{"id":168660,"date":"2026-10-23T07:45:05","date_gmt":"2026-10-23T05:45:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168660"},"modified":"2026-10-23T07:11:11","modified_gmt":"2026-10-23T05:11:11","slug":"mostre-a-reggio-emilia-kandinskij-klee-malevic","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168660","title":{"rendered":"Mostre a Reggio Emilia &#8211; Kandinskij &#8211; Klee &#8211; Malevi\u010d"},"content":{"rendered":"<p>Definito dai suoi contemporanei <strong>&#8220;il Leonardo russo&#8221;&#8230;<\/strong><\/p>\n<h3>Le porte dell\u2019invisibile.<\/h3>\n<h3>Kandinskij &#8211; Klee, Malevi\u010d alla luce del pensiero di Pavel Florenskij<\/h3>\n<p>Reggio Emilia &#8211; Palazzo Magnani<\/p>\n<p><strong>14 novembre 2026 \u2013 14 marzo 2027<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_168663\" aria-describedby=\"caption-attachment-168663\" style=\"width: 242px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1A-kANDISNKY-Y.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-168663\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1A-kANDISNKY-Y-242x300.jpg\" alt=\"\" width=\"242\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1A-kANDISNKY-Y-242x300.jpg 242w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1A-kANDISNKY-Y.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 242px) 100vw, 242px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-168663\" class=\"wp-caption-text\">Ljubov&#8217; Sergeevna Popova, Painterly Architectonics, 1918-1919, Olio su tela, 71,1 x 58,3 cm.<br \/>Costakis Collection, MOMUS-Museum of Modern Art, Salonicco<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019evento espositivo che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">segner\u00e0 <strong>la riapertura di Palazzo Magnani<\/strong> sar\u00e0 la mostra LE PORTE DELL\u2019INVISIBILE. Kandinskij, Klee, Malevi\u010d alla luce del pensiero di Pavel Florenskij, in programma dal 14 novembre 2026 al 14 marzo 2027.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Curata da Roberto Cresti, Emilio Ferrario e Valentina Parisi<\/strong> \u2014 affiancati da un comitato scientifico composto da John Bowlt, James Bradburne, Silvia Cavalchi, Luigi Grasselli e Nicoletta Misler \u2014 l\u2019iniziativa si configura come un imponente progetto di ricerca, un viaggio immersivo alle radici della grande rivoluzione artistica e scientifica del primo Novecento. Proseguendo la riflessione sulla rappresentazione dello spazio e della visione gi\u00e0 avviata da Palazzo Magnani con le edizioni dedicate a Piero della Francesca nel 2015 e a M.C. Escher nel 2013, il progetto instaura un dialogo del tutto inedito tra i capolavori delle avanguardie astratte storiche, le icone russe e la straordinaria figura di Pavel Florenskij.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Scienziato, matematico, teologo, educatore e teorico dell\u2019arte, <span style=\"text-decoration: underline;\">Florenskij (1882-1937)<\/span><\/strong> \u00e8 stato <strong>una delle menti pi\u00f9 poliedriche e profonde della modernit\u00e0,<\/strong> tanto da essere definito dai suoi contemporanei<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8220;il Leonardo russo&#8221;. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua opera, collocata al <strong>confine esatto tra indagine scientifica e ricerca del trascendente<\/strong>, offre una lente interpretativa d\u2019eccezione per leggere in modo nuovo la temperie culturale di quegli anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>All\u2019inizio del Novecento, infatti, arte, scienza e tecnica non erano settori separati<\/strong>, ma facce di un medesimo poliedro,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>come dimostrano le esperienze del Bauhaus in Germania<\/strong> e<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>del VChUTEMAS in Russia.<\/strong> In questo clima di profondo rinnovamento \u2014<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>segnato dalle teorie della relativit\u00e0 di Einstein,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dalle geometrie non-euclidee di Riemann e dalla matematica dell&#8217;infinito di Cantor<\/strong> \u2014<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> gli artisti cercavano nuovi linguaggi<\/strong> per superare il naturalismo e la rigida prospettiva rinascimentale, intesa fino ad allora come uno schema coercitivo e insufficiente.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra porta all\u2019attenzione del pubblico questo ribaltamento prospettico, mostrando come <strong>la riflessione di Florenskij rispecchi e sistemi le medesime esigenze avvertite dai grandi maestri della pittura<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il pensatore russo, <strong>la realt\u00e0 ordinaria tridimensionale \u00e8 una visione parziale<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>le cose possiedono uno spessore temporale<\/strong> e<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>appartengono a una quarta dimensione<\/strong> che l\u2019arte ha il compito di rivelare.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso modo, il percorso espositivo mette in luce come il<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>rifiuto dello spazio-contenitore cartesiano e <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il recupero di una visione spirituale abbiano guidato i protagonisti delle avanguardie.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso opere provenienti da importanti istituzioni europee \u2014 tra cui il <strong>Klee Zentrum di Berna, la Collezione Costakis di Salonicco e prestigiose raccolte private<\/strong> \u2014 la mostra traccia tre vie ideali per esplorare questa nuova sensibilit\u00e0 spaziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La prima via vede protagonista Vasilij Kandinskij e le sue geometrie spirituali.<\/strong> L\u2019artista giunge a un uso del colore che dissolve la gravit\u00e0 del mondo naturale per trasformarsi in un canale di contatto diretto con il soprasensibile. La sua \u00e8 un\u2019astrazione dinamica, ambientata in uno spazio fatto di piani che si intersecano come quinte senza fine, in un confronto diretto con icone russe ricche di simbolismo ortodosso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La seconda via esplora l\u2019opera di Paul Klee,<\/strong> dove <strong>l\u2019astrazione si fa favola.<\/strong> L\u2019universo visivo di Klee ruota attorno a un centro che trascende la realt\u00e0 esteriore; lo spazio della rappresentazione si destruttura sotto l\u2019azione dell\u2019artista che opera come un puer aeternus, trovando un ideale parallelo nelle icone dal taglio pi\u00f9 lirico e narrativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terza via \u00e8 quella di <strong>Kazimir Malevi\u010d e del movimento suprematista, dedicato al mentale puro<\/strong>. Malevi\u010d rappresenta una non-oggettivit\u00e0 dove<strong> la realt\u00e0 e la geometria ideale si fondono in una quarta dimensione autosufficiente<\/strong>. Nelle sue opere il piano espressivo non rinvia a un altrove, ma si presenta con un&#8217;assoluta presenza a s\u00e9 stesso, risuonando con la spazialit\u00e0 essenziale delle icone medievali prive di dettagli naturalistici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al primo piano di Palazzo Magnani, i dipinti di Kandinskij, Klee, Malevi\u010d e <strong>degli altri protagonisti della scuola suprematista, tra cui Ivan Kljun e Ljubov\u2019 Popova, s<\/strong>aranno disposti<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>in un dialogo serrato con una selezione di icone russe dal XV al XVIII secolo<\/strong>, provenienti dalla straordinaria collezione di Banca Intesa di Vicenza.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La riflessione florenskiana sull\u2019icona si inserisce proprio nella riscoperta laica della pittura antico-russa avvenuta ai primi del Novecento,<\/strong> quando gli artisti compresero che <strong>la prospettiva rovesciata delle icone non era una tecnica ingenua<\/strong>, ma un modo consapevole per organizzare lo spazio secondo il valore simbolico delle cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante la distanza critica che Florenskij mantenne sempre verso gli esiti formali pi\u00f9 estremi dell&#8217;avanguardia, risuonano analoghi i presupposti teorici e la volont\u00e0 di abbattere il primato del naturalismo figurativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad arricchire e completare il progetto espositivo, l\u2019esposizione integra fin dai suoi presupposti la dimensione scientifica. <strong>Di rilievo fondamentale \u00e8 la collaborazione con l\u2019Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), che ha portato alla realizzazione della sala immersiva Curvare lo spazi<\/strong>o. Attraverso questa installazione, il pubblico potr\u00e0<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>visualizzare fisicamente l\u2019idea florenskiana<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>per cui lo spazio non \u00e8 un vuoto inerte<\/strong>, ma un campo di forze modellato e curvato dalle masse che lo abitano.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra assume inoltre una <strong>spiccata vocazione didattica e divulgativa<\/strong>, ponendosi come un vero e proprio dispositivo pedagogico. Nelle sale al piano terra, prima di accedere al percorso principale, i visitatori troveranno<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un ambiente interattivo ideato grazie alla collaborazione con Luigi Grasselli e James Bradburne. Attraverso strumenti digitali, ricostruzioni virtuali e installazioni fisiche, scuole, famiglie e appassionati potranno sperimentare in prima persona i principi matematici, geometrici e percettivi che hanno rivoluzionato la cultura moderna.<\/strong> Questo approccio connette idealmente Le porte dell\u2019invisibile a un&#8217;esperienza storica come Mathematica, la celebre mostra ideata da Charles e Ray Eames nel 1961, confermando la matematica come matrice fondamentale della modernit\u00e0 capace di unire arte e scienza.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esperienza espositiva sar\u00e0 infine accompagnata da<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un ricco programma didattico e da una rassegna di incontri pubblici<\/strong> che spazieranno tra arte, scienza e musica. Il palinsesto vedr\u00e0 la partecipazione dell\u2019INFN, dell\u2019Universit\u00e0 di Modena e Reggio Emilia (Unimore), delle comunit\u00e0 ortodosse, della Biblioteca Teologica di Reggio Emilia e delle principali istituzioni educative del territorio, culminando nei contributi musicali curati da Soli Deo Gloria &#8211; organi, suoni e voci della citt\u00e0 sotto la direzione artistica di Renato Negri.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Definito dai suoi contemporanei &#8220;il Leonardo russo&#8221;&#8230; Le porte dell\u2019invisibile. 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