{"id":168649,"date":"2026-10-22T19:02:43","date_gmt":"2026-10-22T17:02:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168649"},"modified":"2026-10-22T19:02:43","modified_gmt":"2026-10-22T17:02:43","slug":"dove-vado-a-cena-osterie-ditalia-2027-e-in-libreria-dal-21-ottobre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168649","title":{"rendered":"Dove vado a cena? Osterie d\u2019Italia 2027 \u00e8 in libreria dal 21 ottobre"},"content":{"rendered":"<p>Osterie d\u2019Italia 2027: la guida come strumento educativo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In libreria dal 21 ottobre, l<strong>a trentasettesima edizione<\/strong> della guida raccoglie quest\u2019anno<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>1952 recensioni di locali scelti in ogni angolo del Paese<\/strong> per la buona cucina territoriale, l\u2019attenta selezione degli ingredienti e l\u2019esperienza autentica<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stata presentata questa mattina nella <strong>Sala Fucine delle OGR di Torino<\/strong> la nuova edizione della guida Osterie d\u2019Italia. A condurre il racconto delle novit\u00e0 regione per regione e l\u2019assegnazione dei premi speciali una coppia inedita: Carlo Bogliotti, responsabile editoriale della guida e Amministratore delegato di Slow Food Editore, e Fulvio Marino, mugnaio, panificatore e autore per l\u2019editore della Chiocciola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019edizione 2027: la guida come strumento educativo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trentasei anni fa l\u2019intuizione di Carlo Petrini e di un piccolo gruppo di sodali diede origine alla guida: si resero conto che c\u2019era bisogno di una ricognizione delle osterie, che in quegli anni stavano scomparendo. Quattro i capisaldi del sussidiario del mangiarbere all&#8217;italiana che hanno ridefinito da quel momento il modello di osteria e che non sono mai cambiati: cucina locale nel suo contesto autentico, uso di prodotti di qualit\u00e0 e del territorio, prezzi accessibili ai pi\u00f9 e calda accoglienza. Queste linee guida sono rimaste le stesse da allora e hanno accompagnato un\u2019evoluzione che ha riportato l\u2019attenzione su questo modello di ristorazione a partire dagli anni \u201890, senza tuttavia uniformare una diversit\u00e0 di proposte che invece \u00e8 parte fondamentale dello spirito della guida. Di tutto questo non si pu\u00f2 che ringraziare Carlo Petrini, che per la prima volta mancher\u00e0 alla presentazione della guida e che \u00e8 stato ricordato in apertura con le parole di Piero Alciati, ristoratore e amico di Carlo sin dalla met\u00e0 degli anni \u201870.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il ricordo di Piero Alciati, a dare il via ufficiale alla presentazione \u00e8 stato l\u2019Assessore ai Grandi Eventi e al Turismo della Citt\u00e0 di Torino, Domenico Carretta, che ha dato il bentornato a Torino, dopo Terra Madre, agli osti di tutta Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dall\u2019inizio la selezione delle osterie che compaiono nella guida ha comportato un lungo lavoro di studio, selezione e prove sul campo, nonch\u00e9 migliaia di chilometri percorsi, deviazioni dalle strade principali e molti incontri: nulla \u00e8 cambiato dalla prima edizione (forse solo l\u2019aiuto dei navigatori), e anche quest\u2019anno la guida \u00e8 la fotografia dei luoghi che conservano l\u2019autenticit\u00e0 che da sempre la guida ricerca e premia. L\u2019autenticit\u00e0 \u00e8 proprio ci\u00f2 che pi\u00f9 si ricerca online, dove si moltiplicano profili e pagine che parlano delle <strong>osterie in guida, i bar di paese, i piatti di sostanza, semplici e golosi in una gara a trovare i luoghi pi\u00f9 \u201cnascosti\u201d.<\/strong> Forse l\u2019autenticit\u00e0 di questi tempi \u00e8 una delle cose di cui abbiamo pi\u00f9 bisogno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guida \u00e8 diventata cos\u00ec negli anni una sorta di strumento educativo: offre infatti a chi la consulta \u2013 e naturalmente a chi la fa, gli instancabili collaboratori della rete Slow Food \u2013 la possibilit\u00e0 di imparare divertendosi le materie che a scuola si insegnano sempre meno: la geografia, la storia, l\u2019agricoltura, nonch\u00e9 l\u2019economia e la sociologia, tutto ci\u00f2 insomma che contribuisce a fare del nostro Paese un territorio complesso che ospita molte diversit\u00e0. Una volta era il sussidiario che si portava nello zaino, ora \u00e8 il sussidiario del mangiarbere, definizione inventata in quel lontano 1990 da Folco Portinari che ritroveremo anche pi\u00f9 avanti, che si infila in borsa o si tiene sempre in macchina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo dato della guida 2027 \u00e8 1952. <strong>Tanti sono i locali segnalati in questa nuova edizione, in cui campeggiano ben <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>175 Locali Quotidiani, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ovvero i pastifici, le gastronomie, le enoteche con cucina,<\/strong> che per la prima volta compaiono come sezioni regionali e non pi\u00f9 raggruppati in fondo al volume.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pi\u00f9, come ogni anno, gli inserti regionali con<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>i bacari veneziani<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> i buffet triestini, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>le malghe trentine, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>i fornelli pugliesi, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>i trippai fiorentini e <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>tanti altri locali tipici di ogni regione.<\/strong> In tutta Italia esiste la possibilit\u00e0 di apprezzare le forme pi\u00f9 semplici di ristorazione popolare, e che questo modello continua a svolgere la funzione per cui \u00e8 nato, e anzi \u00e8 in grado di ampliare sempre di pi\u00f9 la sua clientela, che proprio l\u00ec ritrova gli ingredienti e i piatti delle tradizioni locali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dei 1952 locali segnalati nella guida, sono 335 i locali a cui \u00e8 assegnata la Chiocciola, che viene attribuita a quelle insegne che si contraddistinguono per<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>l\u2019eccellente proposta e per l\u2019ambiente, la cucina e l\u2019accoglienza decisamente in sintonia con i valori di Slow Food.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardando alle regioni, quelle con pi\u00f9 osterie segnalate sono<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il Piemonte (169), e subito dietro<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> Toscana (158) e <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Campania (155),<\/strong> mentre diverso \u00e8 l\u2019ordine se si guarda al numero delle Chiocciole, che vede la Campania di nuovo in prima posizione con 34 locali: seguono il Piemonte con 31 e a pari merito con 26 l\u2019Emilia-Romagna, la Toscana e la Puglia.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In coda al volume una novit\u00e0 che in realt\u00e0 \u00e8 un lieto ritorno,<strong> ovvero la sezione Ho voglia di\u2026<\/strong> Lo trovo a\u2026, un indice da \u201csussidiario\u201d presente nella prima edizione della guida Osterie d\u2019Italia, quella del 1990, in cui Folco Portinari spiegava la sua idea. Si trattava allora, e si tratta ancora oggi, di un indice dei piatti e dei luoghi dove trovarli.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Si parte dall\u2019abbacchio e s<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>i arriva alla zuppa valpellinentze<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>passando per il fritto misto, il coniglio<\/strong> in tutte le sue declinazioni,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la brovada e tanti altri piatti da scoprire<\/strong> \u2013 e qui si torna alla guida come strumento per imparare senza tuttavia perdere la componente di gioco che consiste nel comporre un proprio itinerario basato sul piacere di scegliere. Da insegnare a scuola, come direbbe qualcuno.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presentazione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCarlo Petrini, oltre che uno degli ideatori della guida, era anche un vero aficionado delle Osterie. Quando avevo il privilegio di girare l\u2019Italia con lui ogni tragitto era studiato (o allungato clamorosamente) per fermarsi in Osteria a pranzo e a cena, e percepivo nettamente l\u2019affetto che lui provava per gli osti e quanto era sinceramente ricambiato. Non possiamo che ringraziarlo per aver immaginato questa guida meravigliosa e unica e cercare di fare al meglio per portare avanti il suo progetto\u00bb ha detto Carlo Bogliotti, amministratore delegato di Slow Food Editore e responsabile editoriale della guida, aprendo la presentazione alle OGR di Torino. E ha poi aggiunto: \u00abMentre chiudevamo la guida in redazione, a fine agosto, pensavo che questo libro \u00e8 uno strumento educativo formidabile. Con Osterie d\u2019Italia si imparano la geografia, la storia, l\u2019agricoltura, l\u2019economia, la sociologia, tutta la diversit\u00e0 e complessit\u00e0 del nostro Paese, che un tempo si apprendeva fin dalle elementari disegnando le cartine fisiche e politiche delle regioni italiane, tracopiandole su carta velina dagli atlanti. Le Osterie sono piccoli ma indispensabili santuari di autenticit\u00e0. Ed ecco la parola chiave, autenticit\u00e0, quando la realt\u00e0 attuale \u00e8 sempre pi\u00f9 rappresentata attraverso il maquillage dell\u2019intelligenza artificiale e la velocit\u00e0 imposta dalla comunicazione frenetica che tutti frequentiamo. Nelle osterie, invece, si vive, si lavora, si mangia e si beve, si riattivano i sensi, si sta bene, insieme, senza filtri. E si impara. Si diventa aperti e tolleranti, gastronomi e cittadini colti e responsabili\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiara Cauda, direttore editoriale della casa editrice ha posto l\u2019accento su osti e ostesse, senza i quali non esisterebbe la guida: \u00abI veri autori di questa guida sono innanzitutto gli osti e le ostesse. Sono loro, anno dopo anno, a scriverla attraverso il proprio lavoro, le scelte quotidiane, i piatti che portano in tavola e le storie che sanno raccontare. Sono custodi di ricette, certo, ma molto spesso anche custodi dei luoghi che abitano: paesi, vallate, campagne e quartieri che rischierebbero altrimenti di perdere una parte della propria identit\u00e0. Osterie d\u2019Italia continua a essere un libro vivo proprio perch\u00e9 raccoglie le loro voci\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In chiusura le parole con cui Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, ha salutato questa edizione e che ne condensano lo spirito: \u00abNelle osterie passano le nostre vicende private ma anche le grandi questioni collettive e globali: la crisi climatica-ambientale quindi agricola, con gli aumenti delle materie prime, i costi dell&#8217;energia e del lavoro, i cambiamenti culturali, la sostenibilit\u00e0 del mestiere. E se anche la giustizia sociale attraversa le osterie, merita menzione l&#8217;iniziativa lanciata dal nostro cuoco dell&#8217;Alleanza, Marco Morello, del Collettivo Gastronomico Testaccio, che molti di voi conosceranno, per sancire il lavoro di cuochi e operatori di mensa come usurante: temperature elevate, spazi spesso ridotti, strumenti potenzialmente pericolosi, carichi fisici ingenti e ritmi pesanti. Parlare di giustizia nel settore del cibo significa certo tutelare i produttori, ma anche chi trasforma la materia prima! Allora oggi \u00e8 necessario mettere la ristorazione in condizione di continuare ad offrire qualit\u00e0 in cucina e in sala, assumendo di pi\u00f9 e meglio, rendendo l&#8217;impresa appetibile e il lavoro dipendente nel settore qualificato e qualificante, oltre che sostenibile sotto tutti i profili. Soprattutto per le nuove generazioni. Abbiamo ricordato il nostro amatissimo Carlin, e sempre lo ricorderemo con gioia, che quarant&#8217;anni fa immaginava e dava vita a Slow Food: in quel mondo di idee che ne \u00e8 scaturito, le Osterie sono state centrali fin da principio: luoghi di lavoro, di incontro, di relazioni ma anche di cultura e politica. Luoghi di vita e autenticit\u00e0, come sottolinea il nostro Carlo Bogliotti. Luoghi incantevoli e imperfetti, come la vita. E come noi. Allegri ma a volte anche tristi, come la vita. E come noi. Nuovi di zecca o un po&#8217; &#8220;sbucciati&#8221;, come la vita. E come noi. Poetici e prosaici, come la vita. E come noi. Luoghi che vogliono esistere, fare del loro meglio e che possono rendere il mondo un luogo un po&#8217; migliore, come dobbiamo e possiamo fare tutti noi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I premi speciali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I premi speciali vengono annunciati durante la presentazione ufficiale della guida e costituiscono l\u2019occasione per dare risalto ad alcune delle tante e belle storie delle osterie che sono recensite ogni anno. Quelle messe in evidenza dai premi speciali sono espressioni di eccellenza gastronomica ma sono anche storie che testimoniano come le osterie siano un presidio per la comunit\u00e0, non di rado in zone marginali, magari difficili da raggiungere, dove diventano un punto di riferimento per la ricostruzione del tessuto sociale ed esempi virtuosi di microeconomia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco dunque i premi di questa nuova edizione con le motivazioni e il partner che accompagna Slow Food nell\u2019assegnazione di ciascun riconoscimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premio Novit\u00e0 dell\u2019anno: MARTINA RUSSI | RADICI | Vico del Gargano (FG) | Puglia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una novit\u00e0 che \u00e8 una vecchia conoscenza della guida. Con questo premio celebriamo un locale che aveva avuto una lunga pausa di riflessione e una donna che ha trovato invece la forza di ripartire e tornare a proporre una cucina che spicca per qualit\u00e0. Merita l\u2019elogio affettuoso della nostra guida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha consegnato il premio Marco Budano, Responsabile Ufficio Stampa di Reale Mutua<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premio Giovane dell\u2019anno \u201cVittorio Fusari\u201d Franciacorta: CAROLINA VIO | ORTOSTERIA DA REN\u00c8 | Bastia di Albenga (IM) | Liguria<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partendo da una dispensa fatta di autoproduzione ed estrema prossimit\u00e0, la cucina si basa su verdure e ortaggi d\u2019eccellenza in uno dei territori pi\u00f9 vocati d\u2019Italia, vino e olio propri, pesce e carne locali. Una realt\u00e0 forte e virtuosa, oltre che deliziosa, perch\u00e9 interpretata ai fornelli e nella trasformazione in conserve in maniera impeccabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha consegnato il premio Emanuele Rabotti, Presidente del Consorzio Franciacorta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premio Ostinati: PINO TRIMBOLI | LA COLLINETTA | Martone (RC) | Calabria<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un premio a chi non cede alle pressioni della malavita e reagisce facendo rete contro l\u2019illegalit\u00e0 e accogliendo nel percorso lavorativo ragazzi con disabilit\u00e0. Oggi insieme ad altre imprese e produttori si oppone apertamente alla criminalit\u00e0 organizzata e resiste con orgoglio nel proporre un\u2019autentica e ottima cucina di territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha consegnato il premio Domenico Rinaldini, Presidente Consorzio RICREA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premio Interpretazione della cucina regionale: TERRA DI EA | Tortoreto (TE) | Abruzzo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un gruppo di amici che opera nel rispetto dei principi che da sempre ispirano la nostra guida: ricerca, recupero, coltivazione sostenibile e allevamenti bradi, con trasformazione e uso dei prodotti in proprio. La fattoria e il ristoro hanno inoltre un importante ruolo sociale ed educativo: un buono che \u00e8 anche assolutamente pulito e giusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha consegnato il premio Aldo Cursano, Vice Presidente Vicario FIPE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premio Dispensa in osteria: ROBERTA POLLONI | CASA E CILIEGIE | Loro Ciuffenna (AR)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">| Toscana<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019osteria senza compromessi in un casale in pietra. Soltanto materie prime autoprodotte, locali e sostenibili, compresi i formaggi e il pane cotto a legna. Determinazione applicata su ogni piatto e ogni preparazione, a dimostrazione che un\u2019altra via \u00e8 possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno consegnato il premio Federica Trombetta, Head of Marketing &amp; Online Operations Costadoro e Carlotta Trombetta, Head of Qualit\u00e0 &amp; Impact Costadoro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premio Piatto dell\u2019anno: TRIS DI PASTE RIPIENE | HOSTARIA VIOLA | Castiglione delle Stiviere (MN) | Lombardia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un inno alla pasta ripiena, alla sfoglia che sa di miracolo per maestria, alla tradizione che in tutta Italia nobilita ripieni \u2013 spesso di recupero \u2013 e formati tra i pi\u00f9 svariati. Un piatto simbolico per rappresentarli tutti, che delizia e sorprende nella sua apparente semplicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha consegnato il premio Carmine Pagnozzi, Direttore Generale Biorepack<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premio Vino in osteria: THOMAS DEL CASTELLO | ALLA RUOTA | Negrar di Vapolicella (VR) | Veneto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un giovane sommelier gi\u00e0 esperto, che oltre a saper selezionare il meglio e il semi-nascosto in un territorio ad altissima vocazione enologica, allarga la sua passione ad altre zone italiane e non: una ricerca constante, attentissima alla sostenibilit\u00e0 delle produzioni, per una proposta mai banale e sempre intelligente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha consegnato il premio Ferdinando Marino di Mulino Marino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premio Birra in osteria: PORK\u2019N\u2019ROLL | Roma |Lazio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un pub dove alla nobile scelta di servire i prodotti dagli allevamenti di famiglia si affianca l\u2019evidenza di una grande passione per le birre. Ci sono quelle autoprodotte, ottime, una selezione a rotazione di piccoli artigiani alla spina e oltre 100 etichette, perfette per accompagnare piatti sfiziosi e sostenibili. Ha consegnato il premio Lorenzo Bossi, Marketing Manager QBA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premio Bere bene: TAVERNA NONNA VERA | Latronico (PZ) | Basilicata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scelta di creare una carta dei distillati e delle bevande che per ampiezza non ha nulla da invidiare a quella dei vini, peraltro anch\u2019essa costruita con passione e competenza. Un riconoscimento che va alla capacit\u00e0 di rendere speciale qualsiasi momento in osteria, non soltanto quello del pasto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha consegnato il premio Giulia Maccone, Responsabile HoReCa S.Bernardo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premio Oste dell\u2019anno: MARIA DADOMO CAMPANINI | OSTERIA CAMPANINI | Busseto, Madonna dei Prati (PR) | Emilia-Romagna<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraversare tre generazioni e diventare l\u2019emblema di una cucina d\u2019altri tempi, ma sempre attuale e sempre pi\u00f9 rara. L\u2019incarnazione dell\u2019autenticit\u00e0, fatta di creazioni che sono gi\u00e0 nella storia della gastronomia italiana e che continuano a essere preparate personalmente da decenni, lentamente. Un inno ai miti di un territorio magico, ai suoi grandi personaggi tra arte, cultura, ingegno e con la tavola sempre al centro. L\u2019instancabile vocazione di chi dispensa bont\u00e0 a ben 90 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha consegnato il premio Michele Sallustio, Direttore Commerciale Pastificio di Martino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Menzione speciale FIPE: TRATTORIA DA AMERIGO 1934 | Savigno, Valsamoggia (BO) | Emilia-Romagna<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso della presentazione \u00e8 stata assegnata anche la Menzione speciale FIPE, a un associato della Federazione Italiana Pubblici Esercizi presente all\u2019interno della guida. La menzione, assegnata a Trattoria da Amerigo 1934 \u00e8 stata accompagnata dalla seguente motivazione: \u00abSlow Food compie 40 anni e vogliamo assegnare questa menzione speciale a un\u2019osteria che non solo \u00e8 presente in guida sin dalla prima edizione con la chiocciola, ma nei primi anni eroici dell\u2019associazione Arcigola era anche sede della condotta locale. L\u2019unica osteria in guida che \u00e8 anche una stella Michelin senza aver tradito la sua vocazione per il territorio e la tradizione, inseguendo modelli altri. Un simbolo e un esempio per tutti noi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Guida sar\u00e0 disponibile in tutte le librerie e sullo store online di Slow Food Editore dal 21 ottobre. L\u2019app Osterie d\u2019Italia verr\u00e0 aggiornata con i nuovi contenuti il 3 novembre nelle versioni italiana e inglese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I numeri della guida<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00b7 <strong>1952 osterie, agriturismi, enoteche con cucina e ristoranti segnalati<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00b7 pi\u00f9 di 250 collaboratori sparsi su tutto il territorio italiano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00b7 175 Locali Quotidiani<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00b7 335 locali premiati con la Chiocciola per l\u2019eccellente proposta e per l\u2019ambiente, la cucina e l\u2019accoglienza in sintonia con Slow Food<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00b7 228 locali premiati con il Bere Bene, un riconoscimento per l\u2019accurata selezione di bevande: birre artigianali, succhi, infusi, cocktail e distillati<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00b7 627 locali premiati con la Bottiglia per la curata selezione di vini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osterie d\u2019Italia 2027<br \/>\nResponsabile editoriale Carlo Bogliotti Pagine: 1020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Collana: Guide Slow<br \/>\nPrezzo al pubblico: 24,90 euro<br \/>\nIn libreria dal 21 ottobre 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Main partner della presentazione di Osterie d\u2019Italia 2027 sono: Biorepack, Costadoro, Fipe, Franciacorta, Mulino Marino, Pastificio Di Martino, QBA &#8211; Quality Beer Academy, Reale Mutua, Ricrea, Acqua S. Bernardo e Tucano. In collaborazione con OGR Torino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Osterie d\u2019Italia 2027: la guida come strumento educativo &nbsp; In libreria dal 21 ottobre, la trentasettesima edizione della guida raccoglie quest\u2019anno 1952 recensioni di locali<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":78392,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,19071,1918,9411,53],"tags":[34223],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/168649"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=168649"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/168649\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":168652,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/168649\/revisions\/168652"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/78392"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=168649"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=168649"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=168649"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}