{"id":18990,"date":"2015-04-03T00:00:08","date_gmt":"2015-04-02T22:00:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=18990"},"modified":"2015-03-26T11:21:44","modified_gmt":"2015-03-26T10:21:44","slug":"da-leggere-un-racconto-gratuito-e-si-legge-in-un-attimo-di-pausa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=18990","title":{"rendered":"DA LEGGERE ; UN RACCONTO GRATUITO E SI LEGGE IN UN ATTIMO DI PAUSA"},"content":{"rendered":"<p>LO SQUALO<\/p>\n<p>di Susy S.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/ANIMALI-SQUALO-IMG_4376.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3102\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/ANIMALI-SQUALO-IMG_4376.jpg\" alt=\"ANIMALI SQUALO IMG_4376\" width=\"450\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/ANIMALI-SQUALO-IMG_4376.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/ANIMALI-SQUALO-IMG_4376-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nAmbra come sempre si alza alle sette.<br \/>\nQuesta mattina ha poco tempo da sprecare, si veste in fretta, un caff\u00e8 al volo e via.<br \/>\nQuesto \u00e8 il suo tempo.<br \/>\nOgni giorno per lei \u00e8 unico, dal mattino alla sera, chiusa nel suo silenzio isolato, dove la parola le \u00e8 nemica, un nodo scorsoio che la soffoca ora dopo ora, da diversi anni.<br \/>\nI vetri dell\u2019auto sono appannati, la pioggia della notte ha raffreddato l\u2019aria, il vento ha strappato i manifesti elettorali in piccole strisce che sventolano come bandierine festeggiando una vittoria ancora da raggiungere.<br \/>\nIl viale alberato sembra un tappeto color ocra, le foglie ingiallite si disperdono leggere, silenziose, lasciando i rami nudi e indifesi aggrappati al tronco, come braccia angosciate che s\u2019intrecciano l\u2019uno nell\u2019altro, quasi a volersi proteggere dal freddo grigiore dell\u2019autunno.<br \/>\nAmbra guida, immersa nella sua opaca, cauta insonnia, del suo riciclato vivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ufficio postale non dista molto, posteggia un isolato prima, l\u2019inebriante aria fresca le accarezza la pelle nel nebuloso paesaggio ancora in parte addormentato, cammina a testa bassa contando le mattonelle del marciapiede, evitando di toccare la linea che le congiunge, un gioco che a volte diventa ossessione, ma la aiuta a distrarre la mente dai tristi pensieri.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 molta gente, meno male, le poche voci sono sussurrate e si mescolano ai respiri, come nell&#8217;abside di una chiesa.<br \/>\nEccola, davanti allo sportello, il vetro oscurato non da modo di distinguere bene chi c\u2019\u00e8 dall\u2019altra parte, ma sicuramente non \u00e8 il solito impiegato delle altre mattine, l\u2019avrebbe gi\u00e0 salutata, all\u2019improvviso l\u2019immagine si mette a fuoco nel cerchio dell\u2019obl\u00f2, un volto scolorito bianco perla dagli occhi vitrei la afferra al collo, come un morso di squalo affonda i denti nella carne, lasciandola senza fiato, paralizzata, incapace di muovere qualsiasi muscolo del suo corpo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ambra ora \u00e8 nella sua nave, nel buio della stiva, nella sua paura\u2026<br \/>\nDall\u2019obl\u00f2 non entra luce, la nave \u00e8 sommersa nel profondo oscuro del mare, lo squalo nuota attorno, la osserva, con sguardo ferino l\u2019attende, affamato le sorride, con bocca vorace che spolpa e divora.<br \/>\nSente le gambe cedere, si raggomitola sul pavimento stringendosi nel suo bozzolo fetale impenetrabile, non sente pi\u00f9 nessun rumore, nessuna voce, sola nella sua infinita angoscia infeconda, affonda il pensiero come una lama nei ricordi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cZitta&#8230;zitta&#8230; non devo far rumore, nasconditi&#8230;nasconditi, non deve trovarmi, i sui passi sono vicini lo sento, lo sentoooo\u2026anche lui mi pu\u00f2 sentire, zitta ..zitta\u2026zitta, il sangue pulsa batte forte sulla tempia, la paura \u00e8 un fiume caldo ch trasuda dai pori della pelle, il respiro pu\u00f2 far rumore..non respirare..non respirare,\u2026. tratterr\u00f2 il respiro fino a scoppiare, come un palloncino ubriaco d\u2019aria vorrei sollevarmi leggera e volare via, esplodere in un botto tremendo e sparire nel nulla. Lui \u00e8 vicino, sento l\u2019odore, il suo dopobarba \u00e9 nauseante, mi viene il vomito, la sua mano mi trova, come artiglio mi solleva, sono morta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo dietro l\u2019obl\u00f2 spazientito batte la penna ripetutamente sul vetro, inveendo, gesticolando, cercando in tutti i modi di richiamare l\u2019attenzione di Ambra seduta sul pavimento, ma inutilmente, ormai si \u00e8 smarrita in un altro mondo di ricordi e paure, nell\u2019ipnosi della sua mente.<br \/>\nQualcuno finalmente si avvicina, la solleva, ma il suo corpo \u00e8 un tronco pesante, appena abbattuto, amputato dalle radici che lo sorreggevano saldamente alla terra, ricade come peso morto in uno stato d\u2019incoscienza neutro, buio, indefinito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ago di ghiaccio risveglia la sua linfa, penetra la corteccia fino al midollo, sente il liquido freddo che estraneo alle sue vene entra in circolo nel corpo, un anestetico, che rende immuni al dolore, scivola dolcemente fino al suo cervello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Ambra riapre gli occhi, si ritrova in una stanza asettica, un tanfo di disinfettante la risveglia quasi totalmente, dandole un senso di nausea.<br \/>\nE\u2019 rimasta nel suo oblio per ore nella totale amnesia, ora con grande sforzo, cerca di capire, di ritrovarsi, ma lo stato di confusione in cui si trova non le permette, al momento, di ricordare nulla, nemmeno il suo nome.<br \/>\nVorrebbe alzarsi dal letto ma sente di non appartenere pi\u00f9 al suo corpo, ogni gesto, ogni movimento non \u00e8 percepito, s\u2019inondano gli occhi di lacrime, si distendono come un velo sulle guance, quando ne sente sulle labbra il sapore, si accorge finalmente di essere ancora viva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una voce metallica giunge, senza pause di respiro, fino a scuoterla dal suo torpore, \u00absignora mi sente\u2026mi sente\u2026\u00bb<br \/>\nAmbra abbozza un si muovendo la testa, \u00abHa avuto un malore, \u00e8 stata ricoverata, ricorda qualcosa? \u00bb, ma c\u2019\u00e8 solo nebbia nella sua mente e questa fastidiosa voce che vorrebbe spegnere, tasto off, \u00e8 cosi facile, quasi indolore chiudere gli occhi e cadere nel buio, nel ricordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cIl suo sorriso, una mascella che mi divora, sento il suo alito caldo che azzanna il mio collo, le braccia fragili di bambina che si dibattono inutilmente, che sferzano pugni nel vuoto, senza senso, contro il mortale crudele morso cannibale che sussurra nell\u2019acre saliva detestate parole d\u2019amore.<br \/>\nFinisce in fretta&#8230; finisce in fretta&#8230; chiudi gli occhi Ambra\u2026canta..canta..<br \/>\n\u00abQuattro stelle ho visto passare quattro stelline sul bordo del mare: una per me, una per te, una la chiede la figlia del re\u2026\u2026.\u00bb.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nNon ricorda\u2026non ricorda pi\u00f9 come finisce la filastrocca, questo pensiero all\u2019improvviso la agita<br \/>\n\u00abSi svegli, reagisca, mi sente..\u00bb la voce insiste, scuote fisicamente il sonno patologico dove Ambra si rifugia, apre gli occhi, un gesto che le costa fatica, un silenzio liquido le inonda la gola e sale con impeto nella morsa delle labbra che si dischiudono, con tutta la forza che le rimane cerca una parola che la liberi da quel mutismo, un vagito, siiiii, il dottore che le sta accanto le stringe la mano, un gesto d\u2019approvazione \u00ab bene brava mi sente finalmente, non riuscivamo pi\u00f9 a svegliarla, sa dove si trova ..sente qualche dolore?\u00bb nessun dolore pensa Ambra, muovendo in senso negativo il capo, ho paura mi aiuti , vorrebbe gridare, ma con nessun gesto riesce ad esprimere questo suo stato d\u2019animo, la voce \u00e8 assente, partorire quel siiii \u00e8 stato un lungo travaglio che ha consumato le sue poche energie, il dottore le stringe pi\u00f9 forte la mano sorridendole, in modo quasi paterno e consolatorio.<br \/>\nRimasta sola nella stanza cerca di rientrare nel proprio corpo da cui \u00e8 evaporata, percepisce la punta delle dita che sfiorano il lenzuolo, un leggero formicolio lungo la schiena le fa muovere le gambe, sembra che pian piano corpo e mente si riuniscono, dopo questo suo viaggio astrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cDevo uscire, da questo buio, salgo a piccoli passi la scala, lo squalo ha lasciato la stiva passando dall\u2019obl\u00f2, vorrei che il mare lo inghiottisse per sempre, le mie scarpette blu di tennis seguono silenziose i miei passi, mentre le lacrime scendono lasciando sul mio viso tracce che mi avvolgono nel nulla.<br \/>\nIl cortile \u00e8 pieno di sole e saltellando rincorro le grida dei ragazzi che giocano a pallone, col mio sorriso riciclato, dimenticando per un attimo il dolore\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trascorsa un\u2019altra settimana, Ambra sembra star meglio, tra ricordi e amnesie, ha pi\u00f9 volte spezzato e ricomposto la sua mente, con l\u2019aiuto dei medici che l\u2019hanno dimessa con la prognosi \u201c disturbo depressivo patologico dell&#8217;umore\u201d. Ambra sorride leggendo l\u2019esito sul foglio di dimissione, nessuno riuscir\u00e0 mai a capire ci\u00f2 che ha dentro, la paura che la consuma da una vita e la rabbia che ha un effetto di minaccia come un temporale che rumoreggia\u2026rumoreggia&#8230; e da un momento all\u2019altro pu\u00f2 scoppiare.<br \/>\nDopo un mese la sua vita sembra aver ripreso il solito ritmo, ma nella testa di Ambra continuano a vagare senza meta le parole della filastrocca, che cantava da piccola, non ricorda pi\u00f9 come finisce \u00abQuattro stelle ho visto passare quattro stelline sul bordo del mare: una per me, una per te, una la chiede la figlia del re\u2026\u2026.\u00bb<br \/>\n\u00e9 diventata un\u2019ossessione, qualcosa d\u2019incompiuto che non sopporta, un difetto, un frammento che fa male, passa le giornate sola con questo pensiero assillante e i ricordi riaffiorano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c Se chiudo la stiva e l\u2019obl\u00f2 forse mi salvo, lo squalo perde le tracce e non mi trova, non voglio pi\u00f9 sentire il cigolio della maniglia n\u00e9 il rumore cupo del ferro, che ha l\u2019odore del sangue rappreso, tutto diventa pelle, pelle e sudore, sudore e lacrime, ecco perch\u00e9 mi trova quando \u00e8 affamato, la paura giunge mi fa tremare sento un liquido caldo scendere tra le cosce\u2026stupida&#8230;stupida ora ti trova..scappa..scappaaaa \u201c<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019improvviso si risveglia, tra le lenzuola bagnate di sudore e urina, piange, un pianto ininterrotto che da tempo attendeva, si butta sotto la doccia, riversa in un urlo tutto il dolore, colpendo con pugni la parete avvolta nel vapore, colpisce, colpisce, fino a far sanguinare le nocche, finch\u00e9 la sua rabbia non si esaurisce e la fa sentire vuota, ora il suo corpo ha consumato le sue ultime resistenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono le sette, \u00e8 gi\u00e0 pronta per uscire, \u00e8 passato pi\u00f9 di un mese, prende l\u2019auto percorre la solita strada con una calma che da tempo non provava, giunge come al solito all\u2019ufficio postale, sul marciapiede cammina spedita, le mattonelle non hanno pi\u00f9 linee, non le osserva, alto lo sguardo, nella sua testa solo un pensiero, la filastrocca come finisce, come finisceee, nell\u2019ufficio postale solo un paio di persone, ecco ora tocca a lei, ancora come l\u2019ultima volta si ritrova quel volto dietro l\u2019obl\u00f2\u2026\u00e8 lui lo squalo..ora ne \u00e8 sicura, per un attimo il suo sguardo incrocia l\u2019altro, rivede gli occhi di ghiaccio che come lama le trapassano il cuore e sente una morsa al collo, ma questa volta non concede tempo alla paura di soffocarla in nessun modo, in una frazione di pochi secondi senza esitare, impugna la pistola che ha nella borsa e spara, l\u2019obl\u00f2 si frantuma e un urlo agghiacciante s\u2019impossessa della sua voce, spara, spara ancora, svuotando il caricatore finch\u00e9 dell\u2019occhio dello squalo non rimane che un grumo di sangue spiaccicato sul vetro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cOra finalmente non potr\u00e0 pi\u00f9 entrare, la nave riemerge lasciando sul fondo del mare le ossa dei ricordi, dall\u2019obl\u00f2 della stiva entra il sole, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il buio, non ho pi\u00f9 paura, allaccio le mie scarpe da tennis blu, e saltellando corro verso la luce\u2026canta Ambra\u2026.canta\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quattro stelle ho visto passare\u2028\u00a0quattro stelline sul bordo del mare:\u00a0\u2028una per me, una per te,\u2028\u00a0una la chiede la figlia del re.<br \/>\nLa quarta la vuole il reuccio cattivo:\u00a0\u2028grida, comanda, la vuole per s\u00e9!\u00a0\u2028Ma la stellina resta a guardare\u00a0\u2028poi sorridendo\u00a0\u2028si spegne nel mare.<\/p>\n<p>Susi\u00a9<br \/>\n2014<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LO SQUALO di Susy S. 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