{"id":168653,"date":"2026-10-23T13:42:34","date_gmt":"2026-10-23T11:42:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168653"},"modified":"2026-10-23T18:43:50","modified_gmt":"2026-10-23T16:43:50","slug":"salute-e-le-pericolose-alte-temperature-notturne-universita-di-padova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168653","title":{"rendered":"Salute e le pericolose alte temperature notturne &#8211; Universit\u00e0 di Padova"},"content":{"rendered":"<p>Il caldo estivo notturno limita la termoregolazione notturna e aumenta i rischi per la salute.<\/p>\n<h3><strong>Restituire alla citt\u00e0 la capacit\u00e0 di rinfrescarsi dopo il tramonto.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>NOTTI TROPICALI &#8211; RISCHIO CLIMATICO URBANO E VULNERABILIT\u00c0 SOCIALI<\/strong><\/p>\n<p><strong>A PADOVA &#8211; IL CALDO NON FINISCE AL TRAMONTO<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pubblicato su \u00abUrban Climate\u00bb lo studio dell\u2019Universit\u00e0 di Padova<\/strong> che conferma quanto le caratteristiche della citt\u00e0 incidano sui valori termici e fornisce strumenti operativi per orientare le decisioni pubbliche, mettendo in evidenza dove l\u2019adattamento climatico dovrebbe diventare prioritario, pi\u00f9 mirato e socialmente pi\u00f9 giusto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La regione<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>euro-mediterranea<\/strong> \u00e8 uno degli<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>hotspot globali del cambiamento climatico,<\/strong> con ondate di calore sempre pi\u00f9 frequenti, intense e durature.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella nuova \u201cnormalit\u00e0 climatica\u201d che stiamo vivendo, tali eventi estremi mostrano il volto quotidiano del surriscaldamento globale, con impatti socio-ambientali sul territorio e sulle infrastrutture, in particolare nelle aree urbanizzate.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Nelle citt\u00e0 questi fenomeni sono amplificati dai suoli impermeabilizzati, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dalla scarsit\u00e0 di vegetazione e <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dalla morfologia urbana<\/strong>, dando origine alle isole di calore urbane. In tale contesto, <u>Padova rappresenta un caso emblematico<\/u>: <u>oltre il 50% del territorio comunale \u00e8 costituito da superfici impermeabilizzate, collocando la citt\u00e0 al quinto posto in Italia, tra i comuni con pi\u00f9 di 100.000 abitanti, per percentuale di suolo consumato<\/u>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La ricerca pubblicata su \u00abUrban Climate\u00bb<\/strong> con il titolo &#8220;<em>Mapping the urban heat island and climate risk in Padua (Italy): Trends in extremes and perspectives for climate justice in adaptation planning<\/em>&#8220;<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>parte dalla lunga serie termometrica padovana, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>attiva dal 1725, e<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> la integra con il modello microclimatico urbano UrbClim,<\/strong> che ricostruisce la temperatura dell\u2019aria vicino al suolo con una risoluzione di 100 metri.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>A differenza delle mappe basate sulla temperatura superficiale rilevata dai satelliti, <\/u><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><u><strong>l\u2019analisi considera la temperatura dell\u2019aria a 2 metri, cio\u00e8 la grandezza pi\u00f9 direttamente collegata all\u2019esposizione delle persone<\/strong><\/u>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati sono stati poi integrati in un Sistema Informativo Geografico, con informazioni demografiche e socioeconomiche e con le osservazioni della rete Meteonetwork, consentendo di costruire le mappe degli estremi di caldo ed un <strong>Indice di Rischio Climatico Urbano (UHRI),<\/strong> che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>mette in relazione pericolosit\u00e0 termica,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>esposizione della popolazione e vulnerabilit\u00e0 sociale<\/strong> (bambini di et\u00e0 inferiore a 5 anni, anziani di et\u00e0 superiore a 65 anni e residenti stranieri).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>Le geografie del caldo estremo: giornate calde e notti tropicali<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;analisi del periodo 2008-2017 rivela una marcata e<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>persistente impronta dell&#8217;isola di calore urbana, significativamente pi\u00f9 intensa ed estesa <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nelle ore notturne rispetto a quelle diurne.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Se durante il giorno le \u201cgiornate calde\u201d (ovvero con temperatura massima pari o superiore a 30 \u00b0C) interessano buona parte del territorio comunale,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00e8 di notte che il fenomeno assume le dimensioni pi\u00f9 critiche<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra maggio e settembre &#8211; <strong>allargando quindi di due mesi la canonica stagione estiva<\/strong> &#8211;<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>le temperature minime medie superano i 22-23 \u00b0C nel centro storico<\/strong> e <strong>nella zona industriale,<\/strong> contro i 19-20 \u00b0C delle aree rurali e periurbane, <strong>delineando un\u2019isola di calore notturna di circa 2-4 \u00b0C.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tradotto in numeri, <u>gran parte del territorio comunale ha sperimentato circa<strong> 50 giornate calde all\u2019anno,<\/strong> ma <\/u><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><u><strong>il segnale pi\u00f9 rilevante per la salute pubblica emerge di notte<\/strong>: oltre met\u00e0 del territorio comunale ha registrato <\/u><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><u>pi\u00f9 di 60 notti tropicali all\u2019anno, <\/u><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><u><strong>con picchi superiori a 80 notti nel centro storic<\/strong>o, nel settore sud dell\u2019Arcella e nella Zona Industriale di Padova (ZIP).<\/u><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo implica che,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>per oltre la met\u00e0 della stagione estiva,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> la popolazione \u00e8 esposta ad un caldo notturno persistente,<\/strong> che<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> limita la termoregolazione notturna e aumenta i rischi per la salute.<\/strong> In altre parole, per chi vive nelle aree pi\u00f9 esposte, \u00e8 come se Padova offrisse, ormai ogni estate, due o tre mesi di notti \u201ctropicali\u201d senza bisogno di prendere un aereo per i tropici, ridisegnando la geografia di una nuova normalit\u00e0 climatica urbana.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>Effetto dell\u2019uso del suolo: aree verdi, zone cementificate e corpi idrici<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi dell\u2019uso del suolo conferma quanto le caratteristiche della citt\u00e0 incidano sui valori termici. <u>Le aree pi\u00f9 impermeabilizzate e densamente edificate registrano valori nettamente superiori di caldo estremo<\/u>:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>circa 52 giornate calde e 82 notti tropicali all\u2019anno. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><u>nei contesti vegetati, permeabili o<\/u><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><u style=\"font-size: 1.0625rem;\">prossimi ai corsi d\u2019acqua, <\/u><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><u style=\"font-size: 1.0625rem;\"><strong>le notti tropicali scendono a circa 34-46 eventi annui<\/strong> e le giornate calde si attestano intorno a 41 giorni<\/u><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Verde urbano, suoli permeabili e corpi idrici<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>contribuiscono quindi alla regolazione del microclima<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">attraverso <strong>ombreggiamento, evapotraspirazione e raffrescamento locale<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche le osservazioni Meteonetwork delle estati 2022 e 2024 confermano queste differenze: la stazione del Portello ha registrato rispettivamente 84 e 75 notti tropicali, contro le 27 e 44 misurate a Basso Isonzo.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Questi dati confermano il ruolo delle infrastrutture blu e verdi (ad esempio il Parco del Basso Isonzo, il Parco Iris, il Parco Roncajette e la rete dei canali storici) nel <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>mitigare il microclima urbano attraverso ombreggiamento, evapotraspirazione e regolazione termica a scala di quartiere.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><u>Rischio da caldo estremo e giustizia climatica<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abUno dei contributi principali dello studio consiste nell\u2019aver trasformato la mappatura del caldo estremo in un\u2019analisi integrata del rischio climatico, tenendo conto della distribuzione disomogenea dell\u2019esposizione e vulnerabilit\u00e0 e della giustizia climatica &#8211; dice Salvatore Pappalardo del dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell\u2019Universit\u00e0 di Padova-. <strong>L\u2019Indice di Rischio Climatico Urbano (UHRI) non considera soltanto dove le temperature sono pi\u00f9 elevate, ma anche dove vive la popolazione e dove si concentrano gruppi sociali pi\u00f9 vulnerabili, come bambini sotto i cinque anni, anziani e residenti stranieri.<\/strong> Il rischio da caldo estremo, infatti, non coincide necessariamente con la sola intensit\u00e0 dell\u2019isola di calore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune aree risultano critiche perch\u00e9 presentano un\u2019elevata pericolosit\u00e0 termica, come<strong> i settori della Fiera e della Zona Industriale di Padova (ZIP), dove le notti tropicali sono pi\u00f9 frequenti e persistenti;<\/strong> altre aree emergono invece come prioritarie per interventi di mitigazione in quanto la \u201cforza del caldo\u201d si sovrappone a un\u2019elevata densit\u00e0 abitativa e a specifiche condizioni di vulnerabilit\u00e0 sociale. \u00c8 il caso, ad esempio, delle unit\u00e0 urbane dell\u2019Arcella e di San Bellino, dove il rischio associato alle giornate calde risulta particolarmente elevato per la combinazione tra esposizione della popolazione, <strong>ridotta disponibilit\u00e0 di aree verdi e presenza di gruppi vulnerabili.<\/strong> Per le notti tropicali, invece, il rischio pi\u00f9 alto si estende anche alle unit\u00e0 urbane del centro storico, della stazione ferroviaria, de la Madonna Pellegrina ed in quartieri densamente abitati, dove il mancato raffrescamento notturno pu\u00f2 aggravare gli impatti sulla salute, in particolare per le persone pi\u00f9 fragili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><u>Dalla mappa al piano di adattamento climatico inclusivo<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLe cartografie prodotte possono rappresentare strumenti operativi per orientare le decisioni pubbliche, mettendo in evidenza dove l\u2019adattamento climatico dovrebbe diventare prioritario, pi\u00f9 mirato e socialmente pi\u00f9 giusto. Nelle aree in cui il rischio \u00e8 legato soprattutto alla pericolosit\u00e0 fisica, come diversi settori del centro, della zona industriale e i settori pi\u00f9 densamente costruiti, le priorit\u00e0 riguardano la riduzione dell\u2019accumulo di calore:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>de-pavimentare in maniera significativa,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>aumentare le superfici permeabili,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>usare materiali pi\u00f9 riflettenti<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ampliare la copertura arborea,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>creare ombra e rafforzare la continuit\u00e0 delle infrastrutture verdi e blu,<\/strong> dai parchi ai canali urbani &#8211; sottolinea Salvatore Pappalardo -.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi contesti, ridurre le notti tropicali significa soprattutto<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>restituire alla citt\u00e0 la capacit\u00e0 di rinfrescarsi dopo il tramonto. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei quartieri in cui il rischio \u00e8 invece amplificato dalla densit\u00e0 abitativa e dalla presenza di gruppi socialmente pi\u00f9 vulnerabili, le misure fisiche non bastano. Interventi ambientali e urbanistici devono essere accompagnati da politiche di supporto sanitario, sociale e di prossimit\u00e0: monitoraggio delle persone fragili, informazione mirata, accesso a spazi freschi e servizi pubblici attivi nei giorni pi\u00f9 critici\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questa prospettiva, una rete capillare e diffusa di rifugi climatici urbani, sia all\u2019aperto che in spazi chiusi, pu\u00f2 rappresentare una misura concreta: parchi accessibili, ombreggiati o raffrescati, ma anche scuole, biblioteche, centri civici, musei da attivare durante le fasi di caldo estremo. Esperienze gi\u00e0 avviate in citt\u00e0 come Barcellona e Parigi mostrano che l\u2019adattamento non deve essere pensato solo come trasformazione fisica della citt\u00e0, ma anche come infrastruttura di protezione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abUna pianificazione orientata alla<strong> giustizia climatica deve per\u00f2 anche evitare che gli interventi di resilienza climatica per riqualificare il territorio, producano nuovi squilibri e disuguaglianze. <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Pi\u00f9 verde, pi\u00f9 ombra e quartieri pi\u00f9 vivibili<\/strong> &#8211; conclude Massimo De Marchi, Coordinatore del gruppo di ricerca &#8211;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>non dovrebbero tradursi in aumento dei valori immobiliari, allontanamento delle fasce sociali pi\u00f9 fragili o, come definito in letteratura, in forme di \u201cgentrificazione climatica\u201d<\/strong>. Le politiche di adattamento dovrebbero essere accompagnate da garanzie sociali, partecipazione pubblica e strumenti di tutela per le comunit\u00e0 residenti\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 FOTO COPERTINA:<\/strong> &#8211; Grazia Seregni Copyright\u00a9 All rights reserved<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il caldo estivo notturno limita la termoregolazione notturna e aumenta i rischi per la salute. 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