{"id":168685,"date":"2026-10-23T17:04:30","date_gmt":"2026-10-23T15:04:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168685"},"modified":"2026-10-23T17:08:08","modified_gmt":"2026-10-23T15:08:08","slug":"mostre-a-villa-manin-udine-da-leonardo-al-contemporaneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168685","title":{"rendered":"Mostre a Villa Manin &#8211; Udine &#8211;  Da Leonardo al contemporaneo"},"content":{"rendered":"<p>Mostra : \u201cRinascite. Da Leonardo da Vinci al contemporaneo\u201d<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/s1a-Villa-Manin-Udine-imonediluca_est_facciata_villamanin_erpac_fvg.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-168690\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/s1a-Villa-Manin-Udine-imonediluca_est_facciata_villamanin_erpac_fvg-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/s1a-Villa-Manin-Udine-imonediluca_est_facciata_villamanin_erpac_fvg-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/s1a-Villa-Manin-Udine-imonediluca_est_facciata_villamanin_erpac_fvg-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/s1a-Villa-Manin-Udine-imonediluca_est_facciata_villamanin_erpac_fvg-533x300.jpg 533w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/s1a-Villa-Manin-Udine-imonediluca_est_facciata_villamanin_erpac_fvg.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una riflessione di portata universale sulla capacit\u00e0 dell&#8217;essere umano di trasformare una profonda frattura in un principio generativo e di rinascita.<\/p>\n<p>In mostra anche <strong>fogli autografi del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 50\u00b0 anniversario del terremoto il Friuli<\/strong> ricorda i fatti del suo territorio con una grande esposizione che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>riflette il concetto di rinascita e di ricostruzione dopo un trauma.<\/strong>Il percorso si apre con materiali d\u2019archivio (televisivi, radiofonici e stampa) che testimoniano il momento dell\u2019evento, prosegue raccontando il <i>secondo giorno<\/i>, la risposta comune al sisma e la ricostruzione dal 1976 a oggi,<strong> attraverso fotografie e progetti architettonici.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_168687\" aria-describedby=\"caption-attachment-168687\" style=\"width: 257px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Villa-Manin-Mostra-26-3_Giovanni-Paolo-Pannini-Capriccio-con-la-statua-equestre-di-Marco-Aurelio.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-168687\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Villa-Manin-Mostra-26-3_Giovanni-Paolo-Pannini-Capriccio-con-la-statua-equestre-di-Marco-Aurelio-257x300.jpg\" alt=\"\" width=\"257\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Villa-Manin-Mostra-26-3_Giovanni-Paolo-Pannini-Capriccio-con-la-statua-equestre-di-Marco-Aurelio-257x300.jpg 257w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Villa-Manin-Mostra-26-3_Giovanni-Paolo-Pannini-Capriccio-con-la-statua-equestre-di-Marco-Aurelio.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 257px) 100vw, 257px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-168687\" class=\"wp-caption-text\">_Giovanni-Paolo-Pannini-Capriccio-con-la-statua-equestre-di-Marco-Aurelio<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>I curatori sono il Professor Giovanni Villa e l\u2019Architetto Giovanni Damiani.<\/strong><\/p>\n<p>Villa Manin &#8211; Passariano di Codroipo (UD) \u2013 Esedra di Levante<br \/>\n14 novembre 2026 \u2013 21 febbraio 2027<\/p>\n<p>Mostra promossa da: ERPAC \u2013 Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia<br \/>\nA cura di: Giovanni C.F. Villa, Giovanni Damiani.<\/p>\n<figure id=\"attachment_168688\" aria-describedby=\"caption-attachment-168688\" style=\"width: 214px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Villa-Manin-mostra-26-Giovanna-Giuliano-Un-altro-paesaggio.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-168688\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Villa-Manin-mostra-26-Giovanna-Giuliano-Un-altro-paesaggio-214x300.jpg\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Villa-Manin-mostra-26-Giovanna-Giuliano-Un-altro-paesaggio-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1a-Villa-Manin-mostra-26-Giovanna-Giuliano-Un-altro-paesaggio.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-168688\" class=\"wp-caption-text\">Giovanna-Giuliano-Un-altro-paesaggio.<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel cinquantesimo anniversario del devastante terremoto che nel 1976 colp\u00ec il Friuli, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ed ERPAC presentano la grande mostra \u00abRINASCITE. Da Leonardo da Vinci al contemporaneo\u00bb. In programma dal 14 novembre 2026 al 21 febbraio 2027 negli spazi dell\u2019Esedra di Villa Manin a Passariano di Codroipo, l&#8217;esposizione \u00e8 curata da Giovanni C.F. Villa, direttore di Palazzo Madama di Torino per la sezione dedicata alle Arti e da Giovanni Damiani per la sezione Architettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto culturale assume il terremoto non soltanto come ricorrenza storica, ma come il punto di partenza per<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una riflessione di portata universale sulla capacit\u00e0 dell&#8217;essere umano di trasformare una profonda frattura in un principio generativo e di rinascita<\/strong>. Non solo una commemorazione ma un interrogarsi sul cosa accadde dopo l&#8217;immensa catastrofe. Vi fu \u201cuna fine e un inizio\u201d e questa straordinaria esperienza di ricostruzione \u00e8 esattamente l&#8217;ambito d&#8217;indagine del progetto.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cinquant&#8217;anni di distanza, superata ormai la soglia del ricordo puramente cronologico, la vicenda del Friuli si rivela come un modello civile e culturale di straordinaria attualit\u00e0. \u201cIl terremoto del Friuli \u00e8 parte integrante della storia regionale e nazionale e pu\u00f2 essere osservato come un fenomeno capace di illuminare questioni che riguardano il presente: il rapporto tra comunit\u00e0 e territorio, tra patrimonio e identit\u00e0, tra crisi e trasformazione\u201d spiega il curatore Villa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso un ricco percorso che intreccia<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>documentazione d&#8217;epoca, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>capolavori dell&#8217;arte antica e <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>opere di protagonisti del contemporaneo<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la mostra indaga il concetto del &#8220;secondo giorno&#8221; come lo defin\u00ec Gianni Rodari<\/strong> inviato di \u201cPaese Sera\u201d: quella dimensione ideale e civile in cui<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una comunit\u00e0 comprende che il proprio destino non coincide con la somma delle perdite e sceglie responsabilmente di tornare a progettare il proprio avvenire.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra non propone una semplice ricostruzione degli eventi. Interroga un problema che attraversa la storia delle societ\u00e0 umane:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>in che modo una comunit\u00e0 attribuisce significato alla distruzione? <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso quali strumenti culturali elabora la perdita?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali immagini, quali narrazioni, quali forme simboliche permettono di immaginare un futuro dopo una frattura?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 a questo punto che la riflessione incontra il campo delle immagini.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Ogni societ\u00e0 ha elaborato le proprie esperienze traumatiche attraverso forme narrative, simboliche e visive. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Le immagini<\/strong> <\/span>conservano la memoria degli eventi e consentono alle comunit\u00e0 di organizzare, trasmettere e comprendere l&#8217;esperienza della perdita.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Attraverso di esse la distruzione entra nel campo della cultura e diviene oggetto di riflessione collettiva.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia dell&#8217;arte occidentale pu\u00f2 essere letta anche come una lunga riflessione sul rapporto tra rovina e rinascita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Citt\u00e0 distrutte, paesaggi sconvolti, monumenti spezzati, catastrofi naturali, guerre e ricostruzioni hanno continuamente generato immagini.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In esse si riflettono le paure, le speranze, le domande e le risposte che ogni epoca ha elaborato di fronte all&#8217;esperienza della perdita. Il terremoto del Friuli si inserisce all&#8217;interno di questa lunga storia culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra si sviluppa all&#8217;interno dell\u2019Esedra di Levante di Villa Manin<\/strong> \u2013 luogo che per la sua stessa storia incarna i concetti di durata, memoria e trasformazione \u2013 articolandosi su tre livelli che ampliano progressivamente lo sguardo dalla cronaca locale alla storia della cultura occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso prende il via dal secondo piano<strong> con un&#8217;introduzione video, dove il visitatore viene immerso nel momento dell&#8217;evento attraverso materiali d&#8217;archivio televisivi, radiofonici e a stampa,<\/strong> a cui fanno da controcampo poetico <strong>quindici tavole commissionate a tre generazioni di illustratori friulani,<\/strong> per tradurre la memoria del trauma in un racconto visivo universale e trasmissibile. Sono: Dimitri Fogolin, Paolo Francescutto, Giovanna Giuliano, Alice Iuri, Carin Marzaro, Lorenzo Mattotti, Pietro Nicolaucich, Fabio Rodaro, Jozef Sedmak, Davide Toffolo, Elisa Turrin, Pia Valentinis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il primo piano rappresenta il cuore civile della mostra,<\/strong> dove l&#8217;evento naturale lascia il posto alla<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>risposta dell&#8217;uomo e alle Istituzioni civili:<\/strong> <strong>architettura, pianificazione, tutela dei beni culturali \u2013 come l&#8217;esemplare anastilosi del Duomo di Venzone \u2013 e la nascita dell&#8217;Universit\u00e0 di Udine<\/strong>, le fotografie testimoniano la formazione di una moderna coscienza collettiva.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa sezione di architettura e fotografia \u2013 che gode del patrocinio dello IUAV Istituto Universitario di Architettura di Venezia &#8211; offre una panoramica degli ultimi cinquant&#8217;anni di architettura regionale ed espone il lavoro di sei fotografi contemporanei focalizzati su quattro architetture ciascuno. L\u2019architettura viene validata come uno dei segni visibili principali della trasformazione del territorio, integrandosi nel percorso generale della mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Infine, al piano terra, la riflessione assume un respiro universale<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ispirandosi alla lezione dell&#8217;Atlante Mnemosyne di Aby Warburg, un &#8220;atlante figurativo&#8221;<\/strong> che doveva<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>tracciare visivamente la memoria collettiva dell&#8217;Occidente<\/strong> e<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la sopravvivenza delle immagini dall&#8217;antichit\u00e0 classica fino al Novecento.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esperienza friulana entra cos\u00ec in dialogo con la lunga storia dell&#8217;arte attraverso cinque parole chiave: ricominciare, riguardare, rivivere, rinascere, ricostruire e mette in relazione alcuni capolavori storici provenienti da prestigiose istituzioni come la Pinacoteca Ambrosiana, gli Uffizi e le Gallerie Nazionali di Palazzo Barberini, la Galleria Borghese a Roma con opere di artisti contemporanei come Serse Roma, Ludovico Bomben, Maria Elisabetta Novello ed Eva Jospin, accompagnati dai collegamenti fotografici di Stefano Graziani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ingresso della mostra \u00e8 affidato a un&#8217;installazione di Daniele Puppi, concepita per sovvertire la percezione dello spazio e attivare i sensi dello spettatore. Il percorso prosegue con le opere di Ludovico Bomben, che rilegge il sacro attraverso il rigore formale e materiali industriali; Maria Elisabetta Novello, che impiega la cenere e la polvere come simboli effimeri della memoria e del tempo; Serse Roma, che attraverso l&#8217;uso della grafite sublima paesaggi e superfici acquatiche tra realt\u00e0 e astrazione; Eva Jospin, le cui sculture di cartone ed elementi naturali esplorano l&#8217;intricato confine tra paesaggio, mito e scenografia. A chiudere la sezione saranno le fotografie di Stefano Graziani che non possono essere semplicemente racchiuse in uno o pi\u00f9 generi perch\u00e9 sono visioni selezionate da cui emergono racconti che ci accompagnano ogni volta verso profonde riflessioni sulla condizione umana, sul mito, sulla natura, sui linguaggi perduti, sulla memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra i punti di forza di questa sezione risaltano alcuni <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>fogli autografi del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci<\/strong> <strong>provenienti dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano,<\/strong> nei quali il genio vinciano indaga la natura come un sistema di forze in continua trasformazione, dove la distruzione della materia e la sua rigenerazione appartengono al medesimo processo dinamico.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due cataloghi (uno per la sezione di arte antica curato dal prof. Villa e uno per quella di architettura curato da Giovanni Damiani e Andrea Pertoldeo) editi da Quodlibet accompagneranno la mostra.<br \/>\nLa mostra che \u00e8 curata da Giovanni C.F. Villa e Giovanni Damiani si avvale della collaborazione scientifica di Andrea Comuzzi e Andrea Pertoldeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha dichiarato: \u201cNel cinquantesimo anniversario del terremoto, questa iniziativa culturale rappresenta quindi un&#8217;importante occasione per rinnovare il ricordo di quanto accaduto, valorizzare l&#8217;esempio offerto dal Friuli e trasmettere i principi di responsabilit\u00e0, solidariet\u00e0, sussidiariet\u00e0 e collaborazione che hanno reso possibile una delle pi\u00f9 significative esperienze di rinascita della storia repubblicana recente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIn \u201cRINASCITE. Da Leonardo da Vinci al contemporaneo\u201d il Terremoto del Friuli del 1976 \u00e8 il punto di partenza del racconto \u2013 cos\u00ec il Vicepresidente e Assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil \u2013 ma il vero protagonista della mostra \u00e8 ci\u00f2 che accade dopo: la capacit\u00e0 di una comunit\u00e0 di trasformare una ferita in una nuova possibilit\u00e0, una perdita in un progetto, una frattura in un atto di costruzione collettiva. In questa prospettiva il Friuli smette di essere soltanto un esempio storico virtuoso e diventa un principio, un modo di guardare al futuro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ORARIO MOSTRA:<br \/>\nda marted\u00ec a domenica: ore 9.30 &#8211; 18.00<br \/>\n<strong>chiuso il luned\u00ec,<\/strong> il 24 e il 25 dicembre 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Acquisto dei biglietti online, in mostra e via call center<br \/>\n(vendita dei biglietti in mostra sospesa 60 minuti prima della chiusura).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono previste diverse aperture straordinarie. Il calendario \u00e8 disponile al sito: www.villamanin.it.<br \/>\ninfo@villamanin.it<br \/>\ntelefono 0432821211<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BIGLIETTI SINGOLI<br \/>\nBiglietto singolo;<strong> Intero \u20ac 12<\/strong><br \/>\nRidotto \u20ac 8<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra : \u201cRinascite. Da Leonardo da Vinci al contemporaneo\u201d Una riflessione di portata universale sulla capacit\u00e0 dell&#8217;essere umano di trasformare una profonda frattura in un<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":168686,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[34230],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/168685"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=168685"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/168685\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":168692,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/168685\/revisions\/168692"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/168686"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=168685"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=168685"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=168685"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}