{"id":35285,"date":"2016-07-08T18:01:36","date_gmt":"2016-07-08T16:01:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=35285"},"modified":"2016-07-11T20:10:08","modified_gmt":"2016-07-11T18:10:08","slug":"arte-a-milano-fondazione-prada-presenta-theaster-gates-e-nastio-mosquito-7-luglio-25-settembre-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=35285","title":{"rendered":"ARTE A MILANO &#8211; FONDAZIONE PRADA PRESENTA  THEASTER GATES E N\u00c1STIO MOSQUITO 7 LUGLIO &#8211; 25 SETTEMBRE 2016"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Arte-450-Prada-luglio-2016.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-35290\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Arte-450-Prada-luglio-2016.jpg\" alt=\"Arte 450 Prada luglio 2016\" width=\"450\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Arte-450-Prada-luglio-2016.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Arte-450-Prada-luglio-2016-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FONDAZIONE PRADA PRESENTA A MILANO DUE NUOVI PROGETTI DI THEASTER GATES E N\u00c1STIO MOSQUITO, DAL 7 LUGLIO AL 25 SETTEMBRE 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0&#8211; <strong>Fondazione Prada presenta a Milano dal 7 luglio al 25 settembre 2016 le mostre \u201cTrue Value\u201d e \u201cT.T.T.- Template Temples of Tenacity\u201d,<\/strong> dedicate rispettivamente al lavoro di Theaster Gates e N\u00e1stio Mosquito. <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Le due esposizioni, concepite da Elvira Dyangani Ose<\/span><\/strong> come progetti autonomi,<strong> includeranno installazioni, interventi site-specific, proiezioni ed eventi collettivi e musicali che coinvolgeranno attivamente il pubblico della Fondazione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cTrue Value\u201d di Theaster Gates (Chicago, Stati Uniti; 1973) <strong>riunisce in due spazi della Fondazione Prada una selezione di opere recenti e nuove commissioni realizzate per la mostra.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Cisterna ospita i lavori in cui l\u2019artista esplora elementi del quotidiano all\u2019interno dell\u2019estetica e della cultura black.<\/strong> L\u2019opera di Gates \u00e8 caratterizzata dalla convinzione secondo la quale gli oggetti comuni sono in grado di veicolare una conoscenza profonda, insita non solo nel loro aspetto materiale, ma evocativa anche delle esperienze legate al loro utilizzo. In questo senso, i materiali di scarto rappresentano la memoria collettiva e sono i catalizzatori di una riflessione politica ed estetica sulla riqualificazione culturale e sull\u2019attivismo sociale. Ad esempio, le manichette antincendio utilizzate contro i manifestanti all\u2019epoca del movimento americano per i diritti civili degli anni Sessanta, o i pavimenti delle palestre di decine di scuole abbandonate in seguito alla diffusione di politiche neoliberali, sono stati trasformati in opere nelle quali il formalismo non \u00e8 semplicemente un elemento estetico. La chiave della pratica artistica di Gates risiede in questa attitudine trasformativa, capace di trasmettere un valore universale simbolico. Una selezione di oggetti quotidiani, insieme a elementi che evocano esperienze rituali e spirituali, costituiscono il nucleo centrale del progetto esposto nella Cisterna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Al primo piano del Podium, Gates presenta True Value (2016), l\u2019installazione che d\u00e0 il titolo alla mostra e che consiste nella ricostruzione di un negozio di ferramenta abbandonato<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera raccoglie materiali, oggetti, strumenti di lavoro e utensili decontestualizzati rispetto al loro luogo di origine. Ricollocandoli in un ambito artistico, True Value sviluppa una nuova dimensione capace di creare uno spazio poetico e al tempo stesso pragmatico partendo dai materiali in vendita e dalle relazioni umane connesse al loro commercio e al lavoro.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>Il progetto espositivo rappresenta inoltre l\u2019opportunit\u00e0 di scoprire alcuni luoghi culturali e commerciali nelle vicinanze della Fondazione,<\/strong> ponendo l\u2019attenzione su storie locali, modelli socio-politici e realt\u00e0 culturali marginali, che formano una possibile nuova cartografia degli aspetti meno noti di Milano. Inoltre i lavori realizzati per tutta la durata della mostra saranno esposti in un ambiente che assumer\u00e0 le caratteristiche di uno studio di artista o di un laboratorio artigianale.<\/p>\n<p><strong>Gli spazi espositivi accoglieranno anche una serie di incontri aperti al pubblico, dal titolo \u201dTrue Value in conversation\u201d, sotto forma di dibattiti e letture<\/strong>.<\/p>\n<p>Il primo appuntamento si terr\u00e0<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> nel primo piano del Podium gioved\u00ec 7 luglio alle ore 18<\/span> <\/strong>e vedr\u00e0 la partecipazione di Theaster Gates, Elvira Dyangani Ose e di Thelma Golden, Direttore e Curatore dello Studio Museum a Harlem, New York. Riconosciuta a livello internazionale per l\u2019organizzazione di mostre come \u201cBlack Male: Representations of Masculinity in Contemporary American Art\u201d (2014) e la Biennale del Whitney nel 1993, Thelma Golden affronter\u00e0 con Theaster Gates e la curatrice della mostra \u201cTrue Value\u201d questioni centrali nel lavoro dell\u2019artista come la capacit\u00e0 dell\u2019arte nel trasformare le istituzioni, la riscrittura della storia e l\u2019attivismo sociale. L\u2019ingresso alla conversazione \u00e8 libero previo ritiro del biglietto gratuito dalle 17.30 presso la biglietteria.<\/p>\n<p><strong>Nella sua opera, Gates ha elaborato una pratica multidisciplinare che include una pluralit\u00e0 di linguaggi artistici &#8211; scultura, pittura, installazione, musica e performance<\/strong> &#8211; oltre ad azioni di sviluppo urbano e di coinvolgimento delle comunit\u00e0 locali. Partendo dal South Side di Chicago, da St Louis e da Omaha, dove ha realizzato le su prime iniziative di attivismo artistico e sociale, Gates ha successivamente lavorato come consulente per singoli e organizzazioni di altre citt\u00e0 (Detroit, Akron, Gary, tra le altre), per la progettazione e realizzazione di iniziative volte alla riqualificazione delle aree urbane pi\u00f9 povere attraverso la fusione di pragmatismo e creativit\u00e0, pianificazione urbana e \u201cgesti artistici\u201d. A livello internazionale, nei progetti realizzati a Istanbul, Bristol e Kassel, si \u00e8 concentrato sulla capacit\u00e0 dell\u2019arte di rivitalizzare le tradizioni, intensificare i collegamenti tra le comunit\u00e0 e instaurare dialoghi e scambi di culture tra citt\u00e0. Fondatore dell\u2019organizzazione non-profit Rebuild Foundation, Gates \u00e8 docente al Dipartimento di arti visive dell\u2019Universit\u00e0 di Chicago dove coordina il programma \u201cArts and Public Life\u201d.<\/p>\n<p>Come afferma Elvira Dyangani Ose,<strong> \u201cse si dovesse rintracciare un ethos specifico che caratterizza il lavoro di Theaster Gates negli ultimi anni, si dovrebbe parlare di una formulazione dell\u2019inimmaginabile come causa comune. Sarebbe un errore credere che la sua attenzione verso la riqualificazione urbana, il sociale e la\u00a0<\/strong><strong>blackness si limiti unicamente alle comunit\u00e0 nelle quali i progetti sono realizzati. Al contrario, i segni immateriali di Gates, tanto quanto gli oggetti che produce e le esperienze che fa vivere, sono essenzialmente una \u2018chiamata alle armi\u2019, in grado di aumentare non solo la consapevolezza del bisogno di ci\u00f2 che il poeta e teorico americano Fred Moten chiama \u2018coalition\u2019, ma anche il riconoscimento che ci\u00f2 che colpisce quelle comunit\u00e0, riguarda tutti noi: l\u2019accettazione dell\u2019idea secondo la quale siamo tutti uniti in un unico intento\u201d.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>L\u2019artista multidisciplinare N\u00e1stio Mosquito (Luanda, Angola; 1981) ha abbandonato la formazione da regista e operatore video per dedicarsi a un\u2019originale pratica artistica che combina musica, video, installazione e performance.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Affermatosi sulla scena internazionale per le sue performance provocatorie e irriverenti,<\/strong> Mosquito si pone spesso come un disinvolto showman che ricopre contemporaneamente molteplici ruoli di presentatore, cantante, attore e impresario teatrale. La sua pratica ruota intorno al tema dell\u2019eredit\u00e0 culturale, che in quanto forma sincretica che fonde in s\u00e9 passato, presente e futuro, si oppone a concetti pi\u00f9 statici e limitanti come tradizione e identit\u00e0. Affascinato dalle potenzialit\u00e0 e dalle specificit\u00e0 dei diversi linguaggi verbali, musicali e visivi, Mosquito crea esperienze performative e coinvolgenti per il pubblico in cui politica e intrattenimento diventano aspetti complementari di un programma artistico unitario. L\u2019assenza della sua voce e del suo corpo \u2013 spesso al centro dei suoi progetti multimediali \u2013 risuona con potenza nel progetto <strong>per la Fondazione Prada, che rappresenta una radicale scelta stilistica nel lavoro di un artista in costante evoluzione. \u201cT.T.T.-Template Temples of Tenacity\u201d rappresenta l\u2019immersione di Mosquito in un\u2019idea collettiva di arte totale, che invita collaboratori e pubblico a partecipare a un\u2019irripetibile esperienza sensoriale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cT.T.T.- Template Temples of Tenacity\u201d \u00e8 costituito da tre nuovi progetti presentati da Mosquito al piano terra del Podium, nel Cinema e negli spazi esterni della Fondazione, realizzati in collaborazione con artisti internazionali<\/strong>. WEorNOT (Nastivicious\u2019 Temple #01) (2016) \u00e8 un\u2019installazione site-specific firmata da Nastivicious, il duo fondato nel 2008 da Mosquito e dall\u2019artista spagnolo Vic Pereir\u00f3, in collaborazione con l\u2019illustratrice Ada Diez. Il progetto trasforma la vasta sala del Podium in un tempio contemporaneo, un luogo collettivo di comunione nel quale le pareti in vetro, ricoperte da illustrazioni caricaturali, diventano delle grandi vetrate colorate. Riflessione satirica su politica e societ\u00e0, WEorNOT (Nastivicious\u2019 Temple #01) incoraggia i visitatori a mettere in discussione le proprie convinzioni e ad abbandonarsi a un\u2019esperienza meditativa. Il pubblico potr\u00e0 inoltre consultare un volume nel quale Nastivicious ha raccolto una serie di proverbi e motti, risultato di un ironico stravolgimento di aforismi e detti popolari, nell\u2019intento di indagare le potenzialit\u00e0 trasformative del linguaggio.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>I Make Love To You. You Make Love To Me. Let Love Have Sex With The Both Of Us (Part 1 \u2013 The Gregorian Gospel Vomit) (2016) nasce dalla collaborazione con il musicista Dijf Sanders, l\u2019artista Chilala Moco e il coro The Golden Guys diretto da Paola Milzani e s\u2019ispira all\u2019inno cristiano Jesus Loves Me (1860), attribuito ad Anna B. Warner. La performance si svolger\u00e0 nello spazio esterno della Fondazione e coinvolger\u00e0 due cori di quindici interpreti ciascuno. Partendo da aree distanti fra loro, le due formazioni si avvicineranno progressivamente operando una fusione fisica e sonora dagli esiti imprevedibili. Le prime performance di I Make Love To You. You Make Love To Me. Let Love Have Sex With The Both Of Us (Part 1 \u2013 The Gregorian Gospel Vomit) si svolgeranno mercoled\u00ec 6 luglio (durante la vernice della mostra, dalle 19 alle 21), gioved\u00ec 7 e venerd\u00ec 8 luglio 2016 (alle 18.30 e 19.30). L\u2019ingresso \u00e8 libero.<\/p>\n<p><strong>Nel mese di settembre N\u00e1stio Mosquito presenter\u00e0 inoltre Synchronicity Is My Bitch: The Cinematic Experience (2016), uno dei suoi lavori pi\u00f9 emblematici dopo N\u00e1stia\u2019s Manifesto (2008)<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019opera \u00e8 un montaggio di suoni e immagini nel quale l\u2019artista ha assemblato <strong>brani tratti dal suo ultimo album \u2013 Gatuno, Eimigrante &amp; Pai de Fam\u00edlia (2016) \u2013 con frammenti di una serie di film africani, documentari e programmi televisivi<\/strong> locali prodotti negli ultimi vent\u2019anni. Il lavoro trae ispirazione dal vasto immaginario legato all\u2019amore \u2013 e a tutti i suoi possibili significati \u2013 <strong>sviluppato da Mosquito, che si definisce \u201ca child of the Cold War\u201d, facendo riferimento alla propria infanzia vissuta in Angola all\u2019epoca della guerra civile (1975-2002)<\/strong>. L\u2019opera rappresenta una riflessione sulle relazioni umane, affettive e di alienazione, che l\u2019artista osserva all\u2019interno di diversi contesti sociali e politici e accompagna con la sua musica. Proiettata in loop nel Cinema della Fondazione, l\u2019opera sar\u00e0 visibile in un contesto informale e di condivisione, dando vita a un\u2019esperienza sensoriale che va al di l\u00e0 della normale fruizione cinematografica.<\/p>\n<p><strong>Come spiega Elvira Dyangani Ose, \u201cprima d\u2019ora N\u00e1stio Mosquito non ha mai indagato con tanta profondit\u00e0 i sentimenti umani.<\/strong> Pur non abbandonando la sua attitudine alla provocazione, l\u2019artista ci coinvolge nell\u2019impresa pi\u00f9 difficile: entrare in uno spazio e in un tempo in cui i giudizi e le valutazioni sono sospesi, dove non tutto deve avere necessariamente un senso; dove, se si accetta questa sfida, si \u00e8 incoraggiati ad abbandonarsi alla propria sensibilit\u00e0. \u2018T.T.T.-Template Temples of Tenacity\u2019 \u00e8 un progetto collettivo multisensoriale, in cui si sperimenta il superamento<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 5\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>dei limiti dettati dalle proprie convinzioni, per aderire a un\u2019esperienza inedita: esistere, semplicemente. Consapevole dei possibili rischi di questa operazione e giocando con l\u2019eventualit\u00e0 del fallimento, Mosquito ci offre uno schema, una bozza, un solido punto di partenza dal quale iniziare a fare i conti con chi siamo e che cosa siamo.\u201d<br \/>\n\u201cTrue Value\u201d e \u201cT.T.T.- Template Temples of Tenacity\u201d saranno completati da due pubblicazioni illustrate, parte della serie dei Quaderni della Fondazione Prada.<br \/>\nTrue Value includer\u00e0 due interviste con Theaster Gates dei curatori Elvira Dyangani Ose e Niccol\u00f2 Gravina. T.T.T.- Template Temples of Tenacity ospiter\u00e0 una conversazione con N\u00e1stio Mosquito, la curatrice della mostra e la studiosa Henriette Gunkel.<\/p>\n<p>Informazioni per il pubblico Fondazione Prada<br \/>\nLargo Isarco 2 &#8211; 20139 Milano<br \/>\nT +39 02 56 66 26 12 visit.milano@fondazioneprada.org fondazioneprada.org<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 6\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>FONDAZIONE PRADA &#8211; MILANO Progetti in corso<\/p>\n<p>THEASTER GATES: TRUE VALUE &#8211; Podium, Cisterna: 7 luglio &#8211; 25 settembre 2016 N\u00c1STIO MOSQUITO: T.T.T.-TEMPLATE TEMPLES OF TENACITY &#8211; Podium, Spazio esterno, Cinema: 7 luglio &#8211; 25 settembre 2016<br \/>\nL\u2019IMAGE VOL\u00c9E &#8211; Nord, Cinema: 18 marzo &#8211; 21 agosto 2016<\/p>\n<p>KIENHOLZ: FIVE CAR STUD &#8211; Sud, Deposito, Spazio esterno: 19 maggio &#8211; 31 dicembre 2016<\/p>\n<p>Progetti permanenti<\/p>\n<p>PROCESSO GROTTESCO &#8211; THOMAS DEMAND &#8211; Cinema ROBERT GOBER \/ LOUISE BOURGEOIS &#8211; Haunted House ACCADEMIA DEI BAMBINI &#8211; Biblioteca<br \/>\nBAR LUCE<\/p>\n<p>DAN FLAVIN &#8211; S. Maria Annunciata in Chiesa Rossa, Milano<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 7\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>THEASTER GATES: TRUE VALUE Lista delle opere in mostra<\/p>\n<p>PODIUM \u2013 primo piano<\/p>\n<p>Theaster Gates<br \/>\nCabinet Work, 2015<br \/>\nLegno, vetro, metallo, materiali vari<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"column\">\n<p>CISTERNA<\/p>\n<p>Theaster Gates<br \/>\nBoli, a Portion of the Team Lives in Heaven, 2014<br \/>\nBoli, carrello, armatura di metallo, luce, pavimentazione in gomma, legno, materiali sacrificali, metallo<br \/>\nCourtesy dell\u2019artista<\/p>\n<p>Theaster Gates<br \/>\nA Portion of the Team Lives In the Heavens, 2016<br \/>\nArgilla invetriata<br \/>\nCourtesy dell\u2019artista<\/p>\n<p>Theaster Gates Ground Rules, 2015 Legno<br \/>\nCourtesy dell\u2019artista<\/p>\n<p>Theaster Gates<br \/>\nBlack Occult Practice Form #, 2016 Ceramica invetriata, pigmento Courtesy dell\u2019artista<\/p>\n<p>Theaster Gates<br \/>\nBlack Occult Practice Form #17, 2016 Argilla<br \/>\nCourtesy dell\u2019artista<\/p>\n<p>Theaster Gates<br \/>\nUnprecedented Variation on the Black Occult Practice Form, 2016<br \/>\nCeramica invetriata, pigmento<br \/>\nCourtesy dell\u2019artista<\/p>\n<p>Theaster Gates<br \/>\nSmall Plinth For Future Black Power, 2016 Marmo<br \/>\nCourtesy dell\u2019artista<\/p>\n<p>Theaster Gates<br \/>\nIn the Absence of Corrugated Metal, 2015 Legno, sottofondo di un tetto, catrame, pittura acrilica<br \/>\nCourtesy dell\u2019artista<\/p>\n<p>Theaster Gates<br \/>\nTar Mop and Bucket, Heirloom, 2014 Catrame, legno, argilla, metallo Courtesy dell\u2019artista<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Courtesy dell\u2019artista<\/p>\n<p>Theaster Gates True Value, 2016 Metallo<br \/>\nCourtesy dell\u2019artista<\/p>\n<p>Theaster Gates Saw\/Drill, 2016 Acrilico su legno Courtesy dell\u2019artista<\/p>\n<p>Theaster Gates Diamond Brite, 2016 Acrilico su legno Courtesy dell\u2019artista<\/p>\n<p>Theaster Gates Bug\/Poison, 2016 Acrilico su legno Courtesy dell\u2019artista<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"column\">\n<p>e White Cube, Londra<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Theaster Gates<br \/>\nSalt Sakrete, Lime, Cement, 2016 Acrilico su legno<br \/>\nCourtesy dell\u2019artista<\/p>\n<p>Theaster Gates<br \/>\nI Used to Be the Owner of True Value, 2016 Video<br \/>\nCourtesy dell\u2019artista<\/p>\n<p>Theaster Gates<br \/>\nShingle Work to Hide Indiscretion and Children Under 9 Years, 2016<br \/>\nLegno, guaina<br \/>\nCourtesy dell\u2019artista<\/p>\n<p>Theaster Gates<br \/>\nA Claw with no Grip, Self-Portrait, 2016 Base di marmo, cornice di metallo, claw machine<br \/>\nCourtesy dell\u2019artista<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00c1STIO MOSQUITO: T.T.T.-TEMPLATE TEMPLES OF TENACITY Lista delle opere in mostra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PODIUM<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nastivicious<br \/>\nWEorNOT (Nastivicious\u2019 Temple #01), 2016 Mixed media<br \/>\nIllustrazioni in collaborazione con Ada D\u00edez<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SPAZIO ESTERNO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e1stio Mosquito<br \/>\nI Make Love To You. You Make Love To Me. Let Love Have Sex With The Both Of Us (Part 1 \u2013 The Gregorian Gospel Vomit), 2016<br \/>\nPerformance<br \/>\nArrangiamenti di Chilala Moco, Dijf Sanders e Paola Milzani<br \/>\nEseguito da The Golden Guys<br \/>\nIspirato all\u2019inno cristiano Jesus Loves Me attribuito a Anna B. Warner, 1860<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CINEMA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e1stio Mosquito<br \/>\nSynchronicity Is My Bitch: The Cinematic Experience, 2016 Film e video trasferiti su video HD<br \/>\nProiettato in loop da settembre 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>TESTI DELLA CURATRICE:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Elvira Dyangani Ose<\/span><\/strong><\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019approccio irriverente e provocatorio che lo contraddistingue, N\u00e1stio Mosquito presenta al pubblico \u201cT.T.T.-Template Temples of Tenacity\u201d, il progetto pi\u00f9 impegnativo del suo percorso artistico. \u00c8 un\u2019operazione collettiva e multisensoriale articolata in tre ele- menti, che invitano il visitatore a superare i limiti delle proprie certezze per abbandonarsi a un\u2019esperienza inedita: la semplice capacit\u00e0 di \u201cesistere\u201d. Consapevole dei possibili rischi e giocando con l\u2019eventualit\u00e0 del fallimento, Mosquito ci offre uno schema, un tem- plate, un solido punto da cui partire per fare i conti con chi siamo e che cosa siamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">WEorNOT (Nastivicious\u2019 Temple #01) (2016) \u00e8 un\u2019installazione site-specific concepita e prodotta da Nastivicious in collaborazione con l\u2019illustratrice Ada Diez. Il progetto trasforma il piano terra del Podium in un tempio contemporaneo, un luogo collettivo di comunione nel quale le superfici in vetro sono interamente ricoperte da riproduzioni caricaturali in grande scala di vetrate gotiche. Riflessione satirica sul panorama culturale, economico e sociopoli- tico attuale, WEorNOT invita i visitatori a entrare in una dimensione spazio-temporale in cui i giudizi e le valutazioni sono sospesi, e dove le cose non devono avere necessariamente un senso. Uno spazio in cui, se si accetta la sfida, si \u00e8 incoraggiati a perdersi nella propria connaturata sensibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La corte esterna della Fondazione ospita I Make Love to You, You Make Love to Me, Let Love Have Sex With the Both of Us (Part 1\u2013The Gregorian Gospel Vomit) (2016), perfor- mance prodotta in collaborazione con il musicista Dijf Sanders, l\u2019artista Chilala Moco e<br \/>\nil coro The Golden Guys. Il progetto prevede una reinterpretazione dell\u2019inno cristiano Jesus Loves Me (1860), attribuito alla compositrice americana Anna B. Warner. Concepita per reagire all\u2019apatia e all\u2019alienazione, la performance \u00e8 un tributo al senso di condivi- sione che, come rileva lo studioso croato Boris Buden, implica la coesione propria di una comunit\u00e0 e il senso di protezione dal pericolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e1stio Mosquito non ha mai indagato con tanta profondit\u00e0 l\u2019amore, le emozioni e i de- sideri come nel suo lavoro pi\u00f9 recente, Synchronicity Is My Bitch: The Cinematic Experience (2016), che verr\u00e0 presentata in settembre. \u00c8 un\u2019opera composita nella quale l\u2019artista ha dato forma a un immaginario visuale assemblando frammenti di film, video e varie forme<br \/>\ndi programmi televisivi vernacolari africani, accompagnandolo con suoni e ritmi del suo album inedito Gatuno, Eimigrante &amp; Pai de Fam\u00edlia (2016). Il lavoro nasce da una riflessione sull\u2019amore in tutti i suoi possibili significati. Da un lato Mosquito esplora l\u2019amore che ha co- nosciuto negli anni dell\u2019adolescenza, per lo pi\u00f9 un amore predeterminato, monocromatico ed eteronormativo. Dall\u2019altro contempla un amore ineffabile, che scava nelle contraddizioni per scardinare le verit\u00e0 imposte, le certezze assolute e gli imperativi che governano la real- t\u00e0 e il tempo. L\u2019amore diventa il catalizzatore di nuovi immaginari collettivi e identit\u00e0, che si interrogano sul passato e si radicano nei mitici scenari futuri della societ\u00e0 africana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019assenza della voce e del corpo dell\u2019artista \u2013 spesso al centro dei suoi progetti multimediali \u2013 risuona con potenza nel progetto per la Fondazione Prada. Una radicale scelta stilistica con cui Mosquito abbraccia un\u2019idea collettiva di arte totale e invita colla- boratori e pubblico a partecipare a un\u2019esperienza sensoriale unica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elvira Dyangani Ose<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Without abandoning his irreverent and provocative propositions, N\u00e1stio Mosquito in- vites us to his most critical endeavor yet: \u201cT.T.T.-Template Temples of Tenacity,\u201d a collec- tive multisensory project, comprising three distinctive components, in which audiences are invited to transcend the limits of their convictions to embrace an unprecedented experience: the capacity of just being. Understanding the levels of risk, flirting with the possibility of failure, Mosquito offers us a template, a draft, a solid departure point from which to endure who and what we are.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">WEorNOT (Nastivicious\u2019 Temple #01) (2016) is a site-specific installation conceived and produced by Nastivicious in collaboration with illustrator Ada Diez. Through this collaboration, the ground floor of Fondazione Prada\u2019s Podium is transformed into a contemporary temple, a platform for collective communion, in which the glass surface of the fa\u00e7ade is covered by large-scale caricature-like stained-glass windows. A satirical re- flection on the contemporary cultural, economic, and sociopolitical panorama, WEorNOT (2016) encourages the viewers to enter a space and time where judgment and evaluation are suspended, where things do not necessarily need to make sense, and where\u2014if we are up to the challenge\u2014we are encouraged to lose ourselves in our own innate sensi- tiveness.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">The open courtyard of the Fondazione holds the performance I Make Love to You, You Make Love to Me, Let Love Have Sex with the Both Of Us (Part 1\u2013The Gregorian Gospel Vomit) (2016) produced in collaboration with musician Dijf Sanders, artist Chilala Moco and the choir The Golden Guys. The performance involves a transformative inter- pretation of the Christian hymn Jesus Loves Me accredited to American composer Anna B. Warner in 1860. The project is a tribute to togetherness, which, as Croatian scholar Boris Buden points out, implies the quality of being-in community, of providing protection<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">from some sort of danger.<br \/>\nNever before has Mosquito been so attentive to love, affection and desire. This<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">is particularly apparent in his latest work Synchronicity Is My Bitch: The Cinematic Experience (2016)\u2014only to be released in September\u2014in which Mosquito will bring together a visual imaginary drawn from African films, videos, and other forms of vernacu- lar television and cinema, merging with the sounds and waves of the artist\u2019s unreleased album, Gatuno, Eimigrante &amp; Pai de Fam\u00edlia (2016). The project reflects upon forms of love in all its possible meanings: the love he encountered through his teenage years, a love that was more than anything else predetermined, monochromatic and heteronormative; but also, a love completely absent, carving out contradictions to disrupt imposed abso- lute truths, facts, and time. Love as a catalyst of new collective imaginaries and identities questioning the past and deeply rooted in mythical African futures.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mosquito\u2019s voice, body and charismatic present, often at the center of his multime- dia propositions, are powerfully absent from his project at Fondazione Prada. There is a clear aesthetic twist here, which represents Mosquito\u2019s immersion in a collective idea of total art, inviting collaborators and audience to take part in a unique sensorial experience.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Elvira Dyangani Ose<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Theaster Gates True Value<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">If there is a particular ethos that has characterized Theaster Gates\u2019s work in recent years, it is the formulation of the unimaginable as a common cause. It would be a misconception to believe that his attention to urban regeneration, social practice and Black- ness engages only the communities that his projects affect immediately. Instead, Gates\u2019s immaterial gestures\u2014as much as the objects he produces and the experiences he generates\u2014are essentially a \u201ccall to arms,\u201d raising awareness of the need for what American scholar Fred Moten calls the \u201ccoalition,\u201d or the recognition that what affects those communities subsequently affects the rest of us too; the acceptance that we are all in this together.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">The exhibition \u201cTrue Value\u201d operates within that conviction. On one hand, the project features a series of existing works in which the artist explores habitual, everyday things, immersed in an evocative aesthetic of ritual reminiscent of the most radical Black traditions. While this is often interpreted as a direct engagement with social issues and a critique of the politics of space and race, the works installed in the Cisterna aim to provide a different experience\u2014the artist\u2019s reactivation of the power concealed in existing reliquary, fetish and religious objects of all sorts. Gates restores processes and post-production so that sacred aspects of these spirituals \u201ctools\u201d of knowledge production can be returned to art.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">On the other hand, True Value (2016)\u2014the installation after which the exhibition is named\u2014deploys a framework to formulate a poetic and pragmatic space around objects of trade and human relationships created by those economic and labor exchanges. However, Gates\u2019s rendition of an abandoned hardware store is, as the artist points out, \u201ca stand-in, not just for the passing of local businesses or as a homage to the readymade and everyday, not only as a truth of the failures of capitalism to value the in- dividual, or the pains of a black neighborhood as it struggles to find a new center. True Value is also a reckoning that insists that there are objects of power that are only powerful when one who knows that system of power manages the tool. This exhibition demonstrates that even the passing, unloaded material object is waiting for an awakening that allows for, not only service and function, but strength and the formation of new structures\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cTrue Value\u201d further invites us to experience a conceptual space where people, materials and new ways of conceiving space and objects lie at the core of a way of doing. The exhibition is also an opportunity to explore certain nearby cultural and commer- cial entities, observing personal stories, sociopolitical patterns, and local under-explored communities in the hope of setting in motion a new cartography through which to visit and engage with an overlooked Milan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elvira Dyangani Ose Curator<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Excerpts from \u201cTheaster Gates in conversation with Elvira Dyangani Ose,\u201d published in the Quaderno #6, Fondazione Prada 2016<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FONDAZIONE PRADA PRESENTA A MILANO DUE NUOVI PROGETTI DI THEASTER GATES E N\u00c1STIO MOSQUITO, DAL 7 LUGLIO AL 25 SETTEMBRE 2016 \u00a0&#8211; Fondazione Prada presenta<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":35289,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[9724],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35285"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35285"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35285\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35291,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35285\/revisions\/35291"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/35289"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35285"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35285"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35285"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}