{"id":41465,"date":"2017-01-13T16:45:15","date_gmt":"2017-01-13T15:45:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=41465"},"modified":"2017-01-15T16:16:15","modified_gmt":"2017-01-15T15:16:15","slug":"salute-il-cervello-umano-capace-di-riprendersi-da-traumi-anche-pesanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=41465","title":{"rendered":"Salute &#8211; IL CERVELLO UMANO &#8211; Capace di riprendersi da traumi anche pesanti"},"content":{"rendered":"<p>Il cervello umano \u00e8 capace di riprendersi da lesioni e traumi in modo sorprendente.<\/p>\n<p>La scienza ha dimostrato come\u00a0il cervello non sia una scatola impenetrabile, ma un organo in grado di connettersi al mondo esterno tramite i sensi e, spesso, sono proprio questi i canali sfruttati per intervenire in modo non invasivo e del tutto sicuro sulle strutture neuronali, cos\u00ec da <strong>recuperarne la funzione. In concreto, se un evento (un trauma, un ictus, un\u2019infezione ecc.) causa una lesione ad un\u2019area cerebrale, altri neuroni cercano di attivarsi per vicariare la funzione persa.<\/strong><\/p>\n<p>IL CERVELLO UMANO: UN VERO MIRACOLO. A UN ANNO DA UN TRAUMA CEREBRALE, TORNA A RICONOSCERE SUA MAMMA GRAZIE ALLA RIABILITAZIONE NEUROCOGNITIVA<\/p>\n<p>Dopo un gravissimo incidente, la diagnosi per Giovanni, un bambino di tre anni, sembrava senza appello: tetraparesi spastica. Ma, con un mirata riabilitazione, \u00e8 passato dallo stato vegetativo a riuscire a riconoscere il volto di sua madre. E non solo.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> Dietro queste piccole grandi conquiste c\u2019\u00e8 il lavoro del<span style=\"color: #000000;\"> Serafico di Assisi,<\/span> centro di riabilitazione <\/span><span style=\"color: #000000;\">all\u2019avanguardia,<\/span><\/strong> in particolare sugli studi sulla plasticit\u00e0 cerebrale.<\/p>\n<p>Il cervello umano<strong> \u00e8 capace di riprendersi da lesioni e traumi in modo sorprendente.<\/strong><\/p>\n<p>Per questo Giovanni, un bambino di 3 anni, \u00e8 tornato a riconoscere il volto di sua mamma a un anno da un trauma cranico che gli ha provocato un grave danno cerebrale. Non appena la vede, sorride. Un\u2019azione semplice come un sorriso \u00e8 una grandissima conquista per Giovanni. A seguito dell\u2019incidente, la diagnosi era impietosa: tetraparesi spastica; il suo quadro clinico era sovrapponibile ad uno stato vegetativo. Incapace di seguire con lo sguardo gli stimoli visivi e con la mancanza del controllo del capo, Giovanni accennava saltuariamente solo piccoli movimenti degli arti superiori non finalizzati; spesso dormiva e non era risvegliabile neanche se stimolato.<\/p>\n<p>I suoi genitori erano disperati quando lo hanno portato al Serafico, centro di riabilitazione per disabili gravi, convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale per trattamenti riabilitativi residenziali, semiresidenziali ed ambulatoriali. Oggi le sue condizioni di salute restano gravi, ma i progressi in questi 12 mesi lasciano ben sperare e riempiono il cuore dei suoi genitori e di tutti gli operatori dell\u2019Istituto di Assisi. \u201cSolo una mamma pu\u00f2 capire cosa posso aver provato nell\u2019attimo in cui mio figlio \u00e8 tornato a riconoscermi. Non ci sono parole, certe emozioni si vivono e si conservano nel cuore per sempre\u201d, racconta la madre di Giovanni. \u201cLa strada davanti a noi resta in salita e piena di curve, ma oggi la percorriamo con la consapevolezza di poterla percorrere senza paura\u201d.<\/p>\n<p>Oggi Giovanni \u00e8 capace di seguire con gli occhi non solo lo sguardo della persona che ha davanti, ma, se stimolato verbalmente, gira anche la testa verso la fonte. Oltre alla ripresa della capacit\u00e0 di controllo del capo, riesce anche in movimenti finalizzati degli arti, sia quelli spontanei che quelli su richiesta, come quando ad esempio gli viene detto: \u201cdammi un abbraccio\u201d, \u201cdai un pugno\u201d o \u201cdai un calcio alla palla\u201d. A questi progressi motori si accompagna anche un graduale miglioramento dello stato di coscienza, della capacit\u00e0 di riconoscimento delle voci, della modulazione delle emozioni e della capacit\u00e0 di ricercare il contatto delle persone. \u201cIl sorriso di Giovanni alla mamma non \u00e8 la risposta generica ad un\u2019interazione sociale, in quel momento lui riconosce davanti a s\u00e9 una persona significativa e manifesta la sua gioia con un sorriso\u201d, spiega Miguel un educatore del Serafico.<\/p>\n<p>Dietro queste conquiste c\u2019\u00e8 il lavoro riabilitativo-abilitativo-educativo che ha fatto registrare una graduale ripresa dello stato di coscienza, della capacit\u00e0 di riconoscimento delle voci e modulazione delle emozioni, della risposta motoria degli arti superiori verso oggetti e persone, di orientare gli occhi e controllare la testa (non ancora sincronizzati, ma entrambi presenti) e della capacit\u00e0 di ricercare il contatto delle persone con valenza affettivo-relazionale. Un cammino tutto in salita quello del piccolo Giovanni, che per\u00f2 ha trovato al Serafico un\u2019equipe multidisciplinare capace di accompagnarlo e guidarlo in questo percorso. \u201cAl suo arrivo al centro, \u00e8 stato delineato un progetto personalizzato, inizialmente incentrato soprattutto su un lavoro di maternage e stimolazioni corporee basali, finalizzate a favorire la relazione terapeutica e l\u2019interazione con l\u2019ambiente\u201d, dichiara Sandro Elisei, Direttore sanitario del Serafico. \u201cSuccessivamente \u2013 aggiunge &#8211; sono stati attivati percorsi riabilitativi-abilitativi quotidiani dell\u2019area motoria per il potenziamento, in particolare, delle abilit\u00e0 oculo motorie di base, dell\u2019attenzione visiva, dell\u2019inseguimento dello sguardo e dell\u2019orientamento del capo verso l\u2019oggetto proposto\u201d. Contemporaneamente Giovanni ha seguito percorsi dell\u2019area sensoriale con pluristimolazioni corporee con il metodo Snoezelen strutturate sia per incrementare l\u2019attivit\u00e0 motoria spontanea, sia per evocare stimoli propriocettivi per la percezione del corpo. Un ruolo fondamentale lo ha avuto anche l\u2019introduzione di un percorso di musicoterapia, quale mediatore e facilitatore di risposte motorie spontanee.<\/p>\n<p>NEUROPLASTICIT\u00c0 E RIABILITAZIONE, ECCO COME SI SPIEGANO I SUCCESSI DI GIOVANNI<\/p>\n<p>Negli ultimi secoli la medicina ha considerato il cervello come un organo immutabile e incapace di guarire. Le malattie neurologiche e degenerative erano viste come una condanna senza appello per il malato, i trattamenti farmacologici e riabilitativi poco efficaci o inutili. Ma la visione introdotta dalla neuroplasticit\u00e0, ossia la capacit\u00e0 del cervello di modificare la propria struttura e il proprio funzionamento, ha aperto la strada a possibilit\u00e0 terapeutiche rivoluzionarie. Nessuna falsa speranza, la storia di Giovanni e di tante altre persone, oltre a numerosi studi e ricerche scientifiche, <strong>dimostrano come il cervello non sia una scatola impenetrabile, ma un organo in grado di connettersi al mondo esterno tramite i sensi e, spesso, sono proprio questi i canali sfruttati per intervenire in modo non invasivo e del tutto sicuro sulle strutture neuronali, cos\u00ec da recuperarne la funzione. In concreto, se un evento (un trauma, un ictus, un\u2019infezione ecc.) causa una lesione ad un\u2019area cerebrale, altri neuroni cercano di attivarsi per vicariare la funzione persa<\/strong>. La neuroplasticit\u00e0 ha cambiato radicalmente l\u2019approccio riabilitativo: non pi\u00f9 concentrato solo sul deficit del paziente, ma anche alla ricerca di percorsi che interessano aree cerebrali sane o quiescenti e di tutte quelle capacit\u00e0 che possono favorire il miglioramento di una funzione compromessa o la guarigione.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019approccio neuroplastico riprende l\u2019antica eredit\u00e0 lasciata da Ippocrate e ci richiama alla consapevolezza che ogni percorso riabilitativo e di cura della persona, richiede il coinvolgimento attivo del paziente nella sua totalit\u00e0:mente, cervello, corpo e ambiente\u201d, osserva Sandro Elisei, Direttore sanitario del Serafico. \u201cL\u2019aspetto pi\u00f9 stupefacente, al di l\u00e0 delle tecniche, \u00e8 che oggi abbiamo la possibilit\u00e0 di dimostrare il modo in cui si \u00e8 evoluto il cervello, maturando sofisticate capacit\u00e0 neuroplastiche in grado di guidare un processo unico di crescita e guarigione\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019esercizio fisico e mentale e le stimolazioni neurosensoriali rappresentano due elementi centrali nei percorsi riabilitativi e nei processi di guarigione neuroplastica. Le moderne tecniche di neuroimaging funzionali, infatti, mettono in evidenza come l&#8217;attivit\u00e0 mentale non sia solo il prodotto del cervello, ma a sua volta un\u2019attivit\u00e0 che plasma il cervello: in questo senso, la neuroplasticit\u00e0 restituisce alla mente il suo ruolo nella medicina moderna e nella vita umana. Il ricorso a stimolazioni sensoriali, ricevute in varie forme fra cui il suono, la vibrazione, la luce, l&#8217;elettricit\u00e0 e il movimento, forniscono canali naturali e non invasivi che passano attraverso i sensi o il corpo per riattivare le capacit\u00e0 del cervello di guarire.<\/p>\n<p>\u201cSiamo consapevoli che l\u2019innovazione nel campo della riabilitazione e la ricerca ad essa collegata rappresentino oggi una grande sfida\u201d, dichiara Francesca Di Maolo, presidente del Serafico. \u201cL\u2019incontro tra le problematiche cliniche e le recenti conoscenze scientifiche della neuroplasticit\u00e0 stanno gi\u00e0 ispirando le future soluzioni innovative, che dovranno essere indirizzate a migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019assistenza e delle nostre prassi quotidiane nel difficile compito di prendersi cura della persona\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cervello umano \u00e8 capace di riprendersi da lesioni e traumi in modo sorprendente. 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