{"id":33471,"date":"2016-05-25T17:00:30","date_gmt":"2016-05-25T15:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=33471"},"modified":"2016-05-25T17:37:07","modified_gmt":"2016-05-25T15:37:07","slug":"arte-a-cuneo-mostra-moving-tales-ingresso-gratuito-racconti-in-movimento-opere-video-dalla-collezione-la-gaia-dal-24-giugno-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=33471","title":{"rendered":"ARTE A CUNEO &#8211; mostra \u201cMoving Tales INGRESSO GRATUITO \u2013 Racconti in movimento. Opere video dalla Collezione La Gaia\u201d dal 24 giugno 2016"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&#8230;\u00a0<strong>catturare l\u2019attenzione anche di coloro che normalmente sono pi\u00f9 scettici rispetto al video come forma d\u2019arte della contemporaneit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Collezione La Gaia, nata negli anni \u201870 dalla passione per l\u2019arte di Bruna e Matteo Viglietta,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">presenta da venerd\u00ec 24 giugno a domenica 28 agosto<\/span><\/strong> la mostra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cMoving Tales \u2013 Racconti in movimento. Opere video dalla Collezione La Gaia\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">24 giugno &#8211; 28 agosto 2016<br \/>\nCuneo, Complesso Monumentale di San Francesco,<br \/>\nex Chiesa di San Francesco<\/p>\n<p><strong>Inaugurazione:<\/strong><br \/>\n<strong>gioved\u00ec 23 giugno 2016, ore 18.00<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esposizione raccoglie <strong>una selezione di film d\u2019artista<\/strong> curata da <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Eva Brioschi,<\/span> <\/strong>appositamente concepita per il Complesso Monumentale di San Francesco, nel cuore della citt\u00e0 di Cuneo.<\/p>\n<p><strong>La collettiva occupa interamente gli spazi della Chiesa sconsacrata di San Francesco<\/strong> e illustra, attraverso il lavoro di 30 artisti italiani e stranieri di diverse generazioni e provenienti da differenti aree geografiche, la molteplicit\u00e0 di utilizzo del video come strumento narrativo per immagini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saranno presentati lavori realizzati da: <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Marina Abramovic, Bas Jan Ader, Victor Alimpiev, Pierre Bismuth,<\/span> <\/strong>Candice Breitz, Mircea Cantor, Chen Chieh-jen, R\u00e4 Di Martino, Valie Export, Regina Jos\u00e9 Galindo, Ugo Giletta, Douglas Gordon, Ion Grigorescu, Gary Hill, Mar\u00eda Teresa Hincapi\u00e9, Jonathan Horowitz, Alfredo Jaar, Joan Jonas, William E. Jones, William Kentridge, Anna Maria Maiolino, Ana Mendieta, Marzia Migliora, Adrian Paci, Ene-Liis Semper, Santiago Sierra, Rosemarie Trockel, Bill Viola, Ryszard Wasko, Jordan Wolfson.<\/p>\n<p>L\u2019idea della mostra si ispira a <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">due precise suggestioni<\/span> <\/strong>che insieme hanno orientato la scelta delle opere e il loro particolare allestimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cThe movie is the novel and art is poetry. Not a lot of people appreciate poetry, and it is the same with art\u201d \u00e8 una citazione del video maker e regista inglese Steve McQueen, che identifica la video-arte con la poesia, rispetto al cinema paragonato al romanzo. Molti apprezzano la narrazione filmica, mentre sono meno coloro che comprendono a pieno la video-arte, proprio come avviene per romanzo e poesia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">selezione di opere vuole cercare di catturare l\u2019attenzione anche di coloro che normalmente sono pi\u00f9 scettici rispetto al video come forma d\u2019arte della contemporaneit\u00e0.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cFor sale. Baby shoes. Never worn\u201d, il racconto pi\u00f9 breve della storia della letteratura. Erroneamente (pare) attribuito a Ernest Hemingway,<\/strong> che si dice abbia scommesso con alcuni amici di poter costruire una narrazione con il minimo dispendio di parole, per raccontare in estrema sintesi un dramma.<br \/>\nNello stesso modo, a nostro avviso, un\u2019opera video pu\u00f2 funzionare come racconto sintetico per immagini.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Il progetto espositivo utilizza un allestimento distribuito lungo la grande navata centrale, le due navate e le 7 cappelle laterali<\/span><\/strong>, in un percorso che identifica il video come racconto in differenti declinazioni, tra proiezioni, installazioni e postazioni di visione dedicate, per permetterne la fruizione il pi\u00f9 possibile diretta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Lo spazio prospiciente il portale maggiore diviene quinta scenica della mostra e incornicia la video installazione \u201c<\/span><\/strong>The soul of Tammi Terrell\u201d di Jonathan Horowitz. L\u2019altare maggiore \u00e8 la collocazione perfetta per l\u2019opera \u201cBabel Series\u201d di Candice Breitz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Immagine, movimento, tempo, suono, insieme contribuiscono alla descrizione di una storia<\/strong> che spesso si pu\u00f2 condensare in pochissimi frames, ma pu\u00f2 anche divenire un racconto circolare, senza soluzione di continuit\u00e0, grazie all\u2019utilizzo del loop.<br \/>\nGrazie a questa forma di narrazione artistica, lo spettatore subisce una fascinazione sensoriale quasi totale: osserva, partecipa e spesso viene chiamato in causa come elemento esterno per completare l\u2019opera, bisognosa di un punto di vista terzo, capace di decifrare, accogliere o respingere tesi e stimoli dell\u2019autore.<\/p>\n<p><strong>La mostra \u00e8 accompagnata da un catalogo con testi critici a cura di Eva Brioschi e Lorand Hegyi<\/strong> e da una raccolta di schede esplicative delle opere realizzate dalla <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">curatrice e da Manuela Galliano.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>INFORMAZIONI PRATICHE<br \/>\nMoving Tales &#8211; Racconti in movimento. Opere video dalla Collezione La Gaia<br \/>\nA cura di Eva Brioschi<br \/>\ncon la collaborazione di Manuela Galliano<br \/>\nComplesso Monumentale di San Francesco<br \/>\nCuneo, Via Santa Maria 10<br \/>\nDATE: Da venerd\u00ec 24 giugno 2016 a domenica 28 agosto 2016<br \/>\nInaugurazione: gioved\u00ec 23 giugno 2016, ore 18.00<br \/>\nwww.comune.cuneo.gov.it<br \/>\nmuseo@comune.cuneo.it<br \/>\nTel. 0171 634175 | Fax 0171 66137<\/p>\n<p>Orari:<br \/>\nluned\u00ec: giorno di chiusura<br \/>\nmarted\u00ec-sabato: 15.30-18.30<br \/>\ndomenica e festivi: 15.30-18.30<\/p>\n<p>Orari di prenotazioni per scuole e gruppi:<br \/>\nmarted\u00ec &#8211; venerd\u00ec: 9.00 &#8211; 13.00 e 14.30 \u2013 18-30<br \/>\nsabato: 9.00 &#8211; 12.30 e 15.30 &#8211; 18.30<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Ingresso gratuito<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Elenco degli artisti e delle opere<\/p>\n<p>Marina Abramovic, Stromboli, 2002<br \/>\nBas Jan Ader, I\u2019m too sad to tell you, 1971<br \/>\nVictor Alimpiev, Wetterleuchten [Summer Lightning], 2004<br \/>\nPierre Bismuth, Following the Right Hand of Sigmund Freud (in conversation with Emanuel Loewy), 2009<br \/>\nCandice Breitz, Babel Series, 1999<br \/>\nMircea Cantor, Vertical Attempt, 2009<br \/>\nChen Chieh-jen, Factory, 2003<br \/>\nR\u00e4 Di Martino, Between, 2001<br \/>\nValie Export, Body Tape, 1970<br \/>\nRegina Jos\u00e9 Galindo, Quien puede borrar las huellas?, 2003<br \/>\nUgo Giletta, Tracce, 2000<br \/>\nDouglas Gordon, Scratch Hither, 2001<br \/>\nIon Grigorescu, Boxing, 1977<br \/>\nGary Hill, Up against down, 2008<br \/>\nMar\u00eda Teresa Hincapi\u00e9, Vitrina 1989<br \/>\nJonathan Horowitz, The Soul of Tammi Terrell, 2001<br \/>\nAlfredo Jaar, Opus 1981\/ Andante desesperato, 1981<br \/>\nJoan Jonas, My new theatre III: In the Shadows a Shadow, 1999<br \/>\nWilliam E. Jones, Aggressive Child, 2010<br \/>\nWilliam Kentridge, Zeno Writing, 2002<br \/>\nAnna Maria Maiolino, Ad Hoc (For This Case), 1982\/2000<br \/>\nAna Mendieta, Untitled (Ocean Bird Wash Up), 1974<br \/>\nMarzia Migliora, Ad occhi aperti, 2001<br \/>\nAdrian Paci, Turn on, 2004<br \/>\nEne-Liis Semper, Oasis, 1999<br \/>\nSantiago Sierra, El pasillo de la casa del pueblo, 2005<br \/>\nRosemarie Trockel, Continental Divide, 1994<br \/>\nBill Viola, Remembrance, 2002<br \/>\nRyszard Wasko, 30 sound situations, 1975<br \/>\nJordan Wolfson, Infinite Melancholy, 2003<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Complesso Monumentale di San Francesco<\/p>\n<p>Il Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo comprende l\u2019ex convento e l\u2019omonima Chiesa sconsacrata. Monumento nazionale e rara testimonianza architettonica di epoca medievale, oggi \u00e8 un polo espositivo e di produzione culturale.<br \/>\nLa ex Chiesa, il cui nucleo originario data alla fine del XIII secolo, ha conosciuto un periodo di grande sviluppo nel XV secolo. Da dicembre 2011, a seguito di un restauro iniziato nel 2009 per volere del Comune di Cuneo e interamente finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, il complesso \u00e8 tornato a essere cuore pulsante del centro storico e della vita culturale cittadina e oggi accoglie numerose esposizioni temporanee ed eventi.<br \/>\nDal 1980 l\u2019ex convento del Complesso ospita invece il Museo Civico, che documenta la storia del territorio cuneese attraverso l\u2019esposizione di reperti, documenti materiali, opere d\u2019arte che spaziano dalla Preistoria all\u2019et\u00e0 contemporanea.<\/p>\n<p>La Collezione La Gaia<\/p>\n<p>La Collezione La Gaia nasce negli anni \u201870 dalla passione per l\u2019arte di Bruna e Matteo Viglietta. In punta di piedi e con tanta voglia di conoscere cominciano a girare per gallerie, fiere, mostre in Italia e all\u2019estero, non disdegnando le biblioteche dei musei quando il desiderio di approfondire non trova risposta sufficiente nei luoghi di esposizione.<br \/>\nPartendo dall\u2019arte moderna passo dopo passo si avvicinano all\u2019arte contemporanea imparando a capirla ed apprezzarla, fino a farne l\u2019oggetto esclusivo della loro ricerca.<br \/>\nAttualmente la Collezione La Gaia conta pi\u00f9 di 2000 opere, con un nucleo che fa riferimento all\u2019arte dai primi del \u2018900 agli anni \u201950, per proseguire con un pi\u00f9 cospicuo gruppo di lavori dagli anni \u201960 fino ai nostri giorni.<br \/>\nOpere raccolte senza un criterio o un ordine prestabilito, senza privilegiare una corrente artistica, un approccio creativo, un medium espressivo o una generazione, ma seguendo soltanto il gusto personale. Il filo conduttore, se esiste, \u00e8 il coraggio, quello messo nel credere in opere di cui solo il futuro potr\u00e0 dare conferma e quello insito nei numerosi lavori capaci di trattare tematiche difficili, di mettere in crisi certezze e consuetudini del nostro tempo.<br \/>\nPer ospitare il frutto di questo percorso appassionato nasce uno spazio espositivo nelle colline di Busca. Una casa dell\u2019arte che testimonia questo viaggio ancora in corso, con le sue scoperte e i suoi avvistamenti, un luogo di incontro e confronto con altri amanti dell\u2019arte contemporanea, dove ogni anno passano scolaresche, studiosi, artisti, curatori, patrons e direttori dei grandi musei internazionali e delle pi\u00f9 importanti manifestazioni artistiche presenti nei cinque continenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8230;\u00a0catturare l\u2019attenzione anche di coloro che normalmente sono pi\u00f9 scettici rispetto al video come forma d\u2019arte della contemporaneit\u00e0. La Collezione La Gaia, nata negli anni<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":33473,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[9301,9300],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33471"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33471"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33471\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33477,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33471\/revisions\/33477"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/33473"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33471"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33471"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33471"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}