{"id":20405,"date":"2015-05-16T20:00:32","date_gmt":"2015-05-16T18:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=20405"},"modified":"2015-05-17T20:57:06","modified_gmt":"2015-05-17T18:57:06","slug":"arte-a-milano-medardo-rosso-la-luce-e-la-materia-al-gam","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=20405","title":{"rendered":"ARTE A MILANO MEDARDO ROSSO &#8221; LA LUCE E LA MATERIA &#8221; al GAM"},"content":{"rendered":"<p>Sino al 30 Maggio<\/p>\n<p>GAM : Via Palestro 16 mart-domenica: 9-13, 14-19,30<\/p>\n<p>Dopo la mostra su Giacometti, ecco un altro grandissimo scultore: Medardo Rosso (1858- 1928).<\/p>\n<p>Una mostra da non perdere.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/ARTE-300-medardo-rosso.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-20407\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/ARTE-300-medardo-rosso.jpg\" alt=\"ARTE 300 -medardo-rosso\" width=\"300\" height=\"282\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/arte-300-Rosso_Medardo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-20408\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/arte-300-Rosso_Medardo.jpg\" alt=\"arte 300 Rosso_Medardo\" width=\"300\" height=\"389\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/arte-300-Rosso_Medardo.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/arte-300-Rosso_Medardo-231x300.jpg 231w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Galleria d\u2019Arte Moderna di Milano, in collaborazione con il Museo Rosso di Barzio, dedica a Medardo Rosso una mostra personale costituita da un\u2019ampia selezione delle sue opere per dar conto della sua intera vicenda artistica a 35 anni dall\u2019ultima monografica che Milano ha dedicato allo scultore torinese, ma milanese d\u2019adozione, unico artista italiano della sua epoca ad avere un respiro europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione, a cura di Paola Zatti, conservatore responsabile della Galleria d\u2019Arte Moderna di Milano, avr\u00e0 <strong>un percorso tematico che prender\u00e0 avvio con quattro delle pi\u00f9 significative opere degli esordi di Rosso, tutte realizzate a Milano e presentate in diverse versioni: il Birichino, prima opera comparsa nelle sale di Brera nel 1882, il Sagrestano, soggetto comico e quasi spietato del 1883, la Ruffiana,<\/strong> dello stesso anno, <strong>rappresentazione caricaturale,<\/strong> nel solco della tradizione verista e Portinaria, 1890-1905 dal Museo di Belle Arti di Budapest.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda sezione (La materia, usi e sottrazioni) cercher\u00e0 di restituire, attraverso diverse versioni di due soli soggetti &#8211; la Rieuse e Ecce puer (il primo abbraccia un arco cronologico ampio, dal 1890 agli anni dieci, il secondo tra gli ultimi affrontati nel 1906) &#8211; due temi fondamentali: la sperimentazione materica (<strong>l\u2019utilizzo personalissimo e inconfondibile, di gesso, bronzo e cera<\/strong>) e il processo creativo dell\u2019artista che procede, nel suo percorso tormentato, per \u201csottrazioni\u201d, fino al raggiungimento dell\u2019esito desiderato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terza sezione (I soggetti) saranno documentati quasi tutti i soggetti principali dell\u2019artista: <strong>Henry Rouart, venerato collezionista e ospite di Rosso nel primo periodo di permanenza a Parigi, presentato nelle tre versioni in cera, gesso e bronzo; due soggetti del 1894, L\u2019uomo che legge e Bookmaker,<\/strong> quest\u2019ultimo testimone del periodo di pi\u00f9 stretta vicinanza con Degas; la Bambina ridente, opera in cui traspare un legame forte con la tradizione rinascimentale e l\u2019Enfant Malade, straordinario documento della fase sperimentale pi\u00f9 coraggiosa di Rosso; infine Madame Noblet, soggetto declinato in quattro differenti varianti in un lungo arco di tempo (dal 1897 agli anni Venti), di cui la GAM possiede la versione in bronzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La straordinaria Madame X, del 1896, unico soggetto arrivato fino a noi in una sola versione, sar\u00e0 al centro della quarta sezione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019opera, in prestito eccezionale da Venezia,<\/strong> dialogher\u00e0 con una selezione di opere fotografiche, poich\u00e9 come avviene per alcuni grandi pittori e scultori tra Otto e Novecento (si pensi in particolare a Degas e Brancusi) esporre le fotografie di Rosso accanto alle sue opere in bronzo, cera o gesso non ha solo un valore documentario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La fotografia della quale l\u2019artista aveva una notevole conoscenza tecnica, era per lui occasione di un lavoro sulla materia e sulla luce,<\/strong> ormai svincolato dal confronto col vero: Rosso fotografa le sue sculture e i suoi disegni, per intervenire poi con viraggi, ingrandimenti, foto di foto, scontornature, collages, tracce di materia pittorica, tagli e abrasioni, fino ad accettare l\u2019intervento del caso e dell\u2019errore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra MEDARDO ROSSO. La luce e la materia, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata e prodotta dalla Galleria d\u2019Arte Moderna di Milano e da 24 ORE Cultura \u2013 Gruppo 24 ORE, rientra nelle progetto di mostre dedicate alla grande scultura e volte a valorizzare e divulgare i nuclei di opere pi\u00f9 significativi della Galleria d\u2019Arte Moderna di Milano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sino al 30 Maggio GAM : Via Palestro 16 mart-domenica: 9-13, 14-19,30 Dopo la mostra su Giacometti, ecco un altro grandissimo scultore: Medardo Rosso (1858-<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":20409,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[6336],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20405"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20405"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20405\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20410,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20405\/revisions\/20410"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/20409"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20405"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20405"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20405"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}