{"id":25205,"date":"2015-10-22T00:00:21","date_gmt":"2015-10-21T22:00:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=25205"},"modified":"2015-11-19T11:31:48","modified_gmt":"2015-11-19T10:31:48","slug":"arte-entrata-libera-a-milano-per-presentazione-mostra-leggere-leggere-leggere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=25205","title":{"rendered":"ARTE &#8211; TEATRO sabato 28 novembre EVENTI SPECIALI alla MOSTRA &#8221; LEGGERE, LEGGERE, LEGGERE ! &#8221; PINACOTECA Z\u00dcST Rancate CH"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/arte-450-pinacolteca-zurst-7.-Albert-Anker-La-liseuse.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-25209\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/arte-450-pinacolteca-zurst-7.-Albert-Anker-La-liseuse.jpg\" alt=\"arte 450 pinacolteca zurst 7. Albert Anker, La liseuse\" width=\"450\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/arte-450-pinacolteca-zurst-7.-Albert-Anker-La-liseuse.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/arte-450-pinacolteca-zurst-7.-Albert-Anker-La-liseuse-300x255.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/arte-450-pinacolteca-zurst-7.-Albert-Anker-La-liseuse-353x300.jpg 353w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\">Mostra &#8220;Leggere, leggere, leggere!&#8221;<\/h1>\n<p><strong>VOCI E STORIE DIPINTE<\/strong><br \/>\n<strong>Un suggestivo viaggio tra immagini e parole<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sabato 28 novembre, ore 17.30, 18.00, 20.30, 21.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di fronte alle opere pi\u00f9 significative, una compagnia di attori professionisti (Incipit ReadingLab) legger\u00e0 e reciter\u00e0 alcuni brani tratti dai libri raffigurati nei dipinti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo modo si dar\u00e0 voce ai quadri e<strong> verrete condotti in un viaggio suggestivo nell\u2019Ottocento.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il costo dell\u2019evento \u00e8 di 15.- CHF a persona. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sono previste 4 repliche nei seguenti orari<\/strong> 17.30, 18.00, 20.30, 21.00.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">VISITE GUIDATE PER SINGOLI VISITATORI<br \/>\nDomenica 29 novembre, ore 15.30<br \/>\nSabato 12 dicembre, ore 16.30<br \/>\nDomenica 10 gennaio, ore 15.30<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CHF 12.-: biglietto comprensivo di ingresso e visita guidata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0L&#8217;INTERO PROGRAMMA, PREVEDE ANCHE UN\u00a0ATELIER PER BAMBINI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per tutti gli eventi, l\u2019iscrizione \u00e8 obbligatoria e da effettuarsi presso la segreteria della Pinacoteca entro 2 giorni dalla data prevista<\/strong>: Tel. 0041 (0)91 816 47 91; <a href=\"http:\/\/decs-pinacoteca.zuest@ti.ch.\">decs-pinacoteca.zuest@ti.ch.<\/a><br \/>\nQualora non si raggiungesse il numero minimo di iscritti gli eventi verranno annullati. I partecipanti verranno avvisati tempestivamente.<br \/>\nInfo:<a href=\"http:\/\/www.ti.ch\/zuest\"> www.ti.ch\/zuest<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">COME RAGGIUNGERE LA PINACOTECA Z\u00dcST<br \/>\n<strong>Rancate si trova a pochi chilometri dai valichi di Chiasso, Bizzarone (Como) e del Gaggiolo (Varese), presso Mendrisio,<\/strong> facilmente raggiungibile con l\u2019ausilio della segnaletica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per chi proviene dall\u2019<strong>autostrada Milano-Lugano l\u2019uscita \u00e8 Mendrisio:<\/strong> alla prima rotonda si gira a destra e mantenendo sempre la destra si giunge dopo poco pi\u00f9 di un chilometro nel centro di Rancate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Pinacoteca \u00e8 di fronte alla chiesa parrocchiale di Santo Stefano, sulla sinistra della strada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rancate \u00e8 raggiungibile anche in treno, linea Milano-Como-Lugano, stazione di Mendrisio, e poi a piedi, in 10 minuti, o con l&#8217;autobus.<\/strong><\/p>\n<p>La Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst \u00e8 su Facebook! Vieni a trovarci!<\/p>\n<p>\u00a9 Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst , Rancate (Mendrisio), Svizzera &#8211; www.ti.ch\/zuest<\/p>\n<p>______________________________________________________<\/p>\n<p>Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst<br \/>\nCH-6862 Rancate (Mendrisio), Canton Ticino, Svizzera<br \/>\nTel. Pinacoteca (centralino e segretariato): 0041 (0)91 816 47 91<br \/>\nFax Pinacoteca: 0041 (0)91 816 47 99<br \/>\nwww.ti.ch\/zuest<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/300-arte-pinacoteca-Zurst-46.-Luigi-Rossi-All-ombra-una-piacevole-lettura-Al-sole-di-tramonto.tif\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-25210\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/300-arte-pinacoteca-Zurst-46.-Luigi-Rossi-All-ombra-una-piacevole-lettura-Al-sole-di-tramonto.tif\" alt=\"300 arte pinacoteca Zurst 46. Luigi Rossi, All ombra, una piacevole lettura (Al sole di tramonto)\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">LA MOSTRA ALLA\u00a0PINACOTECA Z\u00dcST (Rancate-Mendrisio, Chiasso; Svizzera)<br \/>\nAttraverso una corposa carrellata di opere, vengono indagati i modi secondo cui<strong> il\u00a0tema della lettura \u00e8 stato trattato dai maggiori pittori del secondo Ottocento svizzero e italiano:<\/strong> dalla necessit\u00e0 dell\u2019istruzione al piacere del testo.<br \/>\nLa mostra presenta inoltre <strong>una sezione di fotografie dedicate alla lettura di Ferdinando Scianna<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;-<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Leggere, leggere, leggere!\u2028Libri, giornali, lettere nella pittura dell\u2019Ottocento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>APPROFONDIMENTO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SALA \u201cLA PUBBLICA ISTRUZIONE\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa sala, che introduce il percorso della mostra, vuole porre l\u2019accento sul ruolo dell\u2019educazione, tema fondamentale nell\u2019Ottocento \u2013 basti pensare che nel 1870 il 68% della popolazione italiana risultava ancora analfabeta \u2013 con la ricostruzione di una vecchia aula scolastica: un abbecedario, un banco con il calamaio e i quaderni, una lavagna, e naturalmente le figure di Stefano Franscini, padre della moderna scuola ticinese, e di Enrico Pestalozzi, grande pedagogista svizzero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle nostre regioni un primo forte impulso in direzione dell\u2019istruzione \u00e8 registrato nel Cinquecento, complice l\u2019opera di Carlo Borromeo. Nel Seicento sul territorio si diffonde un sistema di scuole gestite da religiosi, che tuttavia escludono completamente le donne, relegate all\u2019ambito familiare. Fino al Settecento, inoltre, la didattica rimane basata sulla ripetizione e la memorizzazione automatica di concetti.<br \/>\nUn ruolo importante a sostegno dell\u2019alfabetizzazione della popolazione \u00e8 svolto dall\u2019organizzazione politica in autorit\u00e0 locali che si autogovernavano e dall\u2019emigrazione. In ogni comunit\u00e0 diventava infatti essenziale che almeno qualcuno sapesse leggere, scrivere e far di conto, per poter amministrare le attivit\u00e0 e mantenere i contatti, sia commerciali sia affettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risale all\u2019inizio dell\u2019Ottocento tuttavia una svolta che porta in primo piano, tra le preoccupazioni delle nuove autorit\u00e0 cantonali, l\u2019interesse nei confronti dell\u2019istruzione come tema pubblico: nel 1804 viene cos\u00ec emanata dal Gran Consiglio del Canton Ticino la prima legge scolastica, che tuttavia non sancisce la gratuit\u00e0 dell\u2019educazione e non indica con precisione la durata dell\u2019obbligo (n\u00e9 l\u2019estensione alle bambine), i contenuti n\u00e9 i criteri per la formazione degli insegnanti. A essa seguir\u00e0 quindi una seconda legge, nel 1831.<br \/>\nBisogner\u00e0 per\u00f2 attendere l\u2019entrata in scena, dopo il 1837, del padre della scuola ticinese e consigliere di Stato Stefano Franscini \u2013 presente in questa sala con il busto realizzato da Vincenzo Vela normalmente conservato nel Palazzo del Governo a Bellinzona, ma anche con la litografia che campeggiava in tutte le scuole del nostro territorio \u2013 per vedere diffondersi capillarmente nel Ticino l\u2019istruzione primaria. Alla met\u00e0 dell\u2019Ottocento, infatti, nel Ticino solo il 10% degli uomini e il 35% delle donne non sono in grado di leggere e scrivere, mentre nel resto della Svizzera queste percentuali sono ancora pi\u00f9 basse.<br \/>\nNel 1864 la terza legge cantonale sancisce finalmente l\u2019obbligo scolastico per i bambini di entrambi i sessi tra i sei e i quattordici anni (poi ridotti a dodici).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La carta era nell\u2019Ottocento un bene costoso: i bambini per esercitarsi scrivevano infatti sulla sabbia o su lavagnette, come potrete vedere in alcuni quadri di Albert Anker nella prossima sala. Era inoltre diffuso l\u2019uso di abbecedari come quello qui esposto, che permettevano, senza sprecare risorse, di imparare a comporre le parole. I sillabari erano inoltre realizzati su cartelloni appesi alle pareti. I maestri erano mal pagati \u2013 meno di un bracciante \u2013 e si trovavano spesso a gestire classi molto numerose (anche una cinquantina di allievi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa sala viene anche ricordata, grazie alle sculture di Luigi Vassalli e di Giuseppe Chiattone, la figura di Enrico Pestalozzi, celebre scrittore, educatore e pedagogista svizzero. Formatosi a contatto con le teorie dell\u2019Illuminismo e di Rousseau, ritiene tuttavia che l\u2019uomo non nasca per natura buono, ma che sia l\u2019educazione a doverlo guidare nella sua evoluzione. Pestalozzi \u00e8 uno dei padri della moderna formazione elementare \u2013 anche la sua litografia era spesso appesa nelle scuole ticinesi \u2013 e, soprattutto, una delle figure pi\u00f9 popolari dell\u2019iconografia nazionale elvetica, per il contributo da lui portato, attraverso la sua azione e i suoi scritti, alla riforma del sistema educativo e alla lotta contro l\u2019analfabetismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;-<\/p>\n<p>APPROFONDIMENTO<\/p>\n<p>SALA \u201cALBERT ANKER\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Albert Anker (1831-1910) \u00e8 considerato il pittore svizzero per antonomasia.<br \/>\nNacque a Ins, un villaggio della campagna bernese. Figlio di un medico veterinario, crebbe nel milieu illuminato della borghesia colta. Fin dall\u2019infanzia si rivel\u00f2 uno scolaro diligente e nel corso degli anni riusc\u00ec a creare un\u2019importante biblioteca personale (alcuni volumi sono esposti in questa sala). Cresciuto bilingue, nell\u2019arco della sua vita scrisse migliaia di lettere, pagine di appunti e cartoline in tedesco e in francese.<br \/>\nDurante il periodo degli studi in teologia, il giovane Anker apprese il latino, il greco antico, l\u2019ebraico, e fino agli ultimi giorni della sua vita continu\u00f2 a leggere la sua Bibbia in ebraico per studenti (qui esposta). L\u2019interesse per la lettura accompagn\u00f2 Anker durante tutta la vita e anche all\u2019interno della sua produzione pittorica questo tema riveste un ruolo di primo piano. Con particolare frequenza, infatti, egli ritrae bambini intenti a istruirsi, ma anche adulti e anziani immersi nella lettura attenta della Bibbia o del giornale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio dell\u2019Ottocento la scuola era ancora profondamente condizionata dalla struttura feudale della societ\u00e0 e dai suoi bisogni, cos\u00ec come dall\u2019istituzione ecclesiastica. Le lezioni consistevano in uno studio mnemonico e meccanico dei precetti cristiani. All\u2019epoca i libri disponibili nelle case dei contadini erano la Bibbia, il Libro delle preghiere, il catechismo e il calendario con le date importanti del ciclo agricolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esattamente nell\u2019anno di nascita di Anker, il 1831, fu stabilita l\u2019istruzione elementare pubblica per i bambini e le bambine. Con l\u2019introduzione dell\u2019obbligo scolastico, i bambini ottenevano, indipendentemente dalla loro estrazione sociale, il diritto ad apprendere gli elementi base della lettura, della scrittura e dell\u2019aritmetica. Altre materie insegnate erano educazione civica, scienze naturali, storia, geografia e canto.<br \/>\nL\u2019ideale di educazione diffusosi nel giovane Stato federale durante la seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento affiora nei dipinti di Anker dedicati al mondo degli adulti e dei bambini. Egli \u00e8 infatti influenzato dallo spirito umanitario e dall\u2019etica pedagogica riconducibili al pensiero di Rousseau, che metteva al centro del progetto didattico il bambino, e di Pestalozzi.<br \/>\nAnker fu attivo anche in politica: in qualit\u00e0 di segretario della Commissione scolastica di Ins collabor\u00f2 nel 1896 alla fondazione della scuola media. Questa nuova realt\u00e0 pot\u00e9 offrire agli studenti meritevoli, anche a quelli provenienti dalla campagna, un importante percorso scolastico alternativo, una volta terminato il sesto anno di scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Normalmente i modelli per i dipinti erano accolti nell\u2019atelier di Anker e il pittore si intratteneva con loro a parlare mentre li ritraeva, annotando a volte brani delle conversazioni nel suo blocco degli schizzi o nel taccuino. Ma erano anche le sue figlie Louise, Marie e C\u00e9cile a fare spesso da modelle per il padre, anche a loro insaputa, mentre giocano o leggono, come nel caso di alcune carte esposte in questa sala.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>APPROFONDIMENTO<\/p>\n<p>SALA \u201cFERDINANDO SCIANNA\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cCi sono volute fortunate rivelazioni e meravigliosi incontri perch\u00e9 scoprissi che leggere \u00e8 un piacere, uno, anzi, dei pi\u00f9 grandi piaceri della vita. Da allora leggo un libro dietro l\u2019altro come si accendono fiammiferi per non avere paura del buio. Il buio dell\u2019ignoranza, il buio della solitudine [\u2026].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggere significa vivere. \u00e8 solo se si ama la vita che si leggono e si amano i libri. I libri, \u00e8 vero, possono consolare o turbare, ma non possono sostituire l\u2019amore per la vita, ne fanno parte. Se se ne va l\u2019amore per la vita, scema anche il piacere di leggere. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 entro in questa pratica e ci rifletto, pi\u00f9 mi pare che fotografare sia invece propriamente un leggere, con i propri occhi e con gli occhiali della macchina e del linguaggio, ci\u00f2 che il mondo con penna di luce ha scritto di s\u00e9.<br \/>\nPer me fotografo, almeno per il tipo di fotografia che amo e cerco di praticare, la realt\u00e0 \u00e8 un inesauribile, infinito libro, infinitamente, inesauribilmente da leggere e rileggere.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ferdinando Scianna, in Lettori, Edizioni Henry Beyle, 2015<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prolungamento ideale alle immagini della lettura dipinte nell\u2019Ottocento \u2013 dalla necessit\u00e0 al piacere del testo \u2013 si attua nella sequenza fotografica dei lettori scritti con la luce dal noto fotografo siciliano Ferdinando Scianna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019introduzione dell\u2019obbligo scolastico di met\u00e0 Ottocento alle geniali sperimentazioni pedagogiche d\u2019inizio Novecento, la diffusione del sapere ha compiuto un percorso esemplare alle nostre latitudini: altrove resta molto da fare, come illustrano cronache agghiaccianti che ogni giorno ci fanno male.<br \/>\nLa sequenza dei lettori di Scianna \u2013 disposta da Vincenzo Campo nella preziosa edizione Henry Beyle \u2013 incrocia sul filo della lettura necessit\u00e0 e piacere, e riprende, nel solco della tradizione che si rinnova, motivi della pittura ottocentesca legati alle diverse pratiche della lettura dipinta.<br \/>\nLo sguardo critico del fotografo indaga la variet\u00e0: dalle lettrici eleganti d\u2019interno borghese, a Roma e Parigi, passa ai bambini del mondo povero alle prese con le prime letture e prove di scrittura.<br \/>\nL\u2019attualit\u00e0 dello sguardo di Scianna, profondo e spontaneo, tocca con amore e rispetto motivi della differenza: piccoli lettori in Bolivia e a Milano si alternano ad altri in biblioteca, in treno e per le strade del mondo: l\u2019adesione dello sguardo del fotografo ai suoi soggetti \u00e8 esemplare, dallo scarno ritratto dell\u2019infanzia che soffre nel Mali alla colta mise en ab\u00eeme della scrittura di Leonardo Sciascia in Sicilia.<br \/>\nUno sguardo positivo che unisce i lettori nel segno della diversit\u00e0 \u00e8 capace di trasformare il loro destino verso la luce della conoscenza. Insieme lucido ed emotivo, lo sguardo di Scianna \u00e8 assoluto: l\u2019intensit\u00e0 d\u2019immagini spoglie suscita la scrittura, che come la bellezza ci potr\u00e0 salvare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra &#8220;Leggere, leggere, leggere!&#8221; VOCI E STORIE DIPINTE Un suggestivo viaggio tra immagini e parole Sabato 28 novembre, ore 17.30, 18.00, 20.30, 21.00 Di fronte<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":25207,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[7714],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25205"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25205"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25205\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26707,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25205\/revisions\/26707"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/25207"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25205"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25205"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25205"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}