{"id":29346,"date":"2016-02-24T20:46:51","date_gmt":"2016-02-24T19:46:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=29346"},"modified":"2016-02-28T16:09:43","modified_gmt":"2016-02-28T15:09:43","slug":"arte-abiella-henri-cartier-bresson-collezione-sam-lilette-e-sebastien-szafran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=29346","title":{"rendered":"ARTE A BIELLA &#8211; Henri Cartier-Bresson Collezione Sam, Lilette e S\u00e9bastien Szafran."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione Cassa di Risparmio di Biella<br \/>\ne Fondazione Pierre Gianadda<\/p>\n<p>presentano<\/p>\n<p>Henri Cartier-Bresson<br \/>\nCollezione Sam, Lilette e S\u00e9bastien Szafran.<br \/>\nLa Fondazione Pierre Gianadda a Biella.<\/p>\n<p>A cura di Jean-Henry Papilloud e Sophia Cantinotti.<\/p>\n<p>Palazzo Gromo Losa, Biella<br \/>\n20 marzo \u2013 15 maggio 2016<\/p>\n<p>Inaugurazione: sabato 19 marzo 2016, ore 17.00<\/p>\n<p>Derri\u00e8re la gare Saint-Lazare, Paris, 1932. \u00a9 Henri Cartier-Bresson, Fondation Pierre Gianadda-Coll. Sam Szafran<\/p>\n<p>Biella, gennaio 2016 \u2013 La Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e la Fondazione Pierre Gianadda presentano la mostra \u201cHenri Cartier-Bresson. Collezione Sam, Lilette e S\u00e9bastien Szafran. La Fondazione Pierre Gianadda a Biella\u201d. La mostra sar\u00e0 aperta al pubblico da sabato 19 marzo a domenica 15 maggio 2016 nei suggestivi spazi di Palazzo Gromo Losa a Biella &#8211; dimora storica il cui nucleo originario risale al Tardo Medioevo, collocata nel centro storico della citt\u00e0, circondata da un ampio giardino all\u2019italiana e recentemente restaurata dalla Fondazione con l\u2019obiettivo di farne un centro di riferimento per il territorio, dedicato ad attivit\u00e0 culturali e sociali di diversa natura. L\u2019esposizione presenta un corpus di opere del grande fotografo francese Henri Cartier-Bresson, tratte dalla Collezione Sam, Lilette e S\u00e9bastien Szafran, di propriet\u00e0 della fondazione svizzera Pierre Gianadda.<\/p>\n<p>Con questa mostra Fondazione Cassa di Risparmio di Biella intende dare avvio a un calendario di appuntamenti culturali appositamente concepito per gli spazi di Palazzo Gromo Losa, destinato a divenire un grande contenitore delle migliori proposte culturali nel territorio in un\u2019ottica di promozione dell\u2019intero Biellese.<\/p>\n<p>Questo insieme eccezionale di fotografie costituisce una raccolta sorprendente, ricca e complessa, nonch\u00e9 la pi\u00f9 consistente di opere di Cartier-Bresson in mani private. Si tratta di 226 stampe ai sali d\u2019argento donate nel corso degli anni da Henri Cartier-Bresson all\u2019artista suo amico Sam Szafran. Entrambi erano a loro volta amici di L\u00e9onard Gianadda, alla cui Fondazione Szafran e la moglie decisero di donare la collezione dopo la scomparsa del fotografo. La mostra porta in Italia oltre 200 stampe originali di questa incredibile raccolta di immagini in bianco e nero.<\/p>\n<p>L\u2019amicizia tra Cartier-Bresson e Szafran \u00e8 durata pi\u00f9 di trent\u2019anni, ma \u00e8 nel 1972 che la collezione Szafran ha cominciato a prendere forma. I due si erano incontrati a Parigi, in occasione di una mostra in cui Sam esponeva alcuni disegni a carboncino. Cartier-Bresson, il quale aveva studiato arte ma aveva trascurato la pratica del disegno dopo aver scoperto la fotografia, chiese a Szafran di dargli lezioni di disegno.<\/p>\n<p>Cominci\u00f2 allora tra i due amici uno scambio straordinario, in cui la fotografia giocava quasi il ruolo di lettera. Regolarmente, Henri Cartier-Bresson attingeva dai suoi archivi delle stampe originali per il suo \u201ccaro amico\u201d Sam. Accompagnava quasi sempre le fotografie con una dedica, una riflessione, un gioco di parole, calembours o versi improvvisati.<\/p>\n<p>La collezione \u00e8 un riflesso fedele dell\u2019intera opera di Henri Cartier-Bresson. Tra le fotografie scelte per l\u2019amico nel corso degli anni si ritrovano infatti le tracce dei viaggi di Cartier-Bresson, i suoi numerosi incontri con gli artisti, come Alberto Giacometti, Henri Matisse, Pierre Bonnard, ma anche Edith Piaf, Pablo Picasso, Jeanne Moreau\u2026 E poi foto di giovent\u00f9, di grandi incontri, di momenti storici, paesi lontani, volti amati e visi di artisti e scrittori.<\/p>\n<p>Queste immagini permettono di scoprire lo straordinario universo di Henri Cartier-Bresson, il suo sguardo vivo, penetrante, divertito e libero sul mondo.<\/p>\n<p>Henri Cartier-Bresson \u00e8 stato un artista fondamentale per la storia della fotografia. Tra i fondatori dell\u2019Agenzia Magnum, fu inventore del reportage contemporaneo e dello stile fotografico detto candid, caratterizzato dalla mancanza di messa in posa dei soggetti. Le sue opere catturano la realt\u00e0 nel suo momento decisivo, espressione che sar\u00e0 anche il titolo del suo libro pi\u00f9 celebre, pubblicato nel 1952: un portfolio di 126 foto, con la copertina disegnata da Henri Matisse.<\/p>\n<p>La fotografia era per Cartier-Bresson il riconoscimento in una frazione di secondo del significato di un evento, il momento che l\u2019artista deve saper cogliere prima che sia perso per sempre. Dietro l\u2019eleganza compositiva delle immagini di Henri Cartier-Bresson non c\u2019\u00e8 infatti nulla di studiato: il suo era un approccio documentario, ma \u00e8 una documentazione istantanea e istintiva, possibile solo se il fotografo, a sua volta coinvolto nella scena che intende catturare, mette sulla stessa linea di mira la testa, l\u2019occhio e il cuore, come amava dire il fotografo francese.<\/p>\n<p>Gli scatti rigorosamente in bianco e nero di Cartier-Bresson ritraggono spesso scene quotidiane, rivelando la sua ossessione per la rappresentazione della vita e il suo desiderio di non influenzare in alcun modo il soggetto con la sua presenza. Usava una Leica 35 mm con lenti 50 mm, resa meno appariscente colorando di nero le parti cromate della macchina. Sceglieva obiettivi naturali, simili alla percezione visiva umana, non amava il flash o le didascalie, stampava integralmente il negativo senza alcuna manipolazione nella camera oscura e non esitava a usare immagini mosse o sfocate.<\/p>\n<p>La sua poetica \u00e8 ben riassunta nel reportage realizzato in occasione dell\u2019incoronazione di Re Giorgio VI e della Regina Elisabetta per il settimanale francese Regards, nel \u201937, che gli valse la pubblicazione della sua prima foto giornalistica: Cartier-Bresson non scatt\u00f2 alcuna foto alla coppia reale o al corteo. Si concentr\u00f2 invece sugli spettatori, regalando ai posteri una galleria di immagini capace di rendere alla perfezione lo spirito di quella giornata storica.<\/p>\n<p>Ma da dove nasce la collaborazione tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e Fondazione Pierre Gianadda cui si deve questa mostra? La famiglia di L\u00e9onard Gianadda proveniva dal paese di Curino, nel Biellese, da cui era partito il nonno di L\u00e9onard, Battista Gianadda, attraversando le Alpi a piedi per andare in Svizzera in cerca di fortuna. L\u00e9onard non ha mai dimenticato le origini biellesi della sua famiglia. Nell\u2019aprile del 2015, la Fondazione Pierre Gianadda (dedicata al fratello di L\u00e9onard, scomparso in un incidente aereo nel \u201976) e la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella hanno firmato un protocollo d\u2019intesa, riconoscendosi reciprocamente come partner privilegiati in quanto entrambe attente, per Statuto, ai temi di carattere sociale oltre che culturale. Le due Fondazioni si impegnano a collaborare per la realizzazione di eventi e mostre comuni anche attraverso il prestito di opere d\u2019arte, immagini fotografiche e materiali culturali diversi. Si impegnano inoltre a favorire la circolazione di artisti all\u2019interno dei rispettivi circuiti. L\u2019accordo \u00e8 stato sancito dalla mostra che ha inaugurato gli spazi di Palazzo Gromo Losa, rinnovati dopo il restauro: un\u2019esposizione delle foto giovanili di L\u00e9onard Gianadda, dal titolo L\u00e9onard Gianadda, l\u2019uomo e l\u2019opera &amp; Il Mediterraneo degli anni \u201950.<\/p>\n<p>In occasione della mostra su Henri Cartier-Bresson, sar\u00e0 lanciato su Instagram un hashtag, #BeLikeHenri, dedicato alla mostra e in particolare alla figura del fotografo. L\u2019hashtag gioca con la pronuncia del verbo essere in inglese (be, pronunciato bi), che richiama la sigla della citt\u00e0 di Biella. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di coinvolgere attivamente la cittadinanza biellese e pi\u00f9 in generale tutti gli amanti della fotografia e dell\u2019arte contemporanea, utilizzando le nuove tecnologie per la promozione e la valorizzazione della cultura.<\/p>\n<p>In parallelo all\u2019esposizione dedicata a Henri Cartier-Bresson, la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella presenta presso lo Spazio Cultura della Fondazione a Biella la mostra correlata a ingresso gratuito Omaggio alle origini italiane di L. Gianadda. Ricerca a cura dell\u2019Istituto E. Bona e della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, da sabato 19 marzo sino a domenica 15 maggio 2016.<\/p>\n<p>La Fondazione ha voluto introdurre per l\u2019accesso a Palazzo Gromo Losa un biglietto di ingresso dal prezzo simbolico di Euro 5. Lo stesso biglietto d\u00e0 accesso al Museo del Territorio Biellese all\u2019esposizione Biella pioniera della fotografia: un affascinante viaggio a partire da Giuseppe Venanzio Sella, organizzata dalla citt\u00e0 di Biella presso il Museo del Territorio Biellese, insieme alla quale verranno proposti anche alcuni laboratori didattici per bambini dai 6 ai 12 anni.<\/p>\n<p>La Fondazione Cassa di Risparmio di Biella \u00e8 nata nel 1992 dalla Cassa di Risparmio di Biella, fondata nel 1856 su iniziativa del Vescovo Monsignor Giovanni Losana allo scopo di incentivare la cultura del risparmio tra le classi sociali deboli. La Fondazione svolge un ruolo di supporto attivo di tutte quelle iniziative volte a favorire la crescita culturale, economica e sociale della Provincia di Biella e a salvaguardarne il patrimonio artistico, storico e ambientale.<\/p>\n<p>Possiede immobili storici, alcuni dei quali vincolati, dove ospita eventi culturali e sociali. Oltre a Palazzo Gromo Losa, acquistato nel 2004 e completamente restaurato e reso adatto a ospitare attivit\u00e0 culturali e sociali di diversa natura, si contano Villa Poma, Spazio Cultura, La Casa e la Torre del Principe al Ricetto di Candelo, Villa Boffo e l\u2019ex Monte di Piet\u00e0 in via Caraccio a Biella.<\/p>\n<p>Dotata di una spiccata vocazione pubblica, la Fondazione opera nel territorio di riferimento per migliorare la qualit\u00e0 della vita della comunit\u00e0, in collaborazione con le organizzazioni e istituzioni della societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Informazioni pratiche<\/p>\n<p>Mostra<br \/>\nHenri Cartier-Bresson<br \/>\nCollezione Sam, Lilette e S\u00e9bastien Szafran.<br \/>\nLa Fondazione Pierre Gianadda a Biella.<br \/>\nDa sabato 19 marzo a domenica 15 maggio 2016.<\/p>\n<p>Palazzo Gromo Losa<br \/>\nCorso del Piazzo, 24 Biella<br \/>\nhttp:\/\/www.fondazionecrbiella.it<br \/>\ninfo: 015 0991868 |spazio.cultura@fondazionecrbiella.it<\/p>\n<p>Fondazione CR Biella<\/p>\n<p>#belikehenri<\/p>\n<p>Orari Palazzo Gromo Losa<br \/>\nVenerd\u00ec 15.30-19.00<br \/>\nSabato 15.30-19.00<br \/>\nDomenica 10.00-13.00-15.30-19.00<\/p>\n<p>Biglietti<br \/>\nIl costo del biglietto \u00e8 di Euro 5.00. Sono previste riduzioni per particolari categorie.<br \/>\nVisite guidate disponibili su prenotazione.<\/p>\n<p>Mostre correlate<br \/>\nOmaggio alle origini italiane di L. Gianadda.<br \/>\nA cura di Spazio Cultura \u2013 Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, I.I.S. Eugenio Bona di Biella e DocBi \u2013 Centro studi biellesi con il sostegno di Rotary Club Vallemosso.<br \/>\nDa sabato 19 marzo fino a domenica 15 maggio 2016. Ingresso libero.<\/p>\n<p>Fondazione Cassa di Risparmio di Biella &#8211; Spazio Cultura<br \/>\nvia Garibaldi 14, Biella<br \/>\nTel. 015 0991868 |spazio.cultura@fondazionecrbiella.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari Spazio Cultura<br \/>\nDa luned\u00ec a venerd\u00ec 10.30-12.30 \/ 16.00-17.30<br \/>\nSabato e domenica 16.00-19.00<\/p>\n<p>Biella pioniera della fotografia: un affascinante viaggio a partire da Giuseppe Venenzio Sella.<br \/>\nMuseo del territorio biellese<br \/>\nVia Quintino Sella 54b, Biella<br \/>\nTel. 015.2529345 | museo@comune.biella.it<\/p>\n<p>Orari Museo del Territorio Biellese<br \/>\nDa mercoled\u00ec a venerd\u00ec: 10.00-12.30 e 16.00-17.30<br \/>\nSabato e domenica: 15.00-18.30<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e Fondazione Pierre Gianadda presentano Henri Cartier-Bresson Collezione Sam, Lilette e S\u00e9bastien Szafran. 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