{"id":34380,"date":"2016-06-16T17:18:47","date_gmt":"2016-06-16T15:18:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=34380"},"modified":"2016-06-16T23:24:39","modified_gmt":"2016-06-16T21:24:39","slug":"manifesto-balneare-2016-di-rimini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=34380","title":{"rendered":"Manifesto balneare 2016 di Rimini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il decano del racing design firma il manifesto balneare 2016 di Rimini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Aldo Drudi, l\u2019autore che ha colorato e reso accattivante il mondo di leggendari piloti di motociclismo, per la nuova immagine balneare della citt\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>La tradizione del manifesto balneare viaggia, nel 2016, lungo una strada diretta verso una meta inconsueta: <strong>la cultura \u2018indie pop\u2019, l\u2019immaginario e la simbologia dei biker,<\/strong> il linguaggio che procede per accumulo di segni del fumetto e del tatuaggio a interpretare Rimini, in quello che ormai da 15 anni \u00e8 un progetto e un appuntamento classico dell\u2019estate riminese.<\/p>\n<p>E\u2019 infatti lo stile figurativo e fiammeggiante di Aldo Drudi, il racing designer pi\u00f9 conosciuto al mondo per avere reso accattivante e desiderato l\u2019universo dei leggendari piloti di motociclismo, ad \u2018aggredire\u2019 il manifesto balneare 2016 della citt\u00e0 di Rimini.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Manifesto-250-Rimini-2016-.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-34381\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Manifesto-250-Rimini-2016-.jpg\" alt=\"Manifesto 250 Rimini 2016\" width=\"250\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Manifesto-250-Rimini-2016-.jpg 250w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Manifesto-250-Rimini-2016--212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Aldo Drudi- da pi\u00f9 di 20 anni riconosciuto protagonista nei paddock della \u2018costruzione\u2019 dell\u2019universo estetico dei centauri, diventato icona internazionale &#8211; allarga i suoi orizzonti creativi e porta la sua esperienza e la sua ricerca del segno nel design contemporaneo per offrire il suo contributo all\u2019interpretazione di una citt\u00e0 dalle mille sfaccettature.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 il linguaggio contemporaneo dei tatoo che incornicia lo scorcio di paesaggio balneare, raffigurato nel manifesto: l\u2019ingresso di un bagno con la sedimentazione organizzata di elementi, luoghi comuni, simbologie universali, messaggi enigmatici. Un lavoro che evoca il disegno naif di Jovanotti, realizzato nel 2005, allorch\u00e9 l\u2019artista scelse anch\u2019esso uno stabilimento balneare come teatro dell\u2019accumulazione di oggetti e simboli visivi.<\/p>\n<p>Un linguaggio pop contemporaneo per un autore che da decenni ormai lavora a stretto contatto con i campioni del firmamento mondiale del motociclismo, dedicando il suo lavoro alla cura generale dell&#8217;immagine del pilota &#8211; dal casco, alla tuta, alle personalizzazioni estetiche &#8211; vestendo veri e propri miti del motociclismo come Doohan, Schwantz, Haga, Edwards, Biaggi, Roberts, Mamola, Cadalora, Simoncelli e ovviamente Valentino Rossi.<\/p>\n<p>Come spiega lo stesso autore : &#8220;Ho scelto il segno del tatuaggio \u2013 spiega Aldo Drudi \u2013 per un linguaggio grafico moderno attraverso il quale poter unire tutti gli elementi classici e simbolici della balneazione. Il tutto incorniciato dalla scritta che campeggia in alto \u2018VIENI OLTRE\u2019, che \u00e8 una espressione tipica della nostra gente, un errore grammaticale e allo stesso tempo un invito, una promessa: vieni a Rimini, troverai qualcosa di pi\u00f9, oltre le tue aspettative. E poi c\u2019\u00e8 una citazione che \u00e8 una firma: la moto del mitico \u2018Paso\u2019 che simboleggia tutto il mio mondo e i miei ricordi di quando venivo a vedere Pasolini per la Mototemporada con mio babbo e mio fratello. Penso che il mio lavoro non possa prescindere dalla passione per questo sport, dalle emozioni e i colori del fantastico mondo delle corse. E\u2019 la cifra del mio stile e bisogna aver guidato moto in pista per sapere di cosa si tratta\u201d<br \/>\n&#8220;E&#8217; un manifesto &#8211; commenta il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi &#8211; che interpreta la contemporaneit\u00e0, \u00e8 un caleidoscopio di segni che raccolgono l&#8217;anima della terra riminese. Lo presentiamo non a caso su questo tetto da cui si vede la partenza della via Emilia, che ospita la Biennale del Disegno, che \u00e8 l&#8217;officina aerea di un gioiello d&#8217;arte della meccanica come la moto &#8216;Burasca&#8217;. Da questo tetto si spalanca una finestra sul mondo attraverso uno dei nostri talenti italiani affermati nel mondo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo Ren\u00e9 Gruau (2000), Gianluigi Toccafondo (2003), Milo Manara (2004), Jovanotti (2005), Luca Giovagnoli (2006), Pablo Echaurren (2007), Marco Morosini (2008), Alessandro Bergonzoni (2009), Francesca Ghermandi (2010), Eron (2011), Francesco Bocchini (2012), Marco Neri (2013), tocca ancora una volta ad una firma di levatura internazionale il compito di filtrare Rimini attraverso la propria poetica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il decano del racing design firma il manifesto balneare 2016 di Rimini Aldo Drudi, l\u2019autore che ha colorato e reso accattivante il mondo di leggendari<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":34382,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4],"tags":[9496],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34380"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34380"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34380\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34383,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34380\/revisions\/34383"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34382"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34380"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34380"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34380"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}