{"id":38770,"date":"2016-10-30T17:45:35","date_gmt":"2016-10-30T16:45:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=38770"},"modified":"2016-10-31T17:53:12","modified_gmt":"2016-10-31T16:53:12","slug":"arte-a-firenze-scoperte-e-massacri-ardengo-soffici-e-le-avanguardie-a-firenze-galleria-degli-uffizi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=38770","title":{"rendered":"Arte a Firenze &#8211; Scoperte e massacri. Ardengo Soffici e le avanguardie a Firenze &#8211; Galleria degli Uffizi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 26 Settembre 2016 al 08 Gennaio 2017<\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">FIRENZE<\/span><\/strong><br \/>\nGalleria degli Uffizi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CURATORI: <strong>Vincenzo Farinella, Nadia Marchioni<\/strong><br \/>\nENTI PROMOTORI:<br \/>\nMinistero dei beni e delle attivit\u00e0 culturali e del turismo<br \/>\nGallerie degli Uffizi<br \/>\nGalleria delle Statue e delle Pitture degli Uffizi<br \/>\nFirenze Musei<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">COSTO DEL BIGLIETTO:<strong> intero \u20ac 12.50, ridotto \u20ac 6.25<\/strong><br \/>\nTELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 055 2388651<br \/>\nE-MAIL INFO: ga-uff@beniculturali.it<br \/>\nSITO UFFICIALE: <a href=\"http:\/\/www.polomuseale.firenze.it\/\">http:\/\/www.polomuseale.firenze.it\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>La donazione di un autoritratto di Ardengo Soffici, da parte degli eredi del grande artista ed intellettuale toscano, agli Uffizi (Ardengo Soffici, Autoritratto, 1949, Firenze, Galleria degli Uffizi), ha stimolato l&#8217;idea di una mostra<\/strong> su questa figura di pittore, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">scrittore, polemista e critico d&#8217;arte,<\/span><\/strong> puntando l&#8217;attenzione in particolare sugli anni che lo videro assumere un ruolo di assoluto protagonista nell&#8217;aggiornamento della cultura figurativa italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; infatti da tempo riconosciuto che gli scritti di Soffici pubblicati tra il primo e il secondo decennio del Novecento e le iniziative culturali da lui sostenute e organizzate (come la Prima Mostra italiana dell&#8217;Impressionismo allestita a Firenze nel 1910) <strong>costituirono un momento decisivo per lo svecchiamento e il rinnovamento dell&#8217;arte in Italia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Non si \u00e8 tracciata, dunque, una semplice ricostruzione monografica del maestro di Rignano sull\u2019Arno, ma si \u00e8 andati oltre ricostruendone <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">il discorso polemico e l\u2019impegno intellettuale<\/span> <\/strong>attraverso opere su cui egli aveva appuntato la sua attenzione, tra le pi\u00f9 significative \u2013 sia in senso positivo che negativo \u2013 di <strong>una requisitoria che non conosceva mezzi termini, ma anzi si esprimeva sempre in toni fortissimi e decisivi&#8221;<\/strong> (Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa mostra su Soffici ha trovato <strong>una guida nel suo libro memorabile Scoperte e massacri. Scritti sull&#8217;arte, edito a Firenze da Attilio Vallecchi nel marzo del 1919, che raccoglie una scelta dei testi storico artistici pubblicati, per lo pi\u00f9 su \u201cLa Voce\u201d,<\/strong> a partire dal 1908. Alla data cruciale del 1919, <strong>appena conclusa la Grande Guerra, Scoperte e massacri si presenta come un vero e proprio spartiacque tra due epoche:<\/strong> quella delle avanguardie europee e quella del \u201critorno all&#8217;ordine\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra degli Uffizi si aprir\u00e0 con una rievocazione di un evento decisivo non solo per il giovane Soffici, ma per l&#8217;intera cultura fiorentina, <strong>la Festa dell&#8217;Arte e dei Fiori (18 dicembre 1896 &#8211; 31 marzo 1897). <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A 17 anni Soffici ha modo di visitare varie volte questo grande consuntivo di cinquant&#8217;anni d&#8217;arte italiana e europea: una mostra nata sotto l&#8217;ala protettiva del mito di Botticelli,<\/strong> come dichiarato esplicitamente dal manifesto di Attilio Formilli, con una Flora ispirata alla Primavera degli Uffizi visibile in apertura della mostra. Soffici adolescente risulta colpito, nel bene e nel male, da varie opere, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">\u201cma la vera rivelazione in quella mostra fu per me Segantini\u201d<\/span> <\/strong>testimoniato da L&#8217;angelo della vita (1894-95), prestigioso prestito dal Sz\u00e9pm\u0171v\u00e9szeti M\u00fazeum di Budapest.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1900 Soffici, ventenne, \u00e8 a Parigi in compagnia di Giovanni Costetti e Umberto Brunelleschi per visitare l&#8217;Esposizione Universale<\/strong>: la capitale francese viene sentita come l&#8217;unico luogo dove un giovane artista, liberandosi dalla soffocante provincia, pu\u00f2 trovare un contatto con la modernit\u00e0 pi\u00f9 bruciante e avventurosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi anni parigini, vissuti nell&#8217;ambiente delle riviste mondane e umoristiche, si collocano ancora entro una sfera simbolista: i suoi modelli di stile rimangono Puvis de Chavannes (Puvis de Chavannes, Le fanciulle e la Morte, 1872, Williamstown, Mass., Sterling and Francine Clark Art Institute) e Maurice Denis (Maurice Denis, I pellegrini di Emmaus, 1894-95, Saint-Germain-en-Laye, Mus\u00e9e d\u00e9partemental Maurice Denis), come testimoniato dal Bagno (1905 &#8211; 1906, collezione privata), l&#8217;unico pannello decorativo sopravvissuto tra quelli realizzati tra il 1905 e il 1906 per il Grand Hotel delle Terme di Roncegno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire <strong>dal 1904 comincia tuttavia a maturare in Soffici un primo interesse per le novit\u00e0 degli impressionisti e dei postimpressionisti,<\/strong> con la scoperta al Salon d&#8217;Automne delle <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">opere di Paul C\u00e9zanne e di Medardo Rosso.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frutto precoce del lungo periodo trascorso da Soffici a Parigi \u00e8 il <strong>celebre saggio su C\u00e9zanne pubblicato su \u201cVita d&#8217;Arte\u201d nel giugno del 1908,<\/strong> il primo studio organico apparso in Italia sull&#8217;artista: <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">C\u00e9zanne<\/span><\/strong> non \u00e8 pi\u00f9, come nel 1904, un protagonista del gruppo impressionista, ma ora, all&#8217;interno di una rilettura primitivista che ne accentua l&#8217;assoluta modernit\u00e0,<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> \u00e8 diventato il superatore dell&#8217;impressionismo e il precursore di Picasso<\/span> <\/strong>come attesta il dipinto, Paesaggio (Campagnes de Bellevue) del 1885-87 (Washington DC, The Phillips Collection).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;occasione di massacrare senza piet\u00e0 tutta la \u201cbella pittura\u201d che trionfava nei salotti borghesi e nelle grandi esposizioni internazionali,<\/strong> offerta dalle recensioni delle Biennali veneziane del 1909 e del 1910, si collega alla possibilit\u00e0 di poter <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">assistere alle celebri retrospettive di Courbet e Renoir,<\/span><\/strong> ricordate anche dal giovane Roberto Longhi <strong>come una vera e propria \u201cliberazione\u201d<\/strong> (Gustave Courbet, Il ponte dell&#8217;asino di (1864, New Haven, Yale University Art Gallery).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La fondamentale \u201cPrima esposizione italiana dell&#8217;impressionismo francese e delle scolture di Medardo Rosso\u201d, aperta a Firenze<\/strong> nei locali del Lyceum Club in via Ricasolidal 20 aprile al 15 maggio 1910, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">fu organizzata da Soffici ricorrendo ai principali mercanti parigini e ad alcuni illuminati collezionisti fiorentini:<\/span><\/strong> tra le opere esposte (con dipinti di C\u00e9zanne, Degas, Renoir, Monet, Pissarro, Gauguin, Van Gogh) spiccava l&#8217;antologia di <strong>17 sculture di Medardo Rosso,<\/strong> presentato compiutamente<strong> per la prima volta al pubblico italiano;<\/strong> dello scultore si espone in mostra per l&#8217;occasione l&#8217;Ecce puer, (1906, Venezia, Galleria internazionale d&#8217;Arte moderna di Ca&#8217; Pesaro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La passione per la pittura di Henri Rousseau, fomentata dalla riscoperta che gli ambienti dell&#8217;avanguardia parigina avevano attuato di quel linguaggio apparentemente cos\u00ec incolto ed infantile<\/strong> e divulgata da un coraggioso saggio apparso su \u201cLa Voce\u201d nel settembre del 1910, si collega, nel<strong> sistema critico di Soffici con la rivalutazione di quei prodotti di arte popolare (\u201cteloni da saltimbanco, vecchi parafuoco, insegne di latterie, di alberghi, di barbieri, di semplicisti&#8230;\u201d) che da tempo lo affascinavano:<\/strong> una \u201cstramba galleria\u201d che, nella memoria del critico, aveva preso il posto addirittura della Tribuna degli Uffizi (Ardengo Soffici, Natura morta (d\u2019apr\u00e8s Rousseau), 1939, collezione privata).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Frutto dei nuovi soggiorni parigini effettuati da Soffici tra il 1910 e il 1911, \u00e8 l&#8217;importante saggio su Picasso<\/strong> di cui si espone Pipa, bicchiere, bottiglia di Vieux Marc (e \u201cLacerba\u201d) (1914, Venezia, Peggy Guggenheim Collection) e George Braque (in mostra con Natura morta con chitarra, 1912, Milano, Museo del Novecento) pubblicato nell&#8217;agosto del 1911 su \u201cLa Voce\u201d: il testo, previsto in origine con tre illustrazioni, usc\u00ec senza corredo fotografico, per l&#8217;opposizione di un<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> inorridito Prezzolini (\u201cse pubblichiamo quella roba l\u00ec, non ci facciamo credere pi\u00f9 da nessuno\u201d),<\/span> <\/strong>e, pur costituendo una delle sue scoperte pi\u00f9 originali, venne esclusa, nel nuovo clima di ritorno all&#8217;ordine, dall&#8217;antologia del 1919.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spregiudicato <strong>corto circuito tra passato e presente che avviene spesso negli scritti d&#8217;arte di Soffici trova in El Greco un momento esemplare<\/strong>: l&#8217;artista, di cui era in atto in quegli anni una vera e propria riscoperta &#8211; come suggerito in mostra dalla grande tela del Mus\u00e9e d&#8217;Orsay di Parigi di Ignacio Zuloaga, Ritratto di Maurice Barr\u00e8s con veduta di Toledo, 1913, Parigi, Mus\u00e9e d&#8217;Orsay &#8211; <strong>viene riproposto come esempio di pittore capace di fuggire dalla \u201cpiovra\u201d accademica del Rinascimento italiano<\/strong> (in particolare da Michelangelo e da Raffaello) e di<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> incarnare il ruolo di \u201cprecursore\u201d della modernit\u00e0.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel maggio del 1911 Soffici, di ritorno da Parigi,<strong> visita la mostra futurista di Milano, di cui nel mese successivo redige una feroce e sarcastica stroncatura<\/strong>: cominciano cos\u00ec i <strong>rapporti, controversi<\/strong>, con il gruppo di artisti che si erano raccolti <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">attorno a Marinetti.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1913, con la nascita di \u201cLacerba\u201d, <strong>Soffici e Papini decidono di unirsi \u201call&#8217;unica forza di avanguardia che sia in Italia\u201d:<\/strong> ma la temporanea adesione al Futurismo, da parte di Soffici, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">risulter\u00e0 sempre condizionata dalle fondamentali premesse c\u00e9zanniane e cubiste maturate a Parigi e mai del tutto rinnegate<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo rivelano chiaramente le opere presentate nella mostra fiorentina di \u201cLacerba\u201d, organizzata con Ferrante Gonnelli, a partire dal novembre di quell&#8217;anno: Ardengo Soffici, Sintesi di un paesaggio autunnale, 1912-13, collezione privata; Carlo Carr\u00e0, Ritmi di oggetti, 1911, Milano, Pinacoteca di Brera; Umberto Boccioni, Studio per \u201cVuoti e pieni di una testa\u201d, 1912, Londra, Estorick Collection, e le scanzonate e dissacranti decorazioni murali ideate per la casa di Papini a Bulciano (Ardengo Soffici, Pannelli decorativi per la \u201cstanza dei manichini\u201d di Bulciano, 1914, Firenze, collezione privata).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Proprio la ricostruzione, mai fino ad oggi tentata, della cosiddetta \u201cstanza dei manichini\u201d di Bulciano costituisce uno dei punti focali pi\u00f9 emozionanti e spettacolari di questa mostra.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">La parentesi futurista di Soffici lo vide nel 1914 polemizzare con Boccioni,<\/span> <\/strong>staccarsi dalla cerchia del \u201cmarinettismo\u201d e fondare un autonomo gruppo fiorentino, non impedendogli di mantenere le antenne sensibili anche ad altre, antitetiche esperienze figurative: cos\u00ec si spiega, sempre nel 1914, il breve scritto dedicato ai fratelli Savinio e de Chirico, il musicista e il pittore, incrociati a Parigi, dove risulta acutamente evidenziata la prospettiva onirica e antimoderna che caratterizzava la produzione del prossimo capofila della Metafisica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La prima guerra mondiale costituisce per l&#8217;interventista Soffici, partito volontario per il fronte, non solo una lunga parentesi nell&#8217;attivit\u00e0 artistica, limitata quasi esclusivamente alla realizzazione, in collaborazione con Carr\u00e0 (di cui esponiamo La carrozzella, 1916, Rovereto, MART) e de Chirico, delle illustrazioni per la \u201cGhirba\u201d (un giornale di trincea), <span style=\"color: #ff00ff;\">ma anche una drammatica cesura psicologica e culturale. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dopo la guerra Soffici si presenter\u00e0 come \u201cun altro uomo\u201d, un intellettuale completamente trasformato:<\/strong> messe da parte le provocazioni delle avanguardie nei loro aspetti pi\u00f9 sovversivi, si cerca ora un nuovo punto di partenza, per giungere ad una ricostruzione dei valori e del linguaggio figurativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; questo il momento che vedr\u00e0 l&#8217;artista<strong> produrre alcuni dei suoi pi\u00f9 maturi capolavori,<\/strong> tra cui la sequenza di nature morte realizzate nel 1919 (Ardengo Soffici, Mele e calice di vino, 1919, collezione privata), in contatto con quel nuovo clima culturale che trova nella rivista \u201cValori Plastici\u201d, fondata da Mario Broglio, la sua pi\u00f9 compiuta espressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra a cura, come il catalogo edito da Giunti, di Vincenzo Farinella e Nadia Marchioni, \u00e8 promossa dal Ministero dei beni e delle attivit\u00e0 culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi, la Galleria delle Statue e delle Pitture degli Uffizi e Firenze Musei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 26 Settembre 2016 al 08 Gennaio 2017 FIRENZE Galleria degli Uffizi CURATORI: Vincenzo Farinella, Nadia Marchioni ENTI PROMOTORI: Ministero dei beni e delle attivit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":38578,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[10534],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38770"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38770"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38770\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38771,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38770\/revisions\/38771"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/38578"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38770"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38770"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38770"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}