{"id":41616,"date":"2017-01-20T16:00:02","date_gmt":"2017-01-20T15:00:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=41616"},"modified":"2017-01-20T08:49:47","modified_gmt":"2017-01-20T07:49:47","slug":"arte-a-milano-marc-didou-pars-oculi-a-cura-di-philippe-daverio-elena-maria-gregoridaverio-e-marco-teseo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=41616","title":{"rendered":"Arte a Milano &#8211; &#8220;Marc Didou. Pars Oculi&#8221; &#8211; A cura di Philippe Daverio &#8211; Elena Maria GregoriDaverio e Marco Teseo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=41152\" rel=\"attachment wp-att-41152\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-41152\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Mostra-daverio-Milano-Marc-Didou_lancio.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"351\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Mostra-daverio-Milano-Marc-Didou_lancio.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Mostra-daverio-Milano-Marc-Didou_lancio-256x300.jpg 256w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>BIBLIOTECA DEL DAVERIO<\/strong><br \/>\n<strong>Piazza Bertarelli 4 &#8211; Milano<\/strong><\/p>\n<p>Marc Didou. Pars Oculi<br \/>\na cura di Philippe Daverio, Elena Maria Gregori Daverio e Marco Teseo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra<strong> &#8220;Marc Didou. Pars Oculi&#8221;, a cura di Philippe Daverio, Elena Maria GregoriDaverio e Marco Teseo, inaugura il ricco calendari<\/strong>o di eventi previsti nel corso del 2017 <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">presso la Biblioteca del Daverio.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In esposizione dal 19 al 25 gennaio<\/strong> sar\u00e0 infatti possibile ammirare le straordinarie opere di <strong>Marc Didou, artista francese, che da anni lavora sull&#8217;anamorfosi, sulle illusioni ottiche,<\/strong> sui giochi di luce e di prospettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un corpus di oltre 20 sculture, accompagnate da disegni e bozzetti, i suoi lavori uniscono il concettuale al figurativo, l&#8217;antico al moderno, offrendo allo spettatore la possibilit\u00e0 di interrogarsi sull&#8217;essere e l&#8217;apparire, sul reale e sul virtuale. Proprio attraverso distorsioni anamorfiche, infatti, i soggetti vengono parzialmente celati e ne \u00e8 possibile il riconoscimento solo guardando la rappresentazione da una posizione precisa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca di Marc Didou \u00e8 molto innovativa, <strong>orientata all&#8217;utilizzo di nuove tecnologie, attenta al processo di decostruzione &#8211; soprattutto del corpo umano &#8211; e unisce alle potenzialit\u00e0 espressive della scultura, quelle del linguaggio scientifico e nello specifico della tomografia a risonanza magnetica (RMT).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si crea di conseguenza un <strong>dialogo tra i materiali, quali ferro, bronzo, marmo, legno e imaging radiologico o dati informatici che divengono parte integrante per la realizzazione delle opere, <span style=\"color: #ff00ff;\">estremamente bilanciate e armoniche.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Molto significativo \u00e8 l&#8217;intervento sulla mostra di Philippe Daverio: &#8220;Pars oculi. L&#8217;occhio vuole la sua parte.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\"><span style=\"color: #000000;\">Questo lo sanno tutti ma Marc Didou lo sa pi\u00f9 degli altri,<\/span> il suo occhio non serve solo a guardare ma serve ad utilizzare l&#8217;intelligenza per vedere.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 cos\u00ec diventato pacifico per lui riscoprire quella tecnica curiosa che gener\u00f2 la curiosit\u00e0 dei curiosi: l&#8217;anamorfico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ne andavano ghiotti gli umanisti cinquecenteschi che avevano deciso di superare la prospettiva puntuale del Brunelleschi e il bifocalismo intuitivo di Leonardo<\/strong>, era nata allora la passione per i corpi ottici trasparenti o riflettenti che consentivano di ricomporre con il senso fisico della terza dimensione l&#8217;immagine piatta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una rivoluzione. Hans Holbein ne diede un esempio straordinario con il suo dipinto degli ambasciatori del 1533 dove questi uomini coltissimi s&#8217;appoggiano ad uno scaffale che raccoglie strumenti tecnici geofisici e musicali, secondo la miglior tradizione scolastica del quadrivio cio\u00e8 l&#8217;aritmetica la geometria l&#8217;astronomia e la musica.<br \/>\nMarc Didou ripercorre oggi una strada analoga e la rinnova. Corre all&#8217;opposto di Holbein:<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> all&#8217;aritmetica sostituisce il computer, alla geometria la restituzione plastica dell&#8217;immagine che si fa oggetto.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tutto porta in un&#8217;armonia musicale che sembra aprire la mente alle dimensioni del cosmo. E l&#8217;artifizio diventa opera. E il guardare diventa vedere. E il vedere diventa sorpresa. E la sorpresa apre la mente alle magie della fantasia&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cenni biografici: Marc Didou nasce nel 1963 a Brest, dove studia e frequenta la Scuola Superiore delle Belle Arti. Nel 1987 consegue un diploma di laurea in Espressione plastica e inizia a lavorare l&#8217;acciaio. Realizza le sue prime sculture in ferro battuto nel 1988. Numerose sono le sue mostre internazionali in spazi pubblici e privati. Espone la sua prima personale presso il Museo delle Belle Arti di Brest nel 1991. Il Fondo Regionale d&#8217;Arte Contemporanea della Bretagna gli dedica una mostra prima al TNB a Rennes nel 1993, poi, nel 1995, al museo della Cohue a Vannes. Nel 1996 debutta con la serie di sculture realizzate con la tecnica della risonanza magnetica, utilizzando le tecnologie dell&#8217;imaging biomedico. In seguito insegna alla Scuola Superiore delle Belle Arti di Brest, dal 1999 al 2004.<br \/>\nI suoi lavori sono esposti alla Galleria Martini&amp;Ronchetti di Genova nel 2002, 2005, 2009 e da diverse istituzioni d&#8217;arte in Italia fra cui il Museo d&#8217;arte contemporanea Villa Croce a Genova nel 2003 e la Fondazione Raggianti a Lucca nel 2004. Nel 2005 inaugura a Torino la scultura sonora &#8220;Eco&#8221;, collocata nel settore della Mole Antonelliana. Espone nel 2007 nel Regno Unito alla Queen&#8217;s University di Belfast. Nel 2009 \u00e8 a Genova alla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola e nel 2012 a Palazzo Loredan a Venezia.<br \/>\nNel 2015 partecipa al progetto &#8220;L&#8217;art au fil de la Rance&#8221; presso la cittadina francese di Plou\u00ebr sur Rance e al festival &#8220;Lieux Mouvants&#8221; di Lanrivain. Nel 2016 partecipa alla collettiva presso la Galerie Eulenspiegel di Basilea e la Galerie de Rohan di Landerneau lo accoglie con una personale. www.marcdidou.com<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Al termine della mostra alla Biblioteca del Daverio, si potranno vedere o chiedere informazioni sui lavori esposti presso Teseo Arte, galleria di riferimento dell&#8217;artista a Milano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coordinate mostra<br \/>\nTitolo Marc Didou. Pars Oculi<br \/>\nA cura di Philippe Daverio, Elena Maria Gregori Daverio e Marco Teseo<br \/>\nSede Biblioteca del Daverio &#8211; Piazza Bertarelli 4, Milano<br \/>\nDate 19 &#8211; 25 gennaio 2017<br \/>\nInaugurazione gioved\u00ec 19 gennaio, ore 18<br \/>\nOrari aperto tutti i giorni dalle 12.30 alle 19<br \/>\nInfo pubblico 02 91092271 &#8211; 338 2823376 &#8211; info@teseoarte.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BIBLIOTECA DEL DAVERIO Piazza Bertarelli 4 &#8211; Milano Marc Didou. 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