{"id":28718,"date":"2016-02-01T08:03:01","date_gmt":"2016-02-01T07:03:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=28718"},"modified":"2016-02-04T22:55:01","modified_gmt":"2016-02-04T21:55:01","slug":"arte-nuova-attribuzione-la-tentazione-di-santantonio-e-attribuita-a-jheronimus-bosch","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=28718","title":{"rendered":"ARTE NUOVA ATTRIBUZIONE &#8211; &#8221; La tentazione di Sant&#8217;Antonio &#8221; \u00e8 attribuita a Jheronimus Bosch."},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\">SCOPERTA NUOVA OPERA DI JHERONIMUS BOSCH.<\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-align: justify;\">All\u2019opera minore di Bosch si aggiunge<\/span><\/h1>\n<h2 style=\"text-align: center;\">un dipinto appena scoperto.<\/h2>\n<figure id=\"attachment_28722\" aria-describedby=\"caption-attachment-28722\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/0-ARTE-300-Bosch-_The-Temptation-of-Saint-Anthony_Kansas-City-The-Nelson-Atkins-Mus....jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-28722\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/0-ARTE-300-Bosch-_The-Temptation-of-Saint-Anthony_Kansas-City-The-Nelson-Atkins-Mus....jpg\" alt=\"35-22, 10\/3\/03, 3:17 PM, 16C, 7842x5280 (86+4765), 100%, 30sep,  1\/12 s, R65.9, G51.3, B77.6\" width=\"300\" height=\"458\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/0-ARTE-300-Bosch-_The-Temptation-of-Saint-Anthony_Kansas-City-The-Nelson-Atkins-Mus....jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/0-ARTE-300-Bosch-_The-Temptation-of-Saint-Anthony_Kansas-City-The-Nelson-Atkins-Mus...-197x300.jpg 197w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-28722\" class=\"wp-caption-text\">35-22, 10\/3\/03, 3:17 PM, 16C, 7842&#215;5280 (86+4765), 100%, 30sep, 1\/12 s, R65.9, G51.3, B77.6<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attuale mostra di Bosch in Olanda vedi al link:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=25163\">http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=25163<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Den Bosch, 1\u00b0 febbraio 2016 \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca svolta dal Bosch Research and Conservation Project (BRCP) a livello mondiale ha permesso di <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">stabilire che \u00e8\u00a0di\u00a0<\/span><\/strong>\u00a0<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Jheronimus Bosch..<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Per decenni il dipinto, ritenuto opera di un allievo<\/span> <\/strong>o di un seguace di Bosch, \u00e8 rimasto nel deposito del Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City (USA).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa nuova attribuzione significa <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">un importante ampliamento dell\u2019opera minore di Bosch (circa 1450 1516<\/span> <\/strong>\u2018sHertogenbosch (Den Bosch).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(La scoperta <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">\u00e8 stata annunciata luned\u00ec a tutto il mondo dai ricercatori del BRCP in occasione di una conferenza stampa<\/span><\/strong> presso il Het Noordbrabants Museum, che il 13 febbraio apre al pubblico la retrospettiva su Jheronimus Bosch. Il dipinto \u00e8 stato mostrato alla stampa in presenza di Juli\u00e1n Zugazagoitia, direttore del Nelson-Atkins Museum of Art.)<\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Scoperta<\/span><\/strong><\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff00ff;\"><strong>L\u2019opera scoperta dal BRCP, risalente al 1500-10 circa,<\/strong><\/span> verr\u00e0 presentata al pubblico per la prima volta in occasione della <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">retrospettiva dedicata a Jheronimus Bosch, in esposizione presso il Noordbrabants Museum dal 13 febbraio all\u20198 maggio 2016.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Dott. Matthijs Ilsink, storico dell\u2019arte e coordinatore del BRCP, fa riferimento \u201ca un\u2019aggiunta, piccola ma importante, all\u2019opera di Bosch.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Questa scoperta dimostra il grande valore dell\u2019eccellente documentazione realizzata dal BRCP sull\u2019opera di Bosch,<\/span> <\/strong>che sar\u00e0 presentata al pubblico tramite il sito web boschproject.org&#8221;. La retrospettiva Jheronimus Bosch \u2013 Visioni di un genio si basa su questa ricerca, la pi\u00f9 vasta a livello internazionale mai svolta sui dipinti e i disegni rari di Bosch. \u00c8 la prima volta che un numero cos\u00ec grande di opere di Bosch ritorna a Den Bosch, la citt\u00e0 natale del pittore, in cui egli realizz\u00f2 le sue opere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Una tecnica riconoscibile<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul pannello vediamo Sant\u2019Antonio, che riconosciamo per la croce a T sul mantello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la mano sinistra \u00e8 appoggiato sul bastone, e con la destra riempie una brocca d\u2019acqua. Il santo viene minacciato, nella sua esistenza dedicata a Dio, dagli strani esseri che lo circondano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">La rappresentazione \u00e8 stata fortemente ritoccata e coperta da un restauro del ventesimo secolo, ma nelle pennellate originali si riconosce ancora chiaramente la mano di Bosch.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se guardiamo attraverso queste aggiunte successive, emerge chiaramente <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">il collegamento fra questa rappresentazione di Sant\u2019Antonio e il pannello sinistro del trittico degli Eremiti esposto alle Gallerie dell\u2019Accademia di Venezia<\/span><\/strong>, che verr\u00e0 esposto anche a Den Bosch.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I ricercatori del BRCP, inoltre, con la tecnica della fotografia e della riflettografia agli infrarossi hanno reso visibili i disegni sottostanti, che corrispondono perfettamente a ci\u00f2 che \u00e8 stato trovato su altri pannelli facenti parte dell\u2019opera principale di Jheronimus Bosch.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> Con un pennello piuttosto spesso e una sostanza acquosa, il pittore tracciava a grandi linee un disegno di preparazione<\/span><\/strong>, alla ricerca di quella che sarebbe stata la rappresentazione finale sul pannello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo metodo esplorativo, con il quale il pittore ricercava la forma finale eseguendo un disegno di preparazione sotto lo strato di pittura, si ritrova in quasi in tutte le altre opere di Jheronimus Bosch. Come in questo caso, il pittore introduceva delle modifiche nella rappresentazione durante la sua realizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Bosch utilizzava inoltre diversi colori nella pittura ancora fresca, come nella testa e nell\u2019ala del pesce volante che vediamo sul terreno in questa rappresentazione.<\/span><\/strong> Questo modo di procedere gli permetteva di ottenere l\u2019effetto pittorico che lo caratterizza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Creature mostruose riconoscibili<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rappresentazione di Sant&#8217;Antonio inchinato e che versa l\u2019acqua circondato da strane creature si ritrova nei dettagli nelle altre opere di Bosch.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">La figura del santo ha una forte somiglianza con il Sant\u2019Antonio del pannello sinistro del Trittico degli Eremiti<\/span><\/strong>, e ha anche un legame con una strana creatura femminile che raccoglie l\u2019acqua nel pannello centrale del Giudizio Universale di Bruges.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Le piccole creature mostruose del pannello sono tipiche di Bosch.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esserino nascosto sotto un imbuto, la mostruosa creatura con la testa di volpe, la figurina con il becco da pellicano, la zampa di maiale sulla tavola galleggiante, il rettile che esce dall\u2019acqua e la salsiccia che galleggia, si ritrovano tutti in altre opere di Bosch.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Frammento<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pannello \u00e8 un frammento di un dipinto che in origine era molto pi\u00f9 grande, perch\u00e9 \u00e8 stato accorciato da tutti i lati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">\u00c8 spesso circa 4 millimetri, e il retro \u00e8 in semplice legno di quercia.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parte centrale, con il santo eremita come protagonista di un dipinto, forse costituiva un pannello di un trittico smantellato. Intorno al santo probabilmente era raffigurato un ambiente molto pi\u00f9 grande e minaccioso, come quello del pannello di sinistra del Trittico degli Eremiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mancanza di un contesto pittorico \u00e8 stata fino ad oggi la ragione principale per dubitare dell\u2019autenticit\u00e0 di questo dipinto. Grazie all\u2019enorme quantit\u00e0 di nuova documentazione preparata dal BRCP su questo dipinto e sul resto dell\u2019opera del maestro, ora questo frammento pu\u00f2 essere attribuito con sicurezza a Bosch.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Santi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel periodo di Jheronimus Bosch era molto diffuso onorare i santi. Raffigurando i santi, Bosch continuava la traduzione pittorica esistente. I suoi committenti e i contemporanei dovevano infatti poter riconoscere i santi ritratti. In questo modo potevano rivolgersi a loro in preghiera. Allo stesso tempo, Bosch dava un\u2019interpretazione personale e creativa della tradizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I santi che raffigurava pi\u00f9 spesso erano San Girolamo (suo omonimo) e Sant\u2019Antonio (omonimo di suo padre). Entrambi erano molto conosciuti nel tardo medioevo, e avevano trascorso una parte della loro vita in eremitaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Dettagli del dipinto:<\/span><\/strong><br \/>\nJheronimus Bosch.<br \/>\nLa tentazione di Sant&#8217;Antonio (frammento)<br \/>\nCirca 1500-10. Olio su quercia. (38,6 x 25,1 cm)<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Kansas City, Missouri, The Nelson-Atkins Museum of Art, William Rockhill Nelson Trust.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SCOPERTA NUOVA OPERA DI JHERONIMUS BOSCH. All\u2019opera minore di Bosch si aggiunge un dipinto appena scoperto. 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