{"id":169263,"date":"2026-11-05T19:24:19","date_gmt":"2026-11-05T18:24:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=169263"},"modified":"2026-11-05T19:24:41","modified_gmt":"2026-11-05T18:24:41","slug":"salute-e-cervello-universita-di-padova-il-gioco-per-i-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=169263","title":{"rendered":"Salute e cervello &#8211; Universit\u00e0 di Padova &#8211; il gioco per i bambini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Facciamo giocare i nostri bambini per aiutarli a crescere sani e curiosi. Il gioco non migliora indistintamente tutte le capacit\u00e0; la sfida \u00e8 individuare quale gioco possa essere maggiormente adatto per le diverse funzioni e per ciascun bambino.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>IL GIOCO MODIFICA SELETTIVAMENTE ATTENZIONE E AZIONE NEI BAMBINI<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>Due studi dell\u2019Universit\u00e0 di Padova mostrano che <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>il gioco modifica selettivamente attenzione e azione, con implicazioni per comprendere l\u2019apprendimento e <\/strong><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>sviluppare interventi per il neurosviluppo<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00a0\u00a0<strong>\u00a0 Giocare pu\u00f2 rendere i bambini pi\u00f9 pronti<\/strong> a cogliere ci\u00f2 che accade intorno a loro, ma pu\u00f2 anche renderli temporaneamente meno efficienti quando il compito richiede un elevato controllo cognitivo. \u00c8 il quadro che emerge da due studi del Dipartimento di Psicologia Generale dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, pubblicati su \u00abComputers in Human Behavior Reports\u00bb e, per il lavoro pi\u00f9 recente, su \u00abBehavioural Brain Research\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 I due studi suggeriscono che <u>gli effetti del gioco non consistono in un generico miglioramento delle capacit\u00e0 cognitive. Il gioco sembra piuttosto modificare temporaneamente il modo in cui le risorse cognitive vengono impiegate, favorendo alcune modalit\u00e0 di elaborazione a scapito di altre<\/u>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 \u00ab<strong>Il gioco sociale, con inseguimenti e lotta giocosa<\/strong> che richiedono continui aggiustamenti alle azioni altrui, <strong>potrebbe favorire la capacit\u00e0 di affrontare l\u2019imprevisto<\/strong> &#8211; <strong>osserva Telmo Pievani<\/strong>, filosofo della biologia dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano, gi\u00e0 all\u2019Universit\u00e0 di Padova -. Un\u2019analogia utile \u00e8 quella tra prendere la mira e raccogliere risorse: la prima attivit\u00e0 richiede precisione e controllo cognitivo, la seconda anche esplorazione e rapidit\u00e0 nel coordinare occhi e mani. I nostri risultati suggeriscono che il gioco possa favorire temporaneamente alcune di queste esigenze, a scapito di altre\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><u>I risultati delle ricerche<\/u><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 Nel primo studio, condotto su <strong>48 bambini in et\u00e0 prescolare,<\/strong> <strong>sia Mario Kart (gioco sociale) sia Tangram (gioco con gli oggetti) favorivano alcune risposte rapide agli stimoli, mentre la prestazione diventava meno efficiente quando aumentavano le richieste di controllo esecutivo, per esempio in presenza di numerosi distrattori.<\/strong> Anche la prestazione in un compito sensorimotorio di mira risultava meno stabile. Nel complesso,<strong> il gioco sembrava quindi spostare temporaneamente l\u2019equilibrio verso i meccanismi che permettono di rilevare rapidamente ci\u00f2 che emerge nell\u2019ambiente<\/strong> &#8211; la cosiddetta elaborazione stimulus-driven della salienza &#8211; <strong>rispetto ai processi che richiedono un controllo cognitivo pi\u00f9 sostenuto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 Il nuovo studio, condotto su <strong>33 bambini di cinque anni, aggiunge una distinzione importante. Solo dopo 30 minuti di Mario Kart, giocato contro avversari controllati dal computer, emergeva pi\u00f9 chiaramente a intervalli temporali pi\u00f9 lunghi un fenomeno chiamato inibizione di ritorno: dopo che l\u2019attenzione \u00e8 stata orientata verso una posizione,<\/strong> il sistema attentivo<strong> tende successivamente a privilegiare altre posizioni anzich\u00e9 tornare su quella appena esplorata.<\/strong> Questo meccanismo \u00e8 considerato <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">funzionale all\u2019esplorazione efficiente dell\u2019ambiente.<\/span> <\/strong>Il risultato indica quindi una modificazione transitoria della dinamica temporale del riorientamento attentivo dopo il videogioco socio-competitivo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 Dopo aver giocato a Mario Kart compariva inoltre un vantaggio della mano dominante nelle ultime sei inserzioni di un compito che richiedeva di collocare velocemente 12 monete in una stretta fessura di un contenitore (tipo salvadanaio). Il risultato \u00e8 coerente con un pi\u00f9 efficiente apprendimento, durante l\u2019esecuzione del compito, del controllo sensorimotorio fine. \u00c8 possibile proporre un\u2019analogia funzionale con attivit\u00e0 esplorative che richiedono di individuare, raggiungere e manipolare rapidamente piccoli oggetti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 Un ulteriore risultato collega i due domini: nei 33 bambini solo dopo aver giocato a Mario Kart, una maggiore modificazione dell\u2019orientamento attentivo tra intervalli temporali brevi e lunghi era associata a un maggiore vantaggio della mano dominante nella fase finale del compito sensorimotorio, coerentemente con <strong>l\u2019ipotesi che lo stato attentivo indotto dal gioco possa contribuire all\u2019apprendimento sensorimotorio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 \u00abGli studi psicofarmacologici nei modelli animali mostrano che il gioco sociale coinvolge sistemi della ricompensa e della motivazione, tra cui dopamina, oppioidi endogeni ed endocannabinoidi &#8211; <strong>spiega Viviana Trezza del dipartimento di Scienze dell\u2019Universit\u00e0 Roma Tre<\/strong> -. Questi sistemi aiutano a comprendere perch\u00e9 <strong>giocare con i conspecifici sia gratificante e possa predisporre all\u2019esplorazione<\/strong>. Offrono una cornice biologica per interpretare i cambiamenti osservati nell\u2019attenzione e nell\u2019apprendimento sensorimotorio fine\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 <u>I risultati dei due studi convergono quindi su un punto: <\/u><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><u>giocare non sembra rendere il cervello semplicemente \u201cpi\u00f9 efficiente\u201d, ma pu\u00f2 modificarne temporaneamente le priorit\u00e0.<\/u><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>A seconda delle caratteristiche dell\u2019attivit\u00e0,<\/strong> possono essere favoriti la rilevazione degli stimoli salienti, l\u2019esplorazione dell\u2019ambiente e il rapido adattamento dell\u2019azione, mentre altri processi che richiedono controllo cognitivo sostenuto possono temporaneamente risultare meno efficienti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 \u00abEsistono gi\u00e0 evidenze sull\u2019impiego mirato dei videogiochi in diverse fasi del neurosviluppo tipico e atipico &#8211; <strong>sottolineano Sara Bertoni e Giovanna Puccio del dipartimento di Psicologia Generale dell\u2019Universit\u00e0 di Padova <\/strong>-. La nostra meta-analisi sui videogiochi d\u2019azione nella dislessia e lo studio di Kollins e colleghi su un intervento digitale per l\u2019ADHD ne documentano il potenziale. Questi nuovi studi aiutano a comprendere meglio i processi cognitivi che potrebbero essere modulati attraverso il gioco. <strong>Il gioco non migliora indistintamente tutte le capacit\u00e0:<\/strong> <strong>la sfida \u00e8 individuare quale gioco possa essere maggiormente adatto per le diverse funzioni e per ciascun bambino<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 Questa prospettiva potrebbe avere implicazioni sia educative sia cliniche. Comprendere quali caratteristiche del gioco favoriscano specifici stati attentivi potrebbe infatti contribuire, in futuro, alla progettazione di attivit\u00e0 e interventi pi\u00f9 selettivi, costruiti in funzione del processo cognitivo che si intende potenziare.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.chbr.2026.101183\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.chbr.2026.101183&amp;source=gmail&amp;ust=1793980887360000&amp;usg=AOvVaw3s9yZGZUIbxnYeLveA0UEn\">Link<\/a> alla ricerca \u201c<em>Brief digital and traditional gameplay transiently reallocate attentional resources in preschool children<\/em>\u201d &#8211; \u00ab Computers in Human Behavior Reports\u00bb &#8211; 2026<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Autori: Giovanna Puccio, Sandro Franceschini, Simona Carbone, Chiara Filotto, Simone Gori, Telmo Pievani, Viviana Trezza, Sara Mascheretti, Andrea Facoetti* e Sara Bertoni*.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0166432826005243?via%3Dihub\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0166432826005243?via%253Dihub&amp;source=gmail&amp;ust=1793980887360000&amp;usg=AOvVaw1XGL3uA7CEm3y6HjS8Jp89\">Link<\/a> alla ricerca \u201c<em>Behavioural Brain Research, Brief Social Gameplay Accelerates Attentional Reorienting and Enhances Sensorimotor Learning in Preschool Children<\/em>\u201d &#8211; \u00abBehavioural Brain Research\u00bb &#8211; 2026<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Autori: Sara Bertoni, Giovanna Puccio, Sandro Franceschini, Simona Carbone, Chiara Filotto, Martina Mancarella, Simone Gori, Telmo Pievani, Viviana Trezza, Andrea Facoetti*.<\/p>\n<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0FOTO COPERTINA:<\/strong> 1993 &#8211; Grazia Seregni Copyright\u00a9 All rights reserved \u2013<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Facciamo giocare i nostri bambini per aiutarli a crescere sani e curiosi. 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