{"id":27387,"date":"2015-12-09T18:21:45","date_gmt":"2015-12-09T17:21:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=27387"},"modified":"2015-12-12T21:00:29","modified_gmt":"2015-12-12T20:00:29","slug":"arte-a-roma-palazzo-madama-jusepe-de-ribera-e-la-pittura-a-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=27387","title":{"rendered":"ARTE A ROMA PALAZZO MADAMA JUSEPE DE RIBERA E LA PITTURA A NAPOLI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">JUSEPE DE RIBERA E LA PITTURA A NAPOLI<br \/>\nintorno alla Santa Caterina di Giovanni Ricca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/0-Arte-image004.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-27388 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/0-Arte-image004.jpg\" alt=\"0 Arte image004\" width=\"311\" height=\"416\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/0-Arte-image004.jpg 311w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/0-Arte-image004-224x300.jpg 224w\" sizes=\"(max-width: 311px) 100vw, 311px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/image003.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-27391\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/image003.jpg\" alt=\"image003\" width=\"483\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/image003.jpg 483w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/image003-300x209.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/image003-430x300.jpg 430w\" sizes=\"(max-width: 483px) 100vw, 483px\" \/><\/a>Un progetto Fondazione Torino Musei \u2013 Palazzo Madama, Torino<br \/>\nIntesa Sanpaolo \u2013 Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano, Napoli<\/p>\n<p><strong>Palazzo Madama<\/strong><br \/>\n<strong>Piazza Castello &#8211; Torino<\/strong><\/p>\n<p><strong>11 dicembre 2015 \u2013 14 gennaio 2016<\/strong><\/p>\n<p><strong>Inaugurazione: gioved\u00ec 10 dicembre, ore 18.00<\/strong><\/p>\n<p>\u00b7 In mostra a Palazzo Madama tre importanti opere del Seicento napoletano della collezione di Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo a Napoli<\/p>\n<p>\u00b7 uno scambio con il Ritratto d\u2019uomo di Antonello da Messina, previsto a Napoli dal 5 dicembre 2015 al 10 gennaio 2016<\/p>\n<p>\u00b7 Una mostra dossier dedicata alla pittura napoletana del primo Seicento, in particolare agli allievi del maestro spagnolo Jusepe de Ribera, tra cui Giovanni Ricca che dipinse la \u201cSanta Caterina \u201d<\/p>\n<p>\u00b7 La mostra si inserisce in un rapporto di scambio e collaborazione tra la Fondazione Torino Musei e Intesa Sanpaolo<\/p>\n<p>Palazzo Madama presenta una mostra dossier dedicata alla pittura napoletana del primo Seicento, partendo dal prestito di tre dipinti della Collezione di Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli. Si tratta dell\u2019Adorazione dei Magidel Maestro degli Annunci ai pastori (1635 circa), di Tobia che ridona la vista al padredi Hendrick de Somer (1635 circa) e del San Giorgio di Francesco Guarino (1645 \u2013 1650 circa).<\/p>\n<p>I tre dipinti pongono le basi sia per costruire un itinerariotra gli artisti che seguirono gli insegnamenti di Ribera, sia per presentare i risultati degli studi che hanno fatto luce sull\u2019autore della Santa Caterina di Alessandria (acquistata nel 2006 dalla collezione di Giulio Einaudi).<\/p>\n<p>Il dipinto \u00e8 stato infatti esposto nelle principali mostre di arte napoletana con varie attribuzioni, tra cui quella a Bartolomeo Passante. Le recenti ricerche di Giuseppe Porzio (Universit\u00e0 degli Studi di Napoli \u201cL\u2019Orientale\u201d) consentono ora di superare i dubbi: a dipingere la Santa Caterina intorno al 1635 fu Giovanni Ricca , artista che emerse tra gli allievi napoletani del maestro spagnolo Jusepe de Ribera con una personalit\u00e0 originale orientata verso il naturalismo e il classicismo.<\/p>\n<p>Jusepe de Ribera giunse a Napoli su invito del vicer\u00e9 spagnolo duca di Osuna nel 1616 e vi rest\u00f2 fino alla morte, nel 1652, esercitando una notevole influenza sugli artisti della regione, con una produzione inizialmente legata al caravaggismo, ma via via pi\u00f9 personale per la forte intensit\u00e0 emotiva e il cromatismo accentuato dai chiaroscuri.<\/p>\n<p>La mostra mette in scena alcuni dei migliori allievi della cerchia di Ribera, gi\u00e0 citati nelle biografie antiche: con i dipinti di Intesa Sanpaolo, accanto alla Santa Caterina figureranno opere di collezioni private napoletane e fiorentine che completano il quadro di una cultura figurativa nata su basi caravaggesche ed evoluta verso forme di raffinato classicismo. Anche il maestro Ribera sar\u00e0 presente in mostra con il Cristo flagellato della Galleria Sabaudadi Torino, dipinto tra il secondo e il terzo decennio del Seicento riprendendo un modello gi\u00e0 utilizzato per la quadreria dei Gerolamini di Napoli.<\/p>\n<p>Il percorso della mostra si apre con l\u2019Adorazione dei Magi del Maestro degli Annunci ai pastori, che \u00e8 stato spesso identificato con Bartolomeo Passante, ma che &#8211; pur essendo una delle principali personalit\u00e0 del panorama napoletano &#8211; ancora oggi rimane anonimo. Prosegue con due tele del belga Hendrick de Somer, a Napoli nel 1622 e divenuto uno degli interpreti pi\u00f9 fedeli del potente realismo di Ribera: il citato Tobia che ridona la vista al padre e il Mos\u00e8 di collezione privata (1638 circa), derivato dall\u2019analogo dipinto sulla controfacciata della certosa di San Martino a Napoli.<\/p>\n<p>La figura di Hendrick de Somer \u00e8 stata spesso sovrapposta con quella di Giovanni Ricca , punto nodale della mostra: il corpus delle sue opere \u00e8 stato ricostruito consentendo di aggregarvi la Santa Caterina torinese, che verr\u00e0 messa a confronto con una delle poche opere documentate dell\u2019artista, la pala con Sant\u2019Elisabetta di Ungheria e santa Francesca Romana del 1634, e con la Maddalena penitente di collezione privata e la Giuditta con la testa di Oloferne del Museo Diocesano di Salerno, dal repertorio di sante a mezza figura che coniugano naturalismo e classicismo con risultati di eccezionale eleganza.<\/p>\n<p>Infine, il San Giorgio di Francesco Guarino esprime tra gli artisti della cerchia di Ribera la componente pi\u00f9 legata al colorismo, con l&#8217;immagine raffinata ed espressiva di un santo che si mette la mano sul cuore dopo aver ucciso il drago, riverso al suo fianco.<\/p>\n<p><strong>La mostra si inserisce in un pi\u00f9 ampio rapporto di scambio e collaborazione tra la Fondazione Torino Musei e Intesa Sanpaolo.<\/strong><\/p>\n<p>Palazzo Madama<br \/>\nPiazza Castello &#8211; Torino<br \/>\norario: luned\u00ec 10-18; mercoled\u00ec-sabato 10-18; domenica 10-19. marted\u00ec chiuso. La biglietteria chiude un\u2019ora prima<\/p>\n<p>Ufficio Stampa Fondazione Torino Musei<br \/>\nufficio.stampa@fondazionetorinomusei.it &#8211; t. 011 4429523<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>JUSEPE DE RIBERA E LA PITTURA A NAPOLI intorno alla Santa Caterina di Giovanni Ricca. 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