{"id":27393,"date":"2015-12-08T18:38:07","date_gmt":"2015-12-08T17:38:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=27393"},"modified":"2015-12-12T07:58:59","modified_gmt":"2015-12-12T06:58:59","slug":"archeologia-nuove-prospettive-per-la-lettura-non-invasiva-dei-papiri-di-ercolano-mediante-luce-di-sincrotrone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=27393","title":{"rendered":"ARCHEOLOGIA NUOVE PROSPETTIVE PER LA LETTURA NON INVASIVA DEI PAPIRI DI ERCOLANO MEDIANTE LUCE DI SINCROTRONE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Sintesi della conferenza del Dr. Vito Mocella del Consiglio Nazionale delle Ricerche<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">NUOVE PROSPETTIVE PER LA LETTURA NON INVASIVA DEI PAPIRI DI ERCOLANO MEDIANTE LUCE DI SINCROTRONE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gioved\u00ec 10 dicembre 2015 ore 16.00 Accademia dei Lincei via della Lungara, 10 Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019introduzione sar\u00e0 costituita da una breve panoramica dei metodi di apertura meccanica, <strong>soffermandosi sugli ultimi tentativi di apertura dei papiri ercolanesi con il cosiddetto metodo osloense. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale metodo \u00e8 un\u2019evoluzione della classica macchina di Piaggio, poich\u00e9 anche in questo caso si utilizza un collante di tipo organico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel metodo osloense, il collante nell\u2019asciugarsi permette il distacco degli strati di papiro rispetto a quelli sottostanti, evitando un distacco violento dei frammenti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I risultati si sono rivelati \u201cproblematici\u201d e, ormai da circa 20 anni, ogni ulteriore tentativo di apertura meccanica \u00e8 stato interrotto a causa dell\u2019elevata percentuale di perdita del contenuto dei papiri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla consistenza del ritrovamento archeologico e sull\u2019importanza dei papiri di Ercolano, un punto di vista esaustivo \u00e8 stato presentato di recente nella Lectio Brevis di Guglielmo Cavallo a quest\u2019Accademia il 14 Marzo 2014.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i nostri scopi mi limito a ricordare che <strong>i papiri ercolanesi ancora arrotolati, in tutto o in parte, sono ancora molto numerosi ed il loro numero, per quanto difficile da determinare con esattezza, \u00e8 senz\u2019altro di alcune centinaia. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta perlopi\u00f9 di <strong>rotoli considerati in uno stato tale da aver reso impossibile l\u2019utilizzo dei vari tentativi di apertura meccanica<\/strong> succedutisi nel corso dei secoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essi ci sono dunque pervenuti come un semplice \u201cmonumento di antichit\u00e0\u201d lasciato ai posteri, come riporta un celebre testo del 1825.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Utilizzando una tecnica tomografica \u201cclassica\u201d, una delle difficolt\u00e0 principali \u00e8 legata al debole contrasto chimico fra l\u2019inchiostro a base di carbonio (tipicamente utilizzato in epoca greco-latina, in particolare per i testi a carattere letterario) ed il papiro, carbonizzato a seguito dell\u2019eruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tomografia \u201cclassica\u201d \u00e8, infatti, basata sulla differenza di assorbimento, in questo caso quasi del tutto assente, fra inchiostro e papiro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qual \u00e8 la differenza fra una radiografia in assorbimento ed una basata sul contrasto di fase? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La radiografia a contrasto di fase permette di discriminare particolari che in quella convenzionale ad assorbimento sono quasi del tutto assenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando i raggi-X passano attraverso un oggetto, essi subiscono un\u2019attenuazione legata all\u2019assorbimento del materiale che compone tale oggetto.<\/strong> <strong>L\u2019onda subisce anche un ritardo (o un anticipo) nell\u2019attraversare l\u2019oggetto, questo ritardo \u00e8 legato alla fase dell\u2019onda.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel caso dei raggi-X, l\u2019assorbimento \u00e8 in genere molto basso mentre una piccola quantit\u00e0 di materiale pu\u00f2 produrre un ritardo pari a met\u00e0 di una lunghezza d\u2019onda, il che comporta un passaggio da un massimo ad un minimo dell\u2019onda ovvero, tradotto in termini d\u2019immagine, un passaggio dal bianco al nero.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Utilizzando radiazione coerente (come quella prodotta dai laser, nel caso della luce visibile) \u00e8 possibile essere sensibili alle variazioni subite della fase dell\u2019onda nell\u2019attraversare gli oggetti, il che \u00e8 spesso sufficiente ad individuare i bordi delle strutture interne. Per i nostri esperimenti abbiamo utilizzato il sincrotrone europeo di Grenoble (ESRF), che \u00e8 stata la prima sorgente coerente al mondo per i raggi-X ed \u00e8 stato pioniere nell\u2019applicazione della radiazione coerente generata alla tomografia in contrasto di fase.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tale tecnica \u00e8 tipicamente utilizzata per studiare la morfologia di strutture d\u2019interesse medico, industriale; ultimamente di grande interesse \u00e8 stata l\u2019applicazione allo studio in campo paleontologico.<\/strong> In ognuna di queste applicazioni \u00e8 studiata la morfologia interna degli oggetti. Anche nel caso dei papiri lo studio della morfologia (numero di spire, danneggiamento del rotolo, deformazione meccanica) costituisce un\u2019interessante applicazione della tecnica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019identificazione della scrittura, che \u00e8 l\u2019obiettivo del nostro studio, \u00e8 una forma molto speciale di morfologia interna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con le tecniche basate sull\u2019assorbimento dei raggi-X, si cerca di identificare la scrittura tramite la differenza di composizione fra inchiostro e papiro.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nostro caso abbiamo cercato di identificare l\u2019inchiostro anche tramite la differenza morfologica legata al fatto che esso non penetra completamente all\u2019interno delle fibre del papiro, ma resta leggermente in superficie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 una caratteristica morfologica molto particolare, che richiede una tecnica sensibile al contrasto di fase perch\u00e9 non \u00e8 basata solo sulla differenza fra i due materiali ma anche sul rilievo che le lettere hanno rispetto alla superficie del papiro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In questo studio preliminare abbiamo analizzato due papiri ercolanesi provenienti dalla collezione de l\u2019Institut de France, dono del re di Napoli all\u2019allora primo console Napoleone Bonaparte<\/strong>, nel 1802.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un frammento del papiro n.1 (PHerc.Paris.1) e di un intero rotolo, il n.4 di questa collezione (PHerc.Paris.4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime misure sono state effettuate sul frammento ed il risultato \u00e8 incoraggiante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La tecnica \u00e8, infatti, in grado di mettere in risalto la scrittura in uno strato sottostante rispetto alla superficie esterna del frammento.\u2028<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due parole sono identificabili:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PIPTOIE che pu\u00f2 essere sia una parola intera sia PIPTOI seguito da una parola che inizia con la epsilon, mentre l\u2019altra sequenza \u00e8 quasi certamente EIPOI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Siamo quindi passati all\u2019analisi dell\u2019intero rotolo carbonizzato (PHerc.Paris.4<\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricostruzione del volume all\u2019interno del rotolo, proiettata su 3 piani ortogonali, mostra la complessit\u00e0 interna del foglio di papiro che, oltre ad essere carbonizzati, sono estremamente contorti e di certo molto lontani dall\u2019originario arrotolamento ordinato delle spire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo rende particolarmente complessa l\u2019analisi dei dati, che richiede innanzitutto l\u2019individuazione della superficie del papiro necessaria ad ottenere un\u2019immagine delle lettere poste sulla superficie stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019animazione mostra schematicamente le tappe seguite per arrivare alla scrittura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la ricostruzione del volume del papiro, entrando all\u2019interno dello stesso si procede alla segmentazione della superficie, in questo caso mostriamo una prima ed una seconda superficie isolate all\u2019interno del rotolo. Quando la superficie isolata all\u2019interno del volume \u00e8 sufficientemente grande procediamo alla lettura delle lettere localizzate sulla parte esterna del papiro. In questo modo sono state individuate sequenze di lettere nelle parti interne del rotolo. E\u2019 possibile notare come lo stile di scrittura sia sensibilmente diverso da quello del frammento del papiro n.1.\u2028della collezione di Parigi (PHerc.Paris.1).<br \/>\nNel caso delle sequenze di lettere \u00e8 piuttosto arduo dare un significato alle stesse, poich\u00e9 la metodologia di scrittura in \u201cscriptio continua\u201d, tipica nell\u2019antichit\u00e0 di tutte le scritture di tipo alfabetico in cui la scrittura era un&#8217;ininterrotta sequenza di lettere, non permette l\u2019individuazione della fine e dell\u2019inizio delle parole se non dopo una lettura di una porzione significativa di testo che permette di comprenderne il significato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Abbiamo quindi individuato un intero alfabeto e per effettuare un\u2019analisi paleografica l\u2019abbiamo confrontata con quella di un papiro srotolato e presente alla biblioteca nazionale di Napoli<\/strong> contenente uno scritto di Filodemo di Gadara sulla libert\u00e0 di parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E\u2019 possibile notare la forte rassomiglianza di queste due scritture<\/strong>, in particolare la presenza degli apici decorativi presenti su alcune lettere, una caratteristica non molto frequente nelle scritture dei papiri ercolanesi e che potrebbe essere collocare tale scrittura nel gruppo M della classificazione proposta da G. Cavallo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per quanto riguarda la datazione appare molto probabile che questo papiro sia stato scritto nello stesso periodo del PHerc. 1471, sulla libert\u00e0 di parola di Filodemo, ovvero nel secondo quarto del primo secolo AC.\u2028<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali sono le prospettive future di quest\u2019attivit\u00e0 di ricerca ?\u2028Da un lato noi abbiamo la necessit\u00e0 di migliorare la tecnica sperimentale ed a questo scopo sono previsti, ed in parte sono stati gi\u00e0 realizzati, altri esperimenti. Questo consentir\u00e0 di migliorare il contrasto della scrittura rispetto al resto, in particolare dal papiro carbonizzato e dalle fibre incrociate che lo compongono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un aspetto molto importante \u00e8 quello dell\u2019analisi dei dati.<\/strong> Come abbiamo visto \u00e8 un punto molto delicato che necessita lo sviluppo di nuovi algoritmi per consentire l\u2019individuazione della superficie del papiro in maniera almeno semi-automatica. L\u2019auspicio \u00e8 quello di poter individuare in modo pi\u00f9 agevole delle porzioni rilevanti di testo.<br \/>\nLa prospettiva pi\u00f9 diretta riguarda quindi le centinaia di papiri presenti nella Biblioteca Nazionale di Napoli, il cui contenuto \u00e8 quasi certamente a noi ignoto e che, con questo tipo di metodologie non invasive, potranno essere letti senza comprometterne l\u2019integrit\u00e0. Un\u2019ulteriore prospettiva \u00e8 quella relativa ai papiri non ancora ritrovati ma che molto probabilmente sono presenti in altri ambienti della villa non ancora scavati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A questo proposito va tenuto presente che in epoca borbonica gli scavi erano effettuati tramite tunnel che hanno interessato solo il livello superiore della villa.<\/strong> Fra gli anni\u201980 e \u201990 del XX secolo una parte della villa \u00e8 stata portata alla luce, ma si tratta di circa un decimo del totale della superficie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> I recenti scavi hanno, tra l\u2019altro, messo in evidenza la presenza di altri due livelli al di sotto di quello esplorato in epoca borbonica. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni ritengono molto probabile la presenza di un\u2019altra biblioteca caratterizzata da testi prevalentemente in lingua latina, a differenza di quella ritrovata nel 1754 i cui testi sono prevalentemente in lingua greca, anche se la coesistenza di testi latini e greci nel medesimo ambiente era del tutto normale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una prospettiva pi\u00f9 lontana vi \u00e8 poi lo sviluppo di sorgenti coerenti a raggi-X diverse dagli attuali sincrotroni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra di esse sono interessanti quelle cosiddette compatte, la cui dimensione \u00e8 di alcune decine di metri, una dimensione certamente molto inferiore al chilometro di circonferenza di ESRF a Grenoble.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel giro di alcuni anni tali sorgenti compatte potrebbero essere disponibili sul territorio nazionale consentendo, fra le varie applicazioni, una pi\u00f9 agevole analisi del patrimonio culturale.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sintesi della conferenza del Dr. Vito Mocella del Consiglio Nazionale delle Ricerche NUOVE PROSPETTIVE PER LA LETTURA NON INVASIVA DEI PAPIRI DI ERCOLANO MEDIANTE LUCE<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":24347,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[131,14,64],"tags":[7843],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27393"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27393"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27393\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27394,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27393\/revisions\/27394"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/24347"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27393"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27393"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27393"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}