{"id":168741,"date":"2026-10-24T18:02:11","date_gmt":"2026-10-24T16:02:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168741"},"modified":"2026-10-24T18:42:33","modified_gmt":"2026-10-24T16:42:33","slug":"cosa-mangio-oggi-cibi-e-loro-storia-il-parmigiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=168741","title":{"rendered":"Cosa mangio oggi? &#8211; Cibi e loro storia &#8211; il Parmigiano"},"content":{"rendered":"<p>Il Parmigiano entra o entrava &#8211; quasi sempre &#8211; nel men\u00f9 di tutti i giorni di un italiano che mangiasse la pasta in centro\/nord\u00a0 Italia &#8211; ma <strong>qual&#8217;\u00e8 la sua storia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qualche curiosit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Parmigiano, per la sua prelibatezza \u00e8 nominato\u00a0 in numerose opere illustri come il <strong>Decamerone del Boccaccio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0Il commediografo francese Moli\u00e8re<\/strong> sul letto di morte chiese come suo\u00a0 ultimo desiderio una scaglia di Parmigiano, ma <strong>\u00e8\u00a0 nota anche la passione di Napoleone Bonaparte<\/strong> per questo saporitissimo e unico\u00a0 formaggio.<\/p>\n<p>Le sue origini risalgono\u00a0 al Medioevo, intorno al 1200, tra Parma e Reggio Emilia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I monaci benedettini e cistercensi<\/strong>, inventarono una ricetta per avere un formaggio con una\u00a0 lunga conservazione (allora non c&#8217;erano frigoriferi, ma buone cantine).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricetta aveva un&#8217;ingrediente indispensabile per\u00a0 far durare a lungo quel formaggio: il sale proveniente dalle saline di Salsomaggiore. Mentre il latte proveniva delle vacche allevate nelle grangie, le aziende agricole dei monasteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro ingrediente importante,\u00a0 che tutt\u2019ora rende il Parmigiano Reggiano cos\u00ec gustoso e apprezzato, era presente gi\u00e0 in quell\u2019epoca in quanto deriva dal<span style=\"text-decoration: underline;\"> <b>foraggio a base di trifogli ed erba medica;<\/b><\/span> che non manca nei pascoli delle zone del Parmigiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel XIV secolo<\/strong> il commercio del <strong>caseus parmensis<\/strong>\u00a0 si espande verso la Romagna, il Piemonte e la Toscana, arrivando sino ai centri marittimi del mare Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1400,<\/strong> l&#8217;Emilia con i suoi feudatari e le sue abbazie concorreva alla produzione del <strong>caseus parmensis<\/strong>, <strong>diffondendosi anche nella pianura parmigiana e reggiana,<\/strong> con un ulteriore sviluppo economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il peso delle forme aumenta sino a<strong> 18 kg l\u2019una.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel XVI secolo, aumenta lo <\/strong>sviluppo delle stalle (vaccherie) a cui era annesso il caseificio; con lo scopo di trasformare e quindi conservare il latte prodotto dalle mucche del proprietario e il\u00a0 latte delle stalle dei mezzadri, che aiutavano il casaro a turno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caseificio diventa cos\u00ec un punto di riferimento produttivo, economico e poi sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi anni la produzione si afferma anche nella provincia di Modena e\u00a0<strong>cuochi dell\u2019epoca citano il &#8220;Parmigiano&#8221; in diverse ricette di pasta e dolci.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La commercializzazione si espande sempre pi\u00f9: a Parma i commercianti, detti formaggiai o lardaroli,\u00a0 vendevano anche i salumi ai mercanti di altre terre; soprattutto milanesi e cremonesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizia ora, anche l\u2019esportazione in tutta Europa: Germania, Fiandre, Francia e anche Spagna.<\/p>\n<p><strong>Ogg<\/strong>i, la produzione del Parmigiano Reggiano \u00e8 tutelata dal Consorzio dal 1934 e riconosciuta DOP dal 1996 e, proprio come nel Medioevo, la produzione avviene <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">senza additivi,<\/span> <\/strong>ossia in modo naturale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una forma di Parmigiano Reggiano richiede circa<b> 550 litri di latte<\/b>;<b>\u00a0coagulato molto lentamente <\/b>e in modo naturale grazie all&#8217;aggiunta del <b>siero innesto <\/b>e del <b>caglio<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">So forma cos\u00ec la cagliata che viene successivamente frammentata in piccoli granuli mediante un antico attrezzo chiamato <b>spino<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi il formaggio viene cotto a 55 gradi: dopo circa 50 minuti il casaro estrae la massa caseosa che former\u00e0 due forme gemelle. Il Parmigiano,\u00a0 viene quindi inserito in una fascera che gli dar\u00e0 la forma finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo pochi giorni, le forme vengono immerse in una soluzione composta da <strong>acqua e sale<\/strong> raggiungendo cos\u00ec una <b>salatura per osmosi.<\/b><\/p>\n<p>\u00a0Segue una stagionatura minima di 12 mesi, ma pu\u00f2 giungere anche i 24, 36 e 40 mesi (e oltre).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Parmigiano entra o entrava &#8211; quasi sempre &#8211; nel men\u00f9 di tutti i giorni di un italiano che mangiasse la pasta in centro\/nord\u00a0 Italia<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":49762,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[54,14,19071,53],"tags":[34242],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/168741"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=168741"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/168741\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":168763,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/168741\/revisions\/168763"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/49762"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=168741"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=168741"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=168741"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}