{"id":3861,"date":"2020-08-11T12:00:38","date_gmt":"2020-08-11T10:00:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=3861"},"modified":"2020-08-10T18:26:28","modified_gmt":"2020-08-10T16:26:28","slug":"trekking-sullalta-via-2-della-valle-daosta-nelle-quattro-valli-del-parco-nazionale-del-gran-paradiso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=3861","title":{"rendered":"Trekking Alta Via 2 &#8211; Valle d&#8217;Aosta &#8211; Era il 1985 e gi\u00e0 qualcuno si domandava sui ghiacciai &#8230;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/IMG_7064.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3862\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/IMG_7064.jpg\" alt=\"IMG_7064\" width=\"450\" height=\"140\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/IMG_7064.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/IMG_7064-300x93.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Trekking sull\u2019Alta Via 2 della Valle d\u2019Aosta nelle quattro valli del Parco Nazionale del Gran Paradiso per un safari fotografico fra stambecchi, ermellini, aquile. Incontro con i montagnards di lingua Patois.<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\">Le foto che seguono e il testo sono di Pia Bassi<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/COVER-valle-daosta-Gran-Paradiso.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3873\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/COVER-valle-daosta-Gran-Paradiso.jpg\" alt=\"COVER valle d'aosta - Gran Paradiso\" width=\"450\" height=\"140\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/COVER-valle-daosta-Gran-Paradiso.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/COVER-valle-daosta-Gran-Paradiso-300x93.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/VALLE-DAOSTA-Rifugio-sella-raggiunto-allalba.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3869\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/VALLE-DAOSTA-Rifugio-sella-raggiunto-allalba-e1374645715489.jpg\" alt=\"VALLE D'AOSTA - Rifugio sella raggiunto all'alba\" width=\"450\" height=\"299\" \/><\/a><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">SCHEDA PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADISO<\/h2>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Ma quanto resister\u00e0 ancora ai cambiamenti climatici questa scintillante cupola di ghiaccio?<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>E\u2019 un massiccio che si estende per oltre 70.000 ettari planimetrici e per oltre 200.000 ettari sul terreno con un perimetro di circa 180 chilometri e spazia in altezza dagli 800m dei fondovalle ai 4061 del Gran Paradiso.<\/li>\n<li>Si pu\u00f2 dire che assomigli a una grande cupola di gneiss che s\u2019apre a ventaglio attorno alla citt\u00e0 di Aosta con le valli di Cogne a quella di Rh\u00e8mes.<\/li>\n<li>Sullo gneiss abbondano i ghiacciai, circa sessanta, memorie della grande glaciazione le cui vestigia sono testimoniate dalle morene, massi erratici, sassaie mobili e circhi.<\/li>\n<li><strong>Ma quanto resister\u00e0 ancora ai cambiamenti climatici questa scintillante cupola di ghiaccio?<\/strong> Lo chiediamo al Prof. Claudio Smiraglia, glaciologo dell\u2019Universit\u00e0 di Milano: \u201cPurtroppo ci vorranno decenni per ristabilire la coltre di ghiaccio che noi abbiamo visto in giovent\u00f9, circa 40 anni fa. Sebbene la negativit\u00e0 sia rallentata grazie agli ultimi inverni nevosi, la tendenza allo scioglimento non si \u00e8 invertita. Oltre alle abbondanti nevicate \u00e8 importante che il freddo \u201cglaciale\u201d perduri, si mantenga costante, solo cos\u00ec i fronti attuali non arretreranno e potranno\u00a0 riconquistare il terreno perduto\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Pia Bassi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019escursione fra la terra e il cielo della Valle d\u2019Aosta percorrendo con gambe svelte e cuore leggero l\u2019Alta Via\u00a0 2 che va da Champorcher a Courmayeur \u00e8 un\u2019esperienza da affrontare con l\u2019imminente bella stagione che assicura cieli blu e pendii color smeraldo. Posso assicurare che l\u2019escursione che propongo \u00e8 alla portata di tutti purch\u00e9 siano buoni trekker. Non vi sono difficolt\u00e0 alpinistiche, neppure di primo grado\u00a0 e, con un po\u2019 di costanza e coraggio, potrete vantarvi con i vostri amici di avere fatto anche voi il vostro \u201ctrekking\u201d in casa, senza aver valicato frontiere. Ho camminato ogni giorno per sette giorni prendendomela con comodo, fra i duemila e i quattromila metri, in un\u2019aria fresca, pulita, e fra una sarabanda di acque scroscianti dai nevai. Ho dimenticato cos\u00ec Milano, l\u2019inquinamento, il disordine, la folla e tutti i suoi inconvenienti. Il periodo migliore per fare il trekking va da giugno a settembre, vuoi per la buona percorribilit\u00e0 dei sentieri che per i rifugi alpini aperti, moderni ed accoglienti. L\u2019attrezzatura ideale: uno zaino che pieno non superi i sei chilogrammi, giacca a vento imbottita e k-way, ombrello pieghevole, piccozza, borraccia, un paio di calzoncini corti, un paio lunghi, magliette di cotone, diverse paia di calze di cotone, cappellino con visiera, racchette. Il sacco a pelo, e l\u2019immancabile sacco-letto per dormire in rifugio, per\u00f2 se non si vuole portare molti rifugi ne sono muniti e lo affittano per pochi euro. In extremis la tendina della Decathlon che s\u2019apre con una mano, non ti fa rimanere all\u2019addiaccio.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/VALLE-DAOSTA-VERSO-IL-RIFUGIO-SELLA-.-STAMBECCHI.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3871 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/VALLE-DAOSTA-VERSO-IL-RIFUGIO-SELLA-.-STAMBECCHI.jpg\" alt=\"VALLE D'AOSTA - VERSO IL RIFUGIO SELLA . STAMBECCHI\" width=\"450\" height=\"306\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/VALLE-DAOSTA-VERSO-IL-RIFUGIO-SELLA-.-STAMBECCHI.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/VALLE-DAOSTA-VERSO-IL-RIFUGIO-SELLA-.-STAMBECCHI-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/VALLE-DAOSTA-VERSO-IL-RIFUGIO-SELLA-.-STAMBECCHI-441x300.jpg 441w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Alta Via\u00a0 2 attraversa l\u2019area del Parco Nazionale del Gran Paradiso valicando tre colli o \u201cfinestre\u201d importanti collegamenti in quota delle tre valli. Dalla Fenetre di Champorcher (2826) si passa nella valle Cogne, dal Col Lauson (3296) nella Valsavaranche e dal col di Entrelor (3007) nella Val di Rh\u00e8mes. Quattro valli profonde di selvaggia bellezza, incise da torrenti impetuosi e sferzate d\u2019inverno da numerose valanghe. Questi eventi naturali e il fatto di essere Parco Nazionale, le hanno difese dalla speculazione edilizia ed i villaggi emergono dalla natura nelle tipiche strutture architettoniche di secoli fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Alta Via\u00a0 2 \u00e8 stata tracciata anni fa, molti sono gli escursionisti che l\u2019hanno affrontata in sicurezza grazie anche a un opuscolo distribuito gratuitamente dall\u2019Assessorato Regionale per il Turismo. Il tracciato si sviluppa per alcuni tratti sulla Reale via di caccia voluta dal re piemontese Vittorio Emanuele II\u00b0, che aveva nel Gran Paradiso la sua riserva preferita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 proprio da Champorcher, la valle all\u2019imboccatura della Valle d\u2019Aosta, che il re partiva per le battute di caccia. La rete di queste mulattiere si estendeva per 325 km.. A distanza di una giornata di marcia si trovano le case reali di caccia o \u201ccasotti\u201d (semplici casolari di montagna). La prima si trova a Dondena, altre sono state costruite al Lauson, a Orvieille, al colle del Nivolet, al Gran Piano di Noasca. Alcune di esse, attualmente, sono stazioni per i guardaparco, altre sono adibite a rifugi: per esempio il Sella nella conca del Lauson e l\u2019albergo Savoia al colle del Nivolet. Per tutto il percorso si deve fare attenzione ai segnavia: paline gialle a freccia nei principali bivi e triangolo giallo col 2 sui sassi lungo il percorso, poich\u00e9 in alcuni punti \u00e8 facile imboccare un altro sentiero. E\u2019 importante quindi sapersi orientare anche sulla carta geografica.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/VALLE-DAOSTA-GHIACCIAIO-LAUSON.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3866 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/VALLE-DAOSTA-GHIACCIAIO-LAUSON.jpg\" alt=\"VALLE D'AOSTA - GHIACCIAIO LAUSON\" width=\"450\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/VALLE-DAOSTA-GHIACCIAIO-LAUSON.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/VALLE-DAOSTA-GHIACCIAIO-LAUSON-300x178.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1\u00b0 giorno: Champorcher (1427) \u2013 Lago Miserin (2578), ore 4<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019itinerario naturalistico inizia con la valle del torrente Ayasse, partenza da Chateau di Champorcher, piccolo centro turistico che da il benvenuto con l\u2019antica torre e il campanile. Si prosegue fino a Chardonney su strada asfaltata, dov\u2019\u00e8 anche una cabinovia che porta a Laris di Sopra (1950), all\u2019altezza di Champlong. A Chardonney la Via 2 passa per un ponte sul torrente Ayasse. Ci s\u2019inoltra per questa comoda mulattiera, ex strada reale di caccia, fra boschi di larici e abeti fino a Champlong. Ammiro la valle sottostante e proseguo su strada poderale fino a Dondena, dove si pu\u00f2 arrivare anche in auto. A Dondena c\u2019\u00e8 ora un efficiente rifugio, ma anche la prima casa reale di caccia che s\u2019incontra, ora ristrutturata. Da questo punto fino alla valle di Cogne non si trover\u00e0 pi\u00f9 un albero, il paesaggio si fa essenziale, nevai ed alte cime si specchiano nel lago Miserin e mandrie pascolano al suono dei campanacci. Nella Valle d\u2019Aosta \u00e8 ancora viva l\u2019antica usanza di eleggere \u201creina\u201d la mucca pi\u00f9 forte o quella che produce pi\u00f9 latte, il famoso latte che d\u00e0 il formaggio DOP Fontina. Le mucche valdostane sono razze tipiche adatte all\u2019ambiente montuoso: la Pezzata Rossa \u00e8 stata introdotta in Valle dai Burgundi nel V secolo, la Pezzata Nera e la Castana, la loro particolarit\u00e0 \u00e8 di essere robuste e ottime produttrici di latte. Le \u201creines\u201d faranno poi le finali a Croix Noire d\u2019Aosta, un evento che avviene in ottobre con grande richiamo di pubblico. E\u2019 una competizione che rende orgogliosi i mandriani delle valli.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/VALLE-DAOSTA-TORRENTE-NELLA-VALLE-DI-CHAMPORCHER.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3870 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/VALLE-DAOSTA-TORRENTE-NELLA-VALLE-DI-CHAMPORCHER.jpg\" alt=\"VALLE D'AOSTA - TORRENTE NELLA VALLE DI CHAMPORCHER\" width=\"400\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/VALLE-DAOSTA-TORRENTE-NELLA-VALLE-DI-CHAMPORCHER.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/VALLE-DAOSTA-TORRENTE-NELLA-VALLE-DI-CHAMPORCHER-240x300.jpg 240w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sono ancora nel Parco, ma vedo ovunque cartelli che invitano al rispetto della natura, della propriet\u00e0 privata, a non gettare a terra e ovunque i rifiuti e, a non calpestare i prati. S\u00ec, proprio i prati perch\u00e9 sono pascoli e, sottolineano i vecchi alpigiani, l\u2019erba \u00e8 nutrimento per le mucche. I turisti spesso sono inconsapevoli dell\u2019importanza del pascolo\u00a0 ed \u00e8 bene che lo sappiano e che lo rispettino. Numerosi anche i cartelli di divieto di circolazione di motocross e jeep, tranne per quelle autorizzate. La mulattiera s\u2019inerpica gradualmente, sulla mia destra il torrente Ayasse scorre fragoroso sotto i pendii dei monti Glacier e Del\u00e0. Col binocolo setaccio i pendii alla ricerca delle marmotte delle quali sento i fischi. Per salire al lago Miserin la strada si fa faticosa, ma ormai la meta \u00e8 a un\u2019ora. Il laghetto alpino \u00e8 incoronato dalle cime della Rosa dei Banchi, la Peradz\u00e0, la finestra di Champorcher che affronto il mattino seguente. Il rifugio Miserin e il Santuario Madonna della Neve mi appaiono sulla sponda del lago. Il 5 agosto \u00e8 festa grande perch\u00e9 qui convergono per i sacri riti i valligiani delle due valli: Champorcher e Cogne. Greggi apparentemente incustoditi vagano da un versante all\u2019altro sui pascoli ricchi di mille fiori dai colori brillanti e sulle residue lingue di neve frullare di ali bianche: i fringuelli delle nevi, pernici, tordi, rondoni che saettano sullo specchio d\u2019acqua e pi\u00f9 su nel cielo blu il roteare delle aquile, poiane, falchi. Sui verdi pendii in lontananza e sulle rocce aguzze, caprioli e stambecchi sfidano la gravit\u00e0: siamo veramente nel paradiso della caccia, che, sebbene \u201creale\u201d, fortunatamente qui non si esercita pi\u00f9 essendo tutta l\u2019area Parco nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 ora di cena e, si sa che nei rifugi si mangia bene anche se ora \u00e8 pi\u00f9 sofisticato rispetto a un tempo. Ecco un men\u00f9 tipico che preparava anni fa la signora Laura, conduttrice del rifugio: minestrone di fagioli al rosmarino, polpette profumate alle erbe di montagna, insalata e\u2026..polenta con il formaggio alpigiano. La stufa a legna scalda i locali, si accendono le lampade e si cena con i riflessi dorati del lago Miserin. Al rifugio oltre agli escursionisti si danno convegno anche i mandriani dei pascoli che fanno allegria con un bicchierino di genep\u00ec e i loro racconti che si fanno sempre pi\u00f9 espressivi nella lingua valligiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fatiche della prima giornata dell\u2019Alta Via 2 scompaiono dopo una notte nel silenzio delle vette. Il rifugio ha quaranta posti letto, \u00e8 aperto da giugno a settembre, \u00e8 bene prenotare: 340-9014630, lago.miserin@gmail.com.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo giorno: Miserin (2578) \u2013 F. Champorcher (2826) \u2013 Cogne (1545).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La finestra di Champorcher \u00e8 ben visibile dal rifugio Miserin e altrettanto la via che la raggiunge. Oltrepasso due laghetti, il Bianco e il Nero, quindi il sentiero si snoda in tornanti fra una pietraia di detriti dove spuntano il genep\u00ec, il semprevivo ragnateloso, l\u2019achillea, arrivo cos\u00ec al passo dove c\u2019\u00e8 un ricovero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla Finestra di Champorcher si entra nel Parco Nazionale del Gran Paradiso vero e proprio e da qui la vista spazia sulla valle di Cogne, lo scenario \u00e8 superbo. Dapprima una nuda landa di pietre, irte cime corrose dagli elementi, nevai e pi\u00f9 gi\u00f9 le forre nere delle foreste di abeti. Inizio la discesa ed ho la sorpresa dei primi incontri con gli abitanti selvatici del parco: un fagiano di monte con due piccoli che subito si mimetizza negli anfratti rocciosi di un dirupo. Proseguo per l\u2019alpeggio Peradz\u00e0 percorrendo il sentiero lungo il torrente Urtier dove una famigliola di marmotte si scalda giocando al sole mattutino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un fragore di pietre mi allarma: due camosci in fuga si stagliano sui picchi e scompaiono al di l\u00e0 della cresta. A Peradz\u00e0 \u00e8 facile perdere il sentiero. La segnaletica porta alla sinistra del torrente Urtier, dove ricomincia la mulattiera reale che porta a Lillaz. Indugio volentieri in questa valle perch\u00e9 ci sono molti altri animali da osservare: camosci, stambecchi, galli cedrone soprattutto sull\u2019Alpe Gollie. Nella parte bassa dell\u2019Alpe i dislivelli formano suggestive cascate e cascatelle che fanno dell\u2019acqua l\u2019elemento scenografico essenziale. A Tappes Londzes c\u2019\u00e8 un casotto, eredit\u00e0 della Riserva Reale di Caccia, utilizzata in estate dal guardaparco. Sul lato destro del Vallon de Urtier incontro Gret, un villaggio abbandonato, a 2020 m. pare fosse sia stato il primo insediamento umano di questa valle (529 d.c.). Arrivo a Cogne dopo dieci ore di marcia, \u00e8 il pi\u00f9 importante centro turistico della valle con alberghi importanti e gradevoli per ogni tipologia di spesa. Prudentemente ho prenotato l\u2019Hotel du Grand Paradis &amp; Spa La Baita che conta anche un\u2019ottima cucina ed ha un centro benessere che ti permette un relax completo prima di affrontare la salita al rifugio Sella. Questo hotel \u00e8 il pi\u00f9 antico della valle di Cogne. Da visitare a Cogne il Museo Minerario in localit\u00e0 Villaggio Minatori, Place Franz Elter aperto dal 2 giugno al 9 settembre dalle ore 11 alle 19, tel. 0165-749264. Il museo \u00e8 allestito in un villaggio antico (le miniere di ferro sul monte Crepa a 2500 m. erano note ai Romani e sono state in attivit\u00e0 fino al 1979. Una locomotiva, ora al museo, portava il materiale ferroso estratto alle acciaierie di Aosta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una manifestazione eccezionale che si tiene a Cogne, ogni due anni da ben venticinque, \u00e8 il Festival Internazionale del Film naturalistico trofeo \u201cStambecco d\u2019oro\u201d che vede cimentarsi i pi\u00f9 prestigiosi nomi delle case di produzione di documentari: National Geografic , BBC, ABC, New Zeland Television, NDZ, ORF, ed altre ancora, testimoni nel bene e nel male della vita sul pianeta Terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terzo giorno: Cogne (1540) \u2013 Rifugio Sella (2588) ore 4<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Alta Via\u00a0 2 porta a Valnontey per l\u2019attacco della mulattiera. Costeggio il prato Sant\u2019Orso che, fortunatamente, tale \u00e8 rimasto nei secoli. Viene sempre coltivato ed \u00e8 vanto dei cogneins. Sullo sfondo \u00e8 la candida parata dei ghiacciai del Gran Paradiso dai quali scendono le acque del torrente Valnontey. Questa valle e il vallone di Valeille, sopra Lillaz, sono particolarmente adatte per lo sci da fondo e quindi molto frequentate d\u2019inverno. Prima di intraprendere la salita al Sella il giardino Paradisia vale una sosta per ammirare la flora alpina e le piante officinali. E\u2019 una stazione di biologia montana di importanza internazionale ed il suo nome Paradisia deriva da un fiore molto raro : Paradisia liliastrum o giglio di monte, dal delicato profumo. Arrivare al rifugio Sella, nella conca del Lauson, \u00e8 facile e si fa in compagnia di molti escursionisti perch\u00e9 \u00e8 una meta ambita dalle famiglie. Lungo la strada, dopo il bosco, fanno la loro comparsa gli incontrastati abitatori dei dirupi, stambecchi e camosci, abituati alla presenza umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Rifugio Vittorio Sella, m 2588, ospita circa 150 persone, ma anche pi\u00f9 dato che per emergenza gli alpinisti vi possono pernottare in ogni spazio, comunque \u00e8 bene prenotare per godere di ogni confort.(Info: tel. 0165-74310, email: info@rifugiosella.com) I rifornimenti al rifugio sono assicurati periodicamente dall\u2019elicottero. Il Sella \u00e8 punto di partenza per molte escursioni d\u2019alta quota e scalate che i neofiti approfitteranno dell\u2019esperienza delle guide locali: la Grivola, la Gran Serra, l\u2019Herbetet vi aspettano ma con la massima sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con ramponi e corda sono partita alla cinque del mattino con una cordata che ha attraversato il ghiacciaio del Lauson, ora molto ritirato rispetto a trenta anni fa. Dalla Gran Serra un paesaggio sublime s\u2019estende sotto un cielo blu cobalto: il Gran Paradiso con i suoi 4061 m. e sulla sponda orografica destra della Valle d\u2019Aosta emerge in lontananza l\u2019aguzzo Cervino e il Monte Rosa ancora scintillante di neve. La conca del Lauson \u00e8 animata di ungulati, soprattutto al mattino e al tramonto quando camosci e stambecchi sono al pascolo e all\u2019abbeverata. Durante l\u2019assolato meriggio sono al riparo sotto le alte cenge e il loro mantello mimetico li nasconde alla vista dell\u2019uomo. Greppi, falchi, poiane ed aquile (quest\u2019ultime rare) si lanciano dai picchi lasciandosi trasportare dalle correnti ascensionali guatando la preda e perseguitandola fino a quando ne \u00e8 loro vittima. Le numerose marmotte ormai vivono anche a ridosso del rifugio dove i turisti generosi le nutrono per avere qualche facile foto ricordo. Lo stambecco pare essere l\u2019animale pi\u00f9 numeroso, circa tremila capi. Nel 1821 erano soltanto un centinaio, nel 1850 un migliaio, quattromila nel 1913 nonostante le battute di caccia dei reali. Lo stambecco si lascia avvicinare facilmente dall\u2019uomo, soltanto la femmina se ha i piccoli \u00e8 pi\u00f9 diffidente, come il camoscio. E\u2019 risaputo che l\u2019autunno \u00e8 il periodo degli amori ed i boschi risuonano delle stoccate delle corna dei maschi che combattano per le femmine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quarto giorno \u2013 Rifugio Sella 2584 \u2013 Colle Lauson 3296 \u2013 Eau Rousse 1666 \u2013 ore 10<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tre ore si arriva alla sommit\u00e0 del colle Lauson da dove si gode un superbo panorama: il massiccio del Gran Paradiso con gli alti picchi e la gigantesca cupola di ghiaccio. Tutt\u2019attorno morene con masse di pietre verdi, mica-calcescisti, massi erratici, sassaie mobili, circhi, tutto a testimoniare una vicenda glaciale ben pi\u00f9 imponente dell\u2019attuale. L\u2019Alta via dapprima percorre un dolce pianoro sulla costa del Lauson, poi si fa pi\u00f9 ripida con tornanti brevi, ma il sentiero \u00e8 ben segnato. Raggiungo il passo attraverso uno stretto passaggio esposto su una serie di strapiombi per una ventina di metri. Una catena di sicurezza corre lungo tutta la parte, quindi niente paura! Lo sguardo che s\u2019apre sulla Valsavaranche fa scoprire un paesaggio lunare: pietre grigie e rosse fino a L\u00e9vionaz, 2400, pascoli assolati e pi\u00f9 gi\u00f9 la verde forra del torrente Sav\u00e0ra. Dopo una ripida discesa si \u00e8 sovrastati dall\u2019imponente cima cuneiforme dell\u2019Herbetet. Una deviazione dall\u2019Alta Via 2 porta sotto la Punta Timorion dov\u2019\u00e8 una casa reale di caccia, punto di partenza per le scalate all\u2019Herbetet.\u00a0 La discesa verso Eau Rousse \u00e8 ombrosa, si attraversa una fitta foresta di Pinus silvestris, larici, abeti. Il sottobosco \u00e8 un tappeto di rododendri, di ginepro comune e mirtilli. Per un lungo tratto la foresta \u00e8 stata sconquassata da un\u2019enorme frana distaccatasi dalla costa dello Tsau, ma il bosco sta riconquistando il terreno. Il pernottamento si fa a Eau Rousse dove al Col Lauson ci sono molti alberghi e case vacanze per pernottare. Suggerisco l\u2019escursione a la \u201cRoussi\u00e8re\u201d, un salto di rocce dove si possono osservare una gamma di colori che vanno dal giallo al verde per diventare un rosso scuro. Questa tavolozza \u00e8 il dono dell\u2019azione delle acque sul terreno ricco di minerali di ferro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quinto giorno: Eau Rousse 1670 \u2013 Rifugio Vittorio Emanuele 2735 &#8211; ore 3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Eau Rousse interrompo la traversata per salire al rifugio Vittorio Emanuele nel cuore del Gran Paradiso. Da Le Pont prendo il sentiero 1 che in circa tre ore porta all\u2019ex casa reale di caccia. Vedo da vicino i candidi ghiacciai con i fronti un tempo estesi ed alti diversi metri: Ciarfaron, Tr\u00e9senta, Tribolazione, Roccia Viva, meta di bravissimi rocciatori di ogni nazionalit\u00e0. E\u2019 consigliabile inoltrarsi fra le bianche distese con la guida. Il panorama alpino \u00e8 di una forza straordinaria suggestiva. (HYPERLINK &#8220;mailto:info@rifugiovittorioemanuele.com&#8221;info@rifugiovittorioemanuele.com, tel. 0165-95920, 120 posti letto aperto da met\u00e0 marzo a met\u00e0 settembre, il locale invernale ha 40 posti). L\u2019edificio pi\u00f9 moderno presenta un tetto convesso ed \u00e8 stato iniziato nel 1932 e finito nel 1962, quello pi\u00f9 antico fu costruito nel 1884 dal CAI di Torino che lo intitol\u00f2 a Vittorio Emanuele II, primo presidente onorario del CAI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sesto giorno \u2013 Eau Rousse 1670 \u2013 Col di Entrelor 3007 \u2013 Rh\u00e8mes Notre Dame 1723 \u2013 ore 7<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Alta Via\u00a0 2 passa fra le case del centro abitato, piega a destra verso D\u00e8gioz, una comoda mulattiera larga 2 m sale a Orvieille dov\u2019\u00e8 una casa reale di caccia, era l\u2019ex accampamento, ora ristrutturato \u00e8 sede dei guardaparco: questo tratto \u00e8 il percorso reale pi\u00f9 agevole dell\u2019intera rete. Fino al lago Djouan \u00e8 un susseguirsi di morbidi alpeggi, sotto si estende una foresta fitta: \u201cLa Grande Bousse\u201d \u00e8 la foresta pi\u00f9 estesa della Valsavarenche.\u00a0 E\u2019 una posizione molto panoramica ma \u00e8 spesso nuvolosa; quando il velario di nubi si squarcia alle folate di vento, appare l\u2019intera catena montuosa che va dalla Grivola al Gran Paradiso. Si raggiunge il lago Djouan, uno specchio d\u2019acqua ingentilito da fiori bianchi a piumino, l\u2019eriophorum vaginatum, pi\u00f9 avanti s\u2019incontra il Lac\u00a0 Noire, piccolo e sovrastato da rocce nere. Il sentiero serpeggia fino al Col di Entrelor 3007, in una pietraia, qua e l\u00e0 zolle erbose di minuscoli fiori, tavolozze di colori che ingentiliscono la distesa di pietre. Alle due pomeridiane il sole \u00e8 a picco e s\u2019ode una scarica di pietre: sulla cresta appare un branco di camosci. Si gode il panorama delle due valli dell\u2019ultima tratta. I primi tornanti della discesa sono fra viva roccia, ripidi ed esposti. Sono rocce scistose che diventano scivolose in vaso di pioggia. Uno sprone di roccia rossa, come un vezzoso ricciolo di burro solidificato, domina la discesa. Le irte creste della Pointe Goillen sono abitate da falchi e greppi che veleggiano pigramente per poi scendere in picchiata. Faccio un incontro fortuito con un guizzante ermellino nel manto estivo beige. Due occhietti tondi, attenti, zampette cortissime. Sono affascinata: per dieci minuti corre su e gi\u00f9 come un pazzo, e sembra voglia distrarre l\u2019attenzione da qualcosa. All\u2019alpeggio di Entrelor pascola una grossa mandria, nella malga un montagnard sta facendo la fontina: 250 litri di latte cuociono in un pentolone di rame. L\u2019uomo sta mescendo per 45\u2019 il latte con un lungo bastone di legno. Poi con i teli puliti raccoglie il late cagliato, lo mette in una forma rotonda di legno. Otterr\u00e0 una fontina di 25 kg., la resa \u00e8 de 10 per cento. Il prodotto giornaliero della malga \u00e8 di due fontine, pani di burro e fiorello. Molti alpeggi fanno ritirare il latte dagli elicotteri che lo portano alle cooperative nella valle per la produzione industriale della fontina esportata in tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso il bosco e arrivo infine dopo due ore di marcia vivace a Rh\u00e8mes-Notre-Dame, sovrastata da una rupe somigliante a una cattedrale. Il sentiero \u00e8 agevole e i boschi di larici sono un incanto con bellissime fioriture di rododendri. Il villaggio \u00e8 piccolo, romantico, conta un centinaio di abitanti. Le strutture architettoniche della vecchie case sono intatte o rimaneggiate con gusto. Le vecchie case sono costruite in modo tale da evitare il \u201csoffio\u201d della valanga. Il fazzoletto di pianura che circonda il paese \u00e8 coltivato meticolosamente a verdure, sembra un quadro di Mondrian. La chiesa ha tuttora il suo camposanto , minuscolo come il paese. Il fondo valle \u00e8 chiuso dalla Granta Parei 3387 e dalla Grande Sassiere 3751, le colate dei ghiacciai arrivano fino a duemila metri. Le loro vette dominano per un lungo tratto la Valle di Rh\u00e8mes incisa profondamente dalla Dora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludo in bellezza il mio trekking delle quattro valli del Parco Nazionale del Gran Paradiso scendendo a Introd per recuperare l\u2019auto a Eau Rousse. A Introd, villaggio presente in valle fin dal neolitico, \u00e8 stato recentemente rinvenuta la sepoltura di una donna di Cinquemila anni fa. La nascita e il mantenimento di questo parco nazionale non \u00e8 stata indolore, avevo persino letto una scritta sbiadita: \u201cDacci oggi la nostra lince quotidiana\u201d, i bracconieri anni fa avevano persino ucciso un guardaparco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo ha il dovere di rispettare gli habitat naturali perch\u00e9 sono la casa di\u00a0 altri esservi viventi che condividono in nostro pianeta, soltanto che per vivere hanno bisogno di vette, ghiacciai, torrenti, rii, pascoli, foreste, boschi. Sono luoghi dai quali l\u2019uomo pu\u00f2 trarre un vantaggio psicofisico, una via di fuga, per non essere sopraffatto dalla vita sincopata della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il trekking che ho appena descritto ovviamente \u00e8 per coloro che camminano senza affrettarsi e vogliono godere della natura che li circonda. Invece, per coloro che vogliono percorrere la valle con le ali ai piedi, segnalo il \u201cTour de G\u00e9ants\u201d una competizione dura per duri che si tiene a settembre \u2013www.trerifugi.it\u00a0 \u2013 una corsa ad anello che parte da Courmayeur sulle Alte Vie 1 e 2, 330 km da correre in un tempo \u201cmassimo di 150 ore\u201d a quota 2000 e sotto i 4000 attraversando due parchi naturali, lambendo 30 laghi alpini e superando 25 colli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Testo e foto di\u00a0Pia Bassi<\/p>\n<p>________________________<\/p>\n<p>Ringraziamo Pia Bassi che ha gentilmente offerto questo testo e le foto a donnecultura.eu<\/p>\n<p>_______________________<\/p>\n<p>Solo la foto di copertina: di Lorenzo Bernabei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trekking sull\u2019Alta Via 2 della Valle d\u2019Aosta nelle quattro valli del Parco Nazionale del Gran Paradiso per un safari fotografico fra stambecchi, ermellini, aquile. 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