{"id":28910,"date":"2016-02-10T13:05:07","date_gmt":"2016-02-10T12:05:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=28910"},"modified":"2016-02-10T19:24:18","modified_gmt":"2016-02-10T18:24:18","slug":"arte-mostra-a-villa-manin-somewhere-luisa-menazzi-moretti-inaugurazione-11-marzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=28910","title":{"rendered":"ARTE &#8211; MOSTRA A VILLA MANIN &#8211; SOMEWHERE LUISA MENAZZI MORETTI -inaugurazione 11 marzo"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">SOMEWHERE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">LUISA MENAZZI MORETTI<\/span> <\/strong><br \/>\na cura di<strong> Valerio Deh\u00f2<\/strong><\/p>\n<p><strong>12 marzo &#8211; 15 maggio 2016<\/strong><br \/>\ninaugurazione <strong>venerd\u00ec 11 marzo, ore 18<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/arte-villa-manin-Luisa-Menazzi-Moretti_lancio.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-28912 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/arte-villa-manin-Luisa-Menazzi-Moretti_lancio.jpg\" alt=\"arte villa manin Luisa Menazzi Moretti_lancio\" width=\"354\" height=\"354\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/arte-villa-manin-Luisa-Menazzi-Moretti_lancio.jpg 354w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/arte-villa-manin-Luisa-Menazzi-Moretti_lancio-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/arte-villa-manin-Luisa-Menazzi-Moretti_lancio-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una significativa <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">mostra fotografica illustra le tappe del percorso artistico e creativo di Luisa Menazzi Moretti<\/span><\/strong> nella prestigiosa cornice di Villa Manin &#8211; Esedra di Levante dal 12 marzo al 15 maggio 2016.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Somewhere. Luisa Menazzi Moretti&#8221; \u00e8 curata da Valerio Deh\u00f2 e organizzata dall&#8217;Azienda Speciale Villa Manin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso si snoda attraverso nuclei tematici connessi tra loro, che l&#8217;artista presenta in 5 serie:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Cose di natura,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Words, P Greco<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Solo Ingredients for a Thought,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">ognuna delle quali \u00e8 una narrazione, un racconto che indaga su temi diversi legati alla natura, al sociale, all&#8217;interiorit\u00e0<\/span> <\/strong>e intende creare, attraverso una forte carica partecipativa,<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> una prospettiva multipla oltre a sollecitare una pluralit\u00e0 di interpretazioni.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli scatti di Luisa Menazzi Moretti, caratterizzati da <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">una continuit\u00e0 di linguaggio, rispecchiano una realt\u00e0 ricca di sfaccettature,<\/span><\/strong> la cui lettura si completa con la presenza e il contributo dello spettatore; <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">una visione totalmente aperta al confronto e alla condivisione,<\/span> <\/strong>che stimola chi guarda ad immaginare, a pensare, ad esprimersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei 20 lavori a colori della serie Cose di natura, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">scorci di realt\u00e0 conducono in una dimensione metaforica, densa di emozioni.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli<span style=\"color: #ff00ff;\"><strong> elementi naturali sono infatti simboli che alludono non solo alla bellezza, all&#8217;armonia e all&#8217;equilibrio, ma anche alla desolazione e alla devastazione,<\/strong><\/span> come testimoniano Petalo e Foglia (2012), Mare (2014) o Campo (2012).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Della natura emergono il forte carattere rigenerativo<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> e la possibilit\u00e0 di vita che non si esaurisce, ma continua.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una <span style=\"color: #ff00ff;\"><strong>connessione inscindibile con le parole viene creata invece con Words,<\/strong> <\/span>fotografie dove<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> frammenti di testi raccontano brandelli di storie, di vite, di attimi,<\/span> <\/strong>immortalati poco prima che andassero persi, buttati, modificati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ciascun immagine \u00e8 affiancata da <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">un testo critico inedito di personaggi noti del panorama culturale nazionale: intellettuali, scrittori, giornalisti, artisti, critici fra cui<\/span><\/strong> Alberto Abruzzese, Francesco Bonami, Elio De Capitani, Leandra D&#8217;Antone, Gabriele Frasca, Paolo Rossi, Tiziano Scarpa che non intendono fornire un&#8217;interpretazione, ma creare un ulteriore spunto di riflessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto rappresentativa \u00e8<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> Anima (<\/span><\/strong>2013), il cui <span style=\"color: #ff00ff;\">soggetto \u00e8 una lettera di un internato nel campo di concentramento di Dachau,<\/span> nella quale sono contenute <span style=\"color: #ff00ff;\"><strong>parole piene di speranza<\/strong><\/span>, non consapevoli di un destino tragicamente segnato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa sezione emerge inoltre <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">l&#8217;importanza della parola e della scrittura nel vissuto dell&#8217;artista;<\/span> <\/strong>un piccolo nucleo di immagini autobiografiche si ispirano all&#8217;infanzia e agli avvenimenti significativi della vita di Luisa Menazzi Moretti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di forte impatto sono le due sale successive il cui allestimento prevede ambienti oscurati e sottofondi musicali, che contribuiscono a sottolineare <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">il gioco luce-ombra caratterizzante tutta la mostra<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">P Greco, accompagnata da Paradise Circus dei Massive Attack, raccoglie scatti dedicati alla simbologia della forma circolare, esaltandone alcuni aspetti ad essa connessi; ne sono esempi le fotografie Whenua, parola della lingua Mahori dal duplice significato di &#8220;terra&#8221; e &#8220;placenta&#8221;; Imprevisto che rimanda alla sorpresa in una vita troppo retta e monotona; <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Testimone un bulbo oculare inteso come registro di cose vissute; Fuga un foro circolare nelle crepe di un muro attraverso il quale evadere.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In linea con una ricerca che sconfina oltre la dimensione reale \u00e8 la serie pi\u00f9 recente e inedita <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Solo, che ben si unisce alle note di 21 Grammi di Ludovico Einaudi e che il curatore Valerio Deh\u00f2 cos\u00ec descrive: &#8220;la serie &#8216;Solo&#8217; rappresenta forse al meglio la sensibilit\u00e0 della Menazzi Moretti per quel qualcosa che non possiamo nominare esplicitamente, che \u00e8 appunto ineffabile,<\/span><\/strong> ma che possiamo soltanto collocare in un altrove che vuol dire semplicemente che non \u00e8 qui, vicino a noi&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso questi scatti l&#8217;artista immagina infatti una dimensione atemporale e <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">trasmette gli stati d&#8217;animo di un viaggio verso l&#8217;ignoto<\/span> <\/strong>tramite volti di uomini, donne e bambini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;utilizzo di filtri, sovrapposizioni, contribuisce a creare una <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">sospensione, una sorta di distacco, una proiezione di una realt\u00e0 ultraterrena.<\/span><\/strong> Ne sono esempio Solo #10, Solo #1, Solo #8, che alternano sentimenti di incertezza, inquietudine, riflessione e pace.<br \/>\nIl percorso espositivo si conclude con le opere Ingredients for a Thought che approfondiscono il tema dell&#8217;alimentazione, in esso l&#8217;autrice riconosce il linguaggio assoluto delle societ\u00e0 contemporanee e attraverso una ricca sequenza di simboli legati al colore, all&#8217;infanzia, alle parole, come si osserva in Christmast Balls, The Choice, Drop, ricrea una dimensione ludica che fa del cibo un intermediario fra sensi e memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accompagna la mostra un catalogo edito da Gente di Fotografia con testi in italiano e in inglese di Luisa Menazzi Moretti, Valerio Deh\u00f2 e Antonio Giusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cenni biografici<br \/>\nNata a Udine nel 1964, Luisa Menazzi Moretti all&#8217;et\u00e0 di tredici anni lascia l&#8217;Italia per trasferirsi con la famiglia negli Stati Uniti, dove in Texas, nella citt\u00e0 di College Station, frequenta la high school per poi proseguire a Houston i suoi studi universitari. In quegli anni inizia la sua passione per la fotografia; frequenta corsi e predilige la stampa e lo sviluppo in bianco e nero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritorna a vivere in Europa, si laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne, lavora a Londra per poi, dopo alcuni anni, trasferirsi in Italia. Ha vissuto a Udine, Bologna, Roma, Napoli e Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue opere sono state esposte in vari musei e gallerie e sono entrate a far parte di diverse collezioni internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La casa editrice Arte&#8217;m ha pubblicato due cataloghi di Luisa Menazzi Moretti: Words (2013) e Cose di natura &#8211; Nature&#8217;s Matters (2014). Le sue precedenti mostre sono state curate e presentate da Denis Curti, Achille Bonito Oliva, Francesco Bonami, Fortunato D&#8217;Amico e Maria Flora Giubilei.<br \/>\nL&#8217;artista \u00e8 attualmente rappresentata da DAFNA Home Gallery, Galleria Due Piani e La Salizada Galleria.<\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\">Coordinate mostra<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">Titolo Somewhere. Luisa Menazzi Moretti<br \/>\nA cura di Valerio Deh\u00f2<br \/>\n<strong>Sede Villa Manin &#8211; Esedra di Levante, Passariano di Codroipo (Udine)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Date 12 marzo &#8211; 15 maggio 2016<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Inaugurazione venerd\u00ec 11 marzo, ore 18<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari marted\u00ec &#8211; venerd\u00ec dalle 15 alle 19; sabato &#8211; domenica dalle 10 alle 19<br \/>\nluned\u00ec chiuso ad eccezione 28 marzo, 25 aprile, 1 e 6 maggio (aperto 10.00-19.00)<br \/>\nIngresso libero<br \/>\nInfo pubblico tel. 0432 821211 &#8211; info@villamanin.it &#8211; <a href=\"http:\/\/www.villamanin.it\">www.villamanin.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SOMEWHERE LUISA MENAZZI MORETTI a cura di Valerio Deh\u00f2 12 marzo &#8211; 15 maggio 2016 inaugurazione venerd\u00ec 11 marzo, ore 18 Una significativa mostra fotografica<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":28911,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[8355,8356],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28910"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28910"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28910\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28913,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28910\/revisions\/28913"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/28911"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28910"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28910"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28910"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}