{"id":19557,"date":"2015-04-25T00:07:39","date_gmt":"2015-04-24T22:07:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=19557"},"modified":"2015-04-26T09:44:05","modified_gmt":"2015-04-26T07:44:05","slug":"arte-2-mostre-a-ingresso-libero-a-reggio-emilia-collezione-maramotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=19557","title":{"rendered":"ARTE 2 MOSTRE A INGRESSO LIBERO A REGGIO EMILIA COLLEZIONE MARAMOTTI"},"content":{"rendered":"<p>Collezione Maramotti;\u00a0Via Fratelli Cervi 66,\u00a042124 Reggio Emilia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Enrico David + Esko M\u00e4nnikk\u00f6<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PIU&#8217; SOTTO :\u00a0Esko M\u00e4nnikk\u00f6 Time FliesA highlight <strong>17 maggio 2015 \u2013 27 settembre 2015.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Enrico \u201cLa Caduta\u201d David 17 maggio \u2013 18 ottobre 2015 La bocca parla di se stessa all\u2019occhio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La leggerezza che viene non dall\u2019essere in grado, ma dal non poter fare a meno. Le rovine I coralli I capelli La caduta sono io \/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">una terza persona femminile singolare \/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">un evento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra di Enrico David si compone di opere che evidenziano una stretta connessione, <strong>un naturale dialogo tra linguaggio pittorico e scultoreo<\/strong>, anche grazie alla modalit\u00e0 con cui vengono allestite nello spazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un grande dipinto che lambisce il soffitto, distaccato dal muro, \u00e8 sorretto da due strutture metalliche verticali:<\/strong> costituisce un fondale per le \u201cunfinished figures\u201d della parte piu propriamente scultorea della mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una di esse \u00e8 sospesa a soffitto, sorretta da cavi, fluttuante nello spazio quasi a negare il suo peso specifico.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La palette \u00e8 costituita da colori fangosi \u2013 forse muffe \u2013 la forma sembra cercare di descrivere i resti o forse i preamboli di un corpo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La testa, inarcata all\u2019indietro, si prolunga in indistinti filamenti tendinei, a descrivere fasci di nervi, tendini, tessuto fibroso<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un\u2019altra scultura si erge dal suolo in forma di altorilievo<\/strong> e racchiude una figura descritta in un reticolo da cui cerca di liberarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> L\u2019oggetto veste l\u2019ambiguit\u00e0 di un disegno, di un graffito inciso su una struttura<\/strong> creata appositamente ad imitare un pezzo di maceria o una rovina, tentativo di evocare un supporto con una \u00a0sua qualit\u00e0 formale legata and un suo possibile uso passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Due sculture sono rivestite in gesmonite, un materiale con cui l\u2019artista inizia a sperimentare nel 2014, pi\u00f9 duro del gesso e di peso nella sua sostanza,<\/strong> ma che pu\u00f2 essere levigato dipinto e \u201ctrattato\u201d con grande flessibilit\u00e0, e questo ben si attaglia all\u2019idea trasformativa delle forme di David.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mise-en-sc\u00e8ne della mostra realizzata per la Collezione Maramotti non ha una narrativa esplicita, ma dal modo in cui le opere esistono in funzione reciproca e si confrontano con lo spazio, emerge un contesto narrabile allo spettatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle opere di Enrico David l\u2019impermanenza dell\u2019immagine \u00e8 uno stato di passaggio tra scomparsa e ri-apparizione della forma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La corporeit\u00e0 \u00e8 sempre presente nel suo lavoro, anche quando appare negata nella sua finitezza formale. Le figure collassano, si trasformano o si moltiplicano, sono paradigmi di caduta e rinascita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La sua ricerca \u00e8 improntata ad una riflessione costante sulla frammentariet\u00e0, ad una lotta tra tensioni divergenti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La trasformazione nel disordine, generata da una gamma di stati psichici e fisici, \u00e8 una condizione che l\u2019artista sente ed esperisce con urgenza espressiva. Lo stesso David descrive i suoi lavori \u201csull\u2019orlo di non essere pronti a nascere\u201d e li definisce, nel processo, \u201cdispersioni erranti del fluire inconscio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Enrico David lavora con la pittura, la scultura e l\u2019installazione, impiegando talvolta tecniche artigianali tradizionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il disegno \u00e8 un elemento di primaria importanza, punto di partenza per la creazione di opere e come opera in s\u00e9. La stessa variet\u00e0 dei media utilizzati pu\u00f2 essere ritrovata anche nei soggetti dei suoi lavori che derivano da molteplici fonti ed esprimono un\u2019ampia gamma di complessi stati emozionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019immaginario di David attinge all\u2019artigianato, all\u2019arte popolare e al design del XIX secolo, cos\u00ec come alla pubblicit\u00e0, alla moda e alla storia dell\u2019arte (dal surrealismo all\u2019espressionismo, dall\u2019art d\u00e9co alla tradizione figurale giapponese).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ragioni le spiega lo stesso artista: \u201cIl mio lavoro non ha mai seguito una traiettoria metodologica uniforme, perch\u00e9 io penso che siamo tutti un po\u2019 sempre in lotta, cercando di venire a patti con la nostra natura frammentata, contradditoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma trovo che l\u2019incontro tra queste diverse materie, fra queste diverse forme di espressione, sia una sorta di traduzione di quella discontinuit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">17 maggio \u2013 18 ottobre 2015 <strong>La mostra, a ingresso libero,<\/strong> \u00e8 visitabile negli orari di apertura della collezione permanente. Gioved\u00ec e venerd\u00ec 14.30 \u2013 18.30 Sabato e domenica 10.30 \u2013 18.30 Chiuso: dall\u20191 al 25 agosto .<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Esko M\u00e4nnikk\u00f6 Time FliesA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>Esko M\u00e4nnikk\u00f6 Time FliesA highlight 17 maggio 2015 \u2013 27 settembre 2015<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Collezione Maramotti presenta una cinquantina di fotografie di Esko M\u00e4nnikk\u00f6,<\/strong> selezionate per enfatizzare le affinit\u00e0 e le consonanze della sua ricerca con la Collezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parte delle opere sono state esposte nel 2014 nella retrospettiva Time Flies presso Kunsthalle Helsinki, con cui la Collezione ha collaborato per questo progetto espositivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Centrali nella poetica di M\u00e4nnikk\u00f6 sono il tempo come presenza\/assenza, cristallizzato nelle sue immagini,<\/strong> il suo magistrale uso della luce e l\u2019estrema attenzione alla dimensione compositiva, che conferiscono ai suoi lavori una sorta di sospensione metafisica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi elementi sostanziali e formali hanno ricondotto e accostato il suo lavoro, da parte di certa critica, alla ritrattistica rinascimentale e alle qualit\u00e0 tonali, compositive e luministiche dei dipinti di Vermeer.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le cornici, recuperate nei mercatini o realizzate su misura con legno di riuso, costituiscono parte visiva essenziale dell\u2019opera<\/strong> e non dimensione accessoria, e legano il suo lavoro alla tradizione pittorica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Soggetti favoriti nelle sue fotografie sono oggetti, luoghi, persone e stili di vita autentici,<\/strong> a lui familiari, che riflettono al contempo tratti universali dell\u2019umanit\u00e0. Il suo approccio \u00e8 pregno di grande rispetto e di sensibilit\u00e0, mai teso alla\u00a0documentazione, ma alla ricerca di un\u2019empatia, di un contatto autentico che esalti la bellezza degli aspetti ordinari del quotidiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche i soggetti piu umili e fragili non sono maivittime, ma vengono ripresi nella loro integra dignit\u00e0. Il ritmo compositivo delle sue esposizioni \u00e8 molto peculiare: pur essendo ogni fotografia autonoma, tuttavia fa spesso parte di una serie, che a sua volta \u00e8 in dialogo con serie differenti e in continua evoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In questa mostra sono presentate fotografie scattate dal 1991 al 2013,<\/strong> estratte da numerose serie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Female Pike (1995\u2013), che l\u2019ha reso famoso, centrata sulle figuredi uomini soli delle aree pi\u00f9 remote intorno a Helsinki; Organized Freedom (fine anni Novanta\u2013), che raccoglie scatti di luoghi abbandonati e di tracce di umane presenze tra Finlandia, Texas e Reggio Emilia; Flora &amp; Fauna (2002\u2013), in cui le nature morte sono rivelatrici delle relazioni inestricabili fra uomo e natura, e fra natura e cultura; Harmony Sisters (2004\u2013), dedicata a dettagli di animali impagliati e addomesticati; Blues Brothers (2009\u2013), un omaggio alle sculture funerarie dei cimiteri, principalmente italiani, erose dal tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Esko M\u00e4nnikk\u00f6 ha vissuto nel nord, si \u00e8 confrontato con la fotografia da autodidatta<\/strong> ed \u00e8 per lungo tempo stato un outsider rispetto alle tendenze di ricerca e alle scuole di fotografia tradizionali dell\u2019epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nonostante questo, \u00e8 divenuto uno dei fotografi finlandesi pi\u00f9 famosi a livello internazionale. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Continua a definirsi \u201ccacciatore, collezionista di immagini\u201d,<\/strong> il suo percorso d\u00e0 forma a un autoritratto senza fine, una raccolta che diventa specchio e riflesso di chi l\u2019ha creata, legata indissolubilmente al suo autore e, nello stesso tempo, interprete di un sentimento umano universale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 accompagnata da una pubblicazione con un testo di Maija Koskinen, profonda conoscitrice del lavoro di Esko M\u00e4nnikk\u00f6 e curatrice della mostra Time Flies.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">17 maggio 2015 \u2013 27 settembre 2015<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra, a ingresso libero, \u00e8 visitabile negli orari di apertura della collezione permanente. Gioved\u00ec e venerd\u00ec 14.30 \u2013 18.30 Sabato e domenica 10.30 \u2013 18.30 Chiuso: dall\u20191 al 25 agosto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Info Collezione Maramotti <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Via Fratelli Cervi 66 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>42124 Reggio Emilia <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>tel. +39 0522 382484 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>info@collezionemaramotti.org <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>www.collezionemaramotti.org<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Note biografiche<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esko M\u00e4nnikk\u00f6 (nato a Pudasj\u00e4rvi, Finlandia, nel 1959) vive e lavora a Oulu (Finlandia), vicino alla parte finlandese del Circolo Polare Artico. Nel 1995 \u00e8 selezionato come \u201cYoung Artist of the Year\u201d, organizzato dalla citt\u00e0 di Tampere e Tampere Art Museum, e diventa riconosciuto a livello internazionale. Negli ultimi anni ha presentato mostre personali a: Yancey Richardson Gallery, New York (2015, 2011); Turku Art Museum (2014); Kunsthalle Helsinki (2014); Galerie Nordenhake, Berlin and Stockholm (2013, 2011, 2010). Tra le collettive pi\u00f9 recenti: Kulturhuset Stadsteatern, Stockholm (2014); Lens on Twelve, London (2012); Kunsthal Rotterdam (2010); Fotografia Europea, Reggio Emilia (2010); DESTE Foundation, Athens \u2013 Ellipse Foundation, Cascais \u2013 Maison Rouge, Paris \u2013 Magasin 3, Stockholm (2010)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Collezione Maramotti;\u00a0Via Fratelli Cervi 66,\u00a042124 Reggio Emilia Enrico David + Esko M\u00e4nnikk\u00f6 PIU&#8217; SOTTO :\u00a0Esko M\u00e4nnikk\u00f6 Time FliesA highlight 17 maggio 2015 \u2013 27 settembre<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19558,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[6166],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19557"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19557"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19557\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19559,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19557\/revisions\/19559"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/19558"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19557"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19557"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19557"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}