{"id":35413,"date":"2016-07-13T17:46:28","date_gmt":"2016-07-13T15:46:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=35413"},"modified":"2016-07-14T18:20:55","modified_gmt":"2016-07-14T16:20:55","slug":"donne-e-talebani-cosa-succede-dove-leducazione-femminile-e-proibita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=35413","title":{"rendered":"Donne e talebani &#8211; Cosa succede dove l&#8217;educazione femminile \u00e8 proibita ?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Il regime talebano, istituito nel 1996, ha proibito l&#8217;educazione femminile<\/span><\/strong> <strong>bandendo ogni forma d&#8217;intrattenimento, compreso l&#8217;ascolto della musica,<\/strong> e cancellando qualsiasi possibilit\u00e0 di avvicinarsi al mondo dell&#8217;arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Oggi Negin dirige la Zhora Orchestra, un ensemble sinfonico tutto al femminile<\/strong> che unisce musica occidentale e tradizionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ha iniziato a suonare il pianoforte di nascosto, a 13 anni, quando si era gi\u00e0 trasferita in un orfanotrofio di Kabul nel 2006<\/strong> per frequentare la scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8221;La musica \u00e8 tutto per me. <strong>Mi piacciono Chopin, Beethoven. Anche Tchaikovsky&#8221;, racconta. &#8221;Sono i miei preferiti, ma io adoro tutta la musica occidentale.<\/strong> Mi ricordo che un giorno sono tornata a casa con una collezione delle sinfonie di Beethoven. Chiudevo gli occhi e mi venivano in mente solo cose belle. Cercavo di immaginare la sua vita. Quando la partitura all&#8217;improvviso cambiava, cercavo di capire che cosa volesse raccontare, che cosa avesse vissuto&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">La famiglia di Negin l&#8217;ha ripudiata dopo un&#8217;apparizione televisiva all&#8217;interno dell&#8217;Afghanistan National Institute of Music<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8221;I miei parenti erano furibondi. <strong>Mio padre, invece, cerc\u00f2 una sorta di mediazione, voleva riportarmi in Pakistan, a Jalalabad, ma un altro zio disse che mi avrebbero uccisa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 colpa loro, \u00e8 che non hanno nessun tipo di educazione. Ma io non potr\u00f2 mai pi\u00f9 tornare a casa. Mio padre \u00e8 l&#8217;unica persona che mi ha sempre sostenuta e mi protegge, senza di lui non ce la farei. <strong>Anche se mi manca la mia casa so che il mio futuro \u00e8 qui in Afghanistan e che un giorno la nostra musica arriver\u00e0 in tutto il mondo<\/strong>&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Quella che per molti in Occidente \u00e8 considerata una passione, un hobby, o un lavoro, per le donne afghane rappresenta un sogno quasi impossibile.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8221;Un giorno all&#8217;orfanotrofio \u00e8 venuta Adriana Mascoli, un&#8217;insegnante di pianoforte italiana che ci ha parlato dell&#8217;Afghanistan National Institute of Music<\/strong> dove si sarebbero tenute delle audizioni. Ci ho pensato per un paio di giorni, <strong>poi ho deciso di partecipare, ma senza dire niente a nessuno tranne che a mio padre.<\/strong> Mia madre, per\u00f2, era venuta a saperlo da un&#8217;amica e la sua reazione \u00e8 stata pessima. Ha sempre voluto che io diventassi medico. Invece ho passato le selezioni. Era il 2010&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Afghanistan National Institute of Music frequentato da Negin \u00e8 stato inaugurato proprio in quell&#8217;anno: fondato e diretto dal musicologo Ahmad N. Sarmast anche grazie al contributo della Banca Mondiale, vanta insegnanti provenienti da tutto il mondo, Russia, Colombia, Italia. <strong><span style=\"color: #ff0000;\">La scuola riserva posti speciali a orfani e bambini cresciuti in strada, ma soprattutto a bambine e ragazze.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una decisione controversa nell&#8217;Afghanistan post-talebano che a Sarmast \u00e8 quasi costata la vita in un attentato kamikaze nel centro culturale francese di Kabul,<\/strong> l&#8217;11 dicembre del 2014. <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Durante un concerto dell&#8217;orchestra sinfonica del National Institute of Music due kamikaze si sono fatti saltare in aria e uno spettatore \u00e8 rimasto ucciso.<\/span> <\/strong>Infatti secondo gli estremisti <strong>Sarmast &#8221;dissacra i valori islamici&#8221;,<\/strong> aprendo le porte dell&#8217;istruzione alle ragazze e unendo musica occidentale a quella tradizionale. Rimasto solo lievemente ferito nell&#8217;attentato, il direttore ha fatto stabilmente ritorno a Kabul dove continua a fare della sua scuola un punto di riferimento contro qualsiasi forma di esclusione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E&#8217; anche grazie al suo coraggio se Negin ha potuto frequentare l&#8217;Istituto che nel 2013 l&#8217;ha scelta per rappresentare la scuola in un viaggio negli Stati Uniti,<\/strong> durante il quale si \u00e8 esibita al Carnegie Hall di New York e al Kennedy Center di Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a frequentare lezioni di pianoforte, sarod e dirluba &#8211; strumenti cordofoni predominanti insieme al sitar nella musica tradizionale di Pakistan, Bangladesh e Afghanistan &#8211; Negin ha iniziato a coordinare altri musicisti: &#8221;La prima volta che ho diretto \u00e8 stato quando la maestra Allegra mi ha chiesto &#8216;Negin, prova tu&#8217;. Mi piacque tantissimo. Poi alla mia amica Mena \u00e8 venuta l&#8217;idea di un fare un gruppo solo femminile. All&#8217;inizio eravamo sei. Ora siamo trentaquattro&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita di Negin \u00e8 scandita dalle lezioni: &#8216;<strong>&#8216;Mi sveglio alle 5, faccio esercizi fino alle 6. Poi esco per andare a scuola dove le lezioni iniziano alle 8. Di solito mi fermo a suonare fino al pomeriggio inoltrato e infine torno all&#8217;orfanotrofio.<\/strong> Qui prepariamo un t\u00e8, chiacchieriamo, poi ceniamo. Se non ci sono compiti mi esercito ancora. Vado a letto presto. Ma a volte mi sveglio in piena notte e ascolto ancora un po&#8217; di musica. Non esco quasi mai, solo il venerd\u00ec, ma raramente, perch\u00e9 uscire \u00e8 un problema. A volte mio padre viene a trovarmi e se c&#8217;\u00e8 qualche festa speciale mi porta in un posto bello&#8221;. <strong><span style=\"color: #ff0000;\">La lotta contro l&#8217;oppressione e il terrore non fanno che rafforzare sempre di pi\u00f9 la determinazione di Negin.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8221;<strong><span style=\"color: #ff0000;\">Spero di essere un esempio per tutte le ragazze che cercano di realizzarsi, di fare qualcosa<\/span><\/strong>. La voce di un cantante a volte mi fa piangere, ma l&#8217;emozione mi d\u00e0 speranza. La musica \u00e8 questo. La musica \u00e8 speranza&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A poco pi\u00f9 di 200 chilometri da Chatral, la citt\u00e0 natale di Negin, e nello stesso anno, il 1997, \u00e8 nata un&#8217;altra donna simbolo della forza delle donne pachistane. Si chiama Malala Yousafzai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il regime talebano, istituito nel 1996, ha proibito l&#8217;educazione femminile bandendo ogni forma d&#8217;intrattenimento, compreso l&#8217;ascolto della musica, e cancellando qualsiasi possibilit\u00e0 di avvicinarsi al<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":35211,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,25],"tags":[9766],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35413"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35413"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35413\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35438,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35413\/revisions\/35438"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/35211"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35413"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35413"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35413"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}