{"id":168447,"date":"2026-10-17T17:40:58","date_gmt":"2026-10-17T15:40:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168447"},"modified":"2026-10-17T17:40:58","modified_gmt":"2026-10-17T15:40:58","slug":"in-libreria-la-nuova-guida-slow-wine-2027","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168447","title":{"rendered":"In libreria la nuova guida Slow Wine 2027"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: justify;\">Presentata a Milano la guida Slow Wine 2027: nonostante le difficolt\u00e0, spicca l\u2019ingresso di 168 nuove cantine grazie alla spinta dei giovani e del Sud<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presentata la guida Slow Wine 2027: una pubblicazione corale fatta da 253 collaboratori sparsi in tutta Italia che camminano i filari e visitano le cantine. Una fotografia puntuale della viticoltura italiana:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00abNon c\u2019\u00e8 dubbio che stiamo vivendo un periodo difficile<\/strong>. Nonostante questo, c\u2019\u00e8 un\u2019interessante vivacit\u00e0 con l\u2019ingresso di<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>168 nuove cantine grazie alla spinta dei giovani e del Sud<\/strong>\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 in libreria e disponibile sullo store di Slow Food Editore, il volume \u00e8 stato presentato oggi a Milano durante il consueto approfondimento con produttrici e produttori nella mattinata, a cui ha fatto seguito la grande degustazione con<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>450 aziende da tutta Italia e <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>oltre 1.000 vini in mescita.<\/strong> Una <strong>pubblicazione molto attesa<\/strong> da tutto il comparto vitivinicolo e dagli appassionati per il<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>periodo contrastante che il mondo del vino sta vivendo, tra difficolt\u00e0 climatiche, calo dei consumi, eccessi di produzione e incremento dei costi.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Il clima che cambia ha grande influenza sulla produzione vinicola e sulla stessa sopravvivenza dei vigneti:<\/h3>\n<ul>\n<li>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">gelate, grandinate, peronospora, scottature, siccit\u00e0, piogge torrenziali.<\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>A entrare nelle pieghe della guida, il curatore Giancarlo Gariglio: \u00abIl dato che ci interessa di pi\u00f9 \u00e8 il ricambio.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Abbiamo 168 ingressi a fronte di 132 uscite<\/strong>: quindi 36 cantine recensite in pi\u00f9, in un anno nel quale le difficolt\u00e0 si fanno sentire. Tra questi ingressi ci sono<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>progetti recenti e aziende con una storia pi\u00f9 lunga<\/strong>, che i nostri collaboratori hanno portato all\u2019attenzione della redazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il risultato delle visite: tornare ogni anno significa verificare, cercare e rimettere in discussione le scelte precedenti. <strong>Il Sud e la Sicilia in particolare, che crescono per numero di cantine recensite,<\/strong> raccontano bene quanto ci sia ancora da scoprire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 dell\u2019assaggio, la guida offre poi altre segnalazioni utili: i<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>250 Locali del Bere Slow,<\/strong> le informazioni sull\u2019accoglienza in cantina, i<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>231 Best Buy. Vorremmo che il lettore trovasse un vino, ma anche un luogo da visitare e una persona da conoscere\u00bb. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riflessione di Gariglio, grazie al confronto dei collaboratori con i produttori durante le visite in cantina, va oltre: \u00abLa contraddizione \u00e8 che continuiamo a difendere la quantit\u00e0 mentre rischiamo di perdere valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E <strong>quando un vigneto viene abbandonato, pu\u00f2 essere proprio quello di collina o di montagna<\/strong>: <strong>meno produttivo, pi\u00f9 difficile da lavorare, ma importante per il paesaggio e per la vita di una comunit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Servono regole coerenti, uno schedario viticolo attendibile e controlli capaci di contrastare le pratiche che nascondono le eccedenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La riduzione delle rese deve accompagnarsi alla tutela dei territori pi\u00f9 fragili<\/strong>. Oggi dobbiamo riportare al centro anche l\u2019agronomia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per molte aziende,<strong> i danni economici pi\u00f9 pesanti arrivano dal vigneto,<\/strong> prima ancora che dal mercato:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>gelate, grandinate, peronospora, scottature, siccit\u00e0, piogge torrenziali.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 1.0625rem;\">Si pu\u00f2 perdere una parte enorme del raccolto<\/strong> <strong style=\"font-size: 1.0625rem;\">dopo aver gi\u00e0 sostenuto quasi tutti i costi per produrlo.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo bisogna<strong> finanziare molto di pi\u00f9 la ricerca,<\/strong> con investimenti continuativi, e fare in modo che i risultati arrivino davvero ai vignaioli. <strong>Servono sperimentazione e assistenza agronomica per ripensare la gestione del suolo, dell\u2019acqua e della pianta nelle condizioni che stiamo vivend<\/strong>o. La ricerca che salvaguardi il suolo e la biodiversit\u00e0 e non sia brevettabile deve diventare una priorit\u00e0 delle politiche viticole. Dalla capacit\u00e0 di adattamento dipende la possibilit\u00e0 stessa, per molti produttori, di continuare a coltivare\u00bb.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Dalla <\/strong><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; vinificazione illegale delle uve da tavola<\/strong><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; all\u2019abbandono di territori vocati a favore di una viticoltura di pianura, <\/strong><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; dallo sfruttamento del lavoro <\/strong><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; fino alle difficolt\u00e0 della ristorazione, tra mancanza di personale, perdita di motivazione e il rischio di standardizzare l\u2019offerta&#8230;<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presentazione di Slow Wine \u00e8 anche un\u2019opportunit\u00e0 preziosa per prendere in considerazione la complessit\u00e0 del vino, del mercato e di tutta la sua vasta filiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questa la prospettiva indicata anche da Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia, che guarda alla prossima edizione di<strong> Slow Wine Fair, a BolognaFiere dal 21 al 23 febbraio 2027,<\/strong> come a un\u2019occasione per affrontare le trasformazioni e le contraddizioni del settore:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa prossima edizione della Slow Wine Fair vuole guardare al mondo del vino nella sua complessit\u00e0: il mercato, la ricerca di nuovi linguaggi, la professionalizzazione delle figure che animano la filiera, ma anche le sue tante contraddizioni. <strong>Dalla vinificazione illegale delle uve da tavola all\u2019abbandono di territori vocati a favore di una viticoltura di pianura, dallo sfruttamento del lavoro fino alle difficolt\u00e0 della ristorazione, tra mancanza di personale, perdita di motivazione e il rischio di standardizzare l\u2019offerta.<\/strong> Tutto questo per capire cosa sta cambiando in questo settore e come governare le trasformazioni in atto. E la Slow Wine Fair \u00e8 il luogo ideale per farlo. <strong>Un laboratorio aperto a produttori, distributori, ristoratori e appassionati, nel quale tracciare una rotta comune per il vino del futuro, nella visione di Slow Food.<\/strong> Quello che custodisce suoli e biodiversit\u00e0, crea lavoro, produce bellezza, diffonde conoscenza, tiene vive le comunit\u00e0 e rimette al centro il legame tra chi produce e chi porta il vino sulle tavole. Perch\u00e9 siamo consapevoli, pi\u00f9 che in qualsiasi altro momento storico, della necessit\u00e0 di prendere coscienza del \u201cdestino comune\u201d di tutti gli attori del mondo del vino. L\u2019unico modo per rispondere a questa crisi e costruire nuove prospettive per il settore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A sottolinearne la centralit\u00e0 anche Rossano Bozzi, direttore della Business Unit Heritage di BolognaFiere, che organizza la manifestazione insieme a Slow Food, per cui l\u2019obiettivo della Slow Wine Fair \u00e8 mettere in relazione i diversi protagonisti della filiera, dai vignaioli ai professionisti dell\u2019Horeca, fino ai consumatori. Accanto alla promozione del vino buono, pulito e giusto, la manifestazione punta a rafforzare le relazioni commerciali e l\u2019apertura ai mercati internazionali, offrendo ai produttori nuove occasioni per far conoscere il proprio lavoro e i propri vini nelle carte di ristoranti ed enoteche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Premi Speciali di Slow Wine 2027<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ormai di consueto, durante la presentazione sono stati consegnati i 7 Premi Speciali di Slow Wine 2027.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Premio alla Carriera 2027, sostenuto da Winterhalter, va a Teobaldo Rivella (Piemonte) per la coerenza con cui ha attraversato oltre sessant\u2019anni di vendemmie, restando fedele alla propria idea di viticoltura e, soprattutto, a se stesso. Qualcuno potrebbe pensare che si sia accontentato; noi crediamo il contrario. \u00c8 rimasto padrone delle proprie scelte e ha vissuto dignitosamente del mestiere che amava. Forse \u00e8 questa la sua lezione pi\u00f9 bella: la vita passa in un lampo, sta a noi riempirlo di gesti capaci di darle un senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Teobaldo Rivella: \u00abDevo dire che ho fatto pi\u00f9 di sessanta vendemmie e il tempo \u00e8 volato. Ho avuto la fortuna di seguire una passione che curavo fin da bambino. Quando ho potuto avere due ettari di terreno un sogno si \u00e8 realizzato. In questi anni non mi sono ingrandito: \u00e8 la dimensione che potevo gestire con l\u2019aiuto di mia moglie. Ho visto tante mode passare, tanti modi di fare il vino. Io non so se ho fatto bene, ho sempre seguito le mie idee. Ho rinunciato alla chimica e ho continuato semplicemente a coltivare la terra e a fare il vino nel modo in cui credevo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Premio alla Novit\u00e0 dell\u2019anno, sostenuto da Bormioli Luigi, va a Nicola Siriaco (Puglia) per aver trasformato l\u2019azienda agricola di famiglia in un progetto vitivinicolo nuovo e personale, facendo tesoro di quanto imparato lontano senza lasciarsi sedurre dall\u2019imitazione. La Gariga ne \u00e8 forse l\u2019espressione pi\u00f9 nitida: un negroamaro inatteso, agile e vibrante, lontano da interpretazioni muscolari, che cambia prospettiva senza smarrire il legame con il luogo. Un vino che racconta una Puglia contemporanea, capace di interrogare la propria tradizione e di trovare proprio nelle radici lo slancio per percorrere strade nuove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nicola Siriaco: \u00abDall\u2019esperienza in Borgogna non ho voluto copiare un metodo o un protocollo; ho preferito mettermi in ascolto, osservando come l\u2019uva venga letta e vinificata parcella per parcella. Questa filosofia mi ha affascinato profondamente. Una volta tornato a casa, ho iniziato ad applicarla alle nostre uve e ai nostri terreni, cos\u00ec generosi e severi allo stesso tempo, avviando una sperimentazione che guarda al passato con un occhio rivolto al futuro. Oggi si parla molto di cambiamento climatico, ma i nostri contadini ci hanno sempre insegnato a fare i conti con il caldo. Certo, queste stagioni sono sempre pi\u00f9 proibitive, ma la nostra forza \u00e8 l&#8217;esperienza, che rispettiamo e interpretiamo di annata in annata. Per questo voglio lanciare un appello ai mercati: questa terra pu\u00f2 essere raccontata in modo nuovo. I nostri vini meritano di salire sulle tavole dei consumatori e degli appassionati perch\u00e9 sono profondamente contemporanei, capaci di smarcarsi finalmente dal vecchio stereotipo di vini saturi, pesanti e difficili da bere. Infine, ci tengo a sottolinearlo: il successo di un vino come la Gariga, che ha saputo catturare la vostra attenzione, non \u00e8 un traguardo solitario. \u00c8 il frutto del lavoro della mia famiglia, che ha creduto e continua a credere in me\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Premio per l\u2019Accoglienza in cantina 2027, sostenuto da Reale Mutua, va a Ca\u2019 Rugate (Veneto) per aver trasformato l\u2019ospitalit\u00e0 in un esercizio di apertura: verso chi vuole conoscere il vino e la civilt\u00e0 che lo ha generato, verso i pi\u00f9 giovani e verso chi necessita di modalit\u00e0 e tempi diversi per avvicinarsi alla terra. Museo, vigna, fattoria didattica e fattoria sociale sono diventati parti di uno stesso racconto, dimostrando che una cantina pu\u00f2 essere insieme luogo di produzione, memoria e incontro. Una porta aperta sul vino, ma soprattutto sulla comunit\u00e0 e sul territorio che lo rendono possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michele Tessari: \u00abQuesto riconoscimento sottolinea un impegno e un\u2019attenzione che l&#8217;azienda ha da sempre nei confronti dell\u2019accoglienza. Siamo aperti 7 giorni su 7, quindi con un investimento importante anche dal punto di vista del personale, e ogni anno passano a Ca\u2019 Rugate 24 mila persone. C&#8217;\u00e8 una declinazione diversa dei concetti che raccontiamo, tutti legati a una storia secolare di appartenenza al mondo del vino, a seconda che si visiti il museo del vino o la fattoria didattica o sociale. Riusciamo a contaminare pi\u00f9 persone perch\u00e9 abbiamo risorse umane preparate che hanno fatto didattica in vari contesti e quindi sanno declinare concetti culturali, sociali e di formazione legati alla produzione del vino in maniera diversa. Nonostante tutti questi anni rimane intatto l&#8217;entusiasmo che abbiamo nel fare questo mestiere. Avere visitatori con sensibilit\u00e0 differenti fa capire quanto sia calamitante il mondo del vino e quanto sia bello e importante saperlo raccontare. Perch\u00e9 crediamo che fare vino sia un&#8217;arte che debba essere raccontata da caleidoscopi diversi e non solo da quello prettamente enologico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Premio al Giovane Vignaiolo 2027, sostenuto da Guala Closures, va a Nikolas Juretic (Friuli-Venezia Giulia) per la capacit\u00e0 di osservare prima di agire e ascoltare prima di decidere. Per una viticoltura fatta di conoscenza, sensibilit\u00e0 e attenzione quasi individuale alla vite, capace di tradursi in vini mai scontati e profondamente legati ai luoghi da cui provengono. E per aver affiancato al lavoro personale una visione collettiva, contribuendo con Senza Meja a riunire una nuova generazione di vignaioli friulani e sloveni. Vini e persone che parlano, con voce nitida, un\u2019affascinante lingua di confine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nikolas Juretic: \u00abIl lavoro con Simonit&amp;Sirch (gruppo internazionale specializzato e accreditato nel settore della formazione del personale addetto alla potatura manuale dei vigneti) mi ha portato a vedere molte vigne di tutti i tipi. La prima cosa che si capisce dopo un\u2019esperienza simile \u00e8 che non c\u2019\u00e8 solo un modo o non c\u2019\u00e8 il modo ideale per gestire una vigna, ma ne esistono tantissimi. Questo sicuramente ha ispirato un po\u2019 il mio approccio nella gestione delle vigne. La famosa retorica del vino che si fa in vigna non \u00e8 del tutto completa: oggi dobbiamo capire meglio il valore di tutti gli aspetti che concorrono a fare un buon vino. L\u2019attenzione alla cura ai dettagli e questo lavoro un po\u2019 sartoriale va fatto anche in cantina. Per questo motivo ho scelto quasi dall\u2019inizio della mia esperienza da produttore di lavorare per singola vigna e di imbottigliare vini parcellari, perch\u00e9 in questo modo riesco a esprimere e dare valore a quello che trovo nella vigna\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Premio Slow Wine Coalition alla Solidariet\u00e0 2027 va a Clarabella (Lombardia) per aver trasformato un principio in una pratica quotidiana e duratura, facendo dell\u2019agricoltura uno spazio nel quale recuperare autonomia, fiducia e dignit\u00e0. Per aver dimostrato che un\u2019impresa pu\u00f2 prendersi cura contemporaneamente della terra che coltiva e delle persone che la abitano, senza sacrificare la qualit\u00e0 alla propria funzione sociale. E per ricordarci che un grande vino non racconta soltanto un luogo: pu\u00f2 raccontare anche il tipo di comunit\u00e0 che abbiamo scelto di costruirvi intorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessandro Mogavero, responsabile della cascina e della produzione: \u00abNoi ci occupiamo seriamente di reinserimenti lavorativi e operiamo con persone con fragilit\u00e0 psichiatrica. Noi siamo l&#8217;ultimo anello di un percorso gi\u00e0 intrapreso, o che la persona \u00e8 intenzionata a intraprendere. Noi cerchiamo di dare una nuova occasione di riscatto e di inclusione: tornare a lavorare aiuta a cambiare la propria immagine percepita all&#8217;esterno. Le persone che coinvolgiamo sono assunte dall\u2019azienda, diventano colleghi, non parliamo di tirocini. Per noi questo riconoscimento d\u00e0 nuova energia. E questo \u00e8 importante, il nostro ambito di lavoro non \u00e8 semplice. \u00c8 quella piccola goccia di carburante importante per tutti noi della cantina che domani mattina ci far\u00e0 alzare 5 minuti prima dal letto con una voglia e una consapevolezza maggiore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Premio per la Viticoltura Sostenibile 2027, sostenuto da Gruppo Saida, va a Thomas Niedermayr (Alto-Adige) per aver saputo anticipare, con convinzione e lungimiranza, temi oggi imprescindibili; per aver trasformato i vitigni resistenti in una scelta agronomica ed ecologica, senza rinunciare all\u2019ambizione di produrre grandi vini. Per l\u2019attenzione dedicata alla fertilit\u00e0 del suolo e alla biodiversit\u00e0, ma soprattutto per il coraggio di mettere in discussione ci\u00f2 che sembrava immutabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marlene Ausserer, co-conduttrice della cantina Thomas Niedermayr: \u00abLa nostra scelta di estirpare viti vecchie e di fare del nostro maso un laboratorio sui PIWI (ndr: variet\u00e0 di viti ottenute tramite incroci tra la Vitis vinifera europea e specie americane o asiatiche), forse \u00e8 stata dettata dal fatto che eravamo troppo pigri per fare i trattamenti. Diciamo che noi siamo da sempre convinti che seguendo i ritmi della natura si riesce a produrre qualit\u00e0 pi\u00f9 alta. Solaris, bronner, souvignier gris e altre variet\u00e0 resistenti ci consentono di ridurre drasticamente la difesa fitosanitaria e i passaggi dei mezzi agricoli. Seguire l&#8217;evoluzione fa parte della natura. Perci\u00f2 fare prodotti di qualit\u00e0 per noi vuol dire andare avanti, stare attenti agli stimoli della natura. Queste variet\u00e0 ci danno la possibilit\u00e0 di lavorare con molta biodiversit\u00e0 e portare in cantina uve sane, dalle quali si possono produrre anche vini di alta qualit\u00e0 e di grande longevit\u00e0. Erbe, fiori, alberi da frutto e animali restituiscono alla vigna la complessit\u00e0 di un organismo agricolo vivo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Premio per la Vitalit\u00e0 del Suolo 2027, sostenuto da eVISO, va ad Arianna Occhipinti (Sicilia) per aver trasformato la cura della terra in pratica agricola e impegno civile, difendendo non solo i propri vigneti, ma anche il territorio che li circonda, minacciato da rifiuti, plastica, roghi e abbandono. Perch\u00e9 non pu\u00f2 esistere una vigna sana in un territorio malato. E perch\u00e9 da Vittoria (Rg) arriva una lezione che riguarda sempre pi\u00f9 da vicino tutti noi: il suolo non \u00e8 semplicemente il luogo in cui coltiviamo, ma una risorsa viva da cui dipende la possibilit\u00e0 stessa di continuare a farlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arianna Occhipinti: \u00abQuesta terra mi ha insegnato che ogni suolo ha un suo equilibrio, e che coltivare significa prima di tutto imparare a conoscerlo, capire i suoi limiti e lavorare a partire da quelli. In Sicilia, a Vittoria, dove l\u2019acqua \u00e8 una risorsa preziosa e il clima ci mette sempre pi\u00f9 alla prova, ho capito che non possiamo dominare la natura, ma dobbiamo ascoltarla, rispettarne i ritmi e assecondarne gli equilibri. Questo si dovrebbe fare in tutto il mondo. Un suolo vivo, ricco di sostanza organica e biodiversit\u00e0, trattiene meglio l\u2019acqua e aiuta le piante ad affrontare la siccit\u00e0. \u00c8 un lavoro lento, fatto di osservazione, pazienza e scelte quotidiane. La vitalit\u00e0 del suolo riguarda anche le persone che lo abitano. Difendere le campagne dall\u2019abbandono significa custodire un paesaggio, ma anche permettere che un mestiere continui a essere tramandato e imparato. Coltivare non \u00e8 soltanto lavorare, ma imparare a conoscere un luogo e a prendersene cura nel tempo. A chi oggi affronta un clima sempre pi\u00f9 difficile direi di ripartire da ci\u00f2 che ha sotto i piedi: conoscere il proprio suolo, rispettarlo e dargli il tempo di rigenerarsi. Il futuro dell\u2019agricoltura dipende anche da come sapremo custodire l\u2019acqua e mantenere viva la terra che la accoglie. Ricevere questo premio da Slow Wine \u00e8 per me importante perch\u00e9 riconosce un impegno quotidiano che va oltre il raccolto di una singola annata. Prendersi cura del suolo significa assumersi una responsabilit\u00e0 verso il futuro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la presentazione \u00e8 stato illustrato il progetto realizzato in collaborazione con CNH, dedicato ai trattori di nuova generazione: meno energivori, con un inferiore impatto sul compattamento del suolo e dotati di tecnologie avanzate per aumentare la sicurezza dei trattoristi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo i premi speciali il momento pi\u00f9 atteso dal pubblico e dagli stessi produttori \u00e8 la grande degustazione che anima il pomeriggio della presentazione della guida, quest\u2019anno ai banchi di assaggio 450 produttori e oltre 1000 vini. A rendere possibile la degustazione l&#8217;aiuto dei sommelier della Fisar, che da 12 anni collaborano alla realizzazione di Slow Wine e hanno adottato la guida come testo didattico per tutti i corsisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I numeri di Slow Wine 2027<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7.809 vini recensiti \u2022 2059 le schede delle cantine \u2022 1204 cantine che praticano agricoltura biologica\/biodinamica certificata o sono in conversione \u2022 3005 vini in bottiglia dal peso inferiore o uguale a 450 grammi \u2022 168 nuove cantine in guida \u2022 247 Chiocciole, le cantine buone, pulite e giuste \u2022 173 Bottiglie, le cantine i cui vini esprimono un\u2019eccellente qualit\u00e0 organolettica \u2022 56 Monete, le cantine i cui vini hanno un ottimo rapporto qualit\u00e0-prezzo \u2022 779 Top Wine, di cui 267 premiati per l\u2019eccellenza del profilo organolettico e 512 Vini Slow \u2022 231 Best Buy, selezione di Top Wine con un prezzo vantaggioso \u2022 250 locali del Bere Slow \u2022 466 cantine che offrono ospitalit\u00e0 \u2022 272 cantine che offrono ristoro \u2022 1031 cantine che offrono lo sconto del 10% sull\u2019acquisto dei vini \u2022 253 collaboratori\/degustatori rappresentanti tutte le regioni d\u2019Italia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presentazione della guida Slow Wine 2027 \u00e8 realizzata grazie al sostegno di numerose aziende che con Slow Food condividono valori e visione. Official partner sono e-Viso, Gruppo Saida, Guala Closures, Reale Mutua e Winterhalter. L&#8217;evento vede anche la collaborazione di Bormioli Luigi, Eventi di Cartone, Pulltex, Acqua S. Bernardo, Amorim Cork Italia, Fisar e Istituto Professionale Statale Colombatto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentata a Milano la guida Slow Wine 2027: nonostante le difficolt\u00e0, spicca l\u2019ingresso di 168 nuove cantine grazie alla spinta dei giovani e del Sud<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":73550,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,19071,61,1918,9411,327],"tags":[34197],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/168447"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=168447"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/168447\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":168449,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/168447\/revisions\/168449"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/73550"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=168447"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=168447"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=168447"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}