{"id":32237,"date":"2016-04-28T18:00:08","date_gmt":"2016-04-28T16:00:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=32237"},"modified":"2016-05-01T21:19:24","modified_gmt":"2016-05-01T19:19:24","slug":"arte-e-archeologia-2a-parte-meraviglie-dello-stato-di-chu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=32237","title":{"rendered":"ARTE E ARCHEOLOGIA &#8211; 2a parte &#8211; MERAVIGLIE DELLO STATO DI CHU"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/archeologia-Cinese-672-Stato-di-Chu1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-32200\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/archeologia-Cinese-672-Stato-di-Chu1.jpg\" alt=\"archeologia Cinese 672 Stato di Chu\" width=\"672\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/archeologia-Cinese-672-Stato-di-Chu1.jpg 672w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/archeologia-Cinese-672-Stato-di-Chu1-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/archeologia-Cinese-672-Stato-di-Chu1-542x300.jpg 542w\" sizes=\"(max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">MERAVIGLIE DELLO STATO DI CHU<\/span><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\">13 MARZO \u2013 25 SETTEMBRE 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MUSEO NAZIONALE ATESTINO DI ESTE (PD) MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI ADRIA (RO) MUSEO D\u2019ARTE ORIENTALE DI VENEZIA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL REGNO SEGRETO TORNATO ALLA LUCE DOPO 25 SECOLI NEL CUORE DELLA CINA<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Archeologia-Cina-Armature-e-copricapi-da-paratam.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-32249\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Archeologia-Cina-Armature-e-copricapi-da-paratam.jpg\" alt=\"BWG-2010-5-009\" width=\"400\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Archeologia-Cina-Armature-e-copricapi-da-paratam.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Archeologia-Cina-Armature-e-copricapi-da-paratam-279x300.jpg 279w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Archeologia-Cina-DOU-in-legno-laccatom.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-32248\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Archeologia-Cina-DOU-in-legno-laccatom.jpg\" alt=\"Archeologia Cina DOU in legno laccatom\" width=\"781\" height=\"1047\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Archeologia-Cina-DOU-in-legno-laccatom.jpg 781w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Archeologia-Cina-DOU-in-legno-laccatom-224x300.jpg 224w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Archeologia-Cina-DOU-in-legno-laccatom-764x1024.jpg 764w\" sizes=\"(max-width: 781px) 100vw, 781px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">straordinarie scoperte archeologiche avvenute in Cina nell\u2019ultimo trentennio<\/span><\/strong> hanno fornito agli storici una grande quantit\u00e0 di informazioni sullo Stato di Chu, un regno che ebbe un suo ruolo fondamentale nella civilt\u00e0 cinese tra l\u2019VIII e il III secolo a.C., nelle due grandi epoche storiche conosciute come il <strong>Periodo delle Primavere e degli Autunni (722 &#8211; 481 a.C.) e dei Regni Combattenti (481 &#8211; 221 a.C.).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino alla sua <strong>totale distruzione ad opera del potente Stato di Qin (221 &#8211; 206 a.C.),<\/strong> la sua massima estensione copriva un vasto territorio della Cina centro-meridionale attraversato in parte dal maggiore dei fiumi cinesi, lo Yangzi, conosciuto in Occidente come il Fiume Azzurro. Esso comprendeva le odierne province di Hubei, Hunan, Henan , Chongqing e parte del Jiangsu compresa l\u2019area dell\u2019attuale Shanghai. La sua capitale era Ying, nei pressi dell\u2019odierna Jingzhou, nel Hubei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Il nome deriva dalla popolazione chiamata Chu, la quale abitava lo Stato di Jing, storicamente noto come Jingchu,<\/span><\/strong> governato dalla <strong>nobile famiglia Mi, imparentata con i sovrani Zhou<\/strong> e regnante con il titolo nobiliare Zi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>All\u2019origine Chu era uno Stato di impronta fortemente militare<\/strong>, quindi di carattere espansionista, e in effetti all\u2019epoca delle Primavere e Autunni annett\u00e8 territori degli altri Stati confinanti, finendo poi per fagocitarli completamente nonostante avesse stretto con essi alleanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Nel passare dei secoli la sua aggressivit\u00e0 militare si trasform\u00f2 <span style=\"color: #000000;\">in compiacimento nella vita sedentaria allietata dalle arti, soprattutto la musica e la sofisticata lavorazione del bronzo e delle lacche,<\/span><\/span> <\/strong>raggiungendo livelli ineguagliati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono questi, infatti, i preziosi reperti restituitici dalle tombe Chu del Hubei che oggi attraggono il nostro interesse per essere esposti nei Musei archeologici nazionali di Este e di Adria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli oggetti in bronzo costituivano un elemento fondamentale per affermare il prestigio delle classi nobili,<\/strong> la loro stessa potenza politica ed economica, distinguendosi dal popolo. Infatti gli oggetti in bronzo erano suddivisi in due grandi categorie : <strong>vasi sacrificali e recipienti di uso comune.<\/strong> I primi (denominati ding, dou, fu, dui, zun&#8230;a seconda della forma) erano riservati ai riti in onore degli antenati o di divinit\u00e0 da placare; gli altri, chiamati genericamente yanqi, erano utilizzati per gli usi quotidiani (contenere l\u2019acqua, le vivande, le granaglie, ecc). I vasi sacrificali a loro volta erano riservati &#8211; secondo il tipo &#8211; per il vino da cerimonia, l\u2019 offerta delle carni cotte di animali, cibi rituali a seconda delle circostanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>grande variet\u00e0 delle dimensioni e delle forme, oltre alle particolari lavorazioni, cesellature,<\/strong> sculture dei bronzi, appaiono oggi una caratteristica del vasellame proveniente dalle tombe dello Stato di Chu. Lo stile ad esempio dei vasi <strong>per le libagioni rituali \u00e8 molto particolare:<\/strong><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">essi sono generalmente a \u201cpareti quadrate\u201d invece che rotonde, panciute.<\/span><\/strong>Vasi analoghi venivano realizzati in legno e poi laccati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\"><\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Altri oggetti di grande valore rituale erano <strong>le campane di bronzo<\/strong> (niuzhong e yongzhong) che componevano set di diverse decine di pezzi e di differenti dimensioni, <strong>creando un unico enorme strumento musicale con tanti musicisti quante erano le campane da percuotere.<\/strong><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 affermare, dopo quanto venuto alla luce nella tomba del Marchese Yi di Zheng nel 1978, che la musica aveva un posto d\u2019onore tra le arti nello Stato di Chu.<\/p>\n<p><strong>Gli esperti musicologi sono riusciti, secondo la disposizione delle campane (non solo di bronzo, ma anche di tavolette di diaspro) a ricostruire le melodie e addirittura la musica rituale di oltre venticinque secoli fa.<\/strong><\/p>\n<p>Presso il Museo del Hubei a Wuhan \u00e8 stata costituita una scuola di musicisti specializzati nella percussione di questi antichi strumenti, ai quali vanno aggiunti i tamburi, anch\u2019essi di bronzo.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 dell\u2019altro, sempre di bronzo, che \u00e8 venuto alla luce negli scavi di Chu. <strong>E sono per l\u2019appunto i bronzi yanqi, come specchi, lampade, piatti, tazze, incensieri, mestoli, scatole, scrigni e naturalmente armi.<\/strong><\/p>\n<p>Non soltanto <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">spade, pugnali, punte di frecce,<\/span> <\/strong>ma anche le loro <strong>impugnature e parti in legno che si sono conservate<\/strong> pressoch\u00e9 intatte solo perch\u00e9 laccate, per non menzionare le corazze di cuoio laccato&#8230;<\/p>\n<p>E a proposito di lacche, se hanno sbalordito per vetust\u00e0 e ottima conservazione quelle venute alla luce nelle tombe<\/p>\n<p>Han nelle aree archeologiche di Xian e di Mawangdui, le quali sono pi\u00f9 \u201cgiovani\u201d di almeno tre secoli, non c\u2019\u00e8 che da trasalire di fronte agli oggetti in lacca usciti dalle tombe Chu del Hubei.<\/p>\n<p>Esse ci testimoniano<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> una tecnica d\u2019avanguardia che gli artigiani dello Stato di Chu conoscevano perfettamente:<\/span><\/strong>\u00a0come potrebbe essere altrimenti, che <strong>una materia organica di cos\u00ec rapida dissoluzione come il legno si sia potuta conservare per due millenni e mezzo?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le lacche di Chu sono di una variet\u00e0 sorprendente:<\/strong> non solo si <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">laccavano il legno e il bamb\u00f9, ma anche il bronzo, la terracotta e il cuoio,<\/span> <\/strong>con risultati davvero eccezionali.<\/p>\n<p>La conservazione stessa dei colori \u00e8 a dir poco sbalorditiva, E\u2019 attraverso di essi che le decorazioni ci testimoniano<strong> il gusto artistico di quegli artigiani antichi, ma soprattutto la sintesi stilistica<\/strong> con le tradizioni ereditate dalle dinastie del passato, oltre alla grande influenza che quest\u2019arte avr\u00e0 sulle successive dinastie Han, per almeno altri quattro secoli dopo la scomparsa di Chu.<\/p>\n<p>Un altro capitolo non certo trascurabile \u00e8 quello relativo alle<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> giade.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Fin dai tempi ancestrali <strong>la giada ha avuto presso i Cinesi una reputazione che l\u2019Occidente non pu\u00f2 capire. <\/strong><\/p>\n<p>Come si sa, <strong>la giada \u00e8 un minerale nemmeno tanto raro in natura.<\/strong> In Cina da tempi immemorabili l<strong>a giada pi\u00f9 preziosa \u00e8 ritenuta quella del Xinjiang,<\/strong> in modo particolare quella ricavata dai sassi raccolti nei greti dei torrenti di Khotan.<\/p>\n<p>Non \u00e8 propriamente la giada verde quella ritenuta pi\u00f9 preziosa, ma quella <strong>definita \u201cimperiale\u201d, o pi\u00f9 volgarmente \u201cgrasso di montone\u201d. L<\/strong>a ragione di questa reputazione non \u00e8 stata del tutto chiarita, <strong>sebbene certa giada-smeraldo in oreficeria valga addirittura ben oltre lo smeraldo stesso.<\/strong><\/p>\n<p>Tuttavia i manufatti in giada rinvenuti nelle tombe imperiali e nobiliari dello Stato di Chu, ma anche delle dinastie precedenti e di quelle successive, sono <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">immancabilmente scolpiti nella giada \u201cimperiale\u201d,<\/span> <\/strong>ritenuta consona per oggetti rituali sia in vita che in morte.<\/p>\n<p><strong>Infatti alla giada viene attribuita una forte influenza sulla salute del corpo e anche dell\u2019anima<\/strong>.<\/p>\n<p>Re, nobilt\u00e0, alti funzionari civili e militari, a seconda del grado e dei meriti, esibivano le giade sui loro abiti come simboli evidenti del loro status.<\/p>\n<p>Placche di cinture, pendagli, bracciali, anelli, acconciature per capelli.<\/p>\n<p><strong>Sia per il mondo maschile che per quello femminile,<\/strong> la giada era (e in certo senso lo \u00e8 ancora oggi nella tradizione cinese)<strong> il pi\u00f9 potente degli amuleti, autentico toccasana.<\/strong><\/p>\n<p>Sul corpo di un defunto, poi, la giada era creduta un \u201csalvacondotto\u201d per l\u2019Aldil\u00e0, tra l\u2019altro le venivano attribuiti poteri che avrebbero prevenuto la decomposizione del corpo.<\/p>\n<p>Sui resti mortali dell\u2019uomo e della donna sepolti a Jiuliandu, all\u2019altezza del torace e dello stomaco sono stati rinvenuti <strong>oggetti di giada finemente scolpita con rilievi di nuvole o a forma di animali mitologici.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">La potenza militare di Chu nell\u2019arco di mezzo millennio si trasform\u00f2 in potenza culturale<\/span><\/strong> destinata alla parabola della decadenza e della corruzione.<\/p>\n<p>Nel 221 a.C. il suo potente vicino, lo Stato di Qin, alla conclusione di una serie di guerre vittoriose sui sei Stati confinanti, dei quali Chu era stato quello dominante per parecchi secoli, spazz\u00f2 via tutti. Il suo giovane e ambizioso sovrano, Qin Shi Huangdi si autoproclam\u00f2 Primo Augusto Imperatore e <strong>in appena 15 anni fece tutto : cre\u00f2 l\u2019Impero Cinese, costru\u00ec la Grande Muraglia e il Grande Canale Imperiale, unific\u00f2 i pesi e le misure, costru\u00ec la sua mitica tomba seppellendovi seimila guerrieri e cavalli di terracotta,<\/strong> cancell\u00f2 perfino la memoria dei suoi ex vicini.<\/p>\n<p><strong> L\u2019odiato Regno di Chu entr\u00f2 nella leggenda, nulla rimase a testimoniare ci\u00f2 che esso fu<\/strong>.<\/p>\n<p>Soltanto ventidue secoli dopo, con la scoperta di alcune tombe, esso riemerger\u00e0 dal profondo della terra, testimoniando finalmente il suo glorioso passato.<\/p>\n<p>Adriano Madaro &#8211; Dal saggio del catalogo della Mostra<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Cultour Active Srl via Tomaso da Modena 11, 31100 Treviso www.cultouractive.com C.F.\/P.I. e R.I. TV Cap. sociale: Cultura in movimento t. 0422 58 36 54 \/ f. 0422 54 24 13 info@cultouractive.com 04418880268 euro 10.000,00 i.v.<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff00ff;\">CONCERTI E SPETTACOLI<\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff00ff;\">ESTE E ADRIA<\/span><\/h1>\n<p>Per tutta la durata della mostra, con cadenza da definire<br \/>\n&#8211; Concerti a tema<br \/>\n&#8211; L\u2019arte della divinazione cinese. Oroscopo e miti<br \/>\n&#8211; Rassegna \u201cCine Cina\u201d in collaborazione con le amministrazioni comunali<\/p>\n<p>INCONTRI PER ADULTI SU RICHIESTA<\/p>\n<p>ESTE<\/p>\n<p>&#8211; Cene a tema con visita alla mostra e conferenza di esperti per industriali, associazioni di categoria e camere di commercio<\/p>\n<p>ADRIA<\/p>\n<p>&#8211; Corso di cucina orientale (in collaborazione con l\u2019Istituto Professionale di Stato \u201cG. Cipriani di Adria)<br \/>\n&#8211; Cene a tema con visita alla mostra e conferenza di esperti per industriali, associazioni di categoria e camere di commercio<\/p>\n<p>Per info:<br \/>\n+ 39 392 9048069<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Cultour Active Srl via Tomaso da Modena 11, 31100 Treviso www.cultouractive.com C.F.\/P.I. e R.I. TV Cap. sociale: Cultura in movimento t. 0422 58 36 54 \/ f. 0422 54 24 13 info@cultouractive.com 04418880268 euro 10.000,00 i.v.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MERAVIGLIE DELLO STATO DI CHU 13 MARZO \u2013 25 SETTEMBRE 2016 MUSEO NAZIONALE ATESTINO DI ESTE (PD) MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI ADRIA (RO) MUSEO D\u2019ARTE<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":32257,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,358],"tags":[9056],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32237"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32237"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32237\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32260,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32237\/revisions\/32260"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/32257"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}