazionale Alik Cavaliere e la Milano che invent\u00f2 il contemporaneo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Alik Cavaliere e la Milano che invent\u00f2 il contemporaneo<br \/>\nNel centenario della nascita dell\u2019artista, un convegno internazionale riapre il dibattito sulla Milano che, tra ricostruzione e avanguardia, divenne uno dei grandi laboratori dell&#8217;arte europea del Novecento.<\/p>\n<figure id=\"attachment_168307\" aria-describedby=\"caption-attachment-168307\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-BRERA-Milano-01-Photo-MolteniMotta_CAVALIERE.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-168307\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-BRERA-Milano-01-Photo-MolteniMotta_CAVALIERE-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-BRERA-Milano-01-Photo-MolteniMotta_CAVALIERE-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-BRERA-Milano-01-Photo-MolteniMotta_CAVALIERE-451x300.jpg 451w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-BRERA-Milano-01-Photo-MolteniMotta_CAVALIERE.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-168307\" class=\"wp-caption-text\">-Photo-MolteniMotta_CAVALIERE<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">100 Anni di Alik<br \/>\nCavaliere e la Milano che invent\u00f2 il contemporaneo<br \/>\n<strong>Gioved\u00ec 15 ottobre 2026, ore 9.00 \u2013 18.00<\/strong><br \/>\nSala Napoleonica &#8211; Accademia di Belle Arti di Brera<br \/>\n<strong>Via Brera, 28 Milano<\/strong><br \/>\n\u00abSono fuori dal tempo e dallo spazio, ed ho cos\u00ec quel rapporto (in miniatura) che andava cercando Archimede. Ho cio\u00e8 punto per riferirmi. In pi\u00f9 ho la mia professione, rigirata in tutti i suoi aspetti pubblici e privati, costantemente sotto gli occhi, ma da \u201cvisitatore\u201d.\u00bb<br \/>\nAlik Cavaliere, Taccuino numero 32, 1974.<\/p>\n<figure id=\"attachment_168308\" aria-describedby=\"caption-attachment-168308\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Milano-2.-Giardino-del-Centro-Artistico-Alik-Cavaliere-2019.-Ph.-Credit-Walter-Carrera-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-168308\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Milano-2.-Giardino-del-Centro-Artistico-Alik-Cavaliere-2019.-Ph.-Credit-Walter-Carrera-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Milano-2.-Giardino-del-Centro-Artistico-Alik-Cavaliere-2019.-Ph.-Credit-Walter-Carrera-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Milano-2.-Giardino-del-Centro-Artistico-Alik-Cavaliere-2019.-Ph.-Credit-Walter-Carrera-1-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Milano-2.-Giardino-del-Centro-Artistico-Alik-Cavaliere-2019.-Ph.-Credit-Walter-Carrera-1.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-168308\" class=\"wp-caption-text\">Giardino-del-Centro-Artistico-Alik-Cavaliere-2019.-Ph.-Credit-Walter-Carrera-<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 15 ottobre 2026, nel centenario della nascita di Alik Cavaliere<\/strong>, l\u2019Accademia di Belle Arti di Brera ospita 100 Anni di Alik. Cavaliere e la Milano che invent\u00f2 il contemporaneo, una giornata di studi dedicata all\u2019artista che a Brera si form\u00f2 e insegn\u00f2 scultura per oltre trent\u2019anni. Promosso dal Centro Artistico Alik Cavaliere, sede dell\u2019Archivio dell\u2019artista, e curato da Angela Vettese (Universit\u00e0 Iuav di Venezia), Fania Cavaliere (Presidente del Centro Artistico Alik Cavaliere) e Giulia Vandelli (Project Manager per il Centro Artistico Alik Cavaliere), l\u2019incontro riunisce storici dell\u2019arte, studiosi e responsabili di istituzioni per restituire la complessit\u00e0 di una ricerca ancora refrattaria a ogni definizione univoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alik Cavaliere<\/strong> \u00e8 uno dei grandi maestri dell\u2019arte contemporanea del secondo Novecento;<strong> compie gli studi a Milano, presso l\u2019Accademia di Brera, sotto la guida di Manz\u00f9, Funi e Marino Marini cui succede alla cattedra di scultura.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua poliedrica e sempre rinnovata attivit\u00e0 mette capo ad alcuni cicli di opere che indagano ed elaborano il rapporto dell\u2019uomo e dell\u2019artista con la natura, con gli altri, con i miti fondativi dell\u2019esistenza e della vita sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra gli anni Cinquanta e Sessanta nascono i cicli dei Giochi proibiti, delle Metamorfosi, delle Avventure di Gustavo B., degli Arbres<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta continua a esplorare il tema delle vegetazioni, ispirato al De Rerum Natura di Lucrezio<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1972 ottiene per la seconda volta una sala personale alla Biennale Arte, in cui presenta I processi dalle storie inglesi di W. Shakespeare, straordinaria e grandiosa installazione<\/strong> (7mx10mx10m), (attualmente patrimonio della Galleria d\u2019Arte moderna di Valle Giulia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Negli anni Ottanta perpetua la modalit\u00e0 delle grandi installazioni, realizzando i Percorsi, \u201cdei labirinti, scrive l\u2019Artista, in cui potermi incontrare con l\u2019eventuale visitatore\/spettatore per poi perderci entrambi all\u2019interno dell\u2019opera stessa\u201d<\/strong>, ambientazioni che sono vere e proprie \u201cstanze nelle stanze, labirinti intricati ed elaborati che propongono le tematiche eterne e sempre nuove del fare artistico: la memoria e il tempo (La memoria, 1987; La traccia, 1986; I giardini della memoria, 1988-90, Il tempo, 1987), il classico e la modernit\u00e0 (Le leggi eterne dell\u2019arte, 1993), il \u201cvero\u201d e il \u201cfalso\u201d , attraverso il confronto tra l\u2019arte e la vita (l\u2019operazione di totale avanguardia proposta con i Surroundings, 1963).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Artista refrattario a qualsiasi limitazione e definizione, ha perseguito nel suo lavoro <strong>la ricerca di sempre nuove forme di espressivit\u00e0<\/strong>, con un uso concettualmente innovativo delle tecniche della tradizione classica cos\u00ec come dell\u2019avanguardia dadaista, rilette entrambe nel confronto con una pluralit\u00e0 duttile e modernissima di materiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CALENDARIO DELLE INIZIATIVE PER IL CENTENARIO DI ALIK CAVALIERE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione Galleria Milano | 3 ottobre \u2013 13 novembre 2026 |<br \/>\n<strong>Mostra-studio Viaggio attorno a un tavolo<\/strong>. Alik Cavaliere e Vincenzo Ferrari su opere e installazioni, con un focus sulla collaborazione con il pittore Vincenzo Ferrari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gallerie d\u2019Italia, Milano | 14 e 16 ottobre 2026,<br \/>\nVisite guidate dedicate alle opere di Alik Cavaliere conservate nelle collezioni del museo: W la libert\u00e0 (1976-77) e Racconto (1966).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Museo del Novecento, Milano |Dal 6 ottobre 2026 |<br \/>\nInstallazione di tre opere appartenenti al ciclo Gustavo B. (1962)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Studio Guastalla, Milano | 8 ottobre \u2013 2 dicembre 2026<br \/>\nMostra personale dedicata ad Alik Cavaliere: W la libert\u00e0. Alik Cavaliere<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Palazzo Citterio, Milano | 27 ottobre \u2013 11 gennaio 2027<br \/>\nInsegnare l\u2019arte: Brera fra moderno e contemporaneo<br \/>\nLa Pinacoteca di Brera e l\u2019Accademia di Belle Arti di Brera hanno in programma una mostra celebrativa dei 250 anni di fondazione del prestigioso istituto, a cura di Giovanni Iovane e Marina Gargiulo. Tra le opere esposte anche La Porta o Paesaggio e Dintorni (1969-1977) di Alik Cavaliere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Milano | ottobre 2026<br \/>\nAcquisizione da parte del Comune di Milano dell\u2019opera Le porte (1989) destinata a Palazzo Reale e presentazione pubblica al Museo del Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MAGA \u2013 Museo Arte Gallarate | fine novembre \/ inizio dicembre 2026<br \/>\nAcquisizione dell\u2019opera Ramo secco (1979) e presentazione al pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Musei civici di Pavia | data da definirsi<br \/>\nEsposizione e acquisizione dell\u2019opera Grande pianta Dafne (1991)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Informazioni generali<br \/>\n100 Anni di Alik<br \/>\nCavaliere e la Milano che invent\u00f2 il contemporaneo<br \/>\nGioved\u00ec 15 ottobre 2026, ore 9.00 \u2013 18.00<br \/>\nAccademia di Belle Arti di Brera \u2013 Sala Napoleonica<br \/>\nVia Brera, 28 \u2013 20121 Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il convegno assume Cavaliere come punto di osservazione privilegiato per rileggere non soltanto un\u2019opera, ma il contesto umano, intellettuale e artistico nel quale essa prese forma: la Milano del secondo dopoguerra, attraversata da una trama di relazioni fra artisti, architetti, critici, filosofi, scrittori, musicisti, uomini di teatro e galleristi. Una citt\u00e0 che, mentre ricostruiva s\u00e9 stessa, ridefiniva linguaggi, discipline e luoghi della cultura, facendo dell\u2019incontro fra i saperi uno dei motori della propria modernit\u00e0.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Intorno all\u2019Accademia di Brera, alle gallerie, ai tavoli del Jamaica, agli studi e ai nuovi spazi espositivi si form\u00f2 una comunit\u00e0 mobile,<\/strong> non riconducibile soltanto ai gruppi e ai protagonisti gi\u00e0 consacrati dalla storiografia. Cavaliere ne fu una presenza centrale: scultore, narratore, docente e interlocutore instancabile, capace di tenere insieme la tradizione della cera persa e l\u2019eredit\u00e0 dadaista, il mondo naturale e la costruzione artificiale, la letteratura e la scena, il rigore concettuale e il piacere del racconto. La giornata di studi ricostruisce questa pluralit\u00e0 attraverso opere, cicli, collaborazioni, scritti e materiali d\u2019archivio, facendo emergere anche aspetti ancora poco indagati.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Afferma Angela Vettese: \u00abDal dopoguerra agli anni Settanta, Milano \u00e8 stata ben pi\u00f9 del motore industriale italiano: vi si incontravano con entusiasmo costruttivi uomini di Teatro, alcuni noti come Strehler, altri da riscoprire come Fantasio Piccoli; intellettuali come Umberto Eco e galleristi geniali come Arturo Schwarz; artisti visivi come Alik Cavaliere o Bobo Piccoli che pranzavano con Dario Fo e Franca Rame. Tutto all\u2019insegna di un brulicare di luoghi e persone che non comprendeva soltanto i celeberrimi Lucio Fontana e Piero Manzoni, ma molto di pi\u00f9, all\u2019insegna di un incontro tra saperi che oggi sono tornati a dividersi. \u00c9 una storia avvincente e ancora da studiare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il programma della giornata di studi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ad aprire i lavori \u00e8 Elena Pontiggia (Politecnico di Milano), curatrice del Catalogo ragionato dell\u2019opera scultorea dell\u2019artista, con Il poeta della natura<\/strong>. Un\u2019introduzione al lavoro di Alik Cavaliere. Attraverso le principali stagioni della sua ricerca, Pontiggia mette a fuoco il tema che ne attraversa l\u2019intera opera: la natura, osservata nei suoi opposti di rigoglio e sofferenza, espansione e costrizione. Nel dialogo con realismo, dadaismo, Pop Art e arte concettuale, e attraverso il recupero della cera persa, Cavaliere ne coglie il lirismo e, precocemente, il dramma, senza mai cadere nel naturalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giorgio Zanchetti (Universit\u00e0 degli Studi di Milano), con \u201cUn pomo modellato da Fidia\u201d. Riflessioni metalinguistiche e possibilit\u00e0 ulteriori della scultura per Alik Cavaliere<\/strong>, approfondisce la componente teorica e autoriflessiva del lavoro dell\u2019artista. Da un intreccio di suggestioni che avvicina Arturo Martini e Ren\u00e9 Magritte, la riflessione approda all\u2019uso della letteratura, della didattica e del dialogo tra le arti nelle installazioni mature: la scultura diviene cos\u00ec anche un pensiero sulla scultura e sulle sue possibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La dimensione narrativa \u00e8 al centro dell\u2019intervento di Lorena Giuranna (Museo MA*GA, Gallarate), Racconto nel racconto<\/strong>. La dimensione letteraria nell\u2019opera di Alik Cavaliere. \u00abRaccontare mi \u00e8 sempre piaciuto\u00bb: i sessantuno taccuini compilati fra il 1953 e il 1997 documentano una scrittura continua, nella quale Cavaliere annota pensieri sulla propria ricerca e sul panorama culturale del suo tempo. Il rapporto fra racconto e scultura si articola nella narrazione di s\u00e9, nel confronto con Lucrezio, Ariosto, Shakespeare e Brecht e nell\u2019idea dell\u2019opera come palcoscenico di accadimenti, capace, una volta venuta al mondo, di raccontarsi e raccontare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giulia Valcamonica (Ministero della Cultura, Direzione regionale Musei nazionali Lombardia) presenta Continuamente straripando dai margini di un foglio.<\/strong> L\u2019idea artistica<strong> tra disegno e scultura.<\/strong> A partire da una riflessione annotata da Cavaliere nel 1961, l\u2019intervento indaga le centinaia di opere su carta conservate nell\u2019Archivio: carboncini, chine, acquerelli, tempere, collage e stampe che anticipano, accompagnano o rielaborano i nuclei centrali della ricerca. Dai Giochi proibiti e dalle Metamorfosi alle Avventure di Gustavo B., da I Processi al Pigmalione, il disegno emerge non come semplice preparazione, ma come luogo autonomo e generativo nel quale l\u2019idea prende forma, muta e oltrepassa i margini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il rapporto tra l\u2019artista e la critica militante \u00e8 affrontato da Luca Pietro Nicoletti (Universit\u00e0 di Udine) in Tre letture per Alik: Sanesi, Crispolti, Tadini.<\/strong> Le interpretazioni di Roberto Sanesi, Enrico Crispolti ed Emilio Tadini sono ricollocate nel dibattito fra anni Cinquanta e Sessanta intorno a figurazione e racconto, con le specifiche implicazioni poste dalla scultura. Ne emerge una storia fatta non soltanto di testi critici, ma di interlocuzioni, affinit\u00e0 e letture parallele delle ricerche condotte dagli amici e sodali di Cavaliere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un nucleo essenziale del convegno riguarda infatti le collaborazioni. Cloe Piccoli (Accademia di Belle Arti di Brera) ricostruisce quella fra Alik Cavaliere e Bobo Piccoli: dalla scenografia di Miracolo a Milano di Vittorio De Sica, nel 195<\/strong>1, alla condivisione del primo studio in via Santa Lucia, fino al lavoro concettuale dedicato alla famiglia Piccoli in treno. La loro vicenda permette di osservare una Milano nella quale le relazioni personali alimentavano collaborazioni professionali spesso estemporanee e, proprio per questo, rimaste ai margini di una storiografia concentrata sulle biografie individuali o sui gruppi formalmente costituiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bianca Trevisan (Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore) con Viaggio attorno a un tavolo. Alik Cavaliere e Vincenzo Ferrari, un dialogo concettuale, analizza il rapporto tra i due artisti negli anni Settanta attraverso documenti inediti.<\/strong> La selva vegetale e narrativa di Cavaliere incontra l\u2019ordine semiotico e alfabetico di Ferrari, mentre l\u2019oggetto quotidiano diviene per entrambi dispositivo di pensiero. Le sperimentazioni condivise e la comune eredit\u00e0 di Brera rivelano una ricerca che anticipa questioni oggi centrali, come la messa in discussione della linearit\u00e0 temporale, la metamorfosi dello spazio, la ridefinizione dell\u2019identit\u00e0 artistica e il gioco come esplorazione, ricerca e verifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La prima maturit\u00e0 dell\u2019artista \u00e8 ricostruita da Flaminio Gualdoni (gi\u00e0 Accademia di Belle Arti di Brera). Alla met\u00e0 degli anni Cinquanta, Cavaliere abbandona ogni assetto pacificato della scultura per misurarsi con il dramma del formarsi e della deformazione<\/strong>. Nei Giochi proibiti la figura antropomorfa non \u00e8 pi\u00f9 ostensione, ma situazione e snodo drammatico; nelle Metamorfosi, e poi nelle Storie di Gustavo B., l\u2019esplosione del codice formale mette in crisi ogni rassicurazione estetica e fa di Cavaliere uno degli interpreti pi\u00f9 lucidi della nuova vicenda artistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alla pratica del lavoro a quattro mani \u00e8 dedicato anche l\u2019intervento di Elisabetta Longari (gi\u00e0 Accademia di Belle Arti di Brera), Omaggio all\u2019America Latina,<\/strong> un\u2019opera capitale per molte ragioni. Realizzata con Emilio Scanavino nel 1971, l\u2019opera testimonia l\u2019attitudine collaborativa di Cavaliere e il suo impegno civile e politico; costruisce memoria senza ricorrere all\u2019enfasi monumentale e consente di riaprire la vicenda della censura che ne determin\u00f2 il rifiuto alla Biennale di San Paolo. Il suo caso pone inoltre questioni ancora aperte di restauro e di responsabilit\u00e0 museale, non avendo l\u2019opera trovato finora una collocazione stabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marco Meneguzzo (gi\u00e0 Accademia di Belle Arti di Brera) rilegge I Processi, ideato nel 1971 e presentato alla Biennale di Venezia del 1972,<\/strong> in Tra happening, performance e installazione. Pi\u00f9 che documento di una stagione ritenuta pre-rivoluzionaria, il ciclo appare come un tentativo di opera d\u2019arte globale: un teatro praticabile che trasforma lo spettatore in attore consapevole. Con i testi di Roberto Sanesi e la musica di Bruno Canino, Cavaliere costruisce una situazione processuale nella quale musica, arte e letteratura restano riconoscibili e insieme concorrono a un esperimento radicalmente nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Francesca Porreca (Musei Civici di Pavia) affronta l\u2019ultimo grande corpo di lavori dell\u2019artista in \u00abSono tornato ad Ariosto per guardarmi allo specchio<\/strong>\u00bb. L\u2019Orlando Furioso di Alik Cavaliere tra narrazione e partecipazione. Avviata nel 1993 e documentata da un quaderno fitto di scrittura, disegni, postille e progetti, la riflessione sul poema ariostesco traduce amore, gelosia, battaglie, eroismo, tragedia e commedia in installazioni che fondono scultura, pittura, oggetti trovati ed elementi naturali. I Racconti dall\u2019Orlando Furioso, oggi in comodato ai Musei Civici di Pavia, restituiscono pienamente la dimensione ambientale e partecipativa della ricerca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chiude il percorso Francesco Tedeschi (Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore) con W la Libert\u00e0, una serie di opere, tra natura e artificio.<\/strong> Il ciclo della met\u00e0 degli anni Settanta \u00e8 letto nel rapporto con il contesto storico e sociale e attraverso una delle sue immagini portanti, la gabbia: struttura rigida che contiene materiali e forme appartenenti a un immaginario della libert\u00e0. Nel contrasto fra costrizione e possibilit\u00e0, natura e artificio, si rende visibile la riflessione critica e simbolica che Cavaliere sviluppa in quegli anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel loro insieme, i contributi ricompongono un artista nel quale la scultura non coincide mai con un oggetto isolato: \u00e8 racconto, ambiente, azione, scrittura, relazione e interrogazione civile. Il centenario diventa cos\u00ec l\u2019occasione per rimettere in circolo un\u2019opera che attraversa il secondo Novecento senza lasciarsi ricondurre a una sola appartenenza e per riportare alla luce quella cultura milanese del confronto fra discipline che ne costitu\u00ec il terreno vitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli esiti della ricerca confluiranno in un volume bilingue pubblicato da Silvana Editoriale, destinato a costituire un nuovo strumento di riferimento per gli studi su Alik Cavaliere e, pi\u00f9 in generale, sulla Milano artistica della seconda met\u00e0 del Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno partecipato alla realizzazione del Convegno: Lucrezia Palmieri, Alessandro Murtas, Matteo Olivari, Camilla Mazzola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019appuntamento ha ottenuto il patrocinio di Comune di Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, Comune dell\u2019Aquila, Accademia di Belle Arti dell\u2019Aquila, Gallerie d\u2019Italia, CACtUS \u2013 Centro Arte Contemporanea dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano, Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano, Comune di Pavia, Middelheim Museum, Museo Arte Ambiente Arena Po, Fondazione Horti, Fondazione Galleria Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Centro Artistico Alik Cavaliere, costituito nel 1998 a pochi mesi dalla scomparsa dell\u2019artista, ha sede in via De Amicis 17, nei bellissimi locali, parte di un convento del Duecento, che sono stati per oltre dieci anni l\u2019ultimo studio di Cavaliere.<br \/>\nIl fine dell\u2019Associazione e\u0300 quello, come recita lo Statuto, \u201cdi raccogliere e conservare a Milano le opere di Alik Cavaliere, le sculture, i disegni, i quadri, i bozzetti, gli scritti, le opere anche di altri artisti ed i documenti fotografici e di altro tipo, utili a ricostruire i momenti significativi della ricerca artistica a Milano nella seconda meta\u0300 del Novecento. Il Centro, con la collaborazione di un prestigioso Comitato Scientifico e di Enti di alta cultura, intende garantire la pi\u00f9 vasta conoscibilit\u00e0 delle opere e dei percorsi di ricerca e sviluppare iniziative culturali e artistiche\u201d.<br \/>\nIn questi anni sono state realizzate al Centro numerose iniziative di prestigio. Si ricordino, in particolare, oltre a molte altre, la mostra dei bozzetti della scenografa Margherita Palli, che e\u0300 stata per dieci anni l\u2019assistente di Cavaliere, in un incontro fecondo di dimensioni differenti del fare artistico; la mostra di splendidi ritratti del fotografo Ugo Mulas, che del lavoro di Cavaliere e\u0300 stato straordinario interprete, e una mostra di libri d\u2019artista che ha visto la preziosa e avvincente collaborazione della feconda casa editrice di Giorgio Lucini.<br \/>\nIl Centro ha anche presieduto e collaborato a convegni di studio scientifici, tenuti nelle sedi di Brera e dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano e di Pavia.<br \/>\nOltre ai vari periodi in cui e\u0300 stato sede di mostre specifiche, il Centro e\u0300 sempre visitabile su appuntamento e contiene a rotazione le opere e gli allestimenti di Cavaliere di cui ha la cura, esposti in parte nelle belle sale e in parte nel delizioso giardino interno, costellato da un insieme assolutamente suggestivo di piante da frutto vere e opere in bronzo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alik Cavaliere e la Milano che invent\u00f2 il contemporaneo Nel centenario della nascita dell\u2019artista, un convegno internazionale riapre il dibattito sulla Milano che, tra ricostruzione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":168306,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,2730],"tags":[34179],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/168303"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=168303"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/168303\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":168310,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/168303\/revisions\/168310"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/168306"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=168303"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=168303"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=168303"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}