{"id":20003,"date":"2015-05-04T00:00:41","date_gmt":"2015-05-03T22:00:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=20003"},"modified":"2015-05-03T16:29:11","modified_gmt":"2015-05-03T14:29:11","slug":"il-museo-archeologico-e-aperto-dal-31-maggio-a-cremona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=20003","title":{"rendered":"IL MUSEO ARCHEOLOGICO E&#8217; APERTO DAL 31 MAGGIO A CREMONA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">IL MUSEO ARCHEOLOGICO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PIU&#8217; SOTTO LA MOSTRA APERTA DAL 7 MAGGIO AL 27 GIUGNO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 31 maggio 2009 \u00e8 stato aperto al pubblico il nuovo Museo Archeologico di Cremona<\/strong> nella <strong>chiesa basilicale di San Lorenzo e nella annessa quattrocentesca cappella Meli.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esso costituisce lo <strong>sviluppo della vecchia Sezione Archeologica del Museo Civico, chiusa dalla fine degli anni \u201990<\/strong> del secolo passato per consentire il restauro di alcune tipologie di materiali -in particolare i mosaici- e completa l\u2019esposizione, tuttora in Palazzo Affaitati, delle collezioni di formazione \u201cstorica\u201d non territoriale, a partire dal lascito del Marchese Ala Ponzone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La chiesa di San Lorenzo<\/strong>, sconsacrata alla fine del XVIII secolo, <strong>apparteneva al monastero benedettino, poi passato agli Olivetani.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A pianta basilicale con tre navate, risale agli inizi del XIII secolo e presenta i caratteri peculiari dell\u2019architettura romanica,<\/strong> quali l\u2019ampia articolazione degli spazi e la tipica decorazione a beccatelli dei fornici absidali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli <strong>scavi effettuati a partire dal 1962 hanno consentito di portare alla luce i resti di una chiesa precedente, identificabile con quella menzionata da una pergamena del 990,<\/strong> di un <strong>edificio cimiteriale paleocristiano e di una necropoli romana del I secolo a.C<\/strong>., ubicata in corrispondenza del primo tratto suburbano, in direzione est, dell\u2019antica via Postumia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La destinazione a <strong>sede museale del complesso monumentale, essa stessa sito archeologico, ne ha favorito il completo recupero<\/strong>, sia dal punto di vista strutturale sia dell\u2019apparato decorativo, per quanto ancora conservato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente, al suo interno \u00e8 ospitato quello che pu\u00f2 essere ritenuto il cuore delle raccolte archeologiche di Cremona: attraverso i reperti rinvenuti <strong>a partire dall\u2019Ottocento fino al recentissimo scavo di piazza Marconi, viene restituita l\u2019immagine della citt\u00e0 attraverso tre sezioni tematiche<\/strong>: lo spazio pubblico, ove spiccano i resti monumentali dell\u2019edificio, forse da identificarsi col teatro, sito in corrispondenza dell\u2019attuale via Cesare Battisti; lo spazio privato, testimoniato dalle ricche domus del Labirinto e del Ninfeo, infine le necropoli, con parti di monumenti e corredi funerari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Museo \u00e8 dotato dal 2011 di <strong>supporti alla visita per non vedenti e ipovedenti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Museo Archeologico\u2028via San Lorenzo, 4\u2028; tel 0372 407775 &#8211; 366 6673881\u2028 fax 0372 407268<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e-mail: museo.archeologico@comune.cremona.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Biglietti e orari\u2028ingresso: \u20ac 3,00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">apertura: da marted\u00ec a domenica 9 &#8211; 13<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2028festivi: 9 &#8211; 13<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">chiusura: luned\u00ec (con eccezione del luned\u00ec di Pasqua), 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre.<\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\">APPROFONDIMENTI<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PERCHE\u2019 UNA MOSTRA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per<strong> dare valore a quanto accaduto all\u2019interno di un ospedale pubblico, quello di Cremona,<\/strong> e di-mostrare che anche in tempo di crisi, sociale ed economica, \u00e8 possibile portare a termine progetti \u201cambiziosi\u201d sotto il profilo della relazione di cura\/umanizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per far s\u00ec che il lavoro dei partecipanti al laboratorio diventi \u201creperto archeologico\u201d contemporaneo desideroso di essere osservato e reinterpretato dallo sguardo di ogni singolo fruitore<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per dare concretezza alla parola condivisone. Per ripartire da un quotidiano fatto s\u00ec di difficolt\u00e0 e dolore, ma anche dalla possibilit\u00e0 di essere vissuto pienamente grazie alla professionalit\u00e0, all\u2019incontro con l\u2019altro, all\u2019immaginazione e all\u2019ascolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PERCHE\u2019 IL MUSEO ARCHEOLOGICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per <strong>valorizzare il legame fra tessuto cittadino e Ospedale. Perch\u00e9 l\u2019Ospedale<\/strong> non pu\u00f2 pi\u00f9 essere vissuto come un \u201cnon luogo\u201d bens\u00ec come parte fondante urbana e sociale, come spazio di relazioni vitali. Perch\u00e9 la cura del dolore e la percezione della malattia sono una questione culturale che ci pone di continuo in rapporto con la nostra storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ALLESTIMENTO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per valorizzare la filosofia del progetto e trovare un equilibrio simbiotico con la sede del Museo Archeologico di San Lorenzo<\/strong>, si \u00e8 <strong>privilegiato un allestimento semplice, fatto di materiali \u201cpoveri\u201d<\/strong> (ferro e legno, cartone) che pone l\u2019accento sulla corrispondenza tra il fare manuale e pensiero significante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I totem bifacciali che caratterizzano il percorso espositivo rappresentano in chiave metaforica i partecipanti al corso, si fanno cos\u00ec portatori di immagini, presenza e persona<\/strong> che abitano lo spazio senza invaderlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019allestimento \u00e8 a cura di Stefania Mattioli e realizzato dal laboratorio \u201cVia Soldi 4\u201d di Stefania Cominetti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DICHIARAZIONI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cNella convinzione che la comunicazione non pu\u00f2 essere efficace se non condivisa anche nella pratica quotidiana,<\/strong> mediante l\u2019ascolto dei protagonisti della relazione di cura, si \u00e8 pensato di valorizzare attraverso l\u2019impiego di una didattica innovativa, gli aspetti individuali e umani che nella loro unicit\u00e0 contraddistinguono ogni persona anche nello svolgimento della professione. A sorprendere \u00e8 stata la partecipazione, il coinvolgimento, l\u2019impegno di ciascuno e soprattutto gli esiti positivi in termini di utilit\u00e0 e ben-essere sia personale che professionale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Simona Mariani &#8211; Direttore Generale AO di Cremona<\/p>\n<p>\u201cFormazione e comunicazione devono essere ritenuti passaggi peculiari e paradigmatici nella promozione e divulgazione di una cultura del dolore libera da pregiudizi e fondata sulla complessit\u00e0 dell\u2019individuo. Per queste ragioni l\u2019auspicio \u00e8 che iniziative come questa si possano ripetere in futuro. ACCD desidera rinnovare il proprio impegno in questa direzione nella convinzione che solo mediante lo scambio esperienziale, il confronto aperto, lo studio e la ricerca si possa guardare in modo costruttivo al futuro\u201d.<br \/>\nAntonio Auricchio &#8211; Presidente ACCD Onlus<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IMPORTANTE<br \/>\nIngresso gratuito per i dipendenti AO di Cremona e i volontari ACCD.<br \/>\nI visitatori del Museo Archeologico (biglietto 3 euro) riceveranno in dono il catalogo dell\u2019esposizione sino ad esaurimento delle copie. La mostra resta aperta dal 7 maggio al 27 giugno 2015<br \/>\nMuseo Archeologico di San Lorenzo, Via San Lorenzo 4, Cremona; Orario: 9 -13 da marted\u00ec a domenica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DOCENTI CHE HANNO COLLABORATO<br \/>\nStefania Mattioli (Responsabile Ufficio Comunicazione e URP AO di Cremona e Responsabile scientifico del progetto); Lorenzo Giglio (fotografo \u2013 Aroproductions); Giovanni Pelloso Critico Fotografico \u2013 Corriere della sera) Vittorio Cigoli (Psicologo &#8211; Professore Ordinario Universit\u00e0 Cattolica di Milano) Emanuela Saita Psicologa &#8211; Professore Associato Universit\u00e0 Cattolica di Milano); Raffella Gazzoni (esperta in massaggio terapeutico e con-tatto); Enzo dal Verme (fotografo); Nadia Poli (Direttore SITRA AO di Cremona) Francesca Bonelli (Attrice e Formatrice).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cura in un gesto &#8211; LABORATORIO SPERIMENTALE per indagare la dimensione \u201cestetica\u201d del dolore. Dal 2013 ad oggi ecco cosa \u00e8 accaduto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Caos. Tensione. Telefono che squilla in continuazione. Disordine organizzato. Senza finestre aperte sull\u2019esterno. Paura di quello che pu\u00f2 accadere. Unione, accoglienza, sofferenza, abbracci. Intimit\u00e0. Silenzi. Commozione. Piante verdi nonostante tutto. Parole scritte durante una esercitazione da chi abita i reparti oncologici perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che lavora ogni giorno. Parole che raccontano in modo fulmineo una quotidianit\u00e0 fatta di malattia, professionalit\u00e0 e umanit\u00e0; di fatica e doveri, di riconoscimento nella gratitudine di chi in quel momento ha bisogno di attenzioni e risposte. Parole in grado di restituire a ciascuno una visione che si fa immagine reale, empatica. Parole che racchiudono meglio di qualsiasi saggio l\u2019essenza di quanto accaduto durante i dieci incontri che hanno caratterizzato il foto-laboratorio sperimentale \u201cLa cura in gesto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2013 &#8211; DA DOVE SIAMO PARTITI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal desiderio di mostrare che professione passione sono due elementi complementari che costituiscono l\u2019essenza di ciascuno. Dalla considerazione che osservare \u00e8 capire, vedere \u00e8 raccontare.<br \/>\nSiamo partiti dalla realizzazione di uno spot commissionato da ACCD. Lo scopo era quello di<strong> illustrare il principio essenziale delle cure palliative e l\u2019attivit\u00e0 in Hospice.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quell\u2019occasione proprio le stanze dell\u2019Hospice, grazie ad Aroproductions, si sono trasformate in set cinematografico e gli operatori sanitari in attori per un giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa \u00e8 accaduto? Un elemento vitale ed estraneo \u00e8 entrato in un luogo al quale si associano in prevalenza dolore e mancanza di speranza. <strong>L\u2019energia scaturita e la richiesta inaspettata di una paziente che si \u00e8 offerta come testimonial della campagna fotografica<\/strong> ci ha fatto intendere che quello sarebbe stato l\u2019inizio di qualcosa di altro, che in ogni situazione si pu\u00f2 fare molto.<br \/>\nSiamo partiti da un\u2019idea nata da uno scambio dialettico intenso fra l\u2019Ufficio Comunicazione dell\u2019AO di Cremona (Stefania Mattioli) e Aroproductions (Lorenzo Giglio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PERCHE\u2019 LA CURA IN UN GESTO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Se \u00e8 vero che terapia farmacologica non \u00e8 l\u2019unica possibile, in che modo la cura passa attraverso il gesto? Quali sono i gesti che curano?<\/strong> In che misura i nostri gesti comunicano esattamente ci\u00f2 che desideriamo comunicare? Come vengono percepiti e con quale esito? Interrogativi, questi, che non possono avere risposte univoche e universali, bens\u00ec declinate dal sentire individuale nella consapevolezza che la professione svolta in ambito sanitario (qualsiasi ruolo) \u00e8 imprescindibile dalla relazione con l\u2019interlocutore che (nello specifico) \u00e8 una persona vulnerabile poich\u00e9 attraversata da una fase complessa dell\u2019esistenza (malattia\/dolore).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SCOPO<br \/>\nFornire <strong>agli operatori dell\u2019Hospice e dell\u2019Area Oncologica dell\u2019Azienda Ospedaliera di Cremona, attraverso elementi non sanitari (interpretazione iconografica e iconologica) uno strumento di indagine e riflessione<\/strong> sulla loro professione\/ruolo, sulla relazione con l\u2019altro (paziente, collega, volontario) e con il luogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ESITO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La possibilit\u00e0 di elaborare vissuti ed emozioni in modo inconsueto e peculiare, comprendere<strong> le potenzialit\u00e0 della fotografia e delle immagini quale accesso facilitato ai sentimenti e alla parola. I temi affrontati (gesto, dolore, attesa, con-tatto, luogo) hanno permesso di creare un clima di fiducia in cui la testimonianza di ciascuno \u2013 talvolta molto privata \u2013 \u00e8 stata vissuta come spontanea:<\/strong> l\u2019assenza di giudizio ha fatto s\u00ec il gruppo si comportasse come tale senza generare alcun conflitto. Durante il percorso formativo, grazie a metodologia e strumenti utilizzati, si sono annullati i ruoli e sono emerse le persone. Le diversit\u00e0 di cultura e formazione non sono mai state un ostacolo, anzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2014 &#8211; COSA E\u2019 CAMBIATO?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A distanza di nove mesi dalla chiusura del primo ciclo di otto incontri (che hanno caratterizzato l\u2019essenza del laboratorio \u201cLa Cura in un gesto\u201d) l\u2019esigenza di capire cosa era cambiato \u2013 ammesso che qualcosa fosse davvero cambiato \u2013 \u00e8 divenuta un pensiero costante,<\/strong> un\u2019urgenza di completamento. E\u2019 cos\u00ec che fra settembre e ottobre del 2014 sono state organizzate altre due giornate di studio dedicate alla relazione e all\u2019analisi dei vissuti professionali per verificare in che misura l\u2019esperienza formativa del laboratorio avesse segnato un \u201cprima\u201d e un \u201cdopo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza mascherare una certa sorpresa, in aula ci siamo ritrovati e riconosciuti all\u2019istante. Nel tempo e nell\u2019assenza il gruppo \u00e8 rimasto tale: le sensazioni di vicinanza, mancanza di giudizio e complicit\u00e0, declamate dai partecipanti nelle \u201cparole in corso\u201d, erano integre. Senza bisogno di preliminari, ci siamo (tutti) fidati e affidati agli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda \u201ccosa \u00e8 cambiato?\u201d ha invece trovato una risposta sostanziale; risposta che ciascuno ha tradotto con nuovi scatti fotografici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad essere cambiata era la capacit\u00e0 di osservare e, in particolare, di osservare con uno sguardo aperto (che \u00e8 anche pensiero) ci\u00f2 che prima sembrava ininfluente, inutile, imponderabile, ma al contrario poteva rivelarsi importante nella lettura complessiva del contesto, ai fini sia di una relazione comunicativa consapevole sia del proprio ben-essere professionale e personale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ufficio Comunicazione e URP- Azienda Ospedaliera di Cremona &#8211; Tel. 0372 405725 \u2013 153;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">comunicazione@ospedale.cremona.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL MUSEO ARCHEOLOGICO PIU&#8217; SOTTO LA MOSTRA APERTA DAL 7 MAGGIO AL 27 GIUGNO Il 31 maggio 2009 \u00e8 stato aperto al pubblico il nuovo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":20004,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[131,1916,14,2730,358],"tags":[6258],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20003"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20003"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20003\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20007,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20003\/revisions\/20007"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/20004"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20003"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20003"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20003"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}