{"id":26273,"date":"2015-11-13T16:00:15","date_gmt":"2015-11-13T15:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=26273"},"modified":"2015-11-17T18:17:06","modified_gmt":"2015-11-17T17:17:06","slug":"arte-mostra-imperdibile-a-ferrara-de-chirico-a-ferrara-metafisica-e-avanguardie-palazzo-dei-diamanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=26273","title":{"rendered":"ARTE MOSTRA IMPERDIBILE DE CHIRICO A FERRARA. &#8221; Metafisica e avanguardie &#8221; Palazzo dei Diamanti"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Giorgio-de-Chirico-arte-Le-Muse-inquietanti-191jpg.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-26278\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Giorgio-de-Chirico-arte-Le-Muse-inquietanti-191jpg.jpg\" alt=\"Giorgio de Chirico arte  Le Muse inquietanti, 191jpg\" width=\"300\" height=\"446\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Giorgio-de-Chirico-arte-Le-Muse-inquietanti-191jpg.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Giorgio-de-Chirico-arte-Le-Muse-inquietanti-191jpg-202x300.jpg 202w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">Giorgio de Chirico<br \/>\nLe Muse inquietanti, 1918.<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: left;\">&#8220;La pittura di De Chirico \u00e8 una nuova visione, nella quale lo spettatore ritrova il suo isolamento e intende il silenzio del mondo&#8221;.\u00a0Ren\u00e9 Magritte.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00abIper originale\u00bb, secondo Salvador Dal\u00ed.<\/p>\n<p>DE CHIRICO: \u00a0INVENTORE DELLA PITTURA METAFISICA<\/p>\n<p>IN OCCASIONE DEL CENTENARIO DELL\u2019ARRIVO DI DE CHIRICO NELLA CITT\u00c0 ESTENSE DI FERRARA.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>DE CHIRICO A FERRARA. Metafisica e avanguardie<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Ferrara, Palazzo dei Diamanti<\/strong><br \/>\n<strong> 14 novembre 2015 \u2013 28 febbraio 2016<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Per la prima volta dopo quarantacinque anni si potranno ammirare, allestiti uno accanto all\u2019altro, gli originali dei grandi manichini di Giorgio de Chirico del 1917-18 insieme alla serie quasi completa delle opere metafisiche di Carr\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/arte-Salvador-Dal\u00ed-Piaceri-illuminati-1929.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-26275\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/arte-Salvador-Dal\u00ed-Piaceri-illuminati-1929.jpg\" alt=\"arte Salvador Dal\u00ed Piaceri illuminati, 1929\" width=\"450\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/arte-Salvador-Dal\u00ed-Piaceri-illuminati-1929.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/arte-Salvador-Dal\u00ed-Piaceri-illuminati-1929-300x140.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Dal\u00ed-Piaceri-illuminati-1929.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/De-Chirico-450-arte-meta_c.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-26276\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/De-Chirico-450-arte-meta_c.jpg\" alt=\"De Chirico 450 arte meta_c\" width=\"450\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/De-Chirico-450-arte-meta_c.jpg 450w, 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style=\"text-align: justify;\"><strong>Mostra a cura di Paolo Baldacci e Gerd Roos,<\/strong> organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalla Staatsgalerie di Stoccarda in collaborazione con l\u2019Archivio dell\u2019Arte Metafisica, Milano \/ Berlino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A cento anni dalla loro creazione tornano a Ferrara i rari capolavori metafisici che Giorgio de Chirico dipinse<\/strong> nella citt\u00e0 estense tra il 1915 e il 1918.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostr<\/strong>a, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalla Staatsgalerie di Stoccarda in collaborazione con l\u2019Archivio dell\u2019Arte Metafisica e<strong> curata da Paolo Baldacci e Gerd Roos<\/strong><strong>celebra questa importante stagione dell\u2019arte italiana e documenta la profonda influenza che queste opere ebbero su Carlo Carr\u00e0 e Giorgio Morandi, e poco dopo sulle avanguardie europee del dadaismo, del surrealismo e della Nuova oggettivit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando l\u2019Italia entra nella prima guerra mondiale, de Chirico e suo fratello Alberto Savinio lasciano Parigi per arruolars<\/strong>i e alla fine di giugno del 1915 vengono assegnati al 27\u00b0 reggimento di fanteria di Ferrara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il soggiorno nella citt\u00e0 emiliana determina cambiamenti profondi, tanto nella pittura di Giorgio e nei temi ispiratori<\/strong> dei suoi quadri quanto nelle creazioni di <strong>Alberto, che a Ferrara abbandona decisamente la musica per dedicarsi solo alla scrittura.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Travolto da un\u2019ondata di romantica commozione di fronte alla bellezza della citt\u00e0 e al ritmo sospeso della sua vita, de Chirico la rende protagonista di alcuni dei suoi dipinti pi\u00f9 famosi,<\/strong> nei quali il Castello Estense o <strong>le grandi piazze deserte e senza tempo<\/strong> svolgono un ruolo di <strong>magica affabulazione<\/strong> (I progetti della fanciulla, 1915, Il grande metafisico, 1917, Le Muse inquietanti, 1918).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella pittura ferrarese stanze segrete dalle prospettive vertiginose fanno da sfondo agli oggetti pi\u00f9 strani o pi\u00f9 comuni<\/strong> che l\u2019artista individuava nelle sue esplorazioni tra i vicoli del ghetto, e su pavimenti in fuga verso l\u2019orizzonte, tra rosse quinte teatrali che mimano edifici del Rinascimento, sciolgono il loro canto malinconico i grandi manichini senza volto (Il Trovatore, 1917, Ettore e Andromaca, 1917).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le tele si accendono di un cromatismo intenso, dai vani delle finestre si intravedono scorci di architetture, i quadri nel quadro propongono l\u2019eterna sfida tra realt\u00e0 e illusione<\/strong>, e gli agglomerati di scatole con carte geografiche mute, biscotti, strumenti da disegno e di misurazione,<strong> anticipano le accumulazioni scultoree dadaiste:<\/strong> oggetti isolati dal loro contesto e riassemblati per evocare nuovi significati e suscitare nello spettatore un senso di straniamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La metafisica ferrarese \u00e8 molto diversa da quella degli anni trascorsi a Parigi tra il 1911 e il 1915.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulle rive della Senna de Chirico aveva dato espressione plastica ricca di afflato nostalgico e malinconico a una <strong>fantasmagoria interiore giocata dalle due controfigure del padre naturale e di Nietzsche, padre del suo pensiero, sullo sfondo ideale di Torino,<\/strong> scenario dove si ricongiungevano i corpi separati della sua identit\u00e0 di patria e di pensiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A Ferrara, invece, circondato e insieme protetto da una guerra feroce e insensata, egli affonda uno sguardo freddo nell\u2019illogicit\u00e0 del mondo e dei linguaggi attraverso il microcosmo degli oggetti comuni<\/strong> \u2013 \u00abla grande pazzia che esister\u00e0 sempre e continuer\u00e0 a gesticolare e a far dei segni dietro<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\">il paravento inesorabile della materia\u00bb \u2013 e traccia un filo che, collegandosi alle antiche magie delle civilt\u00e0 mediterranee e semitiche, consente all\u2019arte di trasformarsi in un annuncio \u201cevangelico\u201d per il futuro senza perdersi nella negazione, e individuando quel dominio classico del <strong>pensiero che sa rendere esplicito il caos ma anche trasfigurarlo nella creazione artistica con lo sguardo filosofico dell\u2019uomo contemporaneo, che tuttavia avverte le forze misteriose e inconoscibili della fatalit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, la prima in senso assoluto dedicata all\u2019indagine e all\u2019approfondimento delle peculiarit\u00e0 artistiche e culturali di questo periodo cruciale per l\u2019arte italiana ed europea, <strong>presenta la pi\u00f9 completa rassegna dei capolavori dipinti da de Chirico e Carr\u00e0 nel 1917 a Villa del Seminario, l\u2019ospedale psichiatrico militare per la cura delle nevrosi di guerra, dove i due artisti furono ricoverati nella primavera-estate del 1917,<\/strong> e dove svilupparono un intenso sodalizio di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per la prima volta dopo quarantacinque anni si potranno ammirare, allestiti uno accanto all\u2019altro, gli originali dei grandi manichini di Giorgio de Chirico del 1917-18<\/strong> <strong>insieme alla serie quasi completa delle opere metafisiche di Carr\u00e0:<\/strong> Il gentiluomo briaco, Composizione TA, Penelope, Natura morta con la squadra, La camera incantata, Solitudine, Madre e figlio, Il dio ermafrodito, L\u2019ovale delle apparizioni, Il cavaliere dello spirito occidentale, Il figlio del costruttore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Altrettanto importante \u00e8 la presenza di Giorgio Morandi, il cui percorso verso la sospensione metafisica e il realismo magico<\/strong> \u00e8 documentato da un ristretto gruppo di tele realizzate tra il 1916 e il 1919: dalla famosa \u201cnatura morta rosa\u201d fino a quelle coi busti di manichino e con i vasi sul tavolo rotondo del 1919.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Attraverso poche ma essenziali opere di Filippo de Pisis, il primo e pi\u00f9 fedele compagno ferrarese di de Chirico<\/strong>, possiamo seguirne il singolare percorso che <strong>sviluppa una visione personale della metafisica, dai primi collage dadaisti fino alle opere degli anni Venti, dense di citazioni dalle opere dell\u2019amico<\/strong> (Natura morta accidentale, 1919-20, I pesci sacri, 1926, Natura morta con gli occhi, 1923).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019influenza capillare della pittura metafisica sulle avanguardie europee del dopoguerra \u2013 avvenuta soprattutto tramite la diffusione della rivista \u00abValori Plastici\u00bb e le mostre itineranti organizzate dal suo editore Mario Broglio \u2013 \u00e8 documentata da una serie importante di opere di Man Ray, Raoul Hausmann, George Grosz, Ren\u00e9 Magritte, Salvador Dal\u00ed e Max Ernst, che realizzarono straordinari capolavori ispirati ai temi e alle iconografie ferraresi di de Chirico e Carr\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo, che <strong>comprende oltre settanta opere provenienti dai principali musei e collezioni di tutto il mondo<\/strong>, ha il suo fulcro nelle tele realizzate da de Chirico nella stretta forbice temporale degli anni ferraresi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scandita in sezioni <strong>cronologico-tematiche, la rassegna \u00e8 arricchita da una selezione di dipinti, ready made, acquerelli, disegni, collage e fotografie degli artisti che si ispirarono al maestro italiano, nei quali sar\u00e0 possibile leggere sorprendenti riprese e citazioni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ll catalogo della mostra,<\/strong> punto d\u2019arrivo di oltre trent\u2019anni di studio e di ricerche, <strong>\u00e8 arricchito dai saggi dei maggiori specialisti<\/strong> di quel periodo storico e offrir\u00e0 uno sguardo completo su questa straordinaria stagione dell\u2019arte italiana ed europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La ricorrenza del centenario del soggiorno di de Chirico a Ferrara ha chiamato a raccolta istituzioni, associazioni e altri soggetti cittadini,<\/strong> che hanno dato vita ad <strong>un ricco calendario di proposte<\/strong> culturali ed educative, tra conferenze, concerti, incontri, mostre e progetti didattici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Con il biglietto d\u2019ingresso all\u2019esposizione di Palazzo dei Diamanti,<\/strong> sar\u00e0 possibile accedere <strong>gratuitamente alla mostra Il manichino e i suoi paesaggi presso la Palazzina Marfisa d\u2019Este<\/strong> (la prima rassegna italiana ad indagare questo tema in ambiti diversi, dalla moda alla scienza all\u2019arte) e alla <strong>mostra site specific di Mustafa Sabbagh,<\/strong> ispirata all\u2019opera di Alberto Savinio, al Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Orari di apertura: tutti i giorni 9.00 \u2013 19.00 Aperto anche 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio<\/p>\n<p>Informazioni e prenotazioni<\/p>\n<p>tel. 0532 244949 diamanti@comune.fe.it<\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\">ALTRA MOSTRA CHE MERITA ATTENZIONE, SEMPRE A FERRARA:<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">ORLANDO FURIOSO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FERRARA PALAZZO DEI DIAMANTI 24 settembre 2016 \u2013 8 gennaio 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">500 ANNI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">COSA VEDEVA ARIOSTO QUANDO CHIUDEVA GLI OCCHI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 22 aprile 1516, in un\u2019officina tipografica ferrarese, terminava la stampa dell\u2019Orlando furioso, capolavoro letterario del Rinascimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel quinto centenario della sua apparizione, la Fondazione Ferrara Arte e il Ministero dei beni e delle attivit\u00e0 culturali e del turismo celebrano il poema con una mostra dal taglio originale che aprir\u00e0 a Palazzo dei Diamanti a settembre dell\u2019anno prossimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si tratter\u00e0 infatti di una ricostruzione documentaria n\u00e9 di una rassegna sulla fortuna figurativa del libro, bens\u00ec una mostra d\u2019arte vera e propria: i visitatori si troveranno davanti ad una superba selezione di pitture, sculture, arazzi, manoscritti miniati, strumenti musicali, ceramiche invetriate, armi e rari manufatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A orchestrare questo incanto visivo un\u2019idea semplice: restituire, nel modo pi\u00f9 suggestivo, l\u2019universo di immagini che popolavano la mente di Ludovico Ariosto mentre componeva il Furioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa vedeva dunque il poeta, chiudendo gli occhi, quando si accingeva a raccontare una battaglia, un duello di cavalieri o il compimento di un prodigioso incantesimo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali opere d\u2019arte furono le muse del suo immaginario?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un lungo lavoro, condotto dai curatori della mostra Guido Beltramini e Adolfo Tura, affiancati da un comitato scientifico composto da insigni studiosi di Ariosto e da eminenti storici dell\u2019arte, \u00e8 stato orientato a individuare i temi salienti del poema e a rintracciare, puntualmente, le fonti iconografiche che ne hanno ispirato la narrazione. I visitatori saranno cos\u00ec condotti in un appassionante viaggio nell\u2019universo ariostesco, tra battaglie e tornei, cavalieri e amori, desideri e magie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A guidarli saranno i capolavori dei pi\u00f9 grandi artisti del periodo \u2013 da Andrea Mantegna a Leonardo da Vinci, da Dosso Dossi a Raffaello, da Michelangelo a Tiziano \u2013 creazioni straordinarie che faranno rivivere il fantastico mondo cavalleresco del Furioso e dei suoi paladini, offrendo al contempo un suggestivo spaccato dell\u2019Italia delle corti in cui fu concepito il libro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie al sostegno dei maggiori musei del mondo, le opere note o ammirate dal poeta, saranno riunite a Ferrara per dare vita ad un appuntamento espositivo irripetibile: dal leggendario Corno di Orlando di Tolosa, con il quale l\u2019eroe metteva in fuga i pavidi avversari, alla straordinaria Scena di battaglia di Leonardo da Vinci proveniente da Windsor, in cui il poliedrico artista toscano restituisce, con straordinaria leggiadria, un cruento groviglio di cavalli e cavalieri; dalla preziosa terracotta invetriata dei Della Robbia raffigurante l\u2019eroico condottiero Scipione proveniente da Vienna, al romantico, trasognato Gattamelata di Giorgione di Firenze, celebre comandante di ventura ritratto nella sua luccicante armatura moderna; dalla raffinata illustrazione di Andromeda liberata da Perseo di Piero di Cosimo degli Uffizi, dipinta in punta di pennello e fonte dell\u2019episodio di Ruggero che salva Angelica dalle spire del drago, all\u2019immaginifica e monumentale visione di Minerva caccia i vizi dal giardino delle virt\u00f9 di Andrea Mantegna del Louvre, che Ariosto vide nel camerino d\u2019Isabella d\u2019Este, le cui figure fantastiche paiono averlo ispirato per narrare del corteo di mostruose creature incontrato da Ruggero nel regno di Alcina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ariosto non smise mai di rielaborare il suo poema, che fece nuovamente stampare a Ferrara, con lievi ritocchi, nel 1521 e una terza volta, sensibilmente rimaneggiato, nel 1532, pochi mesi prima di morire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni tra la prima e la terza redazione del Furioso il mondo attorno al suo autore cambi\u00f2 radicalmente e in pi\u00f9 ambiti, a cominciare dagli sconvolgimenti culminati nella battaglia di Pavia del 1525 che segn\u00f2 la sconfitta di Francesco I \u2013 evocati in mostra dalla preziosissima Spada da parata riccamente ornata del sovrano francese e dal severo e intenso ritratto del condottiero Andrea Doria di Sebastiano del Piombo \u2013 e l\u2019inizio dell\u2019egemonia politica e culturale di Carlo V sulle corti padane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analogamente, nelle arti figurative maturano negli stessi anni espressioni nuove, trionfa quella Vasari chiamer\u00e0 \u201cmaniera moderna\u201d e si consacra la fama di artisti quali Raffaello e Michelangelo di cui Alfonso I d\u2019Este, signore di Ariosto, desidera ardentemente possedere le opere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019espressione nuova che, in letteratura, Ariosto porta a compimento nell\u2019edizione del 1532 (il poema, \u00e8 stato detto, \u00e8 \u00abclassico di una classicit\u00e0 nuova\u00bb), \u00e8 concomitante alle nuove espressioni nel campo dell\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ariosto assiste e talvolta contribuisce alla nascita dei capolavori che Bellini, Dosso e Tiziano hanno dipinto per il camerino del duca, come il Baccanale degli Andrii, tela che, eccezionalmente concessa dal Museo del Prado, torner\u00e0 a Ferrara dopo quasi cinquecento anni dalla sua creazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ORLANDO FURIOSO: 500 ANNI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ferrara, Palazzo dei Diamanti<br \/>\n24 settembre 2016 \u2013 8 gennaio 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostra a cura di Guido Beltramini e Adolfo Tura, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dal Ministero dei beni e delle attivit\u00e0 culturali e del turismo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Informazioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">tel. 0532 244949 diamanti@comune.fe.it www.palazzodiamanti.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorgio de Chirico Le Muse inquietanti, 1918. &#8220;La pittura di De Chirico \u00e8 una nuova visione, nella quale lo spettatore ritrova il suo isolamento 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