{"id":27446,"date":"2015-12-13T18:26:42","date_gmt":"2015-12-13T17:26:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=27446"},"modified":"2015-12-13T18:31:21","modified_gmt":"2015-12-13T17:31:21","slug":"arte-a-milano-fondazione-prada-programma-della-sede-di-milano-da-gennaio-a-marzo-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=27446","title":{"rendered":"ARTE  A MILANO FONDAZIONE PRADA  programma della sede di milano da gennaio a marzo 2016"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">FONDAZIONE PRADA ANNUNCIA IL PROGRAMMA DELLA SEDE DI MILANO DA GENNAIO A MARZO 2016<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/350-PRADA-Limage-vol\u00e9e_John-Baldessari-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-27449\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/350-PRADA-Limage-vol\u00e9e_John-Baldessari-1.jpg\" alt=\"A police officer hands the packed frames of the stolen paintings, to a colleague, from outside the Paris Museum of Modern Art,  following the stealing of five paintings Thursday May 20, 2010. Police and prosecutors say a lone thief has stolen five paintings worth a total of Euros 500 million ($613 million), including works by Picasso and Matisse. Other frames  of the paintings arevisible at right. (AP Photo\/Jacques Brinon)\" width=\"350\" height=\"476\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/350-PRADA-Limage-vol\u00e9e_John-Baldessari-1.jpg 350w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/350-PRADA-Limage-vol\u00e9e_John-Baldessari-1-221x300.jpg 221w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Foto: PRADA-Limage-vol\u00e9e_John-Baldessari-<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">PROGRAMMA DELLA SEDE DI MILANO DA GENNAIO A MARZO 2016<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">FONDAZIONE PRADA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">\u2013 <\/span><strong style=\"text-align: justify;\">Fondazione Prada annuncia il programma della sede di Milano da gennaio a marzo 2016<\/strong><span style=\"text-align: justify;\"> che include la rassegna cinematografica \u201cFlesh, Mind and Spirit\u201d (13 gennaio -1 febbraio 2016) ideata da Alejandro Gonz\u00e1lez I\u00f1\u00e1rritu, un nuovo progetto artistico di Goshka Macuga dal titolo \u201cTo the Son of Man Who Ate the Scroll\u201d (4 febbraio -19 giugno 2016) e \u201cL&#8217;image vol\u00e9e\u201d (17 marzo &#8211; 28 agosto 2016), una mostra a cura di Thomas Demand.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cFlesh, Mind and Spirit\u201d \u00e8 una selezione di 15 film realizzata dal regista, vincitore di tre premi Oscar, Alejandro Gonz\u00e1lez I\u00f1\u00e1rritu (Citt\u00e0 del Messico, 1963) in collaborazione con Elvis Mitchell, critico cinematografico e curatore del Los Angeles Museum of Art Film.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Le proiezioni gratuite, su prenotazione, si terranno al Cinema della Fondazione dal 13 gennaio al 1 febbraio 2016, tutti i giorni, tranne il marted\u00ec.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proposta per la prima volta nel 2009 al Prada Transformer realizzato da OMA a Seoul, la rassegna rappresenta un\u2019occasione unica per rivivere le pulsioni, le suggestioni e le passioni che hanno animato il regista nella scoperta e nella visione di queste pellicole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come spiega I\u00f1\u00e1rritu, \u201c<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">nonostante la natura estremamente eclettica di questa selezione, si pu\u00f2 trovare un elemento in comune: le esperienze ricche di emozioni che i diversi film riescono a suscitare. Tutti hanno provocato in me appetiti che non avrei mai immaginato di avere<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I lungometraggi sono divisi in tre categorie contraddistinte da altrettante parole chiave: \u201cFlesh\u201d che include I pugni in tasca (1965), Aguirre, furore di Dio (1972), Seasons of the Year (1975), Killer of Sheep (1977), Padre Padrone (1977), Yol (1982) e The Good, the Bad, the Weird (2008); \u201cMind\u201d che comprende L&#8217;anno scorso a Marienbad (1961), I am Cuba (1964), La Ci\u00e9naga (2001) e You, the Living (2007), e \u201cSpirit\u201d che riunisce i film Ordet (1955), Mother and Son (1997) e Silent Light (2007).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sottolinea Elvis Mitchell a proposito delle pellicole, \u201c<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">in gran parte affrontano il tema della famiglia in crisi. La forza dei legami familiari \u00e8 un elemento chiave per interpretare il modo in cui I\u00f1\u00e1rritu lavora, pensa e sente come regista e persona<\/span><\/strong>\u201d. La proiezione speciale, con accompagnamento musicale dal vivo, del film di P\u00e1l Fej\u00f6s Lonesome (1928) inaugurer\u00e0 la rassegna il 13 gennaio 2016.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u201cTo the Son of Man Who Ate the Scroll\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">La mostra \u201cTo the Son of Man Who Ate the Scroll\u201d sar\u00e0 presentata dal 4 febbraio al 19 giugno 2016 negli spazi del Podium e della Cisterna.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto \u00e8 ideato e curato da <strong>Goshka Macuga (Varsavia, Polonia)<\/strong> che nella sua ricerca artistica ricopre i ruoli normalmente distinti dell\u2019autore, curatore, collezionista, ricercatore e ideatore di mostre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019artista opera nel punto d\u2019incontro tra discipline diverse come scultura, installazione, fotografia, architettura e design.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cTo the Son of Man Who Ate the Scroll\u201d, concepita dall\u2019artista per gli spazi della Fondazione,<\/strong> segna il culmine di una sua lunga e approfondita ricerca finalizzata a formulare una metodologia di categorizzazione di materiali e informazioni attorno a questioni fondamentali come il tempo, l&#8217;origine, la fine, il collasso e la rinascita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella mostra Goshka Macuga esplora l\u2019arte della retorica e la memoria artificiale come strumenti coordinati, in grado di organizzare e far progredire la conoscenza.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Storicamente l\u2019Ars memorativa (l\u2019arte della memoria) getta le basi della memoria artificiale estendendo e sviluppando quella naturale attraverso visualizzazioni complesse che aiutano a ricordare specifiche informazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL&#8217;image vol\u00e9e\u201d, una mostra collettiva curata dall\u2019artista Thomas Demand (Monaco, 1964), sar\u00e0 presentata nei due livelli della galleria Nord dal 17 marzo al 28 agosto 2016.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra si sviluppa intorno all\u2019idea secondo la quale tutto si basa su ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto in passato e indaga le modalit\u00e0 con le quali gli artisti hanno sempre creato la propria opera a partire da un\u2019iconografia esistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esplorando i limiti tra originalit\u00e0, invenzioni concettuali e diffusione di copie, il progetto si concentra sul furto, la nozione di autore, l\u2019appropriazione e il potenziale creativo di queste ricerche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ospitata in un ambiente allestitivo progettato dallo scultore Manfred Pernice, la mostra presenter\u00e0 pi\u00f9 di 80 lavori dal 1820 ad oggi realizzati da 45 artisti<\/strong>, che includono le commissioni speciali di John Baldessari, Oliver Laric e Sarah Cwynar, tra gli altri. Il progetto sar\u00e0 accompagnato da una pubblicazione illustrata con saggi di Russell Ferguson, Christy Lange, racconti di Ian McEwan e Ali Smith e interventi di Rainer Erlinger e Don McLean, pubblicata dalla Fondazione Prada.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u201cTrittico\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da fine novembre 2015 al 10 gennaio 2016 nella Cisterna \u00e8 presentata la terza selezione di \u201cTrittico\u201d<\/strong>, una strategia espositiva dinamica, concepita dal Thought Council della Fondazione Prada (Shumon Basar, C\u00e9dric Libert, Elvira Dyangani Ose e Dieter Roelstraete), che presenta a rotazione tre lavori della Collezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un\u2019indagine sulla rappresentazione del mondo animale, sono esposti Did you know I am single too (2014) di Paola Pivi e Turisti (1997) di Maurizio Cattelan, accanto all\u2019installazione Lost Love (2000) di Damien Hirst.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u201cAn Introduction\u201d,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sar\u00e0 prolungata fino al 1 maggio 2016 la mostra \u201cAn Introduction\u201d, attualmente in corso negli spazi della galleria Sud e del Deposito<\/strong>, un percorso espositivo con opere della Collezione Prada che si conclude <strong>con l\u2019installazione di John Baldessari The Giacometti Variations (2010)<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FONDAZIONE PRADA ANNUNCIA IL PROGRAMMA DELLA SEDE DI MILANO DA GENNAIO A MARZO 2016 Foto: PRADA-Limage-vol\u00e9e_John-Baldessari- PROGRAMMA DELLA SEDE DI MILANO DA GENNAIO A MARZO<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":27450,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15,2730],"tags":[7859],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27446"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27446"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27446\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27454,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27446\/revisions\/27454"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/27450"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27446"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27446"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27446"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}