{"id":35174,"date":"2016-07-05T18:18:57","date_gmt":"2016-07-05T16:18:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=35174"},"modified":"2016-07-06T16:38:21","modified_gmt":"2016-07-06T14:38:21","slug":"arte-a-sondrio-inaugurazione-mostra-dellopera-grafica-di-massimo-dolcini-14-luglio-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=35174","title":{"rendered":"Arte a Sondrio &#8211; Inaugurazione mostra dell&#8217;opera grafica di Massimo Dolcini &#8211; 14 luglio 2016"},"content":{"rendered":"<p>MASSIMO DOLCINI<\/p>\n<p>Grafica per una cittadinanza consapevole<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inaugurazione<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">gioved\u00ec 14 luglio 2016, ore 18.30<\/span><\/strong><br \/>\n<strong>Sala dei Balli \u0096 Palazzo Sertoli, Sondrio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dopo il successo dalla prima importante monografica che il Credito Valtellinese gli ha dedicato nell\u0092estate 2015 a Fano, l\u0092&#8217;eccellenza dell&#8217;\u0092opera grafica di Massimo Dolcini raggiunger\u00e0 Sondrio,<\/strong> negli spazi espositivi di Palazzo Sertoli e del MVSA Museo Valtellinese di Storia e Arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Massimo Dolcini \u00e8 certo un protagonista della storia della grafica e della comunicazione italiana. Ma \u00e8 anche di pi\u00f9: \u00e8 infatti stato, con il suo lavoro, uno dei pi\u00f9 convinti promotori della \u0093cittadinanza attiva\u0094.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cittadini, tutti i cittadini, nella sua visione della politica e della societ\u00e0, debbono sentirsi, ed essere, protagonisti delle scelte che li riguardano.<br \/>\nPer poter essere protagonisti, e non solo spettatori passivi, la prima necessit\u00e0, il primo passaggio, \u00e8 l\u0092&#8217;essere informati di ci\u00f2 che la Pubblica Amministrazione, nel suo caso principalmente il Comune, sta facendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dolcini, operando in un territorio all&#8217;\u0092epoca marginale come le Marche, si ricav\u00f2 un ruolo da protagonista, meglio da apripista, per quella che sarebbe stata conosciuta come la &#8220;grafica di pubblica utilit\u00e0&#8221;, ovvero la grafica al servizio degli utenti, dei cittadini. Espressione, e frutto, di quel particolare momento storico e politico vissuto dalle amministrazioni pubbliche tra il 1971 ed il 1989. E tuttavia pi\u00f9 che mai attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra che a Sondrio rievoca l&#8217;\u0092attualit\u00e0 di quell\u0092&#8217;esperienza \u00e8 curata da Mario Piazza, con la direzione di Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra. Consente di spaziare nell&#8217;\u0092immaginario del grafico e capire in profondit\u00e0 il suo pensiero e la sua opera. L&#8217;\u0092esposizione presenta Dolcini nei suoi molteplici volti: grafico, progettista, fotografo, disegnatore, ceramista, imprenditore, didatta, gastronomo, operatore culturale, manager, appassionato uomo civile e artista. Senza tralasciare un aspetto pi\u00f9 privato e personale di Dolcini rappresentato, per esempio, dai taccuini che lui stesso disegnava per le figlie, presto pubblicati per la prima volta da Corraini Edizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo gli studi al Corso Superiore di Arte Grafica di Urbino con Albe Steiner e Michele Provinciali, nel 1971 viene incaricato della comunicazione del Comune di Pesaro. Sceglie la strada dell&#8217;approccio diretto, comunicativo, riconoscibile. L\u0092obiettivo \u00e8 di far \u0093parlare\u0094 le Istituzioni con i cittadini, coinvolgendoli nel processo dell\u0092amministrare la cosa pubblica. Attraverso i suoi manifesti dal segno inconfondibile, affissi quotidianamente sui muri pesaresi per oltre vent\u0092anni, la cittadinanza veniva informata capillarmente di ogni evento di qualche rilevanza sociale, politica, culturale, urbanistica e sanitaria<br \/>\n\u0093Il suo segno \u0093grasso\u0094 procede per intuizioni che paiono semplici, ma che sono il risultato sintetico di scarti analitici fino ad arrivare al segno pi\u00f9 elementare, che \u00e8 anche il pi\u00f9 narrativo e il pi\u00f9 carico di memorie e \u0093tradizioni\u0094 per ognuno di noi\u0094 scrive, a proposito di questa fase del lavoro di Dolcini, Italo Lupi. \u0093Lo spessore del suo segno prevale sulla tipografia e sul lettering; nei suoi manifesti i colori si inseguono pastosi per giocare su una nuova tavolozza: di lontano si sentono gli echi formali certo non pi\u00f9 di Steiner, quanto forse di un Michele Provinciali con la sua eleganza parmigiana e una contemporanea padana solidit\u00e0, terragna ed empirica\u0094.<br \/>\nIn quegli anni egli definiva se stesso come \u0093grafico condotto\u0094, vedendosi come operatore impegnato in prima persona nel progetto sociale in cui immetteva tutto il suo talento. Nate per Pesaro e i pesaresi, le sue campagne di pubblica utilit\u00e0 diventano presto un vero punto di riferimento per la grafica in Italia, stimolando un dibattito di respiro nazionale sulla progettazione dell\u0092immagine pubblica e facendo conoscere il lavoro di Dolcini e del suo studio Fuorischema a livello internazionale. La favorevole situazione economica e industriale del pesarese lo aiut\u00f2 a tradurre in pratica l&#8217;\u0092idea di una evoluzione della figura di \u0093artigiano-designer\u0094 ad una forma di \u0093impresa della comunicazione&#8221;, come lui stesso soleva definirla e dove venisse preservata e potenziata la qualit\u00e0 del fare e la trasmissione e condivisione delle conoscenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quest&#8217;ottica, negli ultimi anni \u0096 come annota Mario Piazza \u0096 la necessit\u00e0 di una riappropriazione diretta da parte di Dolcini delle tecniche della cultura materiale (illustrazione, tessitura, ceramica, orto, cucina&#8230;) diventa una necessit\u00e0 evidente, che di fatto affianca pariteticamente la dimensione strettamente professionale. Non si tratta affatto di divagazioni hobbystiche, ma la sintesi finale &#8211; o il germe iniziale &#8211; del percorso professionale e artistico, questi lavori rappresentano con esiti di grande originalit\u00e0 la pienezza contemporanea dell\u0092uomo-artigiano alla Richard Sennett, che ci ricorda come: \u0093le capacit\u00e0 dell\u0092artigiano di scavare in profondit\u00e0 si situano al polo opposto di una societ\u00e0 moderna che preferisce la superficialit\u00e0, la formazione veloce.(&#8230;) Il fatto di imparare a svolgere bene un lavoro mette gli individui in grado di governarsi e dunque di diventare bravi cittadini. Il lavoro ben fatto \u00e8 quindi anche un modello di cittadinanza consapevole. L\u0092&#8217;attitudine al fare, comune a tutti gli uomini, insegna a governare noi stessi e a entrare in relazione con altri cittadini su questo terreno comune.\u0094 Parole che Dolcini avrebbe di certo sottoscritto e approvato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Coordinate mostra<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Titolo<br \/>\nMASSIMO DOLCINI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grafica per una cittadinanza consapevole<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sedi<br \/>\nGalleria Credito Valtellinese<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piazza Quadrivio, 8 \u0096 Sondrio<br \/>\nMVSA, Palazzo Sassi de\u0092 Lavizzari<br \/>\nVia M. Quadrio, 27 \u0096 Sondrio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durata<br \/>\n15 luglio \u0096 7 ottobre 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Inaugurazione <\/strong><br \/>\n<strong>gioved\u00ec 14 luglio 2016, ore 18.30<\/strong><br \/>\n<strong>Sala dei Balli \u0096 Palazzo Sertoli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari e ingressi<br \/>\nGalleria Credito Valtellinese e MVSA<br \/>\nMa-Ve h 9.00-12.00 \\ 15.00-18.00<br \/>\nChiusura sabato, domenica e luned\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">INGRESSO LIBERO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Informazioni al pubblico<br \/>\nGalleria Credito Valtellinese<br \/>\nHYPERLINK&#8221;mailto:galleriearte@creval.it&#8221; galleriearte@creval.it<br \/>\nwww.creval.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MASSIMO DOLCINI Grafica per una cittadinanza consapevole Inaugurazione gioved\u00ec 14 luglio 2016, ore 18.30 Sala dei Balli \u0096 Palazzo Sertoli, Sondrio Dopo il successo dalla<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":35176,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[9692,9693],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35174"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35174"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35174\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35177,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35174\/revisions\/35177"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/35176"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35174"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35174"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35174"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}