{"id":169197,"date":"2026-11-04T18:35:06","date_gmt":"2026-11-04T17:35:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=169197"},"modified":"2026-11-04T18:35:06","modified_gmt":"2026-11-04T17:35:06","slug":"biodiversita-della-lombardia-atlante-dellarca-del-gusto-di-slow-food","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=169197","title":{"rendered":"Biodiversit\u00e0 della Lombardia &#8211; Atlante dell\u2019Arca del Gusto di Slow Food"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Presentato a Corte Franca (Bs) l\u2019Atlante dell\u2019Arca del Gusto di Slow Food che racconta la biodiversit\u00e0 della Lombardia<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">raccoglie<strong> 87 prodotti dell\u2019Arca del Gusto e 19 Pres\u00ecdi Slow Food della regione<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La biodiversit\u00e0 della Lombardia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Atlante dedicato alla Lombardia raccoglie 87 prodotti dell\u2019Arca del Gusto e 19 Pres\u00ecdi Slow Food, offrendo <strong>una mappa della biodiversit\u00e0 agroalimentare regionale<\/strong>. Per ciascun prodotto, il volume racconta le <strong>caratteristiche, la storia e gli utilizzi in cucina:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">un percorso tra<strong> variet\u00e0 vegetali, formaggi, salumi, dolci e altre specialit\u00e0 lombarde.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le storie raccontate nell\u2019Atlante figurano quelle del <strong>fagiolo Copafam e del carciofo di Malegn<\/strong>o, coltivati da Matteo Calzaferri, e dello Storico Ribelle e del Furm\u00e0cc del F\u00e9en, prodotti da Carlo Mazzoleni. Esempi che raccontano come la biodiversit\u00e0 sia fatta non solo di prodotti, ma anche di persone che contribuiscono a mantenerla viva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Originario<\/strong> delle<strong> aree montane della Val Camonica, il fagiolo Copafam si distingue per i semi grandi e variopinti e per il sapore dolciastro, con note che richiamano le castagne. Il suo nome, che in dialetto significa \u201cche uccide la fame\u201d,<\/strong> ne ricorda<strong> l\u2019importanza nell\u2019alimentazione contadin<\/strong>a.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Coltivato solo ad uso familiare, viene utilizzato nelle ricette tipiche locali:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>in inverno per la trippa in brodo e <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>d\u2019estate per accompagnare la carne salata di cavallo.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> Il carciofo di Malegno, invece, chiamato in dialetto \u201carticiok de Malegn\u201d,<\/strong> \u00e8 una variet\u00e0 caratterizzata da<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>capolini piccoli, profumo intenso e sapore deciso,<\/strong> con una marcata nota amara.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi <strong>la sua sopravvivenza \u00e8 legata a una decina di agricoltori locali e alla resilienza della pianta stessa, capace di persistere anche nei terreni abbandonati<\/strong> senza cure agronomiche. Oltre all\u2019uso gastronomico, che lo predilige <strong>bollito e condito in pinzimonio, viene utilizzato anche nelle infusioni per le sue propriet\u00e0 nutraceutiche.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Passando ai pascoli delle Orobie<\/strong>, la biodiversit\u00e0 lombarda si esprime anche attraverso lo <strong>Storico Ribelle, formaggio d\u2019alpeggio prodotto nelle valli di Gerola e Albaredo, in provincia di Sondrio,<\/strong> tra i 1400 e i 2000 metri di altitudine. <strong>Realizzato con latte crudo<\/strong> secondo metodi tradizionali, sviluppa <strong>aromi di erbe montane<\/strong> e, <strong>con la stagionatura, note di frutta secca e castagna.<\/strong> La sua produzione <strong>contribuisce a preservare gli alpeggi<\/strong>, la biodiversit\u00e0 alpina e un\u2019antica arte casearia. <strong>Con i fieni locali, durante il resto dell\u2019anno, si produce invece il Furm\u00e0cc del F\u00e9en.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consegnati gli attestati di riconoscimento ai produttori Matteo Calzaferri e Carlo Mazzoleni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro di chi custodisce prodotti, saperi e tradizioni legati ai territori \u00e8 fondamentale per salvaguardare la biodiversit\u00e0 agroalimentare. Un impegno che Slow Food ha voluto riconoscere in occasione della presentazione dell\u2019Atlante dell\u2019Arca del Gusto della Lombardia, con la consegna di due attestati a Matteo Calzaferri, produttore del fagiolo Copafam e del carciofo di Malegno, entrambi prodotti dell\u2019Arca del Gusto, e Carlo Mazzoleni, produttore dello Storico Ribelle e del Furm\u00e0cc del F\u00e9en, Pres\u00ecdi Slow Food.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Atlante, gi\u00e0 disponibile su slowfood.it, \u00e8 stato presentato ieri, marted\u00ec 3 novembre, da Guido Berlucchi a Corte Franca (Bs), nella storica azienda vitivinicola sostenitrice del progetto dei Pres\u00ecdi Slow Food, e fa parte di una collana che riunisce 18 volumi illustrati e 1450 prodotti italiani da salvare. Voluto dal fondatore di Slow Food Carlo Petrini, il progetto \u00e8 realizzato da Slow Food Italia e Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, con il sostegno del Ministero dell\u2019Agricoltura, della Sovranit\u00e0 Alimentare e delle Foreste, il contributo della banca dati di Ismea e il supporto dei Borghi pi\u00f9 Belli d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Il volume, disponibile per l\u2019acquisto su <a href=\"http:\/\/slowfood.it\">slowfood.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scopri gli Atlanti dell&#8217;Arca del Gusto<br \/>\n\u00ab18 libri, 1450 prodotti da salvare: <strong>una fotografia dell\u2019agrobiodiversit\u00e0 italiana, un viaggio alla scoperta di cibi che raccontano vite, territori e comunit\u00e0.<\/strong> Quarant\u2019anni fa Carlin, con Slow Food, propone una rottura: proteggere la biodiversit\u00e0 contro la monocoltura, accogliere, invece di respingere, la complessit\u00e0, e leggerla a partire da un elemento concreto e quotidiano qual \u00e8 il cibo \u2013 ha sottolineato Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia \u2013. Attraverso il cibo abbiamo raccontato storie di viticoltori, pastori, pescatori, casari, consuetudini, pratiche agricole, saperi popolari, paesaggi agrari ed esperienze che rischiano di essere considerate marginali, ma che invece, nella prospettiva globale, sono esperienze universali: sorelle di altre vite, altre comunit\u00e0, altri saperi, altri paesaggi, altre pratiche dei contadini del mondo, ugualmente fragili nei rapporti di forza imposti dai mercati globalizzati ma ugualmente potenti nel significato e nel valore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019Atlante dell\u2019Arca del Gusto della Lombardia racconta la ricchezza e la variet\u00e0 dei nostri territori attraverso prodotti che custodiscono storie, saperi e tradizioni tramandati nel tempo \u2013 ha dichiarato Giuliana Daniele, presidente di Slow Food Lombardia \u2013. Prendersi cura di questo patrimonio significa riconoscere che tutto \u00e8 connesso: la biodiversit\u00e0, il cibo che produciamo e consumiamo, la salute del suolo, dell\u2019acqua e dell\u2019aria e la dignit\u00e0 del lavoro. La Terra \u00e8 una casa comune di cui siamo parte e custodi, e abbiamo la responsabilit\u00e0 di preservarla per le generazioni future. Valorizzare le produzioni raccontate nell\u2019Atlante significa quindi proteggere l\u2019identit\u00e0 agroalimentare lombarda e sostenere le comunit\u00e0 che, attraverso il proprio lavoro, contribuiscono a mantenere viva la biodiversit\u00e0 e a costruire filiere alimentari pi\u00f9 sostenibili ed eque\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trent\u2019anni di impegno per salvare la biodiversit\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Arca del Gusto nasce nel 1997 da un\u2019intuizione di Slow Food: creare un catalogo dei prodotti alimentari tradizionali a rischio di scomparsa, dalle variet\u00e0 vegetali alle razze animali, dai formaggi ai pani, dai salumi ai dolci. Un patrimonio che non comprende soltanto alimenti, ma anche storie, tecniche di produzione, conoscenze e pratiche tramandate di generazione in generazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto prende forma nel 1996, quando<strong> un gruppo di attivisti Slow Food, constatando la progressiva scomparsa di alcune coltivazioni tradizionali nelle Langhe, comprende l\u2019urgenza di documentare e proteggere ci\u00f2 che rischia di andare perduto.<\/strong> Da quella prima intuizione nasce un percorso che, in quasi trent\u2019anni, ha assunto una dimensione internazionale:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>oggi l\u2019Arca del Gusto raccoglie oltre 6.000 prodotti provenienti da pi\u00f9 di 160 Paesi, con l\u2019Italia che conta pi\u00f9 di 1.400 segnalazioni.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i prodotti dell\u2019Arca sono presenti anche i Pres\u00ecdi Slow Food, il progetto che permette di passare dal lavoro di catalogazione all\u2019azione concreta sui territori, per salvaguardare un prodotto tradizionale (un prodotto dell\u2019Arca), una tecnica tradizionale (di pesca, allevamento, trasformazione, coltivazione), un paesaggio rurale o un ecosistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ha ricordato Carlo Petrini, i prodotti dell\u2019Arca del Gusto sono \u00absemi di futuro, possibilit\u00e0 per costruire un mondo migliore\u00bb: risorse preziose per promuovere sistemi alimentari pi\u00f9 sostenibili e mantenere vive le identit\u00e0 gastronomiche locali.<\/p>\n<p>Il volume, disponibile per l\u2019acquisto su <a href=\"http:\/\/slowfood.it\">slowfood.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentato a Corte Franca (Bs) l\u2019Atlante dell\u2019Arca del Gusto di Slow Food che racconta la biodiversit\u00e0 della Lombardia raccoglie 87 prodotti dell\u2019Arca del Gusto e<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":87665,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[61,327],"tags":[34309],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/169197"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=169197"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/169197\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":169199,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/169197\/revisions\/169199"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/87665"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=169197"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=169197"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=169197"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}